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Juventus Nico Gonzalez
, 30 Agosto 2026

Juventus-Parma 2-0, Considerazioni Sparse


La Juventus supera il Parma e resta a punteggio pieno: dopo un primo tempo bloccato, i bianconeri cambiano marcia nella ripresa grazie all’impatto decisivo di Nico Gonzalez.

La Juventus concede poco, cresce nella ripresa e batte il Parma 2-0. All’Allianz Stadium, tornato a riempirsi per la prima gara casalinga della stagione, i bianconeri centrano la seconda vittoria consecutiva e salgono a sei punti dopo due giornate. A decidere una partita rimasta a lungo bloccata sono due giocatori che, fino a poche settimane fa, sembravano destinati a lasciare Torino: Nico Gonzalez e Teun Koopmeiners, entrambi entrati dalla panchina. La squadra di Spalletti ha faticato soprattutto nel primo tempo, quando il Parma ha chiuso bene ogni spazio e ha impedito ai bianconeri di trovare continuità negli ultimi metri. Poi, nella ripresa, la partita è cambiata e la Juventus ha trovato maggiore ritmo e soprattutto un Nico Gonzalez decisivo. Gli emiliani, invece, hanno creato pochissimo: l’unico vero pericolo è arrivato da un colpo di testa di David Romero, respinto nel migliore dei modi da un Guglielmo Vicario attento e reattivo. Per la Juventus è il terzo anno consecutivo con due successi nelle prime due giornate.

Ancora una volta, però, la Juventus ha mostrato due volti. Nei primi quarantacinque minuti la squadra è apparsa poco intensa, con una circolazione del pallone troppo lenta e una certa difficoltà nel trasformare il possesso in occasioni concrete. Qualche spunto interessante è arrivato da Francisco Conceição, mentre Jeremie Boga ha faticato maggiormente a incidere, finendo spesso per cercare la giocata individuale anche quando sarebbe servita una soluzione più rapida. Il Parma ha fatto esattamente quello che aveva preparato: due linee strette, pochi spazi tra i reparti e un blocco basso difficile da attaccare. La Juventus è riuscita a costruire con una certa pulizia, ma ancora una volta è mancata la giocata decisiva negli ultimi venti metri. Un problema già emerso nella prima uscita stagionale e che continua a rappresentare uno dei principali aspetti da migliorare. Il palo colpito da Conceição con una conclusione dalla distanza è stato praticamente l’unico squillo di una prima frazione nella quale i bianconeri hanno avuto il controllo del pallone senza però riuscire a trasformarlo in una reale superiorità offensiva.

Poi è entrato Nico Gonzalez e la partita ha preso un’altra direzione. L’argentino, tornato a Torino dopo l’esperienza all’Atlético Madrid e il Mondiale disputato con la sua Argentina, ha impiegato appena mezz’ora per ricordare a tutti quanto possa essere importante per questa Juventus. Spalletti lo ha mandato in campo al 57’ al posto di un Jonathan David rimasto ai margini della partita e lo ha utilizzato soprattutto da trequartista alle spalle di Randal Kolo Muani. Gonzalez ha spesso scambiato posizione con Conceição, andando ad occupare soprattutto il mezzo spazio di destra e diventando rapidamente il principale riferimento offensivo della squadra. Il suo impatto è stato totale: dribbling, aggressività nel recupero del pallone, verticalità e una presenza costante negli ultimi metri. Prima ha impegnato Corvi con un bellissimo mancino al volo, poi ha trovato il gol che ha sbloccato la partita, avventandosi sulla ribattuta dopo aver colpito il palo. Ma oltre alla rete, ciò che ha convinto è stato il modo in cui Gonzalez ha dato alla Juventus quella dose di imprevedibilità che era mancata nel primo tempo, senza perdere equilibrio nella fase di non possesso. Se questo è il Nico Gonzalez che Spalletti ha a disposizione, tenerlo fuori dall’undici titolare diventa davvero complicato, soprattutto considerando l’assenza di Yildiz.

Il Parma, invece, esce dall’Allianz Stadium con la seconda sconfitta consecutiva e ancora senza punti. La prestazione difensiva, almeno per un tempo, è stata positiva e ha confermato la bontà del piano preparato da Carlos Cuesta: squadra compatta, distanze ridotte e pochissime possibilità concesse alla Juventus. Il problema è stato dall’altra parte del campo, dove i ducali hanno faticato a costruire vere occasioni da gol. La sensazione è che il Parma debba ancora trovare il modo di convivere con l’assenza di una figura come Pellegrino. El Bilal Touré è un attaccante dalle caratteristiche differenti: può garantire profondità, attaccare gli spazi e offrire altre soluzioni, ma non possiede ancora quella capacità di fare reparto da solo che permetteva all’argentino di reggere fisicamente il duello con i centrali, proteggere il pallone e far salire tutta la squadra. Il Parma ha bisogno di tempo per costruire nuovi automatismi e la sfida contro il Monza della prossima giornata rappresenterà già un appuntamento importante per iniziare a invertire la rotta.

Per la Juventus, invece, all’orizzonte c’è subito una sfida di tutt’altro livello. Alla terza giornata arriva il Milan di Amorim, anch’esso a punteggio pieno dopo le prime due partite. Sarà probabilmente il primo vero esame per i bianconeri e, paradossalmente, potrebbe essere anche una partita più adatta alle caratteristiche della squadra di Spalletti. La Juventus ha dimostrato di soffrire soprattutto quando deve affrontare avversari molto bassi e compatti, capaci di toglierle spazio e tempi di giocata. Contro un Milan più aggressivo, disposto a tenere la linea alta e a prendersi qualche rischio in fase di possesso, potrebbero invece aprirsi maggiori spazi per le verticalizzazioni e per gli attaccanti bianconeri. Due squadre ancora a punteggio pieno, sei punti conquistati e già una sfida che può dire qualcosa in più sulle ambizioni della Juventus e sul nuovo Milan di Amorim.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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