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Goncalo Ramos, affranto, vede il Milan esser battuto dal Benfica a San Siro
, | 16 Settembre 2026

Milan-Benfica 0-2, Considerazioni Sparse


Un tiepido San Siro ritrova il traballante Milan di Amorim: sono i fischi a battezzare il percorso in Europa League dei rossoneri.

Inizia male l'Europa League del Milan, trofeo europeo che non solo manca al palmarès rossonero ma che con ogni probabilità si tratta dell'accesso più semplice per la prossima Champions League. Nonostante il brutto tonfo all'ultima giornata contro il Cagliari della scorsa stagione di Serie A, la qualificazione in Europa League del Milan si è rivelata fin da subito come avvenimento chiarificatore delle ambizioni di Cardinale, RedBird e del possibile chiarimento del ruolo di Zlatan Ibrahimović, nonché l'essersi liberato senza troppi pensieri di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani e il resto dei dirigenti da malaffare.

Insomma, tanti buoni auspici di una rinnovata volontà rossonera, puntualmente smentita dal campo: il Milan di Amorim perde nettamente contro il Benfica senza troppi spunti di riflessione su ciò che abbiamo visto in campo. Su Amorim comincia ad aleggiare la solita nube da esonero, soprattutto quando vediamo Antonio Conte seduto sugli spalti di San Siro.

Possiamo immaginare quale possa essere l'umore del tifoso rossonero a prendere posto al proprio seggiolino con i teloni dell'Europa League per tutto il suo stadio. Diciamoci la verità, San Siro è uno stadio che stona fin troppo con i colori dell'Europa League: forse è proprio per questo che fin da subito ci accorgiamo dell'atmosfera al ribasso del popolo milanista, un elemento che, credeteci o meno, influisce anche sulla stessa percezione in campo dei calciatori.

Tuttavia, ciò non dovrebbe condizionare l'allenatore che sceglie l'undici da mandare in campo. Oltre al modulo 3-4-2-1, non è ancora chiaro quale sia l'impronta di Ruben Amorim in questa squadra. Viene da pensare che se nemmeno Amorim, allenatore straniero con valori stranieri, riesce a far cogliere a un club nobile italiano quale sia l'importanza di questa competizione, allora forse si è proprio senza speranza di guarire.

Gli uomini scelti dall'allenatore portoghese sono differenti dai titolari scesi in campo all'Olimpico contro la Lazio: al posto di Gila c'è Filippo Terracciano; in mezzo al campo c'è la coppia Musah-Jashari, per assurdo l'assortimento più sensato in questo momento del Milan; sulla sinistra torna Bartesaghi titolare e c'è anche il debutto di Hutchinson pochi metri più avanti Chukwueze. Ancora fuori Pulisic, panchina per Modric e Rabiot.

Parole leggermente inquiete, si respira clima d'esonero.

Anche dalla scelta degli uomini si nota fin da subito qualche stranezza sperimentale da parte di Amorim. Non c'era alcun motivo di ruotare così tanti uomini – quando privi di certezze, come in questo momento per il Milan – al cospetto del Benfica, squadra più ostica dell'intero calendario d'Europa League del Milan e già lanciata in un inizio di stagione fatto da cinque vittorie e un pareggio in campionato; soprattutto quando si tratta del miglior attacco del campionato: il Benfica ha segnato 21 goal in Liga Portugal. Forse, per Amorim, è stata fatale quel nodo alla gola nel rivedere la sua vecchia squadra da calciatore professionista?

Il Benfica, d'altronde, non si presenta con i migliori della sua scuderia: sono grandi assenti Gianluca Prestianni, Vangelis Pavlidis, Andreas Schjlederup. Eppure il Benfica riesce a giocare un calcio sensato a San Siro anche con Lukebakio, Duran, Sudakov e Kaminski; addirittura si ritrova il caro Circati ex Parma. Marco Silva, così come Ruben Amorim, ha raggiunto il suo nuovo club quest'estate: dopo aver sistemato il Fulham in cinque anni, ha raccolto l'eredità di José Mourinho. Situazioni simili, ma risultati completamente differenti.

In sintesi: il Milan gioca alla stessa maniera in cui ha affrontato il primo tempo contro la Lazio qualche giorno fa. Nonostante un leggero miglioramento dato dagli ingressi di Pulisic e Rabiot, la squadra appare sempre sciocca, quasi mossa da velleità infantili, posizionalmente troppo rigida e già stufa di credere in questo progetto tecnico. Il simbolo di tutto questo è l'acquisto più oneroso della storia del Milan, Gonçalo Ramos, completamente estraneo a questo corpo mobile: posto alla testa della formazione, esiste in campo come un cervello senza sinapsi. La punta portoghese si muove come colto da un forte senso di timidezza e suggestione che lo costringe a nascondersi fra le maglie degli avversari.

C'è veramente poco altro da aggiungere di fronte a questi primi mesi di Ruben Amorim nel Milan. La sbornia della novità estera sembra essere già stata superata da tifosi e dirigenza, gli esempi di Fiorentina e Bologna potrebbero accelerare un processo altrimenti rimandato a quest'estate. A margine di tutto questo, il Benfica riesce perfino a guadagnare la sua prima vittoria della sua storia contro il Milan.


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