
Napoli-Como 1-2, Considerazioni Sparse
Il Como approfitta degli errori della difesa del Napoli e condanna Allegri alla prima sconfitta stagionale.
"Quando non sono viste, le due facce della medaglia si baciano." L'aforisma di Fabrizio Caramagna sembra perfetto per descrivere la situazione di Como e Napoli, Fabregas contro Allegri, calcio moderno e pragmatismo al servizio di un obiettivo comune: la vittoria. A spuntarla stasera al Maradona è la squadra lariana, ormai collocabile nelle certezze del calcio nostrano, complice un Napoli difensivamente troppo fragile e incapace alla lunga di reggere fisicamente il confronto. Allegri lancia Lang dal primo minuto, a conferma della fiducia che l'allenatore toscano ripone nell'olandese nonostante le continue voci di mercato; Fabregas conferma Milla al centro del campo, lasciando questa volta fuori Perrone, entrato poi nella ripresa.
Il prevedibile copione della partita è seguito pedissequamente dalle due squadre: il Como raggiunge percentuali altissime di possesso palla, mentre il Napoli si limita a qualche ripartenza. Non è facile il lavoro per la squadra di casa, con Nico Paz a uomo su Lobotka e ogni via di fuga chiusa per i contropiedi dei partenopei; tuttavia, le occasioni tardano ad arrivare da ambo le parti. Quando sei martello batti, quando sei incudine statti: si ha quasi l'impressione che senza errori individuali l'ordine difensivo del Napoli possa tenere a lungo, ma è altrettanto evidente che la pressione degli uomini di Fabregas si faccia man mano sempre più insostenibile, culminando nel gol di Baturina, con Olivera che sbaglia tempi e movimenti di anticipo regalando a Diao lo spazio necessario per infilarsi nella difesa avversaria e servire l'assist per il vantaggio dei suoi.
Reagisce il Napoli: lo fa cercando maggiormente la profondità e la difesa palla di Hojlund. Il danese è costretto alla solita partita di lotta e sacrificio in mezzo ai due centrali di Fabregas ma, dopo che un Como troppo impegnato a specchiarsi in sé stesso al limite dell'area avversaria fallisce il raddoppio, trova un gol da attaccante vero mettendo la partita sui binari fino a quel momento più giusti. Passano pochissimi minuti e Rrahmani dimentica il pragmatismo di cui dovrebbe essere primo artefice, non spazza un pallone sporco ricevuto in fase di impostazione, e ne approfitta Douvikas per mettere dentro il pallone che riporta avanti i suoi.
Sontuosa la partita del greco, che non fa mai vedere palla al difensore kosovaro suo avversario diretto, ma altrettanto da sottolineare è la prestazione di Couto che, soprattutto nel primo tempo, copre benissimo il campo sia in fase offensiva che difensiva: un momento è sulla linea di fondo a crossare, quello dopo chiude diagonali difensive importantissime. Lato Napoli, l'ingresso di De Bruyne e Alisson Santos regala vivacità e imprevedibilità, arrivano occasioni non sfruttate e un gol annullato a Lobotka per fuorigioco di Lucca, ma pare sempre che la condizione fisica degli uomini di Allegri non sia sufficiente per arrivare prima sul pallone e avere lucidità al momento delle giocate decisive.
Può sorridere Fabregas: quattro punti in due partite e la certezza di un processo di crescita in perenne evoluzione. La maturazione si vede anche nelle scelte che si è capaci di fare: sostituire Diao con Kempf è evidenza di una lettura della partita diversa dal solito, quasi italiana, per dire alla squadra che va bene pensare a difendersi quando è necessario. Allegri, dal canto suo, è nemesi del suo cognome: arrivano Inter in campionato e Arsenal in Champions, e una piazza calda ma umorale come Napoli può diventare ancora più complicata da gestire senza una segnale importante e immediato da parte della squadra.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














