Logo sportellate
Neopromosse
, 14 Agosto 2026

Le neopromosse dei top 5 campionati europei 2026/27


Uno sguardo alle neopromosse che si affacciano ai grandi palcoscenici nazionali, fra ritorni immediati e incredibili prime volte. E qualche ones to watch.


Con la Liga che partirà il prossimo weekend di Ferragosto, prende ufficialmente il via la stagione 2026/27 nei top campionati europei. Come al solito le inglesi, il Real, il PSG e il Bayern hanno movimentato – e stanno tutt’ora movimentando – miliardi, ma dietro di loro ci sono anche squadre neopromosse e meno conosciute, con le loro peculiarità, le loro storie di faticosa risalita o di immediato ritorno ai massimi livelli.

Brevemente, abbiamo deciso di gettare uno sguardo a chi, nei prossimi nove mesi, si ritroverà dai campi della seconda divisione a sfidare i giganti d’Europa. Abbiamo cercato di capire come il mercato – non concluso e ancora in parte da definire – potrà aiutare queste squadre a reggere l’impatto, in un calcio in cui, dati alla mano, il salto dalla seconda alla prima divisione è sempre più difficile.

In Serie A, ad esempio, sono ormai anni che 2 delle 3 neopromosse riscendono immediatamente dopo il primo anno. Premier (tranne lo scorso anno) e Liga non fanno molta eccezione. Ci sono, poi, delle storie molto particolari che arrivano da Francia e Germania, i due paesi di questo elenco in cui il calcio mantiene ancora una dimensione più popolare.

Anche esaminando la situazione delle varie neopromosse, poi, emerge in gap tra la Premier League e tutti gli altri campionati. al 12 agosto, Coventry, Ipswich e Hull City aveva speso complessivamente 340 milioni di euro, contro i 60 della Serie A e i 35 de La Liga. Addirittura, in Bundes tre squadre avevano speso complessivamente poco più di 15 milioni e in Ligue 1 solo il Troyes ha fatto acquisti a titolo oneroso per neanche 2 milioni di euro complessivi.

Serie A

La Serie A che ripartirà sabato 22 agosto vede al via tre neopromosse: Venezia, Frosinone e Monza. Per tutte e tre si tratta di un rapido ritorno nella massima serie: i lagunari e i brianzoli sono risaliti dopo un solo anno di B, mentre il Frosinone ha dovuto aspettare due anni, dopo aver addirittura rischiato la retrocessione in C nel 2024/25.

Venezia

La squadra di Stroppa è stata promossa dopo aver vinto il campionato con 82 punti al termine di una corsa a tre proprio con Frosinone e Monza. La promozione è arrivata con una giornata di anticipo al termine di un campionato partito non benissimo ma nel quale i lagunari, una volta conquistata la prima posizione, non l’hanno più lasciata. Negli ultimi anni il Venezia è diventata una squadra ascensore, con due partecipazioni alla Serie A – nel 2021/22 e nel 2024/25 – dopo vent’anni di assenza ma che sono sempre terminate con la retrocessione a fine anno.

Nella speranza che la terza volta sia quella buona per la permanenza in A, i lagunari si sono attivati fin da subito sul mercato, regalando a Stroppa numerosi acquisti, il più interessante dei quali sembra essere Akor Adams, attaccante nigeriano arrivato dal Sevilla per 16 milioni di euro arrivato in doppia cifra di gol con club andaluso nella scorsa Liga.

Accanto a lui in attacco saranno chiamati a ripetersi Adorante e Yeboah, autori rispettivamente di 17 e 10 gol nella scorsa Serie B, mentre dallo Sparta Praga è arrivato il kosovaro Rrahmani, a dimostrazione di una squadra che vuole continuare a produrre quel calcio offensivo così efficace lo scorso anno.

A centrocampo, poi, la speranza dei tifosi neroverdi è che questa sia la stagione della definitiva consacrazione di Gianluca Busio, chiamato a guidare un reparto al quale si sono aggiunti l’ex Lazio Basic e l’ex Parma e Fiorentina Sohm. Anche in difesa, poi, i lagunari si sono rifatti il look con Bella-Kotchap dal Verona ma soprattutto Halhal dal Mechelen e Rendall Correira dal Valencia.

Molti investimenti, molti milioni spesi per una neopromossa (nettamente di più rispetto a Monza e Frosinone) e un obiettivo dichiarato: rimanere in Serie A a lungo. Starà a Stroppa raccogliere i frutti del lavoro della società, dimostrando di essere non solo uno specialista nelle promozioni dalla Serie B (quella dello scorso anno è stata la quarta in carriera) ma anche un tecnico adatto alla categoria.

Frosinone

Con appena un punto in meno del Venezia, a far compagnia ai lagunari nella promozione diretta in A è stato il Frosinone di Massimiliano Alvini, che quest’anno prenderà parte alla massima serie per la quarta volta nella sua storia. Anche i ciociari, così come i lagunari, partono con lo stesso obiettivo: rimanere in A, traguardo mai raggiunto nelle tre partecipazioni precedenti.

Per farlo, il tecnico ex Cremonese si affiderà soprattutto al talento di un reparto offensivo che lo scorso anno ha viaggiato su numeri straordinari. Primo fra tutti quel Farès Ghedjemis, autore di 15 gol la scorsa stagione che gli sono valsi sia la convocazione ai Mondiali con l’Algeria che l’etichetta di uomo-fantacalcio che sicuramente lo accompagnerà nelle prossime settimane.

Accanto a lui giocherà, si spera, Antonio Raimondo, il 2004 italiano ad aver segnato di più nella scorsa stagione, magari accanto ad un alto giovane italiano, quel Seydou Fini classe 2006 il cui prestito dal Genoa è stato prolungato. Il Frosinone è una squadra a forte presenza tricolore, con Calò e Chichella (2005) che si candidano a guidare il centrocampo anche in Serie A insieme all'austriaco Romano Schmid, colpo abbastanza clamoroso degli ultimissimi giorni considerando da dove arriva, la cifra spesa e la sua titolarità ai Mondiali con l'Austria. La quota azzurra, poi, è ben rappresentata in difesa dal giovane Calvani (2004).

Dal mercato, poi, sono arrivati Zerbin (1999) e Hasa (2004) dal Napoli, mentre in difesa rappresenta sicuramente un innesto interessante il trentunenne Kevin Akpoguma che viene da anni in Bundesliga su buonissimi livelli. Se tutto questo basterà per confermarsi – finalmente – in A dipenderà probabilmente molto da se e come questi ragazzi gestiranno l’impegnativo salto di categoria.

Monza

La terza neopromossa in Serie A è il Monza, passato dalla famiglia Berlusconi ad un fondo americano. Una volta disimpegnatasi la famiglia dell’ex patron del Milan, in molti pronosticavano un rapido ritorno dei biancorossi nelle retrovie del calcio italiano, e invece – seppur attraverso il brivido nel playoff col Catanzaro – il Monza è tornato in Serie A al primo tentativo.

I brianzoli si sono affidati ad Ivan Juric, al quale il suo procuratore onnipresente riesce sempre a trovare una squadra, e sul mercato i rinforzi principali – oltre al riscatto di molti protagonisti della promozione come Cutrone e Hernani – sono stati Ricardo Mangas, quinto portoghese di grande esperienza arrivato in prestito dallo Sporting Lisbona e soprattutto Gustavo Varela, attaccante del 2005 arrivato a titolo definitivo dal Benfica dopo una stagione in prestito.

Il centrocampo è stato poi rinforzato col prestito di Akinsanmiro dall’Inter e con l’arrivo di un altro 2005, il francese Foe Ondoa. Per il resto l’unica cessione rilevante è stata quella di Azzi, con i biancorossi che hanno scelto la strada della continuità rispetto allo scorso anno.

Così come il Frosinone, anche il Monza è alla quarta partecipazione in Serie A. A differenza dei ciociari, però, i biancorossi sono stati in grado di fare tre stagioni consecutive nella massima serie, mettendo in mostra anche dei giocatori molto interessanti. La speranza dei tifosi brianzoli è quella di ripetere nuovamente quel ciclo.

Premier League

Le tre neopromosse della Premier sono Coventry City, Ipswich Town e Hull City: rispettivamente una squadra che mancava in prima divisione da 25 anni, una risalita immediatamente e un’altra nobile decaduta che ha fatto l’ascensore per molti anni ma che non faceva la Premier dalla stagione 2016/17. Sono, tuttavia, tre squadre che almeno sulla carta sembrano partire abbastanza indietro, soprattutto se consideriamo quanto è diventato difficile salvarsi in Premier negli ultimi anni. Ne sa qualcosa il Totthenam.

Coventry City

Il Coventry di Frank Lampard ha dominato la Championship 2025/26 conquistandosi la promozione in quella Premier League che mancava da esattamente venticinque anni. Un risultato straordinario considerando che ad inizio stagione nessuno indicava la squadra dell’ex leggenda del Chelsea tra le favorite.

Gli Sky Blues, rispetto alle spese folli che ormai in Premier riguardano anche le neopromosse, hanno scelto una linea più prudente, il cui primo obiettivo è stato quello di confermare tutta la rosa della promozione. Nonostante ciò, il salto – sia tecnico che economico – è enorme, da subito in salita visto che il calendario ha regalato al Coventry un esordio da sogno ma al tempo stesso da brividi: la prima giornata, infatti, sarà subito contro l’Arsenal campione in carica.

I principali rinforzi sul mercato sono stati be distribuiti tra i eparti: in porta il Coventry ha dovuto spendere 20 milioni di sterline per riscattare Rushworth dal Brighton; in difesa è arrivato Amenda dal Francoforte; a centrocampo l’acquisto più interessante è quello di Caleb Yirenkyi, centrocampista ghanese arrivato dal Nordsjaelland dopo essersi messo in mostra al Mondiale, mentre davanti l’unico acquisto per ora è l’ex Lazio e Salernitana Tchaouna.

Un po’ troppo poco, probabilmente, per fare bene in un campionato ultra-competitivo come la Premier League: non a caso, la squadra di Lampard – a 20 giorni dalla fine del mercato – rischia di partire come seria candidata alla retrocessione. Tuttavia, dietro alla strategia del Coventry ci sono motivi più che giustificati: il quarto di secolo di assenza dalla massima divisione ha infatti coinciso con gravi difficoltà economiche, culminate con l’amministrazione controllata e con la perdita di accesso al proprio stadio. Comprensibilmente, quindi, gli Sky Blues non hanno voluto fare il passo più lungo della gamba. Basterà per rimanere in Premier League?

Ipswich Town

Chi, invece, è immediatamente risalito in Premier dopo un solo anno di Championship è l’Ipswich Town. Il club di cui è tifoso Ed Sheeran – che ha festeggiato la promozione allo stadio – è arrivato secondo lo scorso anno ed è tornato in Premier con l’intenzione dichiarata di non ripetere la brutta stagione 2024/25.

Per farlo, la dirigenza dei Blues si è affidata in panchina a Gary O’Neil, esperto allenatore con un passato inglese tra Southampton e Wolverhampton e una recente esperienza in Francia allo Strasburgo. E proprio dalla Francia arriva quello che – per ora – è l’acquisto più oneroso dell’Ipswich, l’attaccante brasiliano Emersonn, prelevato per 25 milioni di sterline dal Tolosa, con cui lo scorso anno ha realizzato 7 gol e 3 assist.

L’attacco è stato il reparto in cui si sono concentrati i maggiori sforzi economici del club: sono arrivati anche Chuba Akpom, vecchia conoscenza del calcio inglese riscattato dall’Ajax e soprattutto Daizen Maeda, primo giapponese della storia del club che arriva dal Celtic per 10 milioni di sterline dopo due anni in doppia cifra sia di gol che di assist. Infine, il reparto offensivo è stato completato dal giovane 2004 Fatawu, arrivato dal Leicester per 20 milioni di sterline con annesse grandi aspettative.

L’Ipswich ha poi rivoluzionato anche un reparto insolito, la porta, dove si è affidata alla coppia olandese Scherpen e Van Oevelen, arrivati rispettivamente dall’Union Saint-Gilloise e dal Volendam. In difesa, poi, è arrivato Issa Diop dal Fulham, un acquisto di grande esperienza che, insieme a Florentino dal Burnley che andrà a rinforzare la mediana, si candida ad essere l’innesto più importante per i Blues.

Hull City

Così come per il Coventry, anche sulla promozione in Premier League dell’Hull City avrebbero scommesso in pochi lo scorso anno. Sia ad inizio stagione, sia quando il club arancionero si è guadagnato l’accesso ai playoff da sesta classificata. Eppure, grazie ad un incredibile gol dell’esperto Oliver McBurnie al 95° della sfida decisiva contro il favorito Middlesbrough, l’Hull è tornato in Premier League dopo nove anni di assenza, e 12 anni dopo che il palcoscenico di Wembley gli aveva regalato una cocente delusione con la finale di FA Cup persa in modo rocambolesco contro l’Arsenal di Wenger.

In ogni caso, ricucire il gap tra la sesta classificata della regular season della Championship e la Premier League non è e non sarà un lavoro facile, e l’Hull non sembra esserci riuscito in questi primi due mesi di mercato. La storia e le modalità della promozione sono molto belle ma rischiano di rimanere un caso isolato alla luce della competitività richiesta per sopravvivere nella massima divisione inglese.

https://www.youtube.com/watch?v=5TdMrAMvHfU

La porta è il reparto dove si sono concentrati i maggiori investimenti del club: partito Pandur sono arrivati l’esperto Jack Butland e il promettente Kostas Tzolakīs, ormai titolare della nazionale greca. Dato che, poi, i numeri difensivi dello scorso anno erano tutt’altro che rassicuranti, un altro colpo importante è arrivato in difesa con l’acquisto del centrale australiano classe 2006 Lucas Herrington, prelevato dalla MLS per 17 milioni di sterline dopo essersi messo in mostra al Mondiale. E negli ultimi giorni si è aggiunto anche un altro acquisto di prospettiva, Nobel Mendy, classe 2004 preso dal Rayo Vallecano per 20 milioni di sterline, cifra record per il club.

Anche gli altri due acquisti principali sono di prospettiva: il centrocampista del 2005 Jens Hjertø-Dahl arrivato dal Tromsø per poco meno di 10 milioni di sterline e l’ala sinistra svedese Elliot Stroud arrivato dal Mjällby. A questi va poi aggiunto l’arrivo dell’esperto Matthew Targett in difesa.

Un po’ poco per una squadra che punta a salvarsi in Premier e che, almeno ad oggi, non sembra aver colmato il gap con la massima serie. Vediamo se le ultime tre settimane di mercato cambieranno le cose.

La Liga

Diversa è la situazione ne La Liga, il primo top campionato a ricominciare. Qui, infatti, abbiamo tre neopromosse entrambe assenti da molto tempo nella massima divisione: 14 anni per il Racing Santander, otto per Deportivo e Malaga. Tuttavia, il modo in cui esse si stanno approcciando al ritorno ne La Liga è molto diverso. Da un lato, infatti, troviamo un Deportivo La Coruña che al ritorno nella massima serie sta spendendo molto; dall’altro, invece, abbiamo Racing Santander e Malaga che stanno adottando un approccio più prudente, memori di ciò che hanno passato negli ultimi anni.

Racing Santander

Il club del nord della Spagna era stato il primo a festeggiare la promozione lo scorso 16 maggio, vincendo la Segunda Division davanti proprio al più blasonato Depor. Per il club di Santander si tratta di un ritorno nella massima serie che avviene a 12 anni di distanza dall’ultima partecipazione: dopo la retrocessione del 2011/12, infatti, il Racing era sprofondato addirittura in terza serie.

Proprio in quegli anni, dal settore giovanile del Racing era uscito Sergio Canales, forse il talento più cristallino proveniente da quel vivavio degli ultimi decenni, anche se non è mai riuscito a rispettare le aspettative che lo circondavano quando fu acquistato dal (primo) Real Madrid di Mourinho. È una storia curiosa perché oggi, 15 anni dopo, al Real c’è di nuovo Mourinho e Canales è tornato a casa, firmando un contratto biennale col Racing dopo aver vestito le maglie anche di Valencia, Real Sociedad, Betis e Monterrey.

Altri acquisti per il tecnico José Alberto Lopéz sono stati i due baschi Villalibre – esperto attaccante che arriva dall’Alavés – e Agirrezabala, portiere arrivato a titolo definitivo dall’Atheltic Bilbao che si candida ad essere il titolare. Per l’attacco è arrivato anche il giovane Zamiri in prestito dal Rennes mentre in difesa è stato riscattato Pablo Ramon.

Un altro riscatto, poi, lega il Racing Santander al nostro campionato. Per due milioni e mezzo, infatti, il club spagnolo ha riscattato il promettente difensore italo-uruguaiano Facundo Gonzalez, in precedenza di proprietà della Juventus con la quale, tuttavia, non ha mai esordito. Sempre dalla Juventus, poi, il Racing ha acquistato per mezzo milione di euro un altro difensore, quel Pedro Felipe che l’anno scorso ha disputato tre partite con la maglia del Sassuolo.

Innesti low cost, mirati soprattutto a rinforzare la retroguardia di una squadra che festeggerà il ritorno in prima divisione esordendo domenica pomeriggio in casa nello stadio Sardinero contro il Villarreal, una sfida complessa ma alla quale seguiranno poi partite sulla carta più agevoli.

Mettere subito punti in cascina all’inizio potrebbe essere una buona cosa per la squadra di Lopéz, che ad oggi non appare attrezzatissima per la permanenza ne La Liga, soprattutto considerando quanto è alta ultimamente la quota di punti necessaria per salvarsi nel campionato spagnolo.

Deportivo La Coruña

Insieme al Racing, a festeggiare la promozione diretta ne La Liga è stata… un'ex vincitrice del massimo campionato spagnolo, quel Depor che negli ultimi 15 anni ha fatto spesso avanti e indietro fra prima e seconda divisione ma che mancava ne La Liga addirittura dal 2018.

E, a giudicare da come sta spendendo in queste settimane, l’obiettivo del club di La Coruña è quello di rimanere ne La Liga a lungo. I biancoblù, infatti, sembrano ad oggi la più attrezzata delle tre neopromosse.

Il colpo mediatico è stato certamente l’incredibile arrivo di Pierre-Emerick Aubameyang dal Marsiglia. Nonostante i suoi 37 anni, parliamo ancora di un giocatore da doppia cifra nelle ultime tre stagioni, e che potrebbe fare molto bene alla corte di mister Antonio Hidalgo.

Il ritorno del Depor ne La Liga dopo otto anni, poi, si lega anche molto con l’Italia. Nelle rosa che ha centrato la promozione, infatti, erano presenti due italiani: il centrale ex Cremonese Giacomo Quagliata e Samuele Mulattieri, in prestito dal Sassuolo. Se quest’ultimo non è stato riscattato, la quota azzurra è stata subito ristabilita con l’acquisto a titolo definitivo del centrocampista classe 2004 Lorenzo Amatucci, che arriva dalla Fiorentina per circa due milioni e mezzo di euro.

Inoltre, il Depor è stato in ritiro in Italia battendo il Genoa in amichevole al Ferraris. E dall’Italia ha anche pescato il laterale sinistro Angeliño, che arriva in prestito con diritto di riscatto dalla Roma dopo i gravi problemi fisici dell’ultima stagione. Si tratta in realtà di un ritorno, in quanto il brasliano era cresciuto proprio nelle giovanili del club galiziano, prima di partire a 16 anni in direzione Manchester.

Altri acquisti importanti, poi, sono il portiere Leo Roman, che arriva dal Mallorca per circa 9 milioni, il giovane trequartista Jonathan Asp dal Bayern Monaco e Bright Ede, difensore centrale polacco del 2007 che arriva dal Motor Lublin con ottime credenziali.

Tutto sommato, una spesa considerevole per una neopromossa, davanti alla quale il board de La Liga ha chiesto parallele attività in uscita, anche perché il Depor aveva raggiunto il limite massimo di giocatori tesserabili, una delle mille – ma mi sento di dire, in questo caso, giusta – regole del campionato spagnolo. Vedremo se quanto fatto sarà abbastanza per centrare l’obiettivo di rimanere ne La Liga e stabilizzarsi come club di prima divisione.

CF Malaga

La terza ed ultima neopromossa in Spagna, arrivata al termine di lunghissimi playoff terminati addirittura a Mondiali iniziati, è un’altra nobile decaduta: il Malaga, che, come il Depor, mancava nella massima serie da ben otto anni.

Anche i Boquerones in questo lasso di tempo hanno dovuto affrontare la rovinosa caduta in terza serie, ma con conseguenze economiche che avrebbero potuto essere ben più drammatiche. Dopo il triennio 2011-13 con i folli investimenti arabi, infatti, il Malaga si è ritrovato a dover pagare stipendi altissimi a giocatori quasi pensionati, il che ha distrutto i conti del club rendendo difficile trovare nuovi acquirenti.

Una situazione potenzialmente rovinosa dalla quale il club andaluso ha impiegato molti anni per riprendersi, e della quale il club allenato da Juan Funes sembra aver fatto tesoro, almeno a giudicare dalla parsimonia con cui si è mosso in questa prima fase di calciomercato.

I primi interventi sono stati mirati, infatti, allo sfoltimento della rosa e al mantenimento del gruppo che ha centrato la promozione battendo Almeria e Las Palmas ai playoff, con particolare importanza al rinnovo del prestito dal Celta Vigo di Carlos Dotor, colonna portante del centrocampo dello scorso anno. Analoghe operazioni sono state fatte poi per Javi Montero e, soprattutto, Adrián Niño, autore di 12 gol la scorsa stagione e riscattato dall’Atletico Madrid.

Gli altri acquisti, poi, sono stati innesti di esperienza, come i difensori svincolati Fernando Calero e Darko Brašanac, mentre interessante è l’arrivo in prestito del terzino sinistro José Salinas, che aveva fatto molto bene all’Elche salvo poi perdersi nella scorsa stagione all’Espanyol.

Infine, c’è stato spazio anche per la bella storia del ritorno a casa di Juan Cruz, esterno offensivo argentino cresciuto nel settore giovanile andaluso. Nel 2020, a fronte delle enormi difficoltà finanziare del club, il Malaga non poté offrirgli il rinnovo di contratto. Dopo aver deluso le aspettative tra Betis e Leganes, Cruz torna da svincolato proprio a Malaga, e il suo apporto sarà fondamentale per cercare di condurre alla salvezza il suo vecchio club. Missione che, alla luce dei valori in campo, appare però molto molto difficile.

Bundesliga

Dovevamo arrivare, nel nostro lungo girovagare per l’Europa, in Bundesliga, che dopo tre anni di purgatorio riaccoglie uno dei club più importanti e popolari di Germania: lo Schalke 04. Accanto a lei torna in Bundesliga anche il Paderborn e farà il suo esordio l’Elversberg, l’unica debuttante assoluta del nostro articolo nonché la squadra della città più piccola ad essere mai stata rappresentata nella massima serie del calcio tedesco.

Schalke 04

I biancoblù di Gelsenkirchen non hanno certamente bisogno di presentazioni, anche se la loro assenza per ben tre stagioni dalla Bundesliga ha fatto molto rumore. Al terzo tentativo hanno finalmente vinto la Zweite con buon anticipo e – anche alla luce del mercato che stanno facendo – l’obiettivo è palese: non solo salvarsi, ma iniziare a gettare le basi per tornare ad alti livelli nel calcio tedesco.

La promozione è arrivata sotto la guida dell’allenatore Miron Muslić, un rifugiato della guerra in Bosnia che è stato un insegnante prima di entrare nel mondo del calcio. E un ruolo decisivo nella vittoria del campionato ce l’ha avuto l’eterno Edin Džeko, che a 40 anni ha messo a segno 6 gol e 3 assist in 11 partite.

Džeko ha rinnovato il contratto con lo Schalke per un altro anno e nella Ruhr ritroverà Robin Gosens con cui ha giocato alla Fiorentina. Insieme all’esterno ex Inter e Atalanta, poi, i Minatori hanno preso Maxi Wöber dal Leeds, Adamu dal Friburgo e l’interessante Satoshi Tanaka dal Fortuna Düsseldorf, oltre all'interessante arrivo di Ebimbe.

Niente spese folli ma, appunto, un obiettivo dichiarato: salvarsi e smettere di essere uno di quel club che fanno avanti e indietro tra Bundes e Zweite. Per poi costruire, tassello dopo tassello, la risalita al vertice.

Sicuramente non mancherà la passione dei tifosi biancoblù – che quest’anno potranno nuovamente dar vita al caldissimo derby della Ruhr contro il Borussia Dortmund – accorsi già in quasi 100 mila all’evento di apertura della stagione lo scorso sabato 8 agosto.

SV Elversberg

Totalmente opposta è invece la storia del piccolo Elversberg. Se quello dello Schalke, infatti, è un nome che abbiamo letto spessissimo nelle cartine del calcio europeo che conta, si fa fatica persino ad individuare l’Elversberg sulla cartina geografica della sola Germania. Non a caso è il club che rappresenta il più piccolo bacino d’utenza cittadino della storia della Bundesliga.

L’Elversberg è il club di una piccola località della Saarland, a sua volta il più piccolo dei Lander tedeschi, al confine con la Francia. E in realtà lo stesso club rappresenta Spiesen-Elversberg, un agglomerato di località la cui squadra gioca in uno stadio di neanche diecimila posti.

La scalata che ha portato i bianconeri in Bundesliga sembra quasi irreale. Nel 2022 hanno vinto la Regionalliga Südwest, nel 2023 la 3. Liga e nel 2025 hanno perso il playoff per la promozione in Bundesliga all’ultimo minuto. Una beffa atroce, che sembrava l’apice della storia dell’Elversberg, soprattutto dopo che, in seguito a quella partita, si era dimesso Horst Steffen, l’allenatore della cavalcata.

Sotto la guida di Vincent Wagner, invece, l’Elversberg ha fatto ancora meglio, centrando la promozione diretta grazie al secondo posto ottenuto giocando un calcio spregiudicato e bello da vedere.

Lo scoglio della massima serie è enorme, ma la storia recente della Bundesliga ci insegna che la sopravvivenza di queste piccole realtà di provincia non è impossibile. Basta vedere il caso dell’Heidenheim, rimasto in Bundesliga per tre anni e in grado di raggiungere persino la zona Europa.

Fedele alla ricetta del successo della scorsa stagione, l’Elversberg ha continuato a lavorare grazie ai giovani in prestito dalle big, su tutti quelli di Francis Onyeka – talentuosissimo centrocampista del Leverkusen – e di Noah Darvich, promessa dello Stoccarda con un trascorso da teenager al Barcelona.

Ma non solo. A titolo definitivo sono arrivati due giovani altrettanto interessanti: l’attaccante Cole Campbell dal Borussia Dortmund e soprattutto il centrocampista del Bayern Maurice Krattenmacher, che avrà il compito di non far rimpiangere il partente Asllani. Accanto a loro, poi, esperienza a parametro zero con il riscatto di Lukasz Poreba dall’Amburgo e soprattutto quel Mahmoud Dahoud che una decina di anni fa sembrava potesse essere un crack.

Il giusto mix, dunque, per una piazza che sicuramente dovrà confrontarsi con dimensioni e squadroni mai neanche immaginati ma che al tempo stesso parte affatto battuta, anzi. L’impressione è che se c’è un campionato in cui una compagine esordiente, giovane, offensiva e popolare come l’Elversberg può fare bene, sia proprio quello tedesco.

Paderborn

La terza squadra promossa, e già questa è una novità dopo anni in cui la terza della Zweite perdeva il playoff contro la terzultima della Bundes, è il Paderborn, anch'esso squadra ascensore della storia recente del calcio tedesco.

Già nel 2014 e nel 2019 il Paderborn era stato promosso per poi riscendere subito. Nel mentre, prima del vittorioso e rocambolesco playoff contro il Wolfsburg dello scorso maggio, c’è stata addirittura una discesa in Regionalliga.

Anche qui troviamo un allenatore che alla prima stagione sulla panchina del club ha subito centrato la promozione, Ralf Kettemann. Tuttavia, rispetto a Elversberg e soprattutto Schalke 04, il Paderborn ha potuto spendere molto meno sul mercato.

Il club del nordovest della Germania, infatti, ha lavorato principalmente per puntellare la rosa dello scorso anno, aggiungendo su tutti il giovane (2007) attaccante Deniz Zeitler, arrivato in prestito dall’Hoffenheim dopo aver realizzato 15 gol nella scorsa stagione giocata in terza serie con la seconda squadra. E sempre dall’Hoffenheim sono arrivati anche Nahuel Noll e Luka Duric, a rinforzare l’organico di una squadra che, almeno ad oggi, parte probabilmente come fanalino di coda della prossima Bundesliga al via venerdì 28 agosto.

Ligue 1

Infine la Francia, dove troviamo due sole neopromosse. Il playoff dello scorso anno, infatti, si è chiuso con la salvezza del Nizza a scapito del Saint-Etienne, costretto ad un’altra stagione in Ligue 2. Sono salite così, Troyes e Le Mans, due squadre agli antipodi. I primi possono beneficiare dei milioni del CityGroup, mentre i secondi hanno uno dei budget più piccoli della Ligue 1 e addirittura circa un decennio fa sono passati per l’inferno del fallimento e delle serie non professionistiche. Ma entrambe dovranno sudare molto per mantenere la categoria.

ESTAC Troyes

Il Troyes torna in Ligue 1 dopo tre anni di assenza e tante polemiche – continuate anche questa estate – legate proprio all’appartenenza a questo gruppo, per i motivi che vedremo fra poco. Lo ha fatto vincendo in modo netto la Ligue 2 dello scorso anno. In particolare la matematica della promozione è arrivata con una bellissima vittoria per 0-3 sul campo del blasonato Saint-Etienne.

La promozione della scorsa primavera è la settima da quando il campionato francese è a girone unico. Un record, condiviso col Metz retrocesso lo scorso anno, che fa del Troyes la squadra ascensore per eccellenza del calcio transalpino.

Nonostante i milioni derivanti dalla partnership con gli Emirati Arabi, però, in questo mercato l’unico acquisto a titolo oneroso è stato quello del portiere australiano classe 2003 Patrick Beach, che si era messo in mostra agli scorsi Mondiali e che, soprattutto, arriva dal Melbourne City FC, altra squadra del gruppo emiratino.

Insieme a lui, gli altri acquisti da segnalare sono l’arrivo a parametro zero dalla Turchia del centrocampista ex Salernitana Iron Gomis, il riscatto del giovanissimo attaccante nigeriano Elijah Odede e il rientro dal prestito al Brest del difensore Junior Diaz, sicuramente un giocatore adatto al livello della Ligue 1.

In generale, però, troppo poco per una squadra che fa parte di uno dei gruppi calcistici più grandi al mondo. E questo ha scatenato l’ira dei tifosi, soprattutto se consideriamo che sul fronte cessioni, invece, è andato via quel Mathys Detourbet che aveva guidato il centrocampo nelle ultime due stagioni nonostante la giovanissima età (è un 2007). E soprattutto se si considera come è andato via.

Il ragazzo è nato a Troyes ed è entrato nell'Academy dell'ESTAC a soli otto anni. Ha fatto tutta la trafila nel club, ha contribuito alla promozione in Ligue 1 con 3 gol e 5 assist e, invece di esordire nella massima serie con la squadra che lo ha cresciuto, è stato acquistato dalla capogruppo Manchester City per circa 25 milioni. Magie delle multiproprietà del calcio.

Non solo. Il City lo ha immediatamente girato in prestito al Monaco. Detourbet, quindi, continuerà a giocare in Ligue 1 ma non nel club in cui è cresciuto e al quale avrebbe fatto molto comodo. Per questo ed altri motivi, nonostante la promozione, la proprietà del club è tutt’altro che benvoluta dai propri tifosi.

Le Mans

Se nominiamo Le Mans, sicuramente il calcio non è il primo sport che ci viene in mente. Ed il club di questa cittadina vicino Parigi non è né particolarmente forte né blasonato. Manca dalla Ligue 1 da 16 anni e anche il modo in cui ha ottenuto il secondo posto che gli è valso la promozione è abbastanza surreale. Il Le Mans conduceva 2-0 a Bastia quando i tifosi di casa hanno iniziato a creare disordini, portando l’arbitro a sospendere la partita. Attesa, dubbi, ma alla fine dopo giorni è arrivata l’omologazione del risultato e con essa la promozione in massima serie.

Nel mentre, in questi 14 anni, ci sono stati un fallimento nel 2013, la ripartenza addirittura dalla sesta serie, e due promozioni consecutive, nel 2025 e nel 2026. Un risultato importante per un club il cui settore giovanile ha prodotto giocatori del livello di Gervinho e soprattutto Didier Drogba.

Le vicissitudini finanziarie degli ultimi lustri, comunque, suggeriscono prudenza e non a caso anche nell’anno della promozione, il Le Mans ha continuato a puntare sullo sviluppo dei talenti del settore giovanile e su profili sostenibili in generale.

Il Le Mans ha blindato quasi tutti i protagonisti della doppia promozione e si è mosso sul mercato in modo oculato. Sono arrivati Yasser Larouci, difensore, a parametro zero proprio dal Troyes (l’anno scorso era in prestito in Turchia); Rayan Bamba, terzino destro in prestito dal Rennes; e Billal Brahimi, attaccante con un inizio di carriera proprio al Le Mans e poi finito a girovagare fra Brasile e Portogallo.

Ma il colpo più importante di un mercato condotto a saldo zero è sicuramente Louis Mafouta, attaccante 32enne della Repubblica Centrafricana che arriva dal Guingamp, con cui lo scorso anno ha segnato 15 gol in Ligue 2. Esotico.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

pencilcrossmenu