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, 2 Settembre 2026

5 giocatori da seguire nella Serie A 2026/27


Anche nell'arida Serie A, qualche profilo che potrebbe dare un senso all'annata appena cominciata.

L'appeal diminuisce, le capacità economiche anche, per non parlare della capacità di attrarre appassionati provenienti da Oltralpe, ma eccoci di nuovo qui a seguire la nostra cara, vecchia Serie A. Mentre le big sembrano incagliate sui soliti problemi e nomi, una ventata di novità sta arrivando dalla classe media (con gli incastri giusti, potrà trasformarsi in alta borghesia), con allenatori in rampa di lancio e qualche talento non così scontato da immaginare alle nostre latitudini.

Ecco 5 giocatori che, se seguiti attentamente, potrebbero rendere più intrigante il campionato di Serie A da poco avviatosi; per la loro possibile crescita, per l'impatto che potrebbero avere sulle proprie squadre, semplicemente perché rappresentano qualcosa di nuovo e quindi più che gradito. Tra i 5 profili scelti lo scorso anno, due sono andati decisamente bene, mentre sugli altri tre - per motivi diversi - è meglio stendere un velo pietoso, in attesa di quell'occasione riscatto che la Serie A odierna sembra non voler negare (quasi) a nessuno.

Terzino destro: Yan Couto (Como)

foto: Getty Images.

Partiamo da un presupposto molto semplice: Yan Bueno Couto non è un terzino da Serie A, almeno per ciò che il nostro campionato ha mostrato negli ultimi anni, ma questo non è necessariamente un male. Quante squadre, tra le 20 attualmente in A, deciderebbero di affidarsi a un laterale difensivo che non arriva al metro e 70, che ha giocato da titolare solo in Spagna e Portogallo e che presenta lacune nelle diagonali e nella marcatura? Pochissime, Ancor meno sarebbero quelle pronte a schierarlo in una difesa a 4, senza la copertura di un braccetto alle spalle.

Tra queste squadre c'è il Como, che non ha esitato a prelevarlo dal Borussia Dortmund in prestito oneroso con un diritto di riscatto molto elevato, oltre i €20 milioni. Se Fàbregas ha deciso di lasciar partire un terzino validissimo come Mërgim Vojvoda (a proposito, occhio anche al suo impatto a Udine), è perché è consapevole che il brasiliano esploso al Girona può rappresentare un upgrade per il gioco della sua squadra, portando con sé caratteristiche uniche.

Nel 2023/24, Couto era tra i migliori laterali d'Europa per dribbling completati, corse progressive e contributi al gol (dati McLachApp).

Del dribbling e della facilità di calcio avrete probabilmente già letto e visto, ma Yan Couto è un giocatore multidimensionale, capace di percorrere con disinvoltura anche le tracce interne del campo, trasformandosi in centrocampista ove necessario, in maniera simile a quanto richiesto al dirimpettaio Valle. La 1° giornata ha messo a nudo una certa svagatezza nel seguire il diretto avversario, difetto costato al Como il gol di Kamara (con la complicità, se non addirittura responsabilità primaria, di Jacobo Ramon), ma ciò non deve far pensare a Couto come a un giocatore leggero. Chi l'ha seguito a Girona ricorderà di certo un calciatore cattivo, capace di farsi valere nei contrasti a dispetto del fisico minuto, tra i primi a portare il pressing e tra gli ultimi a mollare.

Tale furore agonistico non si è però visto, se non a tratti, con la maglia del BVB: la Bundesliga è un campionato più muscolare rispetto alla Liga, e allo stesso tempo Couto non è riuscito a inserirsi con sufficiente naturalezza negli schemi gialloneri. Senza un contesto che potesse valorizzarlo, il brasiliano si è riscoperto timido e insicuro, tendenze che Fàbregas dovrà lavar via con massicce dosi di fiducia. Se il tecnico catalano restituirà al calcio lo Yan Couto dei tempi di Girona, magari la Serie A scoprirà che si può giocare a calcio anche senza degli automi ultrafisici a fare avanti e indietro sulla fascia.

Centrocampista: Kian Fitz-Jim (Torino)

foto: Getty Images.

Cosa ci fa, sulla sponda granata di Torino, un neerlandese di origini surinamesi e cinesi che fino all'altro ieri giocava nell'Ajax? A voler pensar male, basta dare un'occhiata ai costi del trasferimento: nemmeno €3 milioni per un classe 2003 che vanta quasi 50 presenze in Eredivisie e 20 nelle coppe europee coi Lancieri. Nonostante sia una di quelle occasioni che Cairo solitamente non si lascia scappare, sarebbe sbagliato etichettare Fitz-Jim come il classico giocatore acquistato "perché costava poco"; già dal precampionato, il nuovo tecnico del Toro Ignazio Abate ha scelto l'ex Ajax come primo estensore della sua idea di calcio.

Anche una tifoseria esigente nonché frustrata dalla costante guerra col proprio presidente come quella del Torino ha dovuto riconoscere che, nonostante le sconfitte raccolte contro Milan e Sassuolo, un calciatore con la padronanza del gioco di Fitz-Jim lì in mezzo mancava da tempo. E dire che il ragazzo di origini surinamesi, che gioca tra i "grandi" solo dal 2023, non è nato come mediano a 2: sia nell'Ajax che durante il periodo trascorso in prestito all'Excelsior, Fitz-Jim è stato spesso schierato da mezzala, se non addirittura da trequartista.

La scommessa sta quindi non tanto nel portare Fitz-Jim in Serie A e verificarne l'adattabilità al nostro campionato, quanto nello schierarlo in un ruolo al quale non era abituato, scommessa che Abate sembra fortemente convinto di poter vincere. Quali doti hanno portato il tecnico ex Juve Stabia a volersi affidare a un profilo tanto peculiare e distante dai canoni del nostro campionato, visti anche i 174 cm di altezza?

Tra i rari gol di Fitz-Jim, segnaliamo questo destro beffardo in trasferta a L'Aia contro l'ADO.

Fitz-Jim stesso ha definito lo stile di Abate "molto vicino a quello dell'Ajax", e vicine sono anche le richieste dell'allenatore al suo metronomo: capacità di resistere alla pressione e giocare il pallone in modo lucido, abilità nello svolgere con efficacia la doppia fase, lucidità nelle decisioni e una fase di possesso proattiva e non conservativa. Un giocatore tecnico come Fitz-Jim, abbinato a un compagno di reparto più fisico e da strappi come Ginetis o Mandragora, permette ad Abate di schierare una mediana equilibrata che non si limiti a fungere da schermo.

A spiccare, in queste prime uscite, sono state le abilità nel dribbling - non come capacità di superare il diretto marcatore nell'1 vs 1 offensivo, ma come arma per aggirare e scoraggiare la pressione avversaria. In questo, il Fitz-Jim visto fin qui a Torino può somigliare a una prima versione di Lucas Torreira. Un centrocampista scuola Ajax che gira per il campo come una trottola dispensando qualità e geometrie è certamente una buona notizia per la Serie A; riusciremo a innamorarci di Kian Fitz-Jim prima che qualcuno dall'estero ce lo porti via?

Trequartista: Romano Schmid (Frosinone)

2 agosto 2026: il Werder Brema annuncia che Romano Schmid, arrivato nella città dei musicanti nel 2020, indosserà la numero 10 nel 2026/27. Un riconoscimento doveroso per un calciatore che ha contribuito largamente all'ultima salvezza del club in Bundes: 4 gol, 8 assist, 17 grandi occasioni create (1° nel Werder, 5° in Bundesliga) e 89 passaggi chiave (1° nel Werder, 2° in Bundes dietro a Raum).
18 agosto 2026: il Werder Brema annuncia l'acquisto dell'ex Milan Niclas Füllkrug. Füllkrug indosserà la maglia numero 10.

Cos'è successo in appena 16 giorni? È successo che il DS del Frosinone Renzo Castagnini, facendo leva sulla volontà del giocatore di lasciare la Germania, si è presentato a Brema con €8,5 milioni e ha bruciato la concorrenza portando in Ciociaria un giocatore che mai avremmo osato accostare a una provinciale del nostro calcio - anche in terra tedesca ha sempre lottato per la salvezza con il Werder, disputando anche una stagione in Zweite.

Parliamo pur sempre di un perno della nazionale austriaca che ha giocato da titolare l'ultimo Mondiale, un classe 2000 che non viene però dalla "stagione della vita": nelle ultime tre annate ha mantenuto la media di 4 gol e 7 assist a campionato. Con l'Austria, escludendo le amichevoli, Schmid ha giocato da titolare 8 delle ultime 10 partite, subentrando dalla panchina nelle gare di qualificazione con Bosnia (ininfluente) e Cipro, e andando il gol contro Giordania (imprendibile il suo destro da fuori) e San Marino.

Tra i gol più belli col Werder, spicca questo destro scoccato dalla mattonella preferita, sul centro-sinistra appena fuori dall'area di rigore.

Nominalmente trequartista, Schmid col Werder ha in realtà giocato in diversi ruoli, in fascia come al centro, da mezzala, mezzapunta o addirittura falso 9. Nella scorsa stagione è stato spesso impiegato da ala atipica, dato che la sua tendenza è quella di convergere verso il centro e partecipare al gioco e alla rifinitura, mentre non sembra a suo agio nel giocare con i piedi sulla linea laterale. Nelle prime uscite, Alvini l'ha impiegato da mezzala del 4-3-3, non l'ideale per un giocatore che non ha né l'inclinazione né il fisico (169 cm per 68 kg) del box to box; in trasferta a Firenze al centro del 4-2-3-1, Schmid è sembrato più a suo agio, pur senza brillare.

Si tratta quindi di un (altro) calciatore brevilineo, bravo a tagliare le linee coi filtranti, a imbucare per i compagni ma anche a proporsi a ridosso dell'area di rigore e lasciar partire il destro. Non di rado, Schmid è stato anche incaricato della battuta dei calci piazzati (a Frosinone impera però Giacomo Calò), rigori compresi; dagli undici metri, il fantasista austriaco può esibire un rotondo 90% di realizzazione, frutto dei 9 penalty realizzati tra club e nazionale e dell'unico rigore sbagliato, neutralizzato da Atubolu. Qualità al potere: per un Frosinone che cerca la salvezza attraverso il gioco, non poteva esistere acquisto migliore.

Ala sinistra: Jonathan Rowe (Atalanta)

Che quello di Rowe non sia un caratterino facile, ce lo raccontano i suoi ultimi 365 giorni: dalla rissa con Rabiot che ha portato entrambi a lasciare Marsiglia alla presa di posizione con il Bologna per essere ceduto all'Atalanta, passando per l'inspiegabile colpo rifilato a un avversario durante un'amichevole tra i felsinei e l'Arminia Bielefeld. Allo stesso modo, però, non si può non restare estasiati quando il 2003 inglese parte in dribbling sulla fascia, puntando sulla tecnica pura più che sulla potenza - non esattamente la caratteristica principe, ma il baricentro basso aumenta la percezione di esplosività sui cambi di direzione -, o quando arma il destro per servire i compagni o andare direttamente in porta.

Lo scorso anno, Vincenzo Italiano ha impiegato parecchio tempo prima di capire che poteva fidarsi del ragazzo nato a Wembley: nel girone d'andata, in Serie A, il tecnico ha impiegato Rowe nell'11 iniziale solamente 5 volte, "relegandolo" all'Europa League. L'esterno stesso, d'altro canto, non pareva voler dar modo al proprio allenatore di cambiare idea: 0 gol e 0 assist fino a fine 2025, inframezzati da qualche bella giocata ma anche da una certa tendenza a ripiegarsi su sé stesso e uscire dalla partita.

"Capire il vostro calcio non è stato immediato, l'allenatore ci ha messo del tempo a integrarmi in squadra", affermerà in seguito Rowe nell'aprile 2026. Già, perché col nuovo anno, l'esterno decide di cambiare marcia: gol decisivi contro Celtic e Maccabi Tel Aviv i suoi primi in rossoblù e una scalata vertiginosa alle gerarchie di mister Italiano, con buona pace dei concorrenti Cambiaghi e Benja Dominguez. Rowe chiuderà la sua stagione italiana con 8 gol e 5 assist, tutti da gennaio in poi, col fiore all'occhiello della spettacolare gara di ritorno di Europa League contro la Roma, condita da un a rete e un assist che hanno contribuito al passaggio del turno dei felsinei.

Tra le perle del 2025/26 va ricordata la spettacolare rovesciata a Napoli, premiata come miglior gol del mese di maggio.

Se l'Atalanta è arrivata investire per Jonathan Rowe l'impressionante cifra di €40 milioni (considerando prestito oneroso ed eventuali bonus: la speranza bergamasca è di rientrare nel lungo periodo, considerando il 50% destinato nelle casse nerazzurre al momento della futura rivendita di Federico Cassa, operazione in direzione opposta e de facto legata alla partenza dell'ex Marisglia), è perché un giocatore così mancava tremendamente nello scacchiere di Sarri. Dalle amichevoli ad oggi, sugli out offensivi della Dea si sono alternati trequartisti e mezzepunte adattati (Raspadori, Cassa e De Ketelaere), o esterni che non possono essere i titolari inamovibili di una squadra che lotta per l'Europa (Zalewski, Kamaldeen ed Elmas). Stante l'attuale intoccabilità di CDK a sinistra, dall'altra parte serviva un'ala vera, esplosiva e forte nel dribbling.

Starà ora a Sarri incanalare il talento dell'inglese, inserendolo nei suoi schemi senza però tarpargli le ali; Rowe, che a prima vista può sembrare un anarchico, è comunque entrato con disinvoltura negli schemi di un tecnico altrettanto esigente come Italiano, previo qualche mese di apprendistato. L'impatto con la Serie A è ormai ammortizzato, il ragazzo ha mostrato di possedere un carattere fumantino ma anche una grande ambizione, quella che l'ha portato a forzare la mano per accasarsi alla New Balance Arena. Gli ingredienti per farci divertire ci sono tutti: Rowe ha i mezzi per diventare uno dei giocatori più emozionanti della Serie A 2026/27.

Trequartista: Giorgi Chakvetadze (Udinese)

Qui siamo oltre la scommessa, ben più vicini all'atto di fede. Vogliamo fidarci della proprietà dell'Udinese che, dopo tre stagioni in Championship con il Watford, ha deciso di spostarlo a Udine e affidarlo alle taumaturgiche cure di Runjaić. Il termine "cura" è quantomai azzeccato: nel momento in cui scriviamo, Chakvetadze sta smaltendo la frattura del metatarso rimediata con la Georgia, che lo ha costretto a saltare tutta la preparazione estiva. Realisticamente, il 27enne tornerà disponibile a cavallo della sosta per le nazionali, ma quanto tempo servirà per vederlo anche solo avvicinarsi alla forma migliore?

Giorgi Chakvetadze, nato a Tbillisi nel 1999, doveva essere il Kvaratskhelia dello scorso decennio, benché egli sia soltanto due anni più vecchio del fenomeno del Paris Saint-Germain. Quando, nemmeno ventenne, Chakvetadze esplode con la maglia del Gent con 6 reti e 9 assist in poco più di metà stagione, Kvara gioca ancora nella seconda divisione del campionato georgiano, e gli occhi degli addetti ai lavori sono tutti per Giorgi, che fa faville anche in nazionale maggiore segnando al debutto e totalizzando 5 gol e 3 assist nelle sue prime 7 presenze.

A frenare l'ascesa di Chakvetadze, trequartista che unisce dribbling, visione di gioco e un destro sopra la media, è un terribile infortunio al ginocchio, che lo terrà ai box da febbraio 2019 fino a fine anno, quando avrà l'occasione di debuttare anche in Europa League, competizione dalla quale il Gent verrà eliminato nei sedicesimi dalla Roma di Fonseca. La continuità e l'incisività dei giorni migliori, però, non torneranno più: una ricaduta al ginocchio e una nuova operazione minano anche le stagioni seguenti e, quando nel gennaio del 2022 il Gent lo manda in prestito all'Amburgo, in Zweite, nessuno si stupisce del fatto che Giorgi non riesca a fare la differenza nemmeno nella seconda serie tedesca.

A 23 anni, Chakvetadze è un giocatore totalmente da ricostruire, e in accordo con il Gent decide da ripartire da un campionato periferico come quello slovacco, vestendo la maglia dello Slovan Bratislava. Nella capitale il georgiano, pur privo dello spunto di un tempo, riesce quantomeno a trovare continuità dal punto di vista fisico, e disputa 47 gare in tutte le competizioni, contribuendo alla vittoria del campionato dello Slovan. Il club vorrebbe trattenerlo, ma Giorgi ha ambizioni più grandi e, soprattutto, è finito da tempo nel mirino dei Pozzo, che lo portano al Watford in prestito con diritto di riscatto a €2,5 milioni.

Quando Chakvetadze si ricorda il giocatore che era - e il suo corpo lo asseconda -, possiamo ammirare giocate di altissima scuola, come questo missile su punizione contro il Millwall.

Nel triennio con la maglia degli Hornets, Chakvetadze gioca dappertutto, in fascia come al centro, addirittura da centravanti in caso di necessità. Nelle prime due stagioni, il georgiano viene impiegato soprattutto come giocatore di rotazione o da inserire a partita in corso, mentre nella scorsa - nonostante un nuovo infortunio che lo tiene fuori fino a fine novembre - diventa un imprescindibile prima per Javi Gracia, poi per Edward Still, i due tecnici avvicendatisi sulla panchina del Watford.

Parliamo dunque di un calciatore che ha già vissuto la sua personalissima discesa all'inferno, ma che da qualche stagione ha dato inizio alla sua lenta e inesorabile risalita; sulla sua forza mentale, sulla sua voglia di rivalsa e sugli sprazzi di un talento solo intravisto, ha scommesso forte l'Udinese, tanto da fargli firmare un quadriennale valido fino a giugno 2030. Infortunio a parte, non sappiamo quanto vedremo Chakvetadze in campo: i titolari di Runjaić, dietro la punta, sono Ekkelenkamp e Zaniolo, con Unai Gómez come prima alternativa. Se però vi piacciono le storie di redenzione, un'occhiata alla prima annata in Serie A del buon Giorgi la darete sicuramente.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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