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Roma Atalanta Soulé
, | 6 Settembre 2026

Roma-Atalanta 2-1, Considerazioni Sparse


Hermoso e Soulè la ribaltano nel recupero regalando i tre punti ad una Roma dominante.

Raramente la Roma, nel corso della sua storia, ha vinto partite importanti segnando due gol decisivi nei minuti finali. Ancora più raramente lo ha fatto quando la partita sembrava assumere i crismi della maledizione tra legni colpiti (ben tre) e parate miracolose del portiere avversario. Altrettanto di rado, almeno nei suoi tempi più recenti, la Roma aveva vinto un big match. A sfatare tutti questi miti negativi ci hanno pensato prima Hermoso e poi Mati Soulè, con due gol nei minuti di recupero che regalano alla Roma una vittoria sofferta ma clamorosamente meritata per quanto si è visto in campo. L'Atalanta esce dall'Olimpico con zero punti quando sembrava ad un passo dal colpo grosso, ma anche con un'idea chiara di quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza, rimanendo a quota sei punti mentre la Roma aggancia l'Inter a quota nove.

Nell'Atalanta Sarri si presenta col classico 4-3-3 con la sorpresa Elmas sulla sinistra. Dall'altro lato, Gasperini conferma il trend che lo vede schierare un unico trequartista quando affronta le squadre con la difesa a 4: Rodrigo Mora va a coprire quel ruolo schermando Gaetano in fase di costruzione della Dea, mentre Dybala gioca sulla destra in un attacco a due punte con Malen più defilato del solito. Proprio la posizione del portoghese, unita a quelle super avanzate dei braccetti della Roma, impedisce totalmente la costruzione dei nerazzurri. Gli uomini di Sarri sono costretti a lanciare lungo su Scamacca, che però è ben tenuto da Ndicka. Questo permette alla Roma di recuperare costantemente il pallone alta e di soffocare il gioco della Dea. Al contrario, i giallorossi trovano spazio sulla loro sinistra con Wesley che è libero sia di dialogare con Malen che di affondare sul fondo, vista la poca copertura offerta da quel lato dalla coppia Samardzic-De Keteleare. Da un cross del brasiliano nasce la miglior occasione del primo tempo, con Carnesecchi che si supera sul colpo di testa di Cristante, mentre su quello di Mancini sono più le responsabilità del difensore giallorosso che i meriti del portiere. In generale, il primo tempo è un monologo della Roma, con gli uomini di Gasperini che si mangiano le mani per non aver trovato il vantaggio. Qualche passaggio di troppo al limite dell'area, un'altra parata di Carnesecchi su Malen e un paio di tentativi sbilenchi del comunque propositivo Mora: la Roma conclude il primo tempo con diciotto tiri ma zero gol.

Il calcio di regole non scritte ne ha poche ma quelle poche sono abbastanza infallibili: gol sbagliato, gol subìto. E infatti a inizio ripresa la Roma sbanda per la prima volta e Ederson porta in vantaggio l'Atalanta al primo tiro in porta dei bergamaschi dopo appena ottanta secondi. La squadra di casa è tramortita e la Dea in un paio di occasioni non sfrutta i contropiedi perfettamente orchestrati da De Keteleare e dal neoentrato Krstovic. Proprio il montenegrino per tutto il secondo tempo è stato spina nel fianco della difesa giallorossa, costringendo Gasperini al doppio cambio, con Ghilardi e Balerdi dentro per Mancini e Ndicka. Lo sbandamento giallorosso, comunque, dura poco: Gasperini cambia anche davanti con Castro e Soulè per Mora e uno spento Malen (e questa è una notizia), e l'attaccante ex-Bologna sfiora il pari in due occasioni, ma prima il palo e poi la traversa gli negano il gol. Al resto ci pensa Carnesecchi che si supera su Kone e poi ancora su Castro. La Roma, come le accade da quando c'è Gasperini, ha il merito di crederci fino all'ultimo e pareggia con Hermoso sugli sviluppi di corner al novantesimo. Che la Roma, poi, sia molto simile proprio all'Atalanta del Gasp lo dimostra quello che succede dopo: prima Castro colpisce il terzo legno della sua partita, poi i giallorossi si allungano in contropiede con Soulè che ha la lucidità di saltare un disattento Zappacosta e poi incrociare sul primo palo per il tripudio giallorosso.

Se l'Atalanta è stata in vantaggio fino all'ultimo, lo deve alle due cose che nel calcio è più importante avere dalla propria parte: un centravanti forte - e la partita di Krstovic nel secondo tempo è stata da manuale di questo ruolo - e un portiere che è diventato ormai tra i migliori del ruolo. Era quasi bastato per portare a casa una partita in cui, tranne per il primo quarto d'ora del secondo tempo, la Dea era stata inferiore alla Roma. Ai bergamaschi sono mancate l'uscita da dietro pulita e sono mancate soluzioni per far girare palla rapidamente a centrocampo, con le prestazioni di Gaetano e Samardzic che sono state abbastanza inconcludenti. Bene invece Ederson e bene De Keteleare, dai cui piedi sono nati sia il gol che gli altri pochi pericoli per la porta giallorossa. L'impressione è che all'Atalanta sarebbe utilissimo far entrare rapidamente in condizione Rowe, giocatore le cui caratteristiche in rosa sono quasi uniche e che sarebbero servite tantissimo oggi per togliere ritmo alla Roma costringendola anche a difendere.

Venendo alla Roma, la vittoria ottenuta nei minuti finali consente di allineare il risultato a quello che sarebbe stato comunque il giudizio sulla prestazione, per definizione meno casuale del tabellino. I giallorossi hanno giocato un'ottima partita, che i numeri (39 tiri, 3 pali, 18 corner e 5 big chances) aiutano a descrivere, ma non rendono bene quella che è stata l'efficacia dei giallorossi in riaggressione. L'Atalanta è stata soffocata dal recupero palla giallorosso, in particolare da Hermoso e Cristante che si contendono la palma di migliore in campo. Poi, la Roma ha tratto linfa vitale dai subentrati. L'esordiente Balerdi ha arginato Krstovic meglio di quanto non avesse fatto uno stanco Ndicka, mentre Castro e Soulè sono stati molto bravi nel non far rimpiangere Malen, oggi apparso un po' appannato. La sensazione è che la Roma abbia un gran potenziale sia in campo che nei primissimi cambi, pur con alcune lacune in alcuni ruoli (si vedano i crampi di Wesley), e che soprattutto sia già un tutt'uno col proprio allenatore. In soldoni, i giallorossi hanno un buon numero di soluzioni per fare male ai propri avversari, soprattutto quando riescono ad asfissiarli a lungo col pressing e riescono ad attaccare in modo tambureggiante. Negli anni passati, spesso la Roma aveva perso arrendendosi all'Atalanta di Gasperini negli ultimi minuti. Oggi invece ha vinto come vinceva quell'Atalanta, continuando a fare il suo gioco fino all'ultimo, consapevole dell'efficacia dello stesso e che il gol prima o poi sarebbe arrivato. L'entusiasmo dei giallorossi è alle stelle e l'allenatore è perfettamente in grado di trarne solo gli effetti positivi. Giovedì ci sarà il ritorno in Champions dopo 8 anni, la sensazione è che la Roma vista questa sera - e giunta all'ottava vittoria consecutiva in campionato - possa dire la sua anche lì.

Nota a margine: oggi all'Olimpico non c'erano i tifosi atalantini, come due settimane fa non c'erano quelli della Fiorentina. Lunedì scorso i tifosi della Roma non sono potuti andare a Lecce e con ogni probabilità non potranno andare a Torino lunedì prossimo. Forse sarebbe ora che qualcuno dalle istituzioni spiegasse quali sono le motivazioni alla base di queste decisioni, dato che a quanto pare andare in trasferta in questo paese sta diventando un lusso per pochissimi e che, nello specifico di Roma e Fiorentina, le sanzioni per gli scontri di gennaio erano già terminate con la fine della scorsa stagione. Tantovale chiuderli, i settori ospiti.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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