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Fiorentina Torino Mandragora
, | 5 Settembre 2026

Fiorentina-Torino 1-2, Considerazioni Sparse


Il Toro centra la prima vittoria stagionale sul terreno del Franchi. Psicodramma Fiorentina.

La viglia di Fiorentina-Torino era quella di due squadre circondate da preoccupazioni e ancora inchiodate a zero punti. L'epilogo di Fiorentina-Torino è quello di una squadra rinfrancata che raccoglie i primi frutti del lavoro impostato: contro i pronostici (o forse no), questa squadra è il Toro di Ignazio Abate.

Al di là del senso di ineluttabilità lasciato dal - magnifico - gol dell'ex Mandragora subito lanciato titolare, e perfino del senso di scoramento che può aver lasciato l'1-2 finale firmato Che Adams (secondo gol stagionale per lo scozzese), a lasciar davvero perplessi è stata l'impostazione e il conseguente approccio alla gara della squadra di Grosso nei primi 45'. Presentatasi con l'ennesima rivoluzione di undici titolare - rispetto alla sconfitta contro il Frosinone dentro dall'inizio Njie, Viery, Fagioli per la prima volta accanto a Oulai, Brescianini e Joao Mario - la Fiorentina fa una fiammata dopo appena 2 minuti (doppia occasione Mastantuono-Njie) per poi di fatto mettersi in posizione d'attesa. Nonostante la presenza di tanti palleggiatori in campo, il 4-3-3 viola pare fondarsi su una difesa 4+2 in blocco basso con pochissime velleità di alzare ritmi e baricentro di pressione, concedendo un predominio territoriale sostanziale al Torino.

Il Toro, nonostante lo spavento iniziale, vista la passività dei padroni di casa prende campo e lo fa con discreta sicurezza. Mandragora assume la regia della squadra (sua la miglior occasione ospite, un velenoso sinistro che De Gea devia in angolo), mentre l'efficacia delle manipolazioni dell'avversario tramite il palleggio portano i granata a cercare con insistenza aggiramenti con attacchi da quinto a quinto. Il 2007 Cacciamani fa sudare non poco sul piano difensivo Joao Mario, e soprattutto i suoi cross tagliati e a girare verso il secondo palo sono spesso palloni difficilmente leggibili da una difesa viola non registratissima. Al Toro manca, mancherà per tutta la gara un po' di pulizia nell'ultimo terzo di campo, e di peso specifico in area che Vlasic per caratteristiche e consegne non può certo dare, lasciando tutte le incombenze a un Che Adams encomiabile, ma che può sì esser uomo d'area, ma non vertice "pesante". Tuttavia, Abate sembra aver ben chiari limiti e pregi della sua rosa (che comunque qualcosa di frizzante ha da offrire su piano tecnico: si veda Fitz-Jim in mezzo al campo, oltre al già citato Cacciamani) e sa come e cosa può chiedere ai suoi. Poi si sa, la fortuna spesso aiuta gli audaci, e il gol dell'1-2 - alla fine meritato - è propiziato da un errore di gioventù di Valdepenas, che fa il pari con quelli di Perri.

Il primo gol della Fiorentina nella Serie A 26/27 porta la firma di Mateo Pellegrino, con la preziosa e gentile collaborazione per l'appunto del portiere granata Perri (peraltro autore di almeno un'altra parata importante). La botta dalla distanza con cui l'argentino sblocca la partita è l'episodio che scioglie in parte le tensioni viola, che per venti minuti si alza dai suoi trinceramenti e si concede l'azzardo di manovrare in avanti. Ma il Torino, nonostante il colpo subito, si rileva squadra in grado di riprendere le fila del discorso. Qui alla fine sta la differenza tra le due squadre: la Fiorentina, nella sua sovrabbondanza di risorse tecniche, a oggi ha pochissima consapevolezza di squadra e dubbi sostanziali su quali siano le sue consegne, i suoi obiettivi in campo; al contrario il Toro, decisamente più limitato a livello di singoli e persino fresco di eliminazione dalla Coppa Italia, ha mostrato una ben diversa fiducia e sicurezza nell'affrontare le partite in maniera proattiva e senza paura. La chicca: il occasione dell'1-1 di Mandragora, sarà proprio Pellegrino a perdere malamente un duello aereo che permette all'ex centrocampista viola di calciare da fuori a palla scoperta.

Grosso fa e disfa formazioni dal primo minuto e anche dall'intervallo. Perso a metà primo tempo Oulai per problemi muscolari (seguito poco dopo da Coco: ma era proprio il caso di giocare alle 15 nella calura di Firenze?) e sostituito da Ndour, al rientro dagli spogliatoi la Fiorentina si ripresenta con in campo il grande escluso di oggi, Arthur Atta - prova così così, anche se è quello che va più vicino al 2-0 - e con l'esordio di Gnonto per un Mastantuono oggi a dir poco spaesato. Tre partite, e praticamente sei disposizioni radicalmente diverse per uomini e per impostazione di gioco, una ogni 45'. Il tecnico viola in questo momento sembra rincorrere i problemi, più che cercare le soluzioni: a Roma uno dei problemi era stata la disposizione del centrocampo e l'anomala posizione di Atta come ala; contro il Frosinone si era andati in direzione opposta cercando di metter in campo più giocatori possibili abili nella conduzione per portare su tanti uomini, finendo di contro per scollare linea mediana e linea difensiva; contro il Torino per evitare perdite di distanze tra i reparti e sofferenze sulle transizioni si è andati con due linee molto strette e una squadra quasi sempre tutta sottopalla. Per ora, Fabio Grosso abbonda di ingredienti, ma non ha ancora la ricetta per cucinarli in questa Fiorentina.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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