
La Bussola - 5° giornata di Serie B 2026/2027
Torna a cantare il Gallo Belotti nella giornata delle doppiette; sospiro di sollievo per la Samp alla prima vittoria stagionale mentre il Palermo tenta il primo allungo in cima alla Serie B.
La Serie B non è un campionato: è un viaggio criptico in un continente parallelo, dove le coordinate saltano ogni weekend e la geografia cambia a seconda di come soffia il vento. Tra nobili decadute che inseguono il trono, neopromosse sfrontate, piazze calde che ribollono di passione e campi ostici dove la sopravvivenza viene prima della tattica, orientarsi nel caos della cadetteria è un'impresa per cuori forti. Ogni giornata è una mappa da decifrare, un percorso a ostacoli tra sogni di gloria e incubi playout. Benvenuti su La Bussola, il nostro atlante del campionato più folle e imprevedibile d'Italia: mettetevi comodi, qui non si sa mai dove si va a finire.
Quinta giornata di Serie B che fa da primo mini-bilancio della stagione con la sosta per le nazionali. La classifica è ovviamente molto compatta ma iniziano a formarsi i primi gruppetti, con le squadre che hanno fatto vedere pregi e difetti che verosimilmente le accompagneranno per il proseguo della stagione. A guidare il campionato è il Palermo di Filippo Inzaghi, che va alla sosta da prima in classifica e manda un messaggio a tutte le concorrenti; in fondo, prova a rialzarsi la Samp con la prima vittoria stagionale contro un Catanzaro sempre più in crisi, mentre rimane a un solo punto la Carrarese con la panchina di Cioffi che potrebbe saltare in queste ore.
Da segnalare, inoltre, il primo 0-0 della stagione nella sfida tra Cremonese ed Entella: quasi uno smacco per un campionato spettacolare e ricco di reti come la Serie B. Partita a reti bianche a parte, questo turno è stato caratterizzato dalle doppiette dei bomber: Vavassori, Silipo e Mosquera hanno guidato le proprie squadre alla vittoria, per altro tutte in rimonta, grazie alle loro reti. A proposito di bomber, il ritorno al gol di Andrea Belotti, il primo con la maglia del Modena, è una splendida notizia per un attaccante troppo presto dimenticato e che ha deciso di rimettersi in gioco in cadetteria dopo il terribile infortunio dello scorso anno.

Approdo del Re: Palermo-Padova 2-1
La Serie A è il trono più ambito e la corsa per la promozione è una gara senza esclusione di colpi. “Approdo del Re” è il racconto del big match di giornata, dove le aspettative altissime e il peso della pressione si scontrano con la realtà del campo, in una corsa per la vetta tra insidie e ammutinamenti.
Che il Palermo fosse una delle favorite per la promozione diretta era abbastanza prevedibile; che avesse sin da subito la forza e la consapevolezza di poter ribaltare le partite storte senza scomporsi, con pazienza e qualità, era forse meno scontato. Quest’anno la macchina di Inzaghi sembra non avere limiti e la partita contro il Padova ne è la dimostrazione.
Gli ospiti se la giocano a viso aperto e trovano il gol vantaggio con Pastina. Allo scadere della prima frazione Vavassori trova l’importantissima rete del pareggio su una bella palla di Johnsen, vero uomo in più di questo avvio di stagione per i rosanero. La stessa combinazione si ripete anche per il gol del sorpasso a poco meno di 10’ dalla fine, dopo aver rischiato più di qualcosa sulle ripartenze della squadra di Calabro.
Il giovane talento in prestito dall’Atalanta trova così i primi due gol in Serie B dopo essersi già sbloccato in Coppa Italia e va a formare un reparto offensivo veramente completo con Johnsen (già a quota tre gol e quattro assist) e Pohjanpalo. Proprio il finlandese sembra il meno lucido, forse un po’ in ritardo di condizione: quando entrerà a pieno regime, e siamo sicuri che succederà come è sempre stato in Serie B con l’arrivo della stagione fredda, per le difese avversarie saranno davvero guai.
Il Padova esce a testa alta da uno dei campi più difficili del campionato, avendo giocato a viso aperto contro una squadra costruita con un altro budget e altre ambizioni. Il lavoro di Calabro si vede e la speranza è quella di ottenere una salvezza meno tribolata rispetto all’anno scorso con la fiammella Playoff sempre accesa.
Il Labirinto: Mantova-Pisa 2-2
La corsa playoff è un dedalo fitto e tortuoso, dove le gerarchie si rovesciano in novanta minuti e la via d'uscita sembra sempre a un passo ma irraggiungibile. Questa categoria racconta quel groviglio di squadre dove l'imprevedibilità regna sovrana e per trovare la retta via serve un colpo di genio.
Perde la testa della classifica ma riacciuffa all’ultimo la partita il Mantova di Modesto, che va quindi alla sosta da imbattuto. L'allenatore dei biancorossi può essere soddisfatto dell'inizio di Serie B dei suoi, anche perché al Martelli arrivava il Pisa che, al netto di un inizio di campionato sottotono e con più difficoltà del previsto, rimane una squadra di grande qualità e con l’obiettivo dichiarato di tornare subito nella massima serie.
La partita è apertissima e vivace. I padroni di casa trovano subito il vantaggio con Gliozzi ma vengono ripresi e superati a cavallo dei due tempi dalle reti di Pittarello e Moreo. La squadra di Bianco troverebbe anche il gol dell’1-3 che con ogni probabilità avrebbe chiuso la contesa ma un fuorigioco millimetrico strozza l’esultanza di Rao. Così, allo scadere, la combinazione tra Bragantini e Tomasevic libera Vlahovic che trova la zampata per il pareggio facendo esplodere l’esultanza dei tifosi. Modesto, espulso nel corso del secondo tempo, non può che fare i complimenti alla sua squadra e durante la sosta dovrà essere bravo a mantenere alta la concentrazione per non cedere al troppo entusiasmo.
Occasione sprecata, invece, per il Pisa che per come si era messa la partita stava già pregustando una vittoria che sarebbe stata vitale per trascorrere qualche settimana serena dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative. La doccia fredda del pareggio, comunque, non cancella un’ottima prestazione contro una delle squadre più in forma di questo avvio e mette in mostra tutto il potenziale offensivo di una squadra che forse ha solo bisogno di registrare la fase difensiva. Queste settimane di sosta potrebbero essere perfette per permettere a Bianco di oliare i meccanismi della sua squadra e spingere sull’acceleratore al ritorno in campo.
La Palude: Sampdoria-Catanzaro 2-1
Viscosa, fangosa e spietata: la zona playout è un pantano da cui è maledettamente difficile tirarsi fuori una volta che ci si rimane impantanati. È il regno della lotta salvezza, dove la bellezza del gioco lascia spazio alla nuda sopravvivenza e ogni pallone diventa una questione di dentro o fuori.
Sembrava l’ennesima partita beffa per la Sampdoria e invece si è rivelata un colpo basso per un Catanzaro ormai in crisi: la partita del Ferraris è stata una girandola di emozioni, tra colpi di scena e ribaltamenti di risultato.
Le due squadre arrivavano al confronto in una situazione di classifica e morale abbastanza simile: la Samp era ferma a un solo punto in Serie B, con l’ambiente infuocato e Corradi già sulla graticola; il Catanzaro aveva trovato la prima vittoria in campionato ma era reduce da un avvio di stagione ben al di sotto delle (forse troppo) alte aspettative.
L’autogol di Gartenmann allo scadere del primo tempo avrebbe potuto atterrare una squadra già in difficoltà come i blucerchiati, anche perché l’immediata reazione del secondo tempo che aveva portato in dote il pareggio di Insigne era stata strozzata dal fuorigioco del fantasista napoletano. Eppure la squadra di Corradi non ha mollato e sempre sulle spalle di Insigne è riuscita a trovare il gol del pareggio.
A metà ripresa un’altra doccia fredda: intervento scomposto e francamente inutile di Abildgaard su Pafundi e rosso diretto. In vantaggio di un uomo il Catanzaro ha preso il sopravvento sfiorando più volte il vantaggio ma un pasticcio difensivo tra Antonini e Candela regala a Begic il gol del clamoroso 2-1. Corradi salva così la panchina, i tifosi blucerchiati possono finalmente festeggiare la prima vittoria in campionato e chissà che dopo la sosta non inizi una nuova stagione per il Doria.
Mastica ancora amaro, invece, Gorgone: la posizione in classifica non rispecchia né il valore della squadra né quanto fatto vedere in campo ma la situazione di difficoltà permane ed è innegabile. Utilizzare queste settimane di pausa per resettare un brutto inizio e ripartire con il piede giusto deve essere l’imperativo per una squadra che negli ultimi anni ha abituato i suoi tifosi a ben altri sogni e scenari.
La Giostra: Arezzo-Sudtirol 1-4
Spettacolo puro, difese ballerine e capovolgimenti di fronte da stropicciarsi gli occhi: “La Giostra” celebra la partita più folle ed emozionante del fine settimana. Un grand prix di gol e adrenalina pura dove spesso la tattica salta in aria e resta solo il divertimento del pallone.
C’è un’altra squadra imbattuta in queste prime cinque di campionato ed è il Sudtirol. I ragazzi di Possanzini hanno iniziato la stagione nel modo migliore possibile e ora vanno alla sosta da secondi in classifica con la miglior difesa del torneo (solamente tre le reti subite in queste prime cinque giornate).
La sfida ad Arezzo era molto insidiosa e si è rivelata ben più difficile di quanto non dica il risultato finale. Nonostante il predominio ospite del possesso palla, i padroni di casa hanno avuto diverse occasioni per passare in vantaggio e guardando le statistiche sembra quasi impossibile che il risultato finale sia stato di 1-4. Lo spartiacque del match è stata la rete di Rispoli allo scadere del primo tempo: un durissimo colpo per il morale della squadra di Bucchi che infatti nel secondo tempo perde completamente le distanze e subisce le imbucate di un Sudtirol spietato nel convertire tutte le occasioni.
I gol sarebbero potuti essere addirittura cinque prima della rete della bandiera di Mancuso. Proprio questo è uno dei punti su cui dovrà lavorare maggiormente il tecnico romano: la sua squadra gioca bene, crea occasioni ed è anche capace di concretizzare, ma la difesa è da sistemare al più presto. Sono già 13 le reti subite, peggior dato del torneo, e una volta perse le misure la fase difensiva scompare, come dimostrano le goleade subite da Verona e appunto Sudtirol.
Per gli uomini di Possanzini, invece, è festa grande: il secondo posto non deve illudere perché il campionato è ancora lunghissimo ma è uno stupendo biglietto da visita per il prosieguo della stagione. La fase difensiva, eredità dell’ermetica gestione Castori, sembra essere un punto di forza su cui sviluppare le trame offensive tanto care al nuovo tecnico: i presupposti ci sono tutti, il campo darà le sue risposte.
La Bottega: Andrea Silipo
La Serie B è l'officina d'Italia, il luogo in cui i giovani talenti mettono in mostra le stimmate del predestinato e i singoli decidono le partite con colpi di classe superiore. Qui accendiamo i riflettori sull'MVP di giornata o sulla gemma grezza che ha illuminato il weekend cadetto.
La rimonta dell’Ascoli sull’Avellino porta un nome e un cognome: Andrea Silipo, classe 2001, professione attaccante, alla prima stagione in Serie B (col Palermo aveva giocato solo in Coppa Italia senza mai esordire in campionato) dopo tanta gavetta in Serie C una volta terminato il percorso nelle giovanili della Roma.

Arrivato in cadetteria con la fame di chi vuole lasciare il segno, Silipo si è presentato al campionato dando il via alla clamorosa rimonta del Bentegodi alla prima giornata di questa stagione. Mancava però ancora la gioia del gol davanti ai propri tifosi e nella sfida contro l’Avellino ha deciso di mettere in piedi un vero e proprio show, nonostante la sfortuna abbia provato in ogni modo a intralciare i suoi piani.
Nel primo tempo il suo gol in pallonetto viene annullato per fuorigioco, a inizio ripresa la punizione si stampa clamorosamente sulla traversa; pochi minuti dopo, però, arriva la gioia di un gol pesantissimo perché è quello del sorpasso, prima del 3-1 che chiude definitivamente la partita. Il suo sinistro non ha lasciato scampo a Martinelli e scommettiamo che ci saranno altri portieri a doversi arrendere al mancino dell’Ascoli.
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