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Fiorentina Napoli
, | 20 Settembre 2026

Fiorentina-Napoli 1-1, Considerazioni Sparse


Un punto a testa al Franchi per Fiorentina e Napoli. Jimenez risponde al vantaggio di Gilmour.

Fiorentina e Napoli si dividono la torta con qualche infamia e qualche lode, ma in un sostanziale equilibrio confermato dal risultato. Partita sempre in bilico, con due squadre mostratesi a tratti anche brillanti dell'attaccare, e molto più balbettanti dietro complici i tanti capovolgimenti di fronte e un ritmo generalmente alto. Tutto sommato, un punto che dà un piccolo boost di fiducia ulteriore alla squadra di Vanoli (due vittorie e un pari con lui in panchina dopo i tre ko iniziali con Grosso), mentre Allegri alla fine "limita i danni" tra i mille problemi di gioco e infermeria degli azzurri, pur con una punta di amaro per almeno un paio di interventi salva-risultato di De Gea.

Dopo i successi contro Pisa in Coppa Italia e soprattutto contro Venezia in campionato, Vanoli sceglie la continuità nell'undici di partenza. Scelta che prova a far leva sulle qualità associative dei giocatori offensivi viola (nei primi venti minuti saliti più volte in cattedra, Fagioli su tutti), ma che riporta allo stesso tempo in auge gli stessi problemi difensivi intravisti al Penzo e sepolti sotto la goleada. Viery in posizione di terzino bloccato risulta un giocatore estremamente manipolabile con movimenti e sovrapposizioni, nella cornice di una squadra che quando è chiamata a difendersi prova sì a prendere alto l'avversario, ma d'altra parte, una volta vistasi superata nella prima linea di pressione, tende a inchiodarsi sulle proprie posizioni. Nel primo tempo gli attacchi sul lato destro del Napoli sono stati scolastici eppure sempre fonti di pericolo, per la mancanza di un chiaro riferimento difensivo sugli scivolamenti e su chi dovesse entrare nella linea a chiudere gli spazi.

Non è del tutto un caso se, dopo lo svantaggio per mano di Gilmour da calcio d'angolo (i piazzati, altro storico tallone d'Achille della squadra di Vanoli) e un'apnea sostanziale durata fino all'intervallo, l'ingresso di Valdepenas al posto di Viery alla ripresa del gioco preceda di poco il pari viola. Certo, il gol di Jimenez – con la pesante e decisiva deviazione di Marín – arriva dalla corsia opposta; ma l'inserimento dell'ex Real Madrid aiuta a scuotere la Fiorentina sul piano emotivo e riporta l'iniziativa ai viola, con ora Politano e Di Lorenzo chiamati a preoccuparsi delle incursioni sulla loro fascia di competenza. Nella lettura complessiva della gara, Vanoli ha dato la sensazione di esser più sul pezzo rispetto ad Allegri nelle correzioni: se è vero che gli infortuni hanno limitato le scelte del tecnico livornese, gli ingressi di Lucca per Hojlund (disinnescato dal miglior Dragusin stagionale) e di Neres (perché piuttosto non Vergara, se proprio non si voleva rinunciare a De Bruyne?) per Noa Lang già al 58' sono apparsi ben poco risolutivi, forse persino togliendo margine alle possibilità di far leva sulle debolezze della Fiorentina quando era chiamata a difendersi in maniera posizionale. Di contro, Favasuli probabilmente doveva entrare prima nonostante la buona prova di Politano.

Dire delle criticità del Napoli nella prima impostazione del gioco – vistesi a tratti anche contro questa Fiorentina strutturalmente carente in fase di non possesso – pare ripetitivo. Allora a colpire sono piuttosto le fragilità difensive degli azzurri, ben lontani dalla narrazione che aleggia sulle squadre di Allegri. Tanti, tantissimi i rischi presi dagli azzurri, che hanno mostrato una forte tendenza a spaccarsi in due e a lasciare ampie porzioni di campo scoperte, nonostante i due mediani Gilmour e Lobotka si siano fatti in quattro per mettere pezze e ordine nel caos. C'è il rischio in tutto ciò che si inneschi un meccanismo autodeprimente nella testa dei giocatori: con così poco controllo sulle gare e, al netto del calendario non banale finora, i punti che sostanzialmente latitano, la spesso sbandierata capacità di Allegri di inquadrare e metter in fiducia le proprie squadre potrebbe venir a mancare fin troppo presto, con possibili conseguenze (visti i precedenti degli ultimi anni) non da poco sulla stagione del Napoli.

Se una settimana fa le connessioni Atta-Mastantuono erano state la chiave di volta della Fiorentina, quest'oggi proprio l'incisività nella corsia centrale è mancata anche a causa di una verve minore del francese. L'ex Udinese (peraltro con a referto una traversa colpita) ha un po' faticato a trovare la posizione, rifugiandosi spesso nella sua zona comfort sul centrosinistra e finendo però per perdere presenza nel gioco viola. L'ingresso di un Gonçalves al suo posto non ha migliorato la situazione, con il Pote che ancora accusa un certo ritardo di condizione. Tuttavia, anche queste mancanze possono esser viste con una prospettiva positiva: si tratta di migliorare meccanismi e forma di una batteria offensiva potenzialmente esplosiva, che anche in questa partita sotto il sole cocente e non brillantissima ha fatto intravedere le sue risorse. I crucci per Vanoli restano dietro: al di là della soluzione da ritrovare sul lato sinistro della difesa, la Fiorentina deve definire le consegne in non possesso per esterni e mediani. Per quanto in apparenza controintuitiva, dopo la pausa l'opzione di una coppia in mediana Oulai-Fagioli potrebbe esser la via per una squadra dall'approccio spiccatamente offensivo e che ha bisogno della palla tra i piedi per esaltarsi.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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