
Mohamed Alì Zoma, una freccia per l’Italia di Mancini?
Alì Zoma sta facendo benissimo a Norimberga, ma in Italia quasi nessuno se n'è ancora accorto.
Velocità, struttura, senso del gol e molto altro ancora. Mohamed Alì Zoma è una seconda punta/esterno d’attacco, che principalmente parte dalla sinistra per accentrarsi, molte volte in maniera decisiva, con il destro. Al Norimberga allenato da Miroslav Klose ha fatturato nel 2025/26 ben 14 gol e 4 assist in 29 partite alla prima stagione di Zweite Bundesliga. Ma da dove arriva questo ragazzo italiano, che la squadra tedesca ha scelto la scorsa stagione al posto di Can Uzun Yılmaz?
Dalla Lombardia, precisamente da Bergamo, ancor più precisamente dall’AlbinoLeffe, squadra che unisce nel nome due comuni distanti una decina scarsa di km nella Val Seriana ma che gioca a Zanica, una ventina di km più a valle: qui Mohamed Ali (il cui nome, scelto dal padre, è dovuto all'omonima leggenda del pugilato) completa l'intera trafila delle giovanili fino alla prima squadra, dove si mette decisamente in mostra.
Dal 2012 al 2021 nel settore giovanile, dal 2021 al 2025 stabilmente nella rosa della prima squadra. In Serie C, negli ultimi due anni da titolare, mette a referto 22 gol in campionato, più uno in coppa; non pochi, per un un ragazzo poco più che ventenne, che fin lì aveva fatto la spola tra C (44 presenze e 3 gol nel primo biennio coi grandi) e Primavera 3. Chi ci crede, in Italia?

Nessuno. O meglio, nessuno quanto una squadra in Germania che, dopo aver perso il maggior talento dell'epoca recente (Can Uzun, passato nell'estate 2024 all'Eintracht Francoforte), viene a patti con un anno di attesa col bisogno di un esterno offensivo che sappia sostituire un giocatore andato a giocare la Champions League. Mohamed Alì Zoma si trasferisce a Norimberga, piazza che sogna il ritorno in Bundesliga con la sua grande tifoseria, in uno stadio che, se tutto esaurito, può contare ben 50mila spettatori.
Ed è proprio qui che si vede il talento di un calciatore. Contesto completamente cambiato, pressioni date dal peso del giocatore che era stato chiamato a sostituire con 13 mesi di ritardo (Can Uzun ne aveva fatti 16 di gol nel 2023/24), ma il risultato è eccellente: 14 gol e 4 assist in 29 presenze nel 2025/26. Non male vero? E ora il Norimberga se lo coccola, con una valutazione che è lievitata, arrivando, secondo Transfermarkt, quasi a 9 milioni: ne serviranno sicuramente di più per strapparlo a un club che, in quanto a riconoscere il talento da sviluppare sulla trequarti, in fascia come nelle zone centrali e nell'attaccare senza palla la profondità, sa il fatto suo.
Direte voi, una rondine non fa primavera, così come una sola annata buona non basta a dare giudizi definitivi su un calciatore. La nuova stagione di Zweite Bundesliga è iniziata venerdì 7 agosto, proprio con il Norimberga protagonista, vincente in casa contro la Dinamo Dresda. In questa partita si è distinto un certo Mohamed Alì Zoma, italiano, classe 2003, autore di una tripletta. La partita è terminata 3-0, e Zoma ha già riaperto il conto.
Ma in Italia, nel frattempo, cosa facciamo?
Bisogna purtroppo, ancora una volta, sottolineare come un calciatore del genere, proveniente da un vivaio italiano e italiano di cittadinanza - seppur solamente da inizio 2022 -, sia a giocare nella seconda divisione tedesca (dove si è mostrato palesemente fuori categoria) e non in Serie A, vista la moria di ali offensive con quelle caratteristiche di strappo, di allungare la squadra, giocatori che si vanno a cercare in qualsiasi campionato con algoritmi e aiuti di agenzie di calciatori. Come è possibile che il calcio italiano si sia lasciato sfuggire un talento di questa portata?
Ora, per comprare Mohamed Ali Zoma, il costo è, virtualmente, di €12-13 milioni; un calciatore di questo genere potrebbe fare comodo a molte squadre in serie A, dalle ultime della classe alle squadre di fascia medio-alta. Si parla tanto di talento italiano, ma nel concreto si fa sempre fatica a farlo emergere, con i ragazzi che devono andare all’estero per giocare in campionati più competitivi.
Azzardo anche un altro commento. Abbiamo avuto bisogno di naturalizzare Retegui, e si parla anche di altri calciatori con cui ripetere l'iter sfruttando origini e parentele più o meno lontane: ben vengano, se portano vantaggi alla nostra causa. Ma perché Roberto Mancini che, saggiamente, aveva convocato Zaniolo ancor prima che prendesse la titolarità nella Roma, non prova a chiamare in nazionale Mohamed Alì Zoma?
Un ragazzo del 2003 che con la chiamata da parte della Nazionale rafforzerebbe ancora di più il suo status nell'opionione pubblica italiana: un classe 2003 (di dicembre, oltretutto), nato a Merate, le cui caratteristiche ben si sposano con l’idea di calcio di Roberto Mancini, alto a sinistra nel suo 4-2-3-1 o nel 4-3-3. Utopia? Forse, ma bisogna ripartire da un corso nuovo e i nuovi calciatori, da visionare in giro, ci sono eccome.
Un calciatore giovane, che sta crescendo vertiginosamente nel suo stile di interpretare la posizione, ma è già strutturato fisicamente, veloce, vede la porta con continuità ed è associativo con la squadra. Il meglio lo dà quando galleggia su tutto il fronte offensivo per individuare il corridoio più libero per un taglio verticale, favorito dal movimento a svuotare dei compagni, e bruciare sui primi passi il marcatore o la linea difensiva che cerca di rimediare. Il campione è ristretto alle retroguardie di Zweite Bundesliga, non proprio il banco di prova più arcigno, ma non è impossibile pensare che queste qualità si possano traslare in altri contesti.
In Italia, di calciatori di questo genere convocabili in nazionale, non ne abbiamo molti. Perché i nostri ragazzi per giocare in campionati più attraenti e per migliorare le proprie carriere devono andare a giocare all’estero?
Un altro esempio è quello di Gabriele Guarino, che ha scelto la Süper Lig turca, ha scelto la pista estera andando a vestire la maglia del Samsunspor, che voleva rifondare la difesa con profili giovani e di sicuro avvenire. Un ex Under 21 che non ha potuto fare il salto in Serie A e riparte da un’altra realtà: appena 3 i milioni scuciti dal club turco per assicurarsi dall'Empoli il centrale classe 2004.
Guarino come Alì Zoma; come Lorenzo Amatucci (Deportivo A Coruña), Federico Bonini (Almeria), Giovanni Bonfanti (Las Palmas), Antonio Gala (Castellón) tra Liga e Segunda in Spagna; come Andrea Natali (AZ) nei Paesi Bassi, come Filippo Mane (Borussia Dortmund) in Bundesliga, e altri ancora in giro per l'Europa. Under25 messisi in mostra nelle categorie inferiori del calcio italiano, a cui la Serie A ha deciso di non concedere la prima opportunità di misurarsi col massimo livello dei tornei nazionali.
Un appunto alle società di Serie A: inutile millantare grandi capacità di scouting e ricerca del talento se il talento fatto in casa va a giocare all’estero, aumenta di valore e diventa inaccessibile economicamente a molte realtà del nostro paese. Meno parole, più fatti, almeno una volta tanto.
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