
Le migliori maglie della Serie A 2026/27
Le dieci maglie più belle che vedremo nella prossima stagione di Serie A.
Le maglie da calcio sono lo strumento più potente con cui si trasmettono i colori e l’identità di una squadra di calcio, in un contesto in cui i simboli sono fondamentali nel mantenere vivo il legame tra un club e i suoi tifosi, in modo molto più marcato rispetto a quasi tutti gli altri contesti sociali.
Il tifo si fonda su un accordo non scritto e decisamente impari: il tifoso darà soldi, tempo ed energie per quei colori, indipendentemente dai risultati e da quanto possa andare male quella squadra.
Se si può comprendere che anche i dirigenti possano sbagliare nella gestione di una o più stagioni sportive, il non alterare quei simboli e quei colori su cui si manifesta quella passione dovrebbe essere il minimo sindacale. Ovviamente, non è sempre così.
I loghi e gli stemmi cambiano per adeguarsi agli stili più adatti ai brand e ogni anno le società devono ideare nuove magliette da vendere, con scelte spregiudicate, soprattutto quando non si tratta delle prime due casacche. Gli sponsor sembrano sempre scelti solamente per quanto pagano, ignorando qualsiasi coerenza estetica con il design della maglia.
Detto questo, anche per la Serie A 2026/27 ci sono maglie molto belle: qui, di seguito, la mia top 10 in merito. Non sono in ordine e soprattutto sono scelte personali: io stesso potrei non condividere più le mie opinioni dopo aver visto queste divise nei prossimi 10 mesi.
Como, prima maglia
Tradizione: 8
Design: 7
Colori: 9
Sponsor: 7

Il Como è una delle realtà più innovative del calcio italiano. Ha conquistato la qualificazione in Champions League quando 3 anni fa era in B, ha un progetto tecnico moderno, apparentemente non ha alcun limite agli investimenti, ha ricostruito una gradinata in tempi record, ha imposto regole marziali ai propri abbonati e potrei continuare a lungo. La prima maglia rispetta l’ambizione della società: è molto classica, ma non banale. Il colore è blu scuro, righe tono su tono, colletto e polsini riprendono i colori dello stemma della città.
Lo sponsor è invadente, ma almeno è coordinato con il logo e le classiche strisce adidas. Sul retro del colletto, il motto Semm Cumasch.
L’ha disegnata Rhuigi Villasenor, designer di streetwear. Molto carina la campagna di lancio in una pizzeria della città. Evidentemente deve essere così che ci vedono dall’estero i proprietari del Como e le star di Hollywood che siedono sulle tribune vip del Sinigaglia.
Napoli, prima maglia
Tradizione: 8
Design: 8
Colori: 9
Sponsor: 6

È l’anno del centenario: a Napoli bisognava far le cose per bene. La prima maglia non è eccessivamente celebrativa, ma contiene richiami alla storia rimanendo nel classico. La scelta vintage è infatti ricaduta sulla terza, che riprende esplicitamente quella rossa con lo sponsor Buitoni dello Scudetto 1987.
Il colore della prima maglia è quello che deve essere: azzurro cielo. C’è lo stemma speciale del centenario (molto carino, EA7 ci ha abituato a cose molto più pacchiane). Leggo anche che si tratta di un tono di azzurro ispirato a quello dei tessuti delle divise anni '80. Sinceramente vedendola in foto online, mi sembra che il grado di azzurro cambi in base alla foto. Avrò un’opinione più completa dopo averla vista dal vivo.
Anche lo stile del colletto è perfetto: da maglia da calcio, non da divise da golf come spesso si vede. Lo sponsor, come sempre, è davvero grande. Fortunatamente è in bianco.
È stata presentata con un'opera AI in cui un Maradona anni '80 la indossa sui seggiolini dello stadio.
Inter, prima maglia
Tradizione: 7
Design: 5
Colori: 7
Sponsor: 5

Ho pensato molto se inserire questa maglia tra le migliori o no. Ho voluto premiare la scelta dell’Inter di tornare alle strisce più classiche, anche se si poteva fare meglio. Ha puntato sul ritorno ai colori del 1998/99, soprattutto con la terza maglia, ma anche con lo stesso blu per la prima. Dal sito dell’Inter si legge che questa divisa vuole manifestare e celebrare il legame con la città di Milano “reinterpretando i codici estetici della tradizione attraverso un linguaggio contemporaneo ispirato al mondo della moda e del design”.
A livello estetico la questione principale è la scelta di mettere gli stemmi e lo sponsor dorati. Scelta che non preferisco in senso assoluto, ma che a livello cromatico ci può stare. Rimane sempre il fatto che bisogna pensare una maglia diversa ogni anno e le combinazioni possibili sono quelle.
La questione più discutibile, a mio parere, è il design delle strisce. Una cosa che si nota solo se le si va a vedere da vicino: le estremità sono irregolari e le strisce nere sono più spesse delle blu. Non so se sarei così tollerante rispetto a questa scelta se non avessi ancora negli occhi la prima maglia dello scorso anno.
Per il resto abbiamo il colletto, purtroppo quello con il bottone, e lo sponsor è di una grandezza tollerabile.
Bologna, prima maglia
Tradizione: 9
Design: 8
Colori: 9
Sponsor: 7

Il Bologna ha optato per una scelta molto classica e, come avrete capito dai miei precedenti pareri, la reputo ottima. Accanto a questo ci sono dettagli che la valorizzano, in particolare i richiami ai 100 anni dello Stadio Dall’Ara. Le strisce sono molto larghe e i colori fedeli alla tradizione. Anche in questo caso, viste da vicino, non sono perfettamente dritte.
Lo stile richiama quello dell’aspetto delle divise che i giocatori del Bologna vestivano nelle prime stagioni giocate nell’attuale stadio. Sulle maniche ci sono motivi che rappresentano tono su tono la torre di Maratona - che appare anche in altri punti della divisa - e lo stemma del club.
Il colletto è quello giusto per il calcio. Lo sponsor non è enorme e ha un lettering coerente con lo stile della casacca. Ovviamente lo sponsor tecnico è ancora Macron, uno dei pochi casi in cui un’azienda e una squadra di questo livello condividono lo stesso territorio.
Genoa, prima maglia
Tradizione: 9
Design: 9
Colori: 9
Sponsor: 7

Partiamo da un assunto: Genoa e Kappa negli ultimi anni non hanno sbagliato nulla, sia nel creare ottime maglie, sia nel promuoverle in modo efficace. C’è tanta tradizione sia nel design, sia nella scelta dei colori, ma pure nella freschezza della maglia. I colori sono il blu scuro, con un rosso più acceso che vuole richiamare quello delle divise anni ‘90. Ha lo stemma tradizionale, come nel 2025/26. Gli inserti sono di nuovo bianchi e non più gialli. Il colletto e le maniche sono abbinati.
La campagna promozionale ha visto alcuni dei giocatori che 35 anni fa vinsero ad Anfield (allora la prima italiana a battere il Liverpool) riuniti in un tavolo di una trattoria. Oltre all’ispirazione alla squadra del ‘91, ci sono Skuhravy, Torrente, Ruotolo, Ferroni e Bortolazzi che la indossano. Insomma, ottimo lavoro.
Fiorentina, prima maglia
Tradizione: 8
Design: 6
Colori: 8
Sponsor: 8

Lo avrete capito, ma faccio coming out. In questa mia personale top 10 ci sono solo prime maglie, quelle con i colori sociali dei club. Non è una scelta fatta a priori: in fase di selezione ho preso in considerazione anche le seconde e le terze, ma probabilmente un riflesso del mio essere reazionario rispetto a quella che è l’identità dei club e la sua trasposizione su indumenti. Sulla Fiorentina c’era l’incognita del passaggio da Kappa a Joma, ma il risultato non è negativo. La società negli ultimi anni ha fatto scelte forti per quanto riguarda tonalità e abbinamenti con i pantaloncini: oggi si torna sul classico.
Il viola è intenso ma non troppo scuro: la principale caratteristica sono i motivi geometrici tono su tono. Ci stanno, sono coerenti con l’anima rinascimentale e artistica di Firenze. Anche la campagna di lancio ha richiamato queste caratteristiche, con il concept “l’arte che si indossa” e le foto all’Hotel St. Regis.
Anche per la Fiorentina è l’anno del centenario, richiamato – in modo non proprio immediato – da un logo sul petto. Anche qui abbiamo un colletto e gli inserti sono tutti bianchi.
Lecce, prima maglia
Tradizione: 8
Design: 7
Colori: 8
Sponsor: 5

Il Lecce dopo oltre trent’anni torna a essere vestito da adidas. La prima maglia mi piace molto. Righe mediamente strette giallorosse e inserti blu scuro, nel colletto e nei loghi. Rimane come combinazione cromatica una delle maglie più riconoscibili del calcio italiano di alto livello. Non ci sono particolari sofisticazioni o originalità.
Molto male gli sponsor: non solo uno, ma ben due marchi sulla parte frontale. Siamo quasi a livello delle squadre sudamericane come quantità di scritte commerciali.
Milan, prima maglia
Tradizione: 8
Design: 8
Colori: 8
Sponsor: 7

Il Milan, vestito Puma, è tra i pochi club a non aver optato per il colletto, ma per un girocollo nella maglia 2026/27. L’avevamo già vista all’ultima giornata dello scorso campionato, come usa ormai la società per iniziare a promuovere le nuove divise in anticipo. Strisce rossonere molto larghe e maniche nere. Leggo che non aveva strisce così larghe dalla stagione 2010/11. Nel complesso è davvero molto classica. Sul retro in alto ha uno stemma in ceralacca.
Non ci sono state campagne particolari per promuoverla, diversamente da quanto avvenuto per la seconda maglia: ci si è limitati a proporre Pippo Inzaghi e alcuni giocatori attuali in un contesto classicheggiante per richiamare la frase scritta sul retro del collo “Dopo Istanbul c’è sempre Atene”. Direi che non servono spiegazioni.
Venezia, prima maglia
Tradizione: 7
Design: 8
Colori: 9
Sponsor: ?

Il Venezia ha puntato molto su uno stile vintage. Lo sponsor tecnico è Nocta, il brand di Drake (che è anche uno dei proprietari del club). È indubbiamente una maglia bella da indossare anche nella vita quotidiana, ma rimane comunque caratterizzata come una maglia da calcio. È nera, con una banda orizzontale arancio verde. I due colori sono presenti anche negli inserti.
Il design è peculiare. Leggo che la banda orizzontale vorrebbe richiamare una bandiera che sventola. Personalmente non ci avrei mai pensato, ma rimane visivamente molto bella. Anche qui abbiamo un colletto.
Nelle foto di presentazione c’è la scritta “Venezia” sul fronte della maglia, ma presumo che quel posto sarà preso dallo sponsor, ancora Cynar.
Parma, prima maglia
Tradizione: 8
Design: 6
Colori: 6
Sponsor: 5

Il Parma ha scelto il design crociato anche in questa stagione. Una delle poche ad avere lo stemma centrale e non sulla sinistra, inserito all’interno della croce nera. Il colore primario è il bianco, in una tonalità più calda. Tra la croce e lo sfondo ci sono delle sottili linee gialloblu. Il colletto non è da polo, ma neanche un girocollo classico, bensì leggermene a V.
È stata presentata con foto all’interno dell’Università di Parma, per evidenziare il legame con le nuove generazioni. Lo sponsor non è enorme, ma visivamente è una disgrazia. Penso comunque sia molto lontana dal livello medio delle divise del Parma, uno dei pochi club in cui anche la seconda maglia è immediatamente riconoscibile.
Considerazioni finali
Nel complesso il livello medie delle maglie della prossima stagione è più alto rispetto alle immediatamente precedenti. Proseguono l'attenzione e i riferimenti alle divise storiche e allo stile anni '80/'90, coerentemente a quanto è accaduta anche al mondo della moda in generale.
Ovviamente si tratta di pareri personali. Sono consapevole di quanto sia difficile pensare ogni anno delle maglie che siano diverse ma al tempo stesso simili a sé stesse. Un prodotto da vendere, ma anche un simbolo che significa moltissimo per una comunità.
Se siete arrivati a leggere fino a qui vi sono molto grato e lo sarei ancora di più se mi diceste le vostre bold opinions sul tema, nella sezione commenti delle nostre pagine social.
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