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Genoa Napoli 0-2
, 22 Agosto 2026

Genoa-Napoli 0-2, Considerazioni Sparse


Massimo risultato con minima resa per il nuovo/vecchio Napoli del solito, classico Massimiliano Allegri. Un buon Genoa arriva sfinito al finale di gara.

Mai prima d'ora l'analogia tra prima di campionato e primo giorno di scuola è stata valida come per questo Napoli: gli azzurri sembrano la classe di liceo che si incontra a settembre uguale a sé stessa dopo una lunga estate di vacanze. Una squadra sulla quale forse c'era poca curiosità e poco di nuovo da scoprire, se non l'impatto del nuovo tecnico Massimiliano Allegri e l'esito della grande scommessa fatta dal Napoli per questa stagione: dove potrebbe arrivare questa squadra costruita l'anno scorso, se la fortuna (sotto forma di meno infortuni) l'avesse assistita?

Dall'altro lato c'è un Genoa che arriva con parecchi punti interrogativi emersi da un precampionato dai risultati pesantemente negativi, per quanto il valore degli stessi nasce e muore nel giro della stessa serata, con un De Rossi deciso a cambiare musica nel momento in cui il peso specifico delle partite aumenta. Il Genoa riparte dal canovaccio efficace della passata stagione, con Baldanzi alle spalle delle due punte veloci Colombo e Vitinha e chiedendo a Ostigard di essere ancora più intraprendente in fase offensiva, in modo da creare una superiorità numerica che ha sorpreso gli avversari nel primo tempo.

Il Napoli, dal canto suo, è già divenuto una creatura di Allegri: blocco basso, scarso utilizzo del pressing ma tanta attenzione a intasare gli spazi in zona centrale, atteggiamento generale compassato fino almeno all'assalto finale. Se da un lato questo approccio minimizza i rischi, dall'altro finisce per svilire tutta la creatività quando il pallone è in possesso degli azzurri, ricorrendo più del dovuto ai lanci lunghi verso un Højlund poco brillante e spesso sconfitto nei duelli con Ostigard. L'unico sfogo, nel primo tempo, è stato il solito Alisson Santos, quasi una biblica voce di uno che grida nel deserto, troppo solo e incapace di dare veri e propri grattacapi a Bijlow.

La partita cambia con i cambi, quando la profondità di rosa rappresenta un valore che premia la squadra più attrezzata: da un lato il solo Messias riesce a rendersi pericoloso solo in contropiede, dall'altro Lang, Vergara e De Bruyne alzano il tasso tecnico della squadra e soprattutto il coraggio nell'osare una giocata che prima forse c'era troppo timore a tentare. Così, pur senza strafare, le connessioni tra Vergara e De Bruyne creano le condizioni per i gol di questi ultimi, che fanno infine pendere il piatto della bilancia in favore dei vice campioni in carica.

Buona la prima per il Napoli, o meglio buono il risultato: alla luce dell'avvio di campionato, che vede il Napoli chiamato subito a sfide d'alta quota contro Como e Inter, i tre punti di stasera rappresentavano un bottino fondamentale da raccogliere per evitare che l'ambiente possa cadere in una precoce depressione da mancanza di risultati. Il gioco, come prevedibile visto lo storico poco favorevole alle squadre di Allegri negli esordi di campionato, è rivedibile, per non dire di una condizione atletica che sembra latitare. Le prossime sfide, contro avversarie di pari livello se non superiore, diranno tanto delle reali ambizioni di questo Napoli, e di quanto questo azzardo in sede di mercato abbia pagato oppure no.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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