
Como-Lipsia 4-1, Considerazioni Sparse
Il Como supera 4-1 il Lipsia al termine di una notte storica al Sinigaglia: qualità, duttilità e personalità permettono ai lariani di dominare il primo tempo e gestire con intelligenza la ripresa.
Il Como illumina il Sinigaglia e trionfa 4-1 nel suo esordio assoluto in Champions League contro il Lipsia. Un’autentica prova di forza dei lariani che, sulle ali dell’entusiasmo di una notte magica, schiantano la formazione tedesca disputando una prima frazione di gioco spaziale e amministrando saggiamente il risultato nella ripresa, accettando maggiormente il palleggio del Lipsia, ma proteggendosi bene e dimostrando di saper anche soffrire. La squadra di Fàbregas prosegue nel suo straordinario avvio di stagione e ottiene il terzo successo consecutivo, ma soprattutto non si lascia intimidire dall’esordio europeo, interiorizza le emozioni e vola in alto conquistando i tre punti, diventando anche l’unica squadra italiana ad aver vinto in questa prima giornata di Champions League.
Il bello di questo Como risiede proprio nella sua poliedricità, nel suo essere camaleontico. Nel primo tempo gestisce il possesso, ne detiene il pallino, scambia tra le linee, supera il Lipsia con grande facilità e verticalizza con estrema funzionalità. Approfitta dell’errore difensivo del Lipsia e trova la rete del vantaggio con un guizzo in area di Martin Baturina, che orienta il corpo per ingannare la difesa tedesca e infiammare il Sinigaglia. Il raddoppio è l’emblema dei lariani, con il croato che verticalizza per il taglio di Anastasios Douvikas alle spalle dei difensori e porta i suoi sul 2-0.
Nella ripresa è un Como differente: non ci sono più le fiammate dei primi quarantacinque minuti, cosa probabilmente fisiologica. I lariani prediligono maggiormente il proteggersi e cercano di colpire in contropiede il Lipsia, costretto a sbilanciarsi nel tentativo di riaprire la gara e per questo incline a lasciare più spazio da attaccare ai ragazzi di Fàbregas. Con un’azione corale ben finalizzata da Assane Diao il Como cala il tris e poco dopo, quando il Lipsia accorcia le distanze con Maksimović, emerge l’intelligenza del tecnico catalano, che capisce il momento della partita e rimodella la sua squadra.
Kean, Perrone e Kempf entrano al posto, rispettivamente, di Douvikas, Da Cunha e Baturina. In altre parole cambia il riferimento offensivo, l’argentino rinforza la mediana e il centrale tedesco aiuta il passaggio della retroguardia in una linea a cinque. In fase di non possesso i lariani si proteggono con un 5-3-2, con Diao (che lascerà il posto negli ultimi minuti a Ricci) che arretra sulla linea dei centrocampisti e Paz che fa coppia insieme a Kean. Il Como accetta il possesso del Lipsia, si difende bene e cala anche il poker in contropiede proprio con Máximo Perrone, che capitalizza nel migliore dei modi il secondo assist della partita di Paz.
Se la partita muta, il Como si adatta. È una squadra funzionale, costruita bene, che sa comprendere e sfidare il contesto. Se il Lipsia pressava, i lariani sapevano come uscirne bene, costruendo pazientemente o colpendo subito in verticale, mentre nella ripresa, con un baricentro più basso, hanno saputo difendersi colpendo in contropiede. E uno dei giocatori meno chiacchierati, quello che è il coltellino svizzero di Fàbregas, è Alex Valle, terzino sinistro completamente plasmato dal tecnico catalano. Sa costruire, sa dare equilibrio nella doppia fase, sa difendere in avanti e giocare anche da costruttore, entrando dentro al campo o andando a occupare il mezzo spazio di sinistra. Difficile rinunciare a lui.
Infine, Baturina e Nico Paz: una coppia da sballo. Difficile limitare a uno solo dei due la palma di hombre del partido. Il croato è stato meraviglioso nel primo tempo a rompere le linee avversarie, a saltare sempre la prima pressione tedesca con una verticalizzazione e a dare costantemente linee di passaggio pulite alla mediana o alla retroguardia lariana. Il gol è di una freddezza degna di un attaccante puro, mentre il filtrante per Douvikas è realizzato con il contagocce.

Paz, invece, è stato autore di una gara di sacrificio e di elevato dispendio fisico. Pressing con i tempi giusti, sacrificio in difesa nel corso della ripresa e due grandissimi assist, prima per Diao e poi per Perrone. Al diez del Como è mancato solo il gol ma sarà solo questione di tempo affinché arrivi anche quest'ultimo. Magari, in serate ancor più magiche.
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