
Che portiere è Noah Atubolu?
Finito nel mirino di Napoli e Juve, Atubolu è in rotta con il Friburgo; ecco la sua storia e le sue caratteristiche.
Uno su cinque. Nella Serie A 2025/26, sono stati tirati 109 calci di rigore; di questi, 22 sono stati neutralizzati dai portieri, percentuale del 20,18%. Noah Atubolu, nella pur breve carriera, ha parato 11 rigori sui 33 totali che ha dovuto fronteggiare; uno su tre. Sarebbe però sbagliato ridurre alla sola capacità di sventare i penalty un portiere che, negli ultimi giorni, è finito nel mirino in particolare di Napoli e Juventus. La storia di Atubolu parte da molto più lontano, celata (neanche troppo bene) nel cuore della Foresta Nera.
Friburgo in Brisgovia, più semplicemente Friburgo, 25 maggio 2002: Noah nasce qui, da padre nigeriano di etnia Igbo e madre tedesca. I primi passi da calciatore li muove nel quartiere Weingarten, zona dalla popolazione multietnica salita alla ribalta per l'imponente progetto di riqualificazione che ha reso il quartiere un modello di ecosostenibilità. Il ragazzo nasce difensore centrale ma, ancor prima di entrare nel sistema di giovanili del Friburgo, viene spostato in porta.
In barba a chi sostiene che i portieri maturino più tardi dei giocatori di movimento, Atubolu si diverte a bruciare le tappe: a 15 anni viene convocato nella U19 del Friburgo, squadra della quale diventerà capitano a 17 anni; dopo appena una stagione con la fascia al braccio viene promosso nel Freiburg II, squadra riserve del Friburgo che milita in Regionalliga, quarto livello della piramide calcistica tedesca.
Nel mezzo, Atubolu entra per la prima volta in contatto con il calcio italiano: 11 settembre 2018, l'U17 della Germania incontra i pari età azzurri, Calafiori in difesa e Seba Esposito-Colombo in avanti. Assieme ad Atubolu, invece, nella Mannschaft ci sono il neoblaugrana Adeyemi e Malik Tillman, non ancora finito nella rete degli scout statunitensi. L'U17 teutonica aveva affrontato l'Italia alcuni mesi prima agli Europei di categoria, ma Atubolu era stato costretto a guardare dalla panchina i suoi compagni arrendersi per 3-1 al cospetto di uno scatenato Esposito.
La Regionalliga è una categoria che Atubolu frequenterà per una sola stagione: anche grazie alle sue prodezze, il Freiburg II viene promosso in 3. Liga. Nella terza serie il ragazzo conferma lo status di portiere titolare, venendo premiato dal tecnico della prima squadra Christian Streich, che in tre occasioni lo porta in panchina per fargli assaporare l'aria della Bundesliga. Formatosi come allenatore proprio a Friburgo, Streich rivestirà un ruolo cruciale nella carriera di Atubolu, pronto a garantirgli fiducia anche nei momenti più duri.
Parallelamente ai successi in Brisgovia, Atubolu scala le gerarchie nelle varie selezioni giovanili della Germania, diventando portiere titolare prima dell'U20 e dopo dell'U21. Compiuti 20 anni, per il ragazzo di origine nigeriana è tempo per il grande salto: pur permettendogli di restare il titolare dei pali del Freiburg II, nella prima parte del 2022/23 Streich lo lancia in prima squadra, facendolo debuttare prima in Coppa di Germania, e poi in Europa League, 1-1 nell'ultima gara della fase a gironi contro il Qarabag.
L'estate del 2023 è quella della svolta per l'allora ventunenne Noah: reduce da un'ottima stagione culminata con il quinto posto (e il conseguente ritorno in Europa League), il Friburgo decide di lasciar andare il portiere titolare Flekken, prelevato dal Brentford per £11 milioni. Al suo posto arriva Florian Müller dallo Stoccarda, che aveva già vestito la maglia del Grifone nel 2020, ma i piani del club riguardo al ruolo di portiere titolare sono ben chiari: Atubolu viene insignito della maglia #1, e fin dalla prima giornata di Bundesliga è il titolare designato da Streich.
L'inizio è tutt'altro che semplice, com'è lecito aspettarsi da un ragazzo che si affaccia al primo campionato da titolare della carriera tra i big. Atubolu finisce nel mirino della critica, soprattutto per un'esitazione su Hummels nella gara casalinga col BVB e un'uscita sbagliata su Aguerd contro il West Ham. I tifosi iniziano a rumoreggiare, c'è chi inizia a considerare un azzardo l'affidarsi a un portiere così inesperto. Ma non Christian Streich, che in conferenza stampa difende a spada tratta il suo numero 1.

Il rapporto tra il portiere e la tifoseria resterà altalenante: il rendimento di Atubolu migliora, tanto da permettergli di chiudere la stagione con 10 clean sheet (come i portieri del Bayern Neuer e Ulreich messi assieme, e dietro ai soli Hrádecký e Nübel) e col fiore all'occhiello dei due rigori parati contro l'Union Berlino, ma il tifo del Friburgo non riesce a perdonargli qualche errore di troppo. Streich sarà costretto di nuovo a proteggerlo quando, nell'aprile 2024, il pubblico dell'Europa-Park lo fischia apertamente dopo un rinvio sbagliato. "Siamo il Friburgo, abbiamo un portiere ventunenne della nostra città e prodotto delle nostre giovanili, è precisamente il nostro modo di essere".
Il 10° posto finale ("Ma senza Atubolu saremmo finiti ancora più giù", sottolinea Streich) non soddisfa i tifosi, così come l'arrivo del trentenne portiere Jannik Huth dal Paderborn, non quel che si sarebbero aspettati per sostituire Atubolu. Il club non ha alcuna intenzione di smettere di puntare sul ragazzo, che dopo essersi operato per un'appendicite è regolarmente tra i pali per la terza di campionato.
La scelta del club si rivela vincente, e in breve i fischi si tramutano in applausi: nel 2024/25 Atubolu mette insieme altri 10 clean sheet, stabilisce il record della storia del Friburgo per minuti consecutivi senza subire gol (608'), soprattutto diventa il primo in Bundesliga capace di parare 5 rigori consecutivi. Dopo i già citati due penalty neutralizzati con l'Union Berlino, l'estremo difensore si ripete su Wirtz, André Silva e - all'inizio della stagione successiva - su Schmid. Capitolerà, dal dischetto, soltanto nel gennaio 2026, per mano (o piede, mancino) di Olivier Giroud.
In estate arriva anche il secondo posto all'Europeo U21: una Germania non esattamente irresistibile si arrampica in qualche modo fino alla finale, persa per 3-2 in maniera rocambolesca contro l'Inghilterra di Elliot Anderson, Livramento, Rowe e Norton-Cuffy. Dall'ottobre successivo, il ragazzo finirà nel mirino del CT della nazionale maggiore Nagelsmann, che lo convoca per sostituire l'infortunato Baumann, senza però farlo esordire.

Il 2025/26 è la definitiva affermazione in campo internazionale: il nome di Atubolu esce dai confini della Bundesliga grazie al cammino europeo del Friburgo del nuovo tecnico Julian Schuster, ex bandiera del club con oltre 200 presenze da calciatore, che prende il posto di Streich a partire dall'estate 2024. I tedeschi chiudono al 7° posto la fase campionato di Europa League, regolando poi Genk, Celta Vigo e Braga prima di cadere contro l'Aston Villa del re di coppe Emery nella finale di Istanbul.
Consacrazione, però, per Atubolu fa rima con rottura: il contratto del portiere, rinnovato nel 2023, andrà in scadenza il prossimo anno, e il calciatore in tempi non sospetti aveva già manifestato la volontà di non rinnovarlo per potersi cimentare in altre sfide. Il Friburgo, però, non ha digerito la presa di posizione del gioiello del suo vivaio e l'ha messo fuori rosa, cautelandosi con l'arrivo del pari ruolo Backhaus dal Werder Brema. Al momento, Atubolu è alla ricerca di una squadra: quali sono le doti che lo renderebbero adatto a un approdo in Serie A?
Parliamo di un portiere di 78kg distribuiti su un metro e 90, che fa della fisicità il suo punto di forza: è potente e dotato di ottimo atletismo, e sviluppa una grande spinta sugli arti inferiori. Non è dunque un colosso di due metri in stile Milinković-Savić, ma sopperisce a qualche centimetro in meno con riflessi sopra la media e buona capacità di posizionamento. Atubolu può essere definito un portiere moderno per la sua abilità nel gioco coi piedi, ma non un "estremista" come Unai Simón e altri numeri 1 della scuola spagnola.
Il classe 2002 possiede una buona tecnica di base sia nel bloccaggio che nel tuffo, anche se talvolta sacrifica lo stile in favore dell'efficacia, esigenza figlia della velocità vertiginosa alla quale il calcio moderno sta viaggiando e alla quale in molti si stanno adeguando.
Tra i suoi tratti distintivi, oltre alla già citata abilità nel neutralizzare i calci di rigore, vi sono le uscite basse in 1 contro 1, caratteristica rara nei portieri moderni. Nelle uscite, Atubolu non si affida solo alle capacità fisiche e al coraggio, ma si rivela anche un estremo difensore intelligente, capace di valutare con precisione il tempismo degli interventi e dunque chiudere lo specchio con efficacia. Non disdegna l'utilizzo di gesti tecnici presi in prestito dal futsal, come la croce iberica.
Tra i suoi punti deboli vi sono le uscite alte, tallone d'Achille comune a molti giovani portieri: paga un po' l'altezza, un po' le valutazioni non sempre corrette delle traiettorie. La sua storia ci racconta inoltre che non è immune da errori, e che di tanto in tanto ha mostrato difficoltà nell'essere continuo, sia nell'arco di una stagione, sia all'interno della singola gara. Angoli che un 2002 può ancora smussare, ma che potrebbero storcere il naso a chi si aspetta un portiere già pronto al 100%.
Esiste poi l'incognita relativa alla sua capacità di adattamento in una grande squadra: a Friburgo è stato abituato a subire molti tiri (13,9 tiri concessi a partita, 12° in Bundesliga): va valutata l'abilità nel restare freddo e nel contempo reattivo anche in un contesto in cui potrebbe dover effettuare soltanto un paio di interventi decisivi a gara.
Tra i giovani in circolazione, Atubolu resta ad ogni modo uno dei portieri più interessanti, nonché tra i migliori per rapporto qualità/prezzo, visto il contratto in scadenza nel 2027 e le ormai note frizioni con il Friburgo. C'è ovviamente una percentuale di scommessa nel suo eventuale acquisto, che però esisteva anche quando la Juventus decise di prelevare Di Gregorio dal Monza, e quando il Napoli scelse di affidarsi a Milinković-Savić. In Germania è ancora considerato, assieme a Urbig e Nübel, uno dei possibili eredi di Neuer. Che possa essere l'Italia il luogo della definitiva consacrazione?
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