
Sassuolo-Juventus 3-2, Considerazioni Sparse
Il Sassuolo gioca con coraggio e beffa i bianconeri nel finale. La Juventus cade per la prima volta in stagione e mostra ancora difficoltà nella costruzione offensiva.
La Juventus cade 3-2 contro il Sassuolo a Reggio Emilia e incappa nella prima sconfitta stagionale. I neroverdi giocano una grande partita, coraggiosa e disputata a ritmi alti, e trovano il guizzo nel finale per portare a casa tre punti pesanti. Al primo vantaggio di Sebastiano Esposito risponde Edon Zhegrova, che trova nuovamente il pari nel recupero dopo il 2-1 di Bowie. All’ultimo istante arriva anche il colpo di scena finale: l’ex del match Vasilije Adzic capitalizza perfettamente il contropiede emiliano e firma il 3-2 che mette fine ai giochi. Il Sassuolo di Alberto Aquilani esce dal Mapei Stadium con tre punti e tanta fiducia, mentre la Juventus incappa in una sconfitta che rischia di aumentare le scorie dopo il pari con il Milan della scorsa settimana. Ora i bianconeri hanno davanti a sé due gare da vincere obbligatoriamente in casa, tra l’esordio in Europa League con il Nijmegen e la sfida contro l’Atalanta.
Il primo tempo della Juventus si può tradurre in quarantacinque minuti di tentativi di guizzi, prevedibili e allo stesso tempo sterili. La manovra bianconera è facilmente arginabile, centralmente c’è poca fluidità e si affida alle giocate individuali degli esterni, di Conceicao o Alajbegovic, insieme a qualche giocata di Nico Gonzalez, sempre pericoloso con il pallone tra i piedi. Nel primo tempo l’argentino colpisce una traversa e poi serve Conceicao in area, ma la retroguardia neroverde riesce a disinnescare l’azione. Kolo Muani viene servito poco e nell’unico pallone giocabile che riceve si gira bene e manda in porta l’esterno portoghese. Le giocate centrali della Juventus, tuttavia, rimangono estemporanee e senza continuità. Il troppo affidamento alle corsie laterali fa collassare la manovra offensiva bianconera, la rende prevedibile e sempre troppo uguale, oltre a non far bene a Kolo Muani che, non essendo un tipico attaccante d’area, ha bisogno anche di ricevere spalle alla porta per permettere gli inserimenti centrali degli esterni.
Con l’infortunio di Manuel Locatelli ci si poteva aspettare un Teun Koopmeiners con maggiori responsabilità e più libertà nella manovra offensiva, magari con più compiti nelle verticalizzazioni e una posizione più vicina alla porta avversaria, un po’ quello che abbiamo visto contro Parma e Milan, quando ha realizzato la rete del 2-0 contro i Ducali e quando ha servito l’assist al bacio per il colpo di testa di Federico Gatti che è valso il pareggio. Ecco, così non è stato. L’ex Atalanta in fase di possesso arretrava sulla linea dei difensori giocando da braccetto sinistro, come nel primo ruolo che gli affidò Luciano Spalletti. In questo modo Celik si alzava e andava ad occupare il mezzo spazio di sinistra con Alajbegovic largo sulla fascia, e talvolta si scambiavano. Il turco, però, offensivamente non dà un grandissimo apporto e si limita a passaggi semplici, senza provare l’uno contro uno, mostrando anche qualche difficoltà nei cross non giocando sul suo piede forte. L’utilizzo di Koopmeiners non può e non dev’essere questo, non tanto perché lui non riesca a svolgere quel compito, ma perché crea ulteriori problemi offensivi a una Juventus che già non ne ha pochi.
Il Sassuolo di Alberto Aquilani, invece, ha interpretato la partita con personalità e senza rinunciare alla propria idea di calcio. I neroverdi hanno giocato a ritmi alti, cercando continuamente di muovere la struttura della Juventus e di aprire spazi attraverso i movimenti dei propri giocatori. Sebastiano Esposito è stato uno dei riferimenti principali: oltre al gol, ha lavorato molto lontano dalla posizione iniziale, venendo incontro e creando linee di passaggio utili per collegare i reparti. In mezzo al campo Nemanja Matic ha dato ordine e personalità alla costruzione, alternando momenti in cui rallentare il gioco a improvvise accelerazioni verticali. Il Sassuolo è riuscito così a non dare punti di riferimento alla Juventus, attaccando gli spazi che si aprivano quando i bianconeri venivano trascinati fuori posizione. Una prestazione fatta di coraggio, qualità e sincronismi, con Aquilani che ha visto la propria squadra giocare una delle migliori partite di questo inizio di stagione. I neroverdi hanno cercato prima di muovere l’avversario e poi di colpirlo negli spazi, sfruttando gli inserimenti e la qualità dei propri uomini.
L’unica nota positiva della Juventus stasera è stato l’ingresso in campo di Edon Zhegrova, che ha dato quell’apporto che i bianconeri si aspettavano già nella passata stagione. Uno contro uno costanti, tentativi da fuori area e grande rapidità. Il bosniaco ha firmato la sua prima doppietta bianconera, anche se non è bastata. È stato anche uno dei pochi a cercare riferimenti centrali, come nell’azione del 2-2, quando segna su assist di Kolo Muani dopo averlo cercato in mezzo all’area. La Juventus dovrebbe maggiormente sviluppare la propria manovra anche per vie centrali, senza andare a stagnare sempre sulle corsie laterali, risultando prevedibile, statica e sempre una copia di sé stessa.
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