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westbrook
, 26 Agosto 2026

Tutti volevano essere Russell Westbrook


Lettera a cuore aperto a Russell Westbrook, uno dei giocatori NBA più spettacolari di sempre, che ha annunciato il ritiro.

Caro Russ, sono passati diversi giorni da quando hai comunicato al mondo che hai deciso di smettere con la pallacanestro, eppure ancora non riesco a metabolizzare e accettare questa cosa. Come potrei, d’altronde?

Eri, sei e sarai sempre il mio giocatore preferito, non lo dico tanto per: nonostante sia sempre stato uno sfegatato tifoso dei Lakers, l’unico giocatore che riusciva a farmi alzare ad orari improponibili della notte per poter ammirare le sue gesta, la sua esplosività e la sua determinazione eri tu. Per la prima volta, con te, ho iniziato a tifare, oltre alla mia squadra, anche un cognome, il tuo.

Pensa poi che sogno, quando, nel 2021, sei arrivato a giocare per i gialloviola; per te, nativo di LA, un ritorno a casa e finalmente quella che sembrava una possibilità realistica di poter competere per quel dannato anello; per me, un sogno che si avverava, l’opportunità di conciliare i miei due grandi amori cestistici. Il fatto che quell’esperienza sia stata un totale fallimento, però, non ha cancellato il mio amore nei tuoi confronti, anzi, in qualche modo l’ha rafforzato.

Potremmo parlare del titolo di MVP, delle statistiche, dei game winner, delle stagioni in tripla doppia di media o di mille altre cose, ma oggi vorrei esprimere la mia sincera ammirazione per un’altra tua peculiarità: la determinazione. Non ti ho mai visto mollare o abbassare la testa, neanche dopo una palla persa, un tiro sbagliato, una sconfitta, un’eliminazione dai playoff. Ogni volta che scendevi in campo, ero sicuro che avresti dato il 100% e anche di più.

Negli ultimi anni, attorno al tuo nome, per svariati motivi, si era creata una narrazione negativa e tossica, eppure, da grande signore quale sei, hai continuato a fare il tuo lavoro con un’etica impressionante, non ti sei mai azzardato a rispondere a tono pubblicamente ai tuoi detrattori, cercando di fare parlare sempre e solo il campo. E anche scegliendo di ritirarti alle tue condizioni, dopo una stagione comunque importante e pur sapendo probabilmente di meritare un posto nella Lega molto più di qualcuno che invece per l’anno prossimo ha un contratto garantito, hai confermato di essere, in qualche modo, unico e inimitabile.

Sapere che non vedremo più i tuoi voli al ferro e quella rabbia agonistica che hai mostrato in ogni secondo della tua carriera NBA fa dannatamente male, perché, nonostante tutto, per questa generazione sei stato un supereroe. Un giocatore speciale, che era in grado di andare sempre a trecento all’ora, in qualsiasi circostanza (e forse questo è stato il tuo limite, ma alla fine sei sempre stato così: prendere o lasciare, Mr Why Not?) e che garantiva sempre la cosa più importante nel mondo dello sport; le emozioni.

Perché tu in campo sapevi fare emozionare, Russ. Eri in grado di mandare in estasi un intero palazzetto con le tue giocate, la tua classe e la tua spettacolarità. E sì, tutto questo non ti è bastato per vincere l’anello, ma, onestamente, a chi importa: hai vinto nel cuore dei tifosi, hai garantito a te stesso un posto nella storia semplicemente essendo te stesso dentro e fuori del campo. Hai amato questo gioco in maniera incredibile, sei stato un esempio di etica e professionalità, hai lasciato un segno ovunque sei andato.

Tutti gli appassionati di questo sport ti hanno nel cuore e proprio in questi giorni, da quando hai annunciato il tuo ritiro, stai ricevendo il credito e la stima che meriti e sai perché? Perché, ad un certo punto della nostra vita, tutti noi avremmo voluto essere Russell Westbrook, quel folle playmaker alto dieci centimetri meno della media NBA, che però non era a conoscenza di ciò e volava comunque a canestro posterizzando praticamente tutti i difensori della Lega.

L’uccisore di giganti, con te abbiamo imparato che volare è possibile, non importa come o perché. Una volta Sebastian Vettel, ai tempi della Ferrari, disse: “Tutti sono tifosi della Ferrari. Anche se dicono che non lo sono, sono tifosi della Ferrari. Anche se vai dal tifoso della Mercedes che dice "Mercedes è il miglior marchio al mondo", anche quello è un tifoso della Ferrari”.

Mi piacerebbe riformulare questa frase per te: Tutti sono tifosi di Westbrook. Anche se dicono che non lo sono, sono tifosi di Westbrook. Anche se vai dal tifoso dei Clippers che dice "Chris Paul è il miglior playmaker al mondo", anche quello è un tifoso di Westbrook”.

Chiudo questa lettera con una sola parola, semplice: GRAZIE. Grazie per essere stato te stesso fino all’ultimo secondo, con i tuoi pregi e i tuoi difetti, grazie per averci insegnato che quasi tutto è possibile, grazie per non esserti fermato mai. Grazie per essere stato Russell Westbrook, e per averci fatto amare questo gioco ancora di più.

  • Studente universitario, grande appassionato di sport, in particolare calcio, basket e Formula 1.

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