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, | 17 Settembre 2026

Juventus-NEC 5-0, Considerazioni Sparse


La squadra di Spalletti si sbarazza con facilità di un NEC troppo friabile; primi gol in maglia Juventus per Woltemade, Çelik e Alajbegović.

La Juventus che torna a calcare i campi dell'Europa League vede per la prima volta tra i pali Kamil Grabara, protetto dal terzetto Kalulu-Gatti-Lucumí nel nuovo/vecchio 3-4-2-1 varato da Spalletti. In mezzo al campo, prima da titolare per Pape Sarr, mentre il recuperato McKennie — per l'occasione con la fascia di capitano al braccio — agisce da esterno di sinistra, con Çelik sull'out opposto. In avanti, turno di riposo per Chico Conceição, con Nico González spostato a destra, e per Kolo Muani, sostituito da Nick Woltemade.

Dall'altra parte, il NEC di Jan-Dirk Schreuder è schierato a specchio, ma vede in panchina due vecchie conoscenze della nostra Serie A, Schuurs e Nuytinck; in avanti invece è ben presente il 37enne Dušan Tadić, che tanto aveva fatto male alla Juventus in quella doppia sfida con l'Ajax ormai passata alla storia. Ad affiancare il serbo c'è il capitano Tjaronn Chery, nazionale surinamese, anch'egli appartenente alla classe di ferro 1988. Bryan Linssen completa un tridente che non raggiunge il metro e 75 di altezza media, ma che in compenso raggiunge i 110 anni di età complessiva.

L'incontro tra due squadre che, in questo primo scorcio di stagione, hanno mostrato la ferma volontà di pressare alto, dà inevitabilmente vita a una grande serie di duelli individuali in ogni zona del campo, con i giocatori che non sembrano aver paura di prendersi rischi nonostante né la Juventus né il NEC attraversino un momento positivo. Le letture difensive degli olandesi sembrano tutt'altro che raffinate, e lo si evince dopo nemmeno 10', quando un semplice scambio tra Woltemade e Nico González manda in tilt la squadra di Nijmegen: lancio lungo di Grabara, penetrazione centrale dell'argentino, uscita improvvida del portiere Polster e gol facile facile per l'ex Fiorentina.

Le trame offensive del NEC partono praticamente tutte dal capitano Chery, che la Juventus fa fatica a prendere visto il suo continuo movimento tra le linee; i bianconeri incontrano qualche difficoltà di troppo anche nell'uscita dal pressing quando decidono di non alzare la palla, senza quindi sfruttare a dovere le voragini lasciate dagli olandesi dietro alla prima linea.

Nelle poche occasioni in cui la squadra di Schreuder allenta la pressione, per la Juve è davvero troppo facile infilare la sua difesa: il filtrante di Sarr per McKennie sembra troppo debole e non è neanche precisissimo, ma Bischoff si fa prendere in mezzo dall'americano in maniera fin troppo ingenua e goffa. Wes aspetta l'arrivo di Alajbegović per appoggiare la palla al centro, il bosniaco ringrazia e dal limite scarica in porta un potente destro che vale il 2-0 e il suo primo gol in maglia bianconera.

Quando la Juve può attaccare frontalmente la linea difensiva del NEC causa costantemente scompensi ai fragili olandesi; il filtrante di Alajbegović che mette in porta Nico González è comunque di ottima fattura, meno elegante è invece il tackle di Kabar che stende l'argentino e regala a Nick Woltemade la possibilità di siglare dal dischetto il 3-0, prima rete italiana anche per lui. Il terzo gol spinge gli ospiti verso un atteggiamento più guardingo, la Juve dal canto suo non ha alcun interesse a forzare e lascia scivolare via il primo tempo sul triplo vantaggio.

Nella ripresa Schreuder inserisce il capoverdiano Monteiro per dare una scossa alla mediana, scossa di cui avrebbe in realtà bisogno la Juve visto l'atteggiamento quasi balneare con cui rientra dagli spogliatoi. I bianconeri abbassano la linea di pressione e lasciano fin troppo spazio al NEC, che però non pare disporre della qualità necessaria per impensierire Grabara. Spalletti se ne accorge, e prova a cambiare l'inerzia del secondo tempo inserendo Conceição, Koopmeiners e Bremer, con un occhio alla partita contro l'Atalanta di domenica.

La mossa del tecnico di Certaldo riconsegna alla Juventus le chiavi della gara, anche se ciò non si traduce nella creazione immediata di occasioni da gol. Il pubblico dello Stadium meriterebbe una tirata d'orecchie per i fischi all'ingresso in campo di Perr Schuurs, difensore ex Torino reduce da una vera e propria Via Crucis che l'ha tenuto lontano dai campi per 3 anni, un vero e proprio dramma sportivo.

Complice l'età avanzata, il tridente del NEC abbassa di molto i giri del pressing, così la Juve si ritrova facilitata nella circolazione di palla e nelle uscite, tanto che sembra sfruttare le situazioni di rinvio dal fondo per perfezionare l'uscita palla a terra. C'è spazio poi per l'ingresso di Kolo Muani, che subentra non da centravanti ma da ala sinistra, sgasando su uno Schuurs ancora impacciato e servendo Çelik per il più facile dei 4-0, in quella che è evidentemente la serata delle prime volte.

Nel finale di gara c'è spazio per l'unico tiro in porta del NEC degno di essere chiamato tale, da parte del 2007 Ayodele Thomas, e soprattutto per la rete che permette a Kolo Muani di togliersi un bel macigno, facilitato dal bel lancio di Lucumí e dall'ennesima topica del quartetto difensivo del NEC, portiere compreso.

Non è facile estrapolare da una partita del genere, contro un avversario modesto e sceso in campo con una strategia suicida, quelli che sono i veri segnali positivi. Si può applaudire alla reazione di carattere di una squadra che dopo Reggio Emilia era sembrata svuotata, a un Woltemade ancora impacciato ma capace di interpretare bene il ruolo di pivot spalle alla porta, alle marcature dei nuovi che porteranno certamente con loro delle discrete iniezioni di fiducia.

Il nuovo assetto con la difesa a 3 potrebbe essere, almeno inizialmente, un modo per rendere più equilibrata una squadra che mostra ancora di soffrire tremendamente pressione e ribaltamenti di fronte; il condizionale è però d'obbligo, perché il NEC non rappresenta un banco di prova sufficiente per trarre tali conclusioni. Contro l'Atalanta sarà, in ogni caso, tutta un'altra musica, ma nel frattempo Spalletti può tenersi stretta la prima vittoria europea e le prime reti di un attacco che, fin qui, pareva essersi inceppato.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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