
Frosinone-Juventus 0-1, Considerazioni Sparse
I bianconeri dominano il primo tempo, sprecano diverse occasioni e poi calano nella ripresa con quasi la beffa nel finale. Per Spalletti buone indicazioni da Douglas Luiz, Kolo Muani e Celik.
La Juventus comincia la stagione 2026-27 con il piede giusto e porta a casa da Frosinone il bottino pieno. I bianconeri hanno costruito gran parte della vittoria nei primi quarantacinque minuti, quando hanno imposto ritmo, qualità e superiorità territoriale, creando diverse occasioni senza però riuscire a chiudere la partita.
Nella ripresa la squadra di Spalletti ha invece abbassato l’intensità, smettendo progressivamente di sfruttare le corsie esterne e lasciando campo ai ciociari. Il rischio della beffa cociara è stato concreto fino alla fine, con il Frosinone che al 93’ ha colpito un incrocio dei pali; ma la Juventus torna comunque a casa con tre punti preziosi e con la conferma di alcune buone sensazioni, seppur con qualche vecchia criticità che sembra non essere ancora del tutto superata.
È stata, in sostanza, una Juventus dai due volti: aggressiva, brillante e molto più ordinata nella prima parte della gara, meno intensa e troppo poco incisiva nella seconda. Nel primo tempo i bianconeri hanno interpretato bene l’ampiezza, sfruttando la posizione di Yildiz e Conceição per allargare la struttura del Frosinone e aprire spazi all’interno. La Juventus è riuscita anche a rifinire con continuità, arrivando più volte negli ultimi metri, a tal punto che il vantaggio è rimasto stretto rispetto a quanto prodotto: occasioni come il colpo di testa di Bremer e quello capitato a Kolo Muani sugli sviluppi di un calcio d’angolo avrebbero potuto trasformare il primo tempo in una fuga.

Nella ripresa, invece, gli esterni hanno perso brillantezza, con Yildiz ancora alla ricerca della condizione fisica migliore, e la Juventus ha progressivamente rinunciato a sfruttare le fasce. Il gioco si è spostato maggiormente al centro, dove trovare spazi è diventato più complicato. È riemerso così un problema già evidente nella scorsa stagione: la difficoltà nel trasformare la mole di gioco in gol. La Juventus crea, arriva in zona pericolosa, ma spesso manca l'ultimo passo, quello che permette di mettere definitivamente la partita in cassaforte. La freddezza sotto porta e, più in generale, quel killer instinct necessario per chiudere le gare continuano a essere un aspetto da migliorare.
Tra le note più interessanti della serata c’è sicuramente Douglas Luiz, che può rappresentare uno dei migliori “acquisti” della Juventus di questa estate, soprattutto se riuscirà a confermare i segnali mostrati a Frosinone. Le qualità tecniche del brasiliano non sono mai state realmente in discussione: il punto interrogativo riguardava soprattutto la sua condizione e la continuità atletica. In questa prima uscita, però, Douglas Luiz è sembrato decisamente più brillante anche sotto questo aspetto. Non è un dettaglio che al termine del primo tempo fosse il giocatore bianconero ad aver percorso più chilometri. In mezzo al campo ha dato ordine alla manovra, pulizia nelle giocate e una qualità che alla Juventus può servire moltissimo.
È probabilmente il centrocampista della rosa più naturale nel vedere la verticalizzazione e nel trovare la giocata in avanti, senza rinunciare alla capacità di gestire il possesso. Se questa versione di Douglas Luiz dovesse diventare la normalità, la Juventus avrebbe trovato una risorsa importante proprio in un giocatore che sembrava aver perso centralità.
Positive anche le prime indicazioni arrivate dagli altri due nuovi volti, Kolo Muani e Celik. Dell'attaccante francese, in realtà, conosciamo già bene caratteristiche e qualità, ma la sua prestazione ha confermato quanto possa essere prezioso anche quando non riesce a trovare la via del gol. Kolo Muani ha sprecato una buona occasione nel primo tempo, ma il suo contributo alla manovra è andato ben oltre la finalizzazione. È bravo a venire incontro, a giocare spalle alla porta e soprattutto ad allargarsi per sovraccaricare una corsia, liberando il mezzo spazio per gli inserimenti dei compagni. Un lavoro che si è visto chiaramente nell’azione che ha portato alla chance di Conceição nella ripresa.
Per quanto riguarda il difensore turco, arrivato a parametro zero, ha invece mostrato fin da subito il suo senso dell’equilibrio. Ordinato quando deve difendere, presente quando la squadra attacca, Celik sembra avere una buona comprensione degli spazi e delle distanze. Nel primo tempo lo si è visto anche occupare con intelligenza il mezzo spazio di destra, dando una soluzione ulteriore alla costruzione bianconera. Una prima uscita che lascia intravedere una possibile intuizione di mercato di grande valore.
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