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Formula 1
, | 26 Settembre 2026

Formula 1, GP Azerbaijan, Considerazioni Sparse


Russell torna alla vittoria in Formula 1 battendo Verstappen in volata. Terzo Hadjar, quinto Antonelli. Ancora giù dal podio le Ferrari.

Prima che Albon la piantasse nel muro al giro 31 era stata una gara noiosissima, un'altra dopo Madrid. Russell era scappato via in partenza, mentre Piastri si era inserito in seconda posizione riuscendo a tenere dietro le velocissime Red Bull per più di mezza gara, di fatto agevolando la fuga del pilota inglese della Mercedes. Dati alla mano – e la seconda parte di gara lo ha dimostrato – solo Verstappen poteva tenere il passo di Russell, ma la Red Bull faticava troppo a stare dietro a Piastri nel settore centrale e così il sorpasso sul lungo rettilineo finale diventava di fatto impossibile.

Proprio la grande differenza tra la conformazione dei vari settori di Baku – che rappresentano sempre una sfida impegnativa per gli ingegneri – ha reso la gara ricca di battaglie ravvicinate ma povera di sorpassi, con l'assenza del DRS nell'ultimo settore che ha fatto il resto. L'azione, infatti, si è concentrata ancora una volta alla partenza e nei due restart dopo le Safety Car.

Già, perché dopo la prima Safety Car Verstappen – a quel punto su gomma soft, la più performante oggi – ha finalmente superato Piastri per la seconda posizione e si è incollato a Russell. Nel mentre Colapinto, nelle retrovie, decideva di lasciare a casa il pedale del freno e terminare la gara delle due Alpine – fin lì a punti senza problemi e ormai stabilmente quinta forza – oltre a quella, fino a quel momento anonima in settima posizione, di Lando Norris.

Altra Safety Car dunque, dopo la quale stavolta ad autoeliminarsi è stato Oscar Piastri, fino a quel momento autore di un'ottima gara vanificata con un lungo in curva 1 che lo ha escluso dai punti. Alla ripartenza, gestita perfettamente da Russell, lui e Verstappen sono andati via, lasciando le briciole agli altri. A suon di giri veloci hanno scavato un margine di dieci secondi in dieci giri rispetto al terzo, quell'Hadjar tornato dopo tre gare di stop per infortunio e subito bene a podio. Tra l'altro, la Red Bull non metteva a segno un doppio podio addirittura da inizio 2024.

Eppure, alla scuderia di Milton Keynes continua a mancare la vittoria, nonostante Verstappen l'abbia veramente assaporata da vicino per la prima volta in questa stagione. Negli ultimi dieci giri, infatti, l'olandese si è incollato agli scarichi di Russell, cercando di indurre l'inglese – che però è stato perfetto – all'errore.

Missione fallita, anche a causa di una Red Bull potentissima di motore ma troppo troppo scarica nel tratto lento. La parte finale della gara, infatti, ha ricordato la prima parte in cui davanti a Max, al posto dell'inglese, c'era Piastri. E in entrambi i casi il quattro volte campione del mondo arrivava sul rettilineo finale sempre ad almeno un secondo da chi lo precedeva, non riuscendo mai ad attaccarlo.

Alla fine, Verstappen ha concluso a due decimi da Russell, con un arrivo in volata che non si vedeva da anni e che ha ravvivato una gara molto noiosa nei suoi primi due terzi. Un buon risultato, però, se si considera il problema alla batteria di ieri, la partenza in ottava posizione e il citato podio anche di Hadjar.

In tutto questo, dietro proseguiva la rimonta di Antonelli, partito 16° dopo il gravissimo errore delle qualifiche. Gravissimo perché totalmente non necessario in Q1, anche se in quella curva 1 tagliata eccessivamente c'è tanto dello stile di guida di Antonelli e tanto di come, invece, questa pista si addica allo stile meno aggressivo di Russell. Ad ogni modo, stavolta la rimonta di Antonelli è stata molto più lenta rispetto a Monza, favorita dall'harakiri Alpine-Norris e conclusa al quinto posto dopo aver passato nel finale uno spento Lewis Hamilton. Le simulazioni pre-gara lo davano quinto e così è stato, ma l'errore di ieri – il primo ed unico dell'anno – gli ha tolto un podio facile.

E le Ferrari? Disperse pure oggi, anche se alla fine Leclerc arriverà a due secondi dal podio, riuscendo a tenere dietro Antonelli nella volata finale. Pronti via e il monegasco è stato passato in partenza da Piastri (tutti quelli partiti sullo sporco hanno perso posizioni) e poi è stato sverniciato sul rettilineo da entrambe le Red Bull.

Con Hamilton non pervenuto – ha passato praticamente tutta la gara fra la sesta e la settima posizione – Leclerc ha quantomeno avuto il merito di tenere viva la gomma e di non crollare. La Ferrari ha sofferto tantissimo la prima parte dello stint con le morbide, mentre dopo ha tenuto botta e, anzi, con le medie non ha sofferto. Anche se è impressionante il distacco (14 secondi) accumulato nei pochi giri dopo l'ultima Safety Car.

Per la Ferrari è la quinta gara consecutiva giù dal podio – che manca dal 19 luglio – e l'attenzione del weekend è stata catalizzata più dalle voci di avvicendamento di Vasseur con Christian Horner piuttosto che sul brutto responso della pista. La P2 di ieri di Leclerc in qualifica, poi, sembra più figlia di una scia nell'ultimo settore che di meriti della macchina, in costante mancanza di velocità.

Tra l'altro, il deficit di motore ha penalizzato la Ferrari non solo nell'ultimo settore – cosa che tutti ci aspettavamo – bensì anche negli allunghi del primo settore e nell'accelerazione che porta in discesa all'ultima curva. E in tutto questo, la macchina sembra anche peggiorata nel corso dell'anno. In questo digiuno di podi che dura da cinque GP, infatti, ce ne sono 2/3 in cui la Ferrari di inizio anno sarebbe stata più competitiva di quanto non lo sia stata quella attuale.

Il termine è abusato ma si può parlare di profondo rosso, anche se forse già settimana prossima in Malesia le condizioni dovrebbero essere più favorevoli. Oggi, però, l'unica notizia positiva sono i venti punti guadagnati sulla McLaren, ma il merito va agli errori marchiani di Norris e Piastri e non certo alla rossa.

Tema motore che tra l'altro è servito per ribadire ulteriormente come la Mercedes sia anni luce avanti a tutti da quel punto di vista. Vero che anche la Red Bull andava fortissimo nell'allungo finale, ma se il team di Mekies faticava nel resto del giro, la Mercedes con Russell ha costruito pole e vittoria anche e soprattutto nei rettilinei del primo settore ed in generale in tutte le zone di uscita dalle curve lente.

Il motore di Brackley ha una coppia esplosiva in uscita da tutte le curve, e appena l'inglese metteva il piede sull'acceleratore la macchina rispondeva in modo perfetto, anche grazie ad un retrotreno particolarmente stabile. Se si osservano gli onboard e i dati dell'inseguimento finale di Verstappen, emerge come quest'ultimo abbia dovuto guidare molto più al limite per far segnare quei tempi straordinari, mentre la macchina di Russell appariva molto più bilanciata.

Inoltre, l'ulteriore step di motore fatto da Monza in poi – probabilmente hanno capito di poter rischiare dal punto di vista dell'affidabilità – garantisce alla Mercedes di sbloccare potenza in più in qualifica (come dimostra il gap rifilato da Russell a Leclerc ieri, oltre otto decimi, roba che non si vedeva da anni). Per questo non è lesa maestà parlare di occasione persa per Antonelli.

Occasione non tanto di allungare, quanto di perdere meno punti rispetto a Russell. L'inglese, infatti, si è portato oggi a -66 con almeno sei gare rimanenti, che potrebbero essere sette in caso di inserimento di Imola o otto qualora – ma è difficile – venissero confermati i gran premi di Qatar e Abu Dhabi. Il margine è ampio e l'italiano ha avuto il primo passaggio a vuoto di una stagione stellare, ma sicuramente l'inglese si è messo nella situazione per lui congeniale di non avere più nulla da perdere.

E scrivo questo senza voler togliere nulla a Russell che in questo weekend è stato semplicemente perfetto: Antonelli gli è stato dietro fin dalle libere, la pole di ieri è stata straordinaria e oggi ha fatto segnare giri veloci in continuazione, tenendo dietro Verstappen con grande autorità. Un ottimo modo per mettere a segno il suo primo Grand Chelem in carriera.

Last but not least la solita nota di demerito per la direzione gara e per la Formula 1 in generale. Per la prima va sottolineato come in modo assurdo non sia stata messa una Safety Car (o almeno una Virtual) all'ultimo giro con la vettura di Bottas metà nel muro e metà in traiettoria. Pericolosissimo. Per quanto riguarda il resto, invece, non si può non far notare come anche oggi le mescole Pirelli fossero praticamente indistruttibili. I primi della classe avrebbero potuto addirittura fare tutta la gara con le gomme soft, con conseguenze soporifere per lo spettacolo.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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