
Roma-Fiorentina 4-0, Considerazioni Sparse
Malen e la Roma riprendono da dove avevano lasciato: tripletta dell'olandese e un'ottima Roma stende una Fiorentina con ancora molto lavoro da fare.
Sono passati poco più di quattro mesi dalla quartultima giornata della scorsa Serie A, la Fiorentina ha cambiato allenatore e mezza squadra, ma la Roma non fa sconti neanche stavolta: finisce 4-0 come lo scorso anno. Risultato rotondo ma giusto per quello che si è visto in campo, con i giallorossi padroni del campo fin dal primo minuto e i Viola che sono apparsi senza contromisure davanti al pressing asfissiante della squadra di Gasperini. La Roma giocava per ultima in questa giornata ed era già chiamata a rispondere alle vittorie di tutte le altre big. Ci è riuscita con i suoi due uomini più rappresentativi: Donyell Malen ha messo a referto 3 gol - che lo portano all'assurda quota di 17 in 19 partite in Serie A - con altrettanti assist serviti per lui da Dybala, apparso in forma come non lo si vedeva da un paio di stagioni. Al di là dell'aspetto fisico, è sembrato in forma tecnicamente, cosa che l'anno scorso non gli era mai riuscita prima del finale di stagione, anche quando era stato libero dagli infortuni. Vediamo quanto durerà ma questa intesa con Malen è un'arma che in pochi hanno in Serie A.
Per il suo esordio sulla panchina viola Grosso si affida davanti ai nuovi acquisti, con Pellegrino al centro dell'attacco supportato da Atta e Mastantuono, mentre dietro esordio dal primo minuto anche per Joao Mario e Dragusin. Nella Roma c'è a sorpresa Mora dall'inizio, schierato più come trequartista centrale che come esterno sinistro, con Dybala più alto sulla linea di Malen. Sulla destra chance dal primo minuto per il giovane Lulli - all'esordio assoluto in Serie A - visti i problemi degli altri esterni. La Roma, comprensibilmente, spinge più sulla sinistra con Wesley, aiutata probabilmente dalla posizione centrale di Mora che lascia spazio alle sgroppate dell'esterno brasiliano, bravo a servire prima Dybala e poi Lulli per due conclusioni che, però, non centrano lo specchio della porta. Sempre a sinistra arriva la prima grande occasione del match, con Mora con porta il suo marcatore fin dentro l'aria per poi alzare la traiettoria col destro: si supera De Gea nel mandare in angolo. Pochi minuti e - dall'altra parte - arriva il vantaggio della Roma, con Dybala che recupera palla e si invola in area servendo Malen: la finta con cui l'olandese mette a sedere Dodò per depositare in rete merita da sola il prezzo del biglietto. Così come merita applausi il primo tempo della Roma, che si conclude 1-0 senza altri sussulti ma con i giallorossi sostanzialmente padroni del campo.
Al rientro dagli spogliatoi non c'è neanche il tempo per riordinare le idee che la Roma chiude subito la contesa entro l'ora, ancora una volta con Malen. L'olandese prima segna un gol alla Batistuta involandosi contro la difesa Viola e piegando le mani a De Gea col piede teoricamente debole, poi pochi minuti dopo si porta a casa il pallone concludendo con un tap in dopo un'altra grande azione di Dybala, iniziata con un prezioso recupero del giovane Lulli. Nei Viola entra Kean ma fa notizia solo perché finalmente iscrive Svilar al tabellino della partita, mentre la Roma tiene altissima l'attenzione con i neo entrati. Prima Castro sfiora il quarto gol, poi lo trova Pisilli, dimostrando ancora una volta che dei quattro centrocampisti a disposizione di Gasperini è lui quello che sente meglio la porta avversaria.
Per la Roma solo segnali positivi, da quelli da cui ce li aspettavamo di più - su tutti Malen che non sembra aver risentito di un Mondiale complicato - ma anche dagli esordienti Mora e Lulli. La Roma ha iniziato il suo campionato con due 2007 titolari ma in campo non si è visto: il portoghese ha giocato un'ottima mezz'ora prima di calare, mentre il giovane esterno italiano alla fine è risultato persino più continuo e propositivo dell'acciaccato Wesley. A centrocampo intelligente la prestazione dietro le quinte di Kone e Cristante così come la partita di Hermoso in regia dalla difesa, al netto di qualche sbavatura nel primo tempo. In generale, i giallorossi hanno alzato di molto il livello rispetto alle amichevoli e si sono presentati con uno schieramento tattico diverso dal solito, più tendente al 3-4-1-2. Dybala è stato più attaccante del solito - arrivando quindi molto più lucido sulla trequarti avversaria - con Mora in posizione di trequartista puro e i due quinti molto offensivi, tutti tra l'altro molto armonici nel pressare in modo costantemente efficacie. Note positive anche da tutti i subentrati - anche da Soulè - che avranno il compito di mettere in difficoltà l'allenatore ogni volta che verranno chiamati in causa.
Così come per la Roma ci sono solo note positive, per la Fiorentina non c'è nulla da salvare nell'esordio di Grosso. I viola non sono mai stati in partita, sicuramente per la netta superiorità - tecnica, tattica e atletica - della Roma ma anche per una formazione titolare che è sembrata abbastanza inadeguata. In particolare desta perplessità la posizione di Atta come esterno sinistro, tagliato fuori dalle cose che sa fare meglio e messo in una posizione in cui perde lo spazio che gli è necessario per andare via agli avversari. Anche il centrocampo, poi, sembra un reparto in cui è ancora necessario mettere mano. I tre titolari di stasera - Fagioli, Ndour e Brescianini - sembrano privi sia dello spunto necessario a ribaltare l'azione che, soprattutto, della tecnica per farlo. E chissà che Atta non possa venire più utile proprio come mezzala. Infine c'è il discorso Kean. Appena entrato il centravanti italiano la Fiorentina ha fatto i suoi due unici tiri in porta. Difficile che non parta, ma è bene che chi lo lascia andare sia consapevole del fatto che sostituirlo sarà molto molto difficile. E di solito dal centravanti che hai dipende la stagione che fai.
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