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Roma Gasperini
, 8 Agosto 2026

Castro, Koulierakīs e Molina: prende forma la nuova Roma


La Roma ha puntellato la rosa mettendo a disposizione di Gasperini tre nuovi acquisti.

Era inizio aprile della scorsa stagione quando Giampiero Gasperini disse che per l’anno successivo avrebbe voluto pochi ritocchi alla rosa attualmente a sua disposizione, aggiungendo che in generale la Roma avrebbe dovuto spostare il focus degli acquisti dalla quantità (negli anni precedenti all’arrivo del tecnico piemontese i giallorossi viaggiavano su una media di quasi 10 acquisti l’anno) alla qualità.

Lo disse in risposta ad una domanda sui possibili rinnovi dei senatori della squadra, da Mancini e Cristante fino a Pellegrini e Dybala, affermando che, fosse stato per lui, non si sarebbe privato di nessuno a zero, vista poi la necessità di dover fare acquisti ulteriori per sostituirli. Tutti temi che erano stati al centro delle divergenze con Ranieri che avevamo raccontato qui sopra e che avevano portato all’allontanamento dell’ex allenatore giallorosso e del DS Frederic Massara, sostituiti rispettivamente dal nuovo AD John Galantic e dal direttore sportivo Tony D’Amico, scelto personalmente da Gasperini (i due avevano lavorato insieme a Bergamo).

L’allenatore della Roma è quindi riuscito a creare un team fatto su misura nel quale riponeva assoluta fiducia (a D’Amico si aggiunge, infatti, l’ex Parma Leonardi, che sta portando avanti buona parte delle operazioni dei giallorossi) e al quale, come ha ribadito lui stesso dopo la brutta sconfitta in amichevole col Cardiff, ha chiesto 4 acquisti: un difensore centrale, un esterno e due attaccanti.

È sicuramente singolare, se non addirittura unico, che la proprietà della Roma abbia deciso di affidarsi in modo così netto al proprio allenatore. Dopo anni di allenatori ricoperti d’oro e lasciati alla deriva, infatti, la Roma ha scelto per Gasperini – anzi, sulla base delle indicazioni di Gasperini – una struttura dirigenziale che gode dell’assoluta fiducia dell’allenatore, quasi addirittura invertendo il rapporto fiduciario che normalmente lega l’allenatore al DS, visto che è quest’ultimo ad essere stato scelto dal primo e non viceversa.

Nulla di ingiustificato, se consideriamo che Gasperini si è guadagnato sul campo il diritto di essere accontentato il più possibile sul mercato, avendo raggiunto quella qualificazione in Champions League sfuggita a predecessori più forti di lui solo sulla carta.

L’arrivo di Galantic a fine luglio (con colpevole ritardo, visto che la Roma non aveva una AD da 22 mesi) sembra poi aver accelerato un po’ le tempistiche – altrimenti lunghissime – del mercato della Roma, una squadra dove per acquistare, rinnovare o cedere un giocatore sono necessarie settimane, con tutte le conseguenze del caso come si è visto per le telenovele legate a Greenwood prima e a Summerville poi.

Negli ultimi giorni, venendo al dunque, la Roma ha messo a segno tre colpi di mercato, accaparrandosi Koulierakīs, Castro e Molina. Come possono inserirsi nello scacchiere tattico di Gasperini?

Koulierakīs è il profilo adatto per la difesa della Roma

In difesa l’acquisto della Roma è stato Konstantinos Koulierakīs, difensore centrale classe 2003 arrivato dal Wolfsburg per una cifra di poco superiore ai 15 milioni di euro. L’acquisto del greco – che vanta già 22 presenze in nazionale – serve a completare il pacchetto dei sei centrali a disposizione di Gasperini in una stagione che vedrà la Roma impegnata anche in Champions League. Il tecnico piemontese nel suo primo anno alla Roma ha fatto della difesa un punto di forza, con le titolarità inamovibili di Mancini e Ndicka ed il rilancio a sorpresa di Mario Hermoso sul centro sinistra.

Anche in sede di mercato, l’intervento di Gasp è stato decisivo per convincere Mancini a rinnovare nonostante le sirene provenienti da Milano (sponda nerazzurra) e le intenzioni del suo procuratore Giuseppe Riso, deus ex-machina dei trasferimenti dei calciatori italiani, in particolare quelli che hanno a che fare con la Roma. Anche nella lista degli eventuali sacrificabili per fare mercato, poi, l’allenatore ex-Atalanta ha subito ribadito l’imprescindibilità di Evan Ndicka, motivo per il quale alla fine la Roma si è trovata sì a dover fare un acquisto in difesa ma senza la fretta di dover acquistare un titolare.

Viste le premesse di cui sopra, Koulierakīs si presenta come un ottimo acquisto per il reparto arretrato dei giallorossi, avendo a disposizione il tempo necessario per crescere con calma alle spalle dei titolari ed accanto ad altre due riserve di grande prospettiva come Ghilardi e Ziółkowski. Il fatto che Koulierakīs sia di piede mancino e che sia anche un giocatore che vanta già una buona esperienza, poi, permette ai giallorossi di sistemare il centrosinistra della difesa, aspetto fondamentale visto che, dei tre titolari, quello che offre meno garanzie fisiche è proprio Hermoso.

L'acquisto di Koulierakīs, quindi, è sia di prospettiva che d'attualità. Il centrale greco, retrocesso quest’anno in Zweite Bundesliga col Wolfsburg nonostante una stagione da titolare condita anche da 4 gol, può offrire fin da subito due caratteristiche fondamentali per il gioco del Gasp: una grande struttura fisica che lo rende particolarmente adatto per gli uno contro uno – sia palla a terra che in aria – che richiede il tecnico piemontese e un’ottima capacità di far avanzare il pallone, sia progredendo palla al piede che passandolo in avanti.

Koulierakīs, infatti, ha un piede mancino davvero educato, utile sia per rompere il pressing avversario saltando la pressione degli attaccanti, sia per far filtrare la palla tra le linee. Non disdegna, inoltre, sortite offensive, così come lo stesso Hermoso.

https://www.youtube.com/watch?v=RFR_BcXTr54

Anche economicamente, poi, l’acquisto del difensore greco è una mossa intelligente. Il costo annuo a bilancio, considerando anche la firma di un contratto quinquennale, non sarà altissimo, e lascerà alla Roma la possibilità di non essere eccessivamente gravata dall’investimento qualora Koulierakīs non rispettasse le aspettative.

Castro è un investimento sia per il presente che per il futuro

Facciamo un salto in avanti nel campo, passando dai difensori centrali alle punte. I motivi sono principalmente due: primo, nel momento in cui scriviamo, l’unico altro acquisto ufficiale in quella zona del campo della Roma è proprio una punta, Santiago Castro dal Bologna; secondo, Gasperini, nell’intervista di Cardiff, ha parlato di due attaccanti, ricomprendendo però all’interno di questa categoria sia un centravanti – ruolo coperto, appunto, con l’acquisto di Castro – che il famoso esterno d'attacco sinistro che a Roma manca da tempo immemore.

Rimanendo sulla punta, la Roma si è assicurata un vice-Malen di tutto rispetto, prelevando Castro dal Bologna per una cifra considerevole: 33 milioni di euro più 2 di bonus e il 10% della futura rivendita, il che lo rende il quarto acquisto più caro della storia giallorossa. Il percorso inverso in direzione Bologna, tuttavia, lo percorrerà quell’Artem Dobvyk che due estati fa era stato il secondo acquisto più caro della storia della Roma.

La cifra spesa per Castro – giocatore di buon valore oggi e di assoluto valore in prospettiva – può risultare eccessiva se pensiamo che con ogni probabilità partirà come riserva di Malen, ma se andiamo a vedere il costo annuo a bilancio, la Roma ha addirittura risparmiato sostituendo l’ucraino con l’argentino. Castro, infatti, percepirà un ingaggio di circa 4 milioni lordi per 5 anni, con un costo a bilancio di poco superiore ai 10 milioni annui, inferiore a quello di Dobvyk, che si è trasferito a Bologna con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Dobvyk che, insieme al deludente prestito di Ferguson, era stato un semi-titolare della Roma lo scorso anno fino all’acquisto di Malen a gennaio. Nel mercato di riparazione, poi, insieme alla lacunosa gestione degli infortuni dell’ucraino e dell’irlandese, era arrivato anche Robinio Vaz per ben 25 milioni di euro. Proprio il francese, soprattutto nei primi mesi dopo il suo acquisto, aveva rappresentato la principale alternativa al bomber olandese, con risultati altalenanti.

Sicuramente il talento c’è, ma serve lavorarci con pazienza. Infatti, è un po’ troppo azzardato pensare di affidargli il ruolo di unica e principale riserva della punta titolare in una squadra che giocherà la Champions League. A maggior ragione se riflettiamo sul fatto che il primo a giudicarlo non pronto è stato proprio Gasperini, che a gennaio rimase tutto tranne che soddisfatto al pensiero che una cifra così importante era stata spesa per un giovane centravanti di riserva anziché per un attaccante sinistro.

Da qui la scelta di aggiungere al reparto offensivo un terzo centravanti, che nelle gerarchie partirà almeno come secondo, anche lui giovane ma sicuramente più pronto, come dimostrano i numeri già maturati nel nostro campionato con la maglia del Bologna.

L'argentino ha messo a segno, in 79 partite, 16 gol e 7 assist, che diventano rispettivamente 105, 22 e 11 se si considerano le partite disputate in tutte le competizioni con i rossoblù.

Castro è un giocatore di 22 anni, molto bravo tecnicamente e molto utile in fase di riaggressione. Non è un bomber di razza ma ha le qualità tecniche per segnare più di quanto non dicano i numeri sopracitati (drogati dal fatto che spesso ha giocato solo spezzoni di partita). Anche a Roma difficilmente giocherà spesso 90 minuti con continuità ma sicuramente godrà della considerazione di Gasperini se consideriamo sia le caratteristiche che la cifra spesa, soprattutto in un momento in cui l’argentino non sembrava nei radar dei giallorossi, in quel momento pronti a spendere quasi 50 milioni per Summerville, un giocatore completamente diverso.

L’attaccante ex-Bologna – dove è stato allenato da Italiano, uno che, come Gasperini, tende a migliorare il rendimento dei propri giocatori – ha caratteristiche diverse da Malen, staziona molto di più in area di rigore e offre un feroce contributo in fase di prima riaggressione, mentre condivide con l’olandese la capacità di attaccare gli spazi.

Presenza in area e capacità di attaccare la profondità sono indici di un giocatore abbastanza completo nonostante la giovane età e che potrebbero anche essere segno di una compatibilità con l’attaccante olandese, il quale nella scorsa stagione è stato trasformato da Gasperini in un bomber implacabile ma che in realtà per gran parte della carriera (da ultimo ai Mondiali) è stato abituato a giocare con un altro attaccante vicino.

L’investimento comunque importante, infatti, potrebbe suggerire un impiego di Castro come qualcosa in più di una semplice riserva. La posizione media in cui gioca l’argentino è più avanzata rispetto a quella che di solito ricopre Malen, segno di una maggiore presenza negli ultimi metri ma anche di una buona capacità di legare il gioco (d’altronde non è un mistero che a Gasp, che voleva Castro già a Bergamo, non piacciano i centravanti che stanno solo in area di rigore).

L’anno scorso, soprattutto verso il finale di stagione, Gasperini ha spesso schierato la Roma con un 3-5-2 puro con tre centrocampisti, e non è da escludere che quest’anno possa riproporre la stessa formazione ma schierando un altro attaccante vero accanto a Malen. Difficile che Gasperini, dopo aver inventato Malen come centravanti di movimento, vada a spostarlo (e anche il modo in cui ne parla mi fa pensare che continueremo a vedere la stessa versione dell’olandese ammirata l’anno scorso), ma dentro una stagione lunga Castro troverà molto spazio, anche perché non sembrano due giocatori che si andrebbero a pestare i piedi.

Così come Gasperini ha accentrato Malen, rendendolo appunto un centravanti, non mi sento di escludere che possa decentrare Castro allontanandolo dall’area di rigore e sfruttando sia la sua capacità di attaccare gli spazi che il suo ottimo tiro da lontano.

Inoltre, rispetto ad altri nomi fatti – l’ottimo Tresoldi su tutti – l’ambientamento di Castro a Roma dovrebbe essere abbastanza rapido. Parliamo di un giocatore che conosce bene il nostro campionato, che non è arrivato in ritardo causa Mondiali e per questi motivi potrebbe giocare molte partite. Con lui la Roma si è assicurata sia la possibilità di alternare due ottimi centravanti che quella di variare il modo di giocare – e il numero di attaccanti con cui giocare – a seconda delle caratteristiche degli avversari e del tipo di partita che si prospetta.

Infine, l’acquisto di Castro è anche un acquisto di grande prospettiva. L’argentino ha infatti cinque anni e mezzo in meno di Malen, ed è vero che l’acquisto nell’immediato è molto costoso ma se viene rapportato, appunto, al suo potenziale tecnico e ai suoi enormi margini di miglioramento, si può spiegare facilmente.

https://www.youtube.com/watch?v=BCwDOw5SnGA

Molina... e chi altro?

Fondamentali nel gioco di Gasp, i cosiddetti quinti sono stati per anni un tasto dolente della Roma, che si è giocata una finale di Europa League con la non invidiabile coppia Karsdorp-Spinazzola. L’acquisto di Wesley lo scorso anno ha risolto i problemi della Roma sulle fasce più a sinistra che a destra, visto che il brasiliano è stato impiegato nella fascia opposta a quella dove gioca in nazionale, con Celik e Rensch ad alternarsi sulla destra. Andato via il turco in direzione Juventus (partenza figlia anche dall’incredibile lentezza della Roma in qualsiasi operazione, rinnovi compresi), per la Roma si sono resi necessari due acquisti sugli esterni.

Se, infatti, sia Wesley come titolare che Rensch come riserva sono due jolly che possono giocare in modo ugualmente efficace su entrambe le fasce, discorso analogo non si può fare con Salah-Eddine, che nonostante una buona stagione col PSV (e un buonissimo Mondiale col Marocco) non rientra nelle grazie di Gasperini e verrà ceduto.

È notizia di oggi mentre scriviamo che il primo acquisto sarà quasi sicuramente Nahuel Molina, terzino destro dell’Atletico Madrid, spesso impiegato come quinto dal Cholo Simeone e con un passato in quel ruolo nel nostro campionato con la maglia dell’Udinese.

Saltato l’affare Read – terzino classe 2006 del Feyenoord da seguire con grande attenzione – la Roma si è fiondata proprio su Molina, in uscita dall’Atletico Madrid, e secondo gli esperti di calciomercato ha chiuso rapidamente per l’argentino per una cifra intorno ai 13 milioni di euro più 4 di bonus.

Sempre secondo Fabrizio Romano, il classe 1998 firmerà con la Roma un contratto quadriennale a 2.5 milioni netti l’anno, una cifra più bassa di quella richiesta da Celik per rinnovare. Un risparmio di stipendio unito ad un risparmio di spesa per il cartellino rispetto a quanto la Roma aveva offerto per Read (quasi 30 milioni, secondo le voci che girano), con la differenza che probabilmente verrà dirottata sull’esterno d’attacco.

Molina è un profilo sicuramente diverso sia da Read che da altri profili trattati ad inizio mercato in quel ruolo (su tutti Moreira dello Strasburgo), il che da un lato denota forse della confusione, ma dall’altro è indice dalla necessità di doversi adattare e di dover redistribuire continuamente un budget tutt'altro che illimitato.

Inoltre, si tratta di un’opportunità di mercato creatasi solo negli ultimissimi giorni, quando l’Atletico Madrid ha comunicato al giocatore, reduce da un Mondiale da titolare con la finalista Argentina, di essere sul mercato.

Molina, ironicamente, ha debuttato in A proprio contro la Roma nel 2020, quando l’Udinese lo aveva prelevato a parametro zero dal Boca Juniors. Dopo due anni ottimi a Udine, conditi da 9 gol e 10 assist, è passato all’Atletico per 20 milioni. In quattro anni a Madrid Molina ha vinto una Coppa del Mondo da titolare e ha disputato 181 partite con i colchoneros, segnando 9 gol e servendo 15 assist.

Sono numeri in proporzione più bassi rispetto a quelli registrati nel nostro campionato, figli principalmente di un impiego più come terzino che come quinto nello scacchiere di Simeone. In Serie A, infatti, Molina era un quinto di destra puro, mentre in Spagna ha giocato più arretrato, con questa alternanza fra i due ruoli che si è ripetuta anche nella nazionale argentina, con cui vanta oltre 60 presenze.

Una situazione tattica simile a quella del partente Celik, che è arrivato a Roma più da terzino che da quinto salvo poi giocare quasi esclusivamente in quest’ultimo ruolo. Rispetto a Celik, però, Molina vanta un curriculum migliore e dei numeri offensivi nettamente superiori, ed è possibile affermare che, salvo sorprese, rappresenterà un upgrade di qualità ed esperienza rispetto al turco.

Le caratteristiche un po’ meno offensive rispetto a quanto siamo abituati a vedere dai quinti di Gasperini, poi, potrebbero non essere un problema, se lette alla luce del fatto che dall’altro lato giocherà Wesley – magari con ancora più licenza di attaccare – e dal momento che l’allenatore giallorosso aveva migliorato notevolmente anche la propensione offensiva di Celik. Con la differenza che, nell’ultimo terzo di campo, dovrebbe farsi sentire la maggior qualità dell’argentino.

In aggiunta a Molina, comunque, ai giallorossi servirà un altro acquisto sulle fasce. L’indiziato numero uno, in quella che sarebbe un’operazione intelligente perché creerebbe una coppia con un giocatore esperto e uno ben più giovane, è Alessio Cacciamani del Torino.

L’esterno classe 2007 è particolarmente a suo agio nel ruolo di quinto, e predilige giocare a sinistra nonostante sia di piede destro. Cacciamani è reduce da un’ottima stagione in prestito alla Juve Stabia, dove è stato allenato da Abate che ritroverebbe al Torino. Proprio i consigli dell’ex-Milan gli sono valsi un’ottima stagione in Campania e la chiamata di Baldini nella nazionale sperimentale vista a giugno.

Tuttavia, le richieste di Cairo (circa 15-20 milioni) sembrano eccessive per un giocatore che ancora deve debuttare in Serie A. E forse, nonostante caratteristiche perfette per Gasperini, la Roma non può permettersi di spendere una cifra così alta per un altro giocatore che partirebbe come riserva, motivo per cui non è escluso che l’ultimo slot nel ruolo venga occupato con un’occasione in prestito last minute come fu lo scorso anno con Tsimikas.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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