
Processo al Como di Fàbregas
Dopo aver conquistato la prima storica qualificazione alla Champions League, il Como ha confermato gran parte del gruppo aggiungendo qualità, esperienza e giovani talenti.
“Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene quasi a un tratto a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra e un’ampia riviera di rincontro”.
È quasi doveroso citare l’eterno capolavoro di Alessandro Manzoni se si vuol parlare di Como e delle sue speranze. Perché per la prima volta nella sua storia, quel ramo del lago di Como sentirà la magica musichetta della Champions League. Un risultato storico per una piazza che nel 2023/2024 navigava ancora in Serie B e otteneva la promozione pareggiando in casa con il Cosenza e approfittando, allo stesso tempo, della sconfitta del Venezia sul campo dello Spezia.
Sono bastate due stagioni ai ragazzi di Cesc Fàbregas per impressionare il calcio italiano e arrivare in quello che è il massimo palcoscenico internazionale. Sicuramente, dal 2019, con la proprietà targata Hartono, il Como può contare su una base economica molto solida che gli permette di investire non solo sul mercato, ma anche sulle proprie infrastrutture, come il proprio centro sportivo o il Giuseppe Sinigaglia, che è stato rinnovato e ha ricevuto l’omologazione europea necessaria per poter ospitare la tanto attesa Champions League, che comincerà contro il Lipsia.
E il mercato?
Facciamo un rapido passo indietro: come si è migliorato il Como rispetto allo scorso anno? Innanzitutto, i lariani sono riusciti a riconfermare in blocco lo straordinario gruppo che ha permesso loro di arrivare quarti e qualificarsi in Champions League.
La primissima mossa, quella sicuramente più degna di nota, è stata trattenere Nico Paz, pagato 60 milioni di euro e sul quale il Real Madrid avrà comunque la facoltà di un controriscatto. Per 6 milioni, inoltre, è arrivato dal Milan Mattia Liberali, trequartista classe 2007 e uno dei talenti più puri a livello tecnico del calcio italiano.
Il giovane azzurro ha rifiutato l’offerta di rinnovo del Milan, anche più ricca, per accasarsi in riva al lago, ritenendo il Como come la realtà migliore per il suo sviluppo. Nelle amichevoli, in gol contro il Villarreal e autore di un assist per Martin Baturina contro l’Arsenal, ma anche nelle due trasferte di Udine e Genova, Fàbregas ha sempre fatto agire Liberali nel mezzo spazio di destra, al fine di usufruire nel migliore dei modi della sua abilità nello stretto e del suo straordinario mancino.
Liberali è dunque andato ad arricchire una trequarti che già pullulava di talento, insieme a Nico Paz, Assane Diao, Martin Baturina e Jesus Rodriguez. In attacco, a far coppia con Anastasios Douvikas, è arrivato Moise Kean in prestito con obbligo di riscatto, per un totale di circa 35 milioni di parte fissa più bonus. L’ex Fiorentina ha caratteristiche diverse dal greco: lega meno il gioco, ma è più bomber e abile nell’attaccare la profondità.
Fondamentale, inoltre, per Fàbregas, che faccia anche giocate come quella del poker a Genova, dove non si è intestardito nella giocata individuale, ma ha premiato l’inserimento di Diao sulla sua destra. Una versione di Kean più associativa e più attenta a legare i reparti, se sommata anche alle sue caratteristiche da numero 9 più tipiche, sarebbe oro colato per il tecnico catalano.
I maggiori cambiamenti rispetto alla passata stagione sono arrivati in difesa, dove il Como ha rivoluzionato il proprio pacchetto difensivo. Sulle corsie laterali sono arrivati due brasiliani: Yan Couto dal Borussia Dortmund e Kaiki Bruno dal Cruzeiro. Quest’ultimo finora non ha trovato molto spazio – solo 9 minuti nella vittoriosa trasferta di Napoli – dove è entrato al posto di Nico Paz per rinforzare la catena di sinistra e per dare una mano ad Alex Valle nei minuti finali di partita.
Se Kaiki, però, non ha avuto molto spazio per mettersi ancora in mostra, è proprio a causa del grandissimo avvio di campionato del terzino sinistro catalano. Valle è stato perfetto in queste prime tre uscite, condite anche da un assist a Baturina contro il Genoa: instancabile, bravissimo a dare equilibrio nella doppia fase e anche ad accentrarsi per fungere da regista nel mezzo spazio di sinistra assieme a Paz o al compagno croato. Qui sotto, la sua heatmap definisce bene il suo impiego sulla corsia di sinistra.

A destra, invece, è arrivato Yan Couto in prestito con diritto di riscatto dal Borussia Dortmund. Terzino anche lui brasiliano, classe 2002, è stato dal 2020 al 2024 in orbita del City Football Group, passando per il Girona (dove ha vissuto la sua miglior stagione nel 2023/2024) e contribuendo al terzo posto in Liga dei catalani con 1 rete e 8 assist in 34 presenze, oltre alla brevissima parentesi al Braga.
Tra le fila dei gialloneri, invece, Couto ha fatto fatica ad ambientarsi con la difesa a tre di Kovač, che faceva emergere troppo spesso le sue lacune difensive. Il laterale carioca ha una grandissima predisposizione offensiva, una tecnica sopraffina e una buonissima visione di gioco che gli permette anche di verticalizzare con lucidità e senza troppi patemi – vedasi il gol di Nico Paz a Genova. Il suo unico neo è la fase difensiva, sulla quale potrà lavorare molto qui al Como.
Il mercato, però, non ha portato solamente giovani di belle speranze, ma anche giocatori con leadership o già dotati di esperienza internazionale. Per quanto riguarda il primo fattore, ci si riferisce chiaramente a Luis Milla, il metronomo del Getafe di Bordalás che nella passata stagione in Liga ha servito ben 10 assist. Centrocampista spagnolo classe 1994, Milla si è già messo in mostra nelle gare di Udine e Napoli, dimostrando di essersi già ambientato benissimo nello scacchiere di Fàbregas.
Secondo Fbref, Milla risulta uno dei migliori centrocampisti dei top 5 campionati europei per passaggi chiave nell’ultimo terzo di campo oltre ad essere ben oltre la media sia per duelli aerei vinti che per intercetti, simbolo di come sia un gran giocatore in entrambe le fasi. È riuscito subito a interiorizzare i principi del Como e, soprattutto a Napoli, ha guidato i tempi della difesa e della pressione, risultando utilissimo sulle seconde palle. Insomma: Da Cunha, Milla, Perrone e Ricci (che troverà anch'esso spazio) compongono una mediana tecnica e poliedrica.
Infine, accanto a Jacobo Ramón, è arrivato dal Chelsea Trevor Chalobah. L'inglese è un difensore centrale moderno, molto abile nella prima costruzione, dotato di un buon atletismo nel difendere l’uno contro uno e con una predisposizione importante sia nei passaggi che nelle conduzioni progressive. È un profilo che mancava al Como e che allo stesso tempo si sposa perfettamente con il gioco del suo allenatore.
Tra Serie A e Champions, dove può arrivare il Como?
Dopo la prima incertezza di Udine, dove abbiamo ammirato dei lariani ancora un po’ imballati e poco lucidi, le vittorie contro Napoli e Genoa sono state un’autentica dimostrazione di forza. I ragazzi di Fàbregas hanno superato i partenopei approfittando delle loro disattenzioni e poi hanno gestito il vantaggio mantenendo il possesso del pallone e annientando il blocco basso avversario. Il match di Marassi, da sempre rinomato per essere un campo caldo e ostico, ci ha mostrato invece una rosa capace di reagire alle difficoltà, brava a non lasciarsi intimidire dal vantaggio avversario e in grado di ribaltare tutto in pochi minuti con le reti di Baturina, Diao e Paz.
Il Como attualmente si trova a 7 punti, tutti ottenuti in trasferta, ed è pronto ad affrontare il doppio impegno per la prima volta nella storia. I lariani hanno una rosa tecnica, giovane ed elettrizzante, oltre ad avere tutte le carte in regola per disputare una buonissima prima Champions League e, chissà, anche per lottare per i primi posti in Serie A a campionato inoltrato.
Gli schemi di Fàbregas sono già stati interiorizzati dai nuovi arrivati, e il blocco magico è stato confermato in toto. Inoltre, il gioco del Como, ipoteticamente, si sposa ancora meglio agli standard europei rispetto a quelli del campionato italiano: contro squadre che provano ad aggredirli o accettano gli uno contro uno, i lariani possono andare a nozze.
A proposito della Champions League, il calendario offre sfide per niente semplici ma sicuramente stimolanti. L’esordio contro il Lipsia di Martin Demichelis, vincente contro il Borussia Mönchengladbach all’esordio in Bundes e sconfitto per 3-1 dal Werder Brema, rappresenta subito una grande occasione per cominciare al meglio il percorso europeo.
La “fortuna” per il Como risiede nel fatto che le due gare più proibitive, ovvero quelle contro PSG e Barcellona, sono le ultime della fase a girone unico: dunque, le due corazzate si potrebbero essere già qualificate alla fase successiva e i lariani potrebbero approfittarne per regalarsi delle notti indimenticabili. La partita da non perdere? Il 21 ottobre, alle 18:45, il Como di Cesc Fàbregas ospita al Sinigaglia il Manchester United, una squadra storica che di coppe dalle grandi orecchie in bacheca ne ha tre.
Il futuro, dunque, è radioso, e la curiosità nel vedere una squadra così giovane e con giocatori tanto tecnici quanto interessanti affrontare questi palcoscenici così cruciali non può che essere alle stelle. Dopo essere stati una piacevole sorpresa, ora il Como dovrà scontrarsi con la realtà del doversi confermare, del mostrare che il quarto posto dello scorso anno non è stato un’avvisaglia, ma un risultato che diventerà sempre più concreto e stabile, con un sogno europeo da portare avanti il più a lungo possibile.
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