Logo sportellate
Pietro Iemmello esulta con la curva del Catanzaro dopo il goal alla Carrarese in Serie B
, | 14 Settembre 2026

La Bussola - 4° giornata di Serie B 2026/2027


Prime vittorie per Catanzaro e Benevento, cadono ancora Verona e Pisa, mentre il Mantova continua a sognare sulle ali di Francesco Ruocco.

La Serie B non è un campionato: è un viaggio criptico in un continente parallelo, dove le coordinate saltano ogni weekend e la geografia cambia a seconda di come soffia il vento. Tra nobili decadute che inseguono il trono, neopromosse sfrontate, piazze calde che ribollono di passione e campi ostici dove la sopravvivenza viene prima della tattica, orientarsi nel caos della cadetteria è un'impresa per cuori forti. Ogni giornata è una mappa da decifrare, un percorso a ostacoli tra sogni di gloria e incubi playout. Benvenuti su La Bussola, il nostro atlante del campionato più folle e imprevedibile d'Italia: mettetevi comodi, qui non si sa mai dove si va a finire.

Turno spettacolare, pieno di gol e di sorprese: la 4a giornata di Serie B ha regalato emozioni e partite spettacolari, con risultati oltre ogni pronostico. Cadono ancora le big provenienti dalla A, per le quali il passaggio di categoria e l’adattamento alla cadetteria sembra essere più complicato del previsto: il Pisa soccombe rovinosamente alla Cetilar Arena sotto i colpi dell’Entella mentre il Verona viene superato dall’agonismo e della verve del Benevento di Floro Flores, alla prima vittoria stagionale.

Si ferma anche il Palermo, inchiodato sul pari da un Avellino che termina la partita con più di qualche rimpianto per le occasioni fallite nel finale (anche grazie a una grande prova del portiere rosanero Fortin), che viene raggiunto in vetta dallo splendido Mantova di Modesto.

Insomma, classica giornata di Serie B in cui i pronostici vengono ribaltati a suon di giocate spettacolari e capovolgimenti di fronte.

Approdo del Re: Mantova-Sampdoria 3-1

La Serie A è il trono più ambito e la corsa per la promozione è una gara senza esclusione di colpi. “Approdo del Re” è il racconto del big match di giornata, dove le aspettative altissime e il peso della pressione si scontrano con la realtà del campo, in una corsa per la vetta tra insidie e ammutinamenti.

Otto reti segnate, tre soltanto subite e ancora zero sconfitte: sono questi i numeri di inizio stagione per il Mantova di Modesto, capolista a pari merito con il Palermo dopo quattro giornate di campionato. Un inizio da urlo per i virgiliani che hanno cominciato questa stagione seguendo il crescendo finale dello scorso campionato, trascinati dalle giocate e dai gol di Francesco Ruocco. Il 2-0 alla Sampdoria regala una settimana in vetta ai ragazzi di Modesto, in vista del big match contro il Pisa.

È sempre l’attaccante napoletano ad aprire le danze, approfittando anche di una dormita del portiere doriano che non esce e lascia a Ruocco il tempo e lo spazio per trovare la rete del vantaggio. Continua la streak impressionante del classe 2001 che in questa stagione è andato a segno in tutte le partite giocate tra campionato e Coppa Italia. La sliding door della partita arriva a cavallo tra 64’ e 66’: dal dischetto Lauritsen avrebbe la possibilità di pareggiare ma calcia fuori e sulla ripresa del gioco il neoentrato Longonda chiude il match, inferendo un colpo mentalmente irrecuperabile per gli uomini di Corradi.

I numeri della Samp sono esattamente opposti a quelli del Mantova in termini di reti fatte e subite, e la classifica dice ultimo posto con un solo punto conquistato (il pareggio all’esordio contro il Cesena). Un inizio di stagione deludente e che apre la porta agli spettri degli anni passati: sarà un altro campionato tribolato e di sofferenza per i blucerchiati?

Il Labirinto: Cesena-Cremonese 2-2

La corsa playoff è un dedalo fitto e tortuoso, dove le gerarchie si rovesciano in novanta minuti e la via d'uscita sembra sempre a un passo ma irraggiungibile. Questa categoria racconta quel groviglio di squadre dove l'imprevedibilità regna sovrana e per trovare la retta via serve un colpo di genio.

Gol e spettacolo al Manuzzi di Cesena, dove i padroni di casa vanno avanti di due reti grazie alla doppietta del solito Shpendi ma vengono raggiunti nel finale dalla nuova Cremonese di Fabio Pecchia. Una partita spettacolare tra due squadre votate all’attacco che devono però registrare la fase difensiva: gli spazi lasciati nel primo tempo dagli ospiti hanno permesso al Cesena di trovare imbucate sempre pericolose, così come il forcing finale dei grigiorossi ha messo in seria difficoltà la difesa dei padroni di casa.

I ragazzi di Diamanti si affidano alle reti del loro bomber che prima viene fermato dal fuorigioco, ma poi sigla una doppietta che lo fa salire in cima alla classifica marcatori con cinque reti in quattro gare. La partita sembra prendere i binari bianconeri ma a un quarto d’ora dalla fine il gol dell’ex Collocolo riapre tutto, con la Cremonese che ritrova entusiasmo e il Cesena che fatica a respingere gli assalti avversari. Cinque minuti dopo, infatti, arriva lo stacco imperioso di Bonazzoli che riporta tutto in parità, aprendo a un finale infuocato in cui nessuna delle due squadre, però, riesce a trovare il colpo decisivo.

Il Cesena trova così il terzo pareggio in quattro partite, rimanendo ancora imbattuto ma facendosi nuovamente rimontare come accaduto all’esordio: un fattore da non sottovalutare per Diamanti e il suo staff che comunque sembrano già aver dato un’identità alla squadra. La Cremo, invece, riesce a evitare una sconfitta che a un certo punto sembrava inevitabile, mettendo in mostra le sue qualità superiori per la categoria: a Pecchia il compito di trovare la quadra dopo un inizio difficile e la sosta potrà essere il momento ideale per lavorare su alcuni meccanismi ancora tutti da assimilare.

La Palude: Benevento-Verona 3-1

Viscosa, fangosa e spietata: la zona playout è un pantano da cui è maledettamente difficile tirarsi fuori una volta che ci si rimane impantanati. È il regno della lotta salvezza, dove la bellezza del gioco lascia spazio alla nuda sopravvivenza e ogni pallone diventa una questione di dentro o fuori.

Dopo quattro giornate nessuno si sarebbe aspettato di vedere il Verona di Marco Baroni in fondo alla classifica di Serie B. Eppure, la cadetteria è un campionato scivoloso in cui è facile rimanere impantanati in situazioni scomode. Dopo l’abbuffata di reti della scorsa settimana che aveva sbloccato la situazioni, tutti si sarebbero aspettati un filotto positivo da parte degli scaligeri che invece sono rimasti stregati dal Benevento di Floro Flores.

Per i campani la prima vittoria stagionale arriva al termine di una partita coraggiosa, giocata a viso aperto e ad alti ritmi senza avere alcun timore di un avversario sulla carta superiore. I padroni di casa sono bravi ad approfittare del momento di totale sbandamento del Verona dopo il gran gol di Okereke. Fino a quel momento, infatti, la partita era stata equilibrata, con occasioni da entrambe le parti e un predominio territoriale da parte dei gialloblu.

Poi, la sassata dell’attaccante nigeriano ha aperto tutte le crepe e tutti i dubbi della squadra di Baroni che, trovatasi nuovamente in svantaggio, si è disunita, permettendo alle Streghe di trovare anche il gol del 3-1. A quel punto i padroni di casa hanno saputo amministrare il doppio vantaggio senza rischiare troppo e sono riusciti a portare a casa tre punti fondamentali per classifica e morale.

Tantissimo lavoro da fare per Baroni che sicuramente non si aspettava di essere in questa situazione a inizio stagione: il campionato è ancora lunghissimo e il valore della rosa non si discute ma urge inevitabilmente un cambio di marca.

La Giostra: Pisa-Virtus Entella 1-4

Spettacolo puro, difese ballerine e capovolgimenti di fronte da stropicciarsi gli occhi: “La Giostra” celebra la partita più folle ed emozionante del fine settimana. Un grand prix di gol e adrenalina pura dove spesso la tattica salta in aria e resta solo il divertimento del pallone.

Cinque gol, un’espulsione e una vittoria esterna impronosticabile prima del calcio di inzio: la Virtus Entella di Chiappella sbanca la Cetilar Arena di Pisa e fa uscire tra i fischi gli uomini di Bianco, autori di un inizio di stagione ben al di sotto delle aspettative. 

Il primo tempo è una fiera degli orrori per i padroni di casa: al termine della prima frazione il tabellino dice 0-3 ed inferiorità numerica per il rosso diretto a Leris (arrivato comunque sul risultato di 0-2 e dovuto probabilmente anche alla frustrazione per l’andamento della partita). Gli ospiti sembrano meglio messi in campo e trovano spazi tra le maglie troppo sfilacciate dei nerazzurri, la cui fase difensiva sembra tutta da registrare: il gol subito dopo appena 70’’ è la fotografia di un approccio alla partita morbido e inadeguato, così come la rete del raddoppio quando con tre passaggi Cuppone si ritrova a tu per tu con Confente. 

Nella ripresa il gol bel gol di Correia prova a ridare speranza al Pisa ma Tirelli smorza subito l'entusiasmo calando il poker dopo una giocata di gran classe, tra tunnel, accelerazione e destro imparabile.

Al 90’ scattano i fischi per gli uomini di Bianco che dopo due vittorie consecutive rimediano un’altra sconfitta casalinga, allungando più di qualche ombra sulla panchina del tecnico. Umore opposto, invece, per la Virtus che trova così la prima vittoria stagionale, probabilmente in quella che sulla carta era la partita meno accessibile, a dimostrazione che la Serie B è veramente impronosticabile. La squadra di Chiappella si è dimostrata solida e capace di capitalizzare tutte le occasioni, giocando una partita di altissimo livello e mettendo in cascina punti pesantissimi in ottica salvezza.

La Bottega: Simone Pafundi

La Serie B è l'officina d'Italia, il luogo in cui i giovani talenti mettono in mostra le stimmate del predestinato e i singoli decidono le partite con colpi di classe superiore. Qui accendiamo i riflettori sull'MVP di giornata o sulla gemma grezza che ha illuminato il weekend cadetto.

Era novembre 2022 quando Roberto Mancini annunciava le convocazioni per le amichevoli della Nazionale italiana in quello che sarebbe dovuto essere un nuovo corso dopo la seconda mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali (da lì in poi le cose sarebbero andate addirittura peggio, ma questo è un altro discorso). Tra i convocati il nome dell’allora sedicenne Simone Pafundi spiazza tutti, addetti ai lavori e non. Non tanto per mancanza di talento o di fiducia ma perché in quel momento il centrocampista milita nelle giovanili dell’Udinese, aggregato spesso alla prima squadra ma non è di certo l’uomo di punta o il talento in vetrina della sempre costosa bottega friulana.

Anche nelle nazionali giovanili, in realtà, il suo non è il nome più chiacchierato. La chiamata di Mancini, quindi, stupisce tutti, probabilmente anche il ragazzo, che si ritrova catapultato in un marasma mediatico assolutamente inaspettato.

Simone Pafundi, Pietro Iemmello e la mascotte del Catanzaro in Serie B
Simone Pafundi, Pietro Iemmello e la mascotte del Catanzaro.

Dopo l’esordio in Nazionale arriva anche quello in Serie A, prima di essere girato in prestito prima al Losanna e poi alla Sampdoria. Due esperienze non certo indimenticabili dove però il centrocampista di Monfalcone trova minuti e continuità. Minuti e continuità che spera di trovare a Catanzaro quando accetta il trasferimento in prestito per questa stagione, magari ripercorrendo le orme di Liberali o Cissé.

Questa sembra essere anche l’idea del nuovo tecnico Gorgone che lo schiera subito per la prima partita ufficiale della stagione, in Coppa Italia contro il Sudtirol. Pafundi ripaga la fiducia andando subito a segno nella partita poi persa ai calci di rigore. L’esordio è quindi dolceamaro, non solo per la sconfitta della squadra ma anche per il problema al polpaccio che lo costringe a uscire e lo tiene fuori per le prime gare di campionato.

Nelle prime tre giornate di Serie B è costretto a guardare dalla tribuna il suo Catanzaro arrancare e rimediare tre sconfitte consecutive. Appena tornato a disposizione, Gorgone lo schiera subito in campo ed ecco arrivare la prima giocata decisiva anche in campionato: filtrante visionario per Iemmello, gol di Re Pietro e prima vittoria stagionale per i calabresi.

Mister Gorgone stravede per il talento classe 2006 e questa potrebbe essere la stagione in cui sbocciare definitivamente prima del grande salto nella massima categoria. E chissà che il ritorno di Mancini sulla panchina della Nazionale non significhi anche il ritorno alla maglia azzurra.


  • Nato (e tornato) a Rimini, filosofo per vocazione e marketer per esigenze materialistiche. Amante delle storie, che siano su un campo da gioco, su uno schermo o in cuffia. Vive la vita un podcast di Barbero alla volta.

pencilcrossmenu