
Roma-Inter 2-2, Considerazioni Sparse
Le doppiette di Koné e di Lautaro decidono il big match tra Roma e Inter.
È solo la quinta giornata di campionato ma il calendario mette già di fronte le uniche due squadre a punteggio pieno, una che ci si ritrova con entusiasmo e sogni da alimentare, l'altra quasi obbligata ad esserci e non senza patemi d'animo nelle ultime partite.
Da un lato la Roma di Gasperini, un passato di soli settantatré giorni alla guida dell'Inter e una statistica assolutamente negativa contro i nerazzurri; dall'altro la squadra di Chivu, per anni titolare nella difesa giallorossa prima di vincere tutto con la stessa maglia di cui ora è allenatore.Gli incroci sono tanti, altrettanto grandi le aspettative su un match che promette scintille ed emozioni: i novanta minuti non deludono gli appassionati, anzi giocano con le coronarie dei tifosi di entrambe le compagini.
Il primo tempo è quasi tutto di marca giallorossa. Il pressing e la voglia di vincerla sono così evidenti da mettere subito alle strette i nerazzurri: dopo sei minuti Koné, tornato titolare al posto di Pisilli, trova il gol che porta in vantaggio i suoi dopo un'azione sulla destra di Dybala. L'euforia che la rete porta con sé è lampante, l'Inter non riesce a reagire, appare in netta confusione e la Roma sembra addirittura sprecare il momento per provare a chiudere il match.
Dopo un po' di annebbiamento, la squadra di Chivu trova le misure e – sebbene in maniera quasi casuale – si rende pericolosa con gli inserimenti di Bisseck e Dimarco, trovando di fronte a sé un sempre gigante Svilar, prima di subire il raddoppio giallorosso, ancora di Koné, con uno sviluppo quasi in fotocopia di quella che aveva portato all'uno a zero.

Per la quarta partita consecutiva l'Inter si ritrova sotto di due gol. Era già successo con il Napoli, con il Real in Champions e con l'Udinese. Se nei precedenti impegni di campionato la rimonta era puntualmente arrivata – a dimostrazione della superiorità tecnica dei nerazzurri – è altrettanto vero che l'approccio alla gara e la fase difensiva mostrano crepe evidenti. Il problema appare più mentale che fisico: i ritmi in campo sono altissimi, ma la squadra di Chivu non sembra soffrirli atleticamente. Resta il fatto che non si possono concedere così tante reti. Soprattutto, non ci si possono permettere simili amnesie contro una Roma che, in questo avvio di stagione, pare non conoscere limiti.
La ripresa si apre con un'Inter rigenerata, a riprova del carattere degli uomini di Chivu. Lautaro Martinez veste i panni del capitano vero, sale sugli scudi e trascina i suoi. Dopo nemmeno un minuto, l'argentino apre e chiude un triangolo enorme con Thuram e accorcia le distanze, gelando l'Olimpico e riaccendendo le speranze nerazzurre. La forza di volontà del Toro è impressionante: mai domo, a una decina di minuti dalla fine trova in mischia la zampata del pareggio, capitalizzando una fase di gioco a ritmi più blandi. La Roma accusa il colpo e sembra aver esaurito la benzina, ma le squadre sono ormai così lunghe che il match sembra poter finire in qualsiasi modo.
Ne viene fuori un pareggio che accontenta tutti e nessuno. Non sorride l'Inter, costretta per l'ennesima volta a una faticosa rincorsa sotto di due gol; non esce felice la Roma, che aveva assaporato l'estasi del punteggio pieno e la chance di lanciare un segnale di forza al campionato. Eppure, sia Chivu che Gasperini possono guardare il bicchiere mezzo pieno: le loro squadre hanno inaugurato un duello a distanza destinato a infiammare l'intera stagione. Era da tempo che non si usava l'espressione "spot per il calcio italiano" senza scadere nella retorica. Questa partita, finalmente, lo è stata davvero.
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