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, 22 Luglio 2026

Non solo Dibu: 5 portieri per la nuova Juve


Fuori dai soliti nomi, ecco alcuni portieri che sarebbero perfetti per blindare la difesa bianconera.

Considerando i risultati dell’ultima stagione, e in generale delle ultime annate, dalle parti della Continassa, per provare a ricostruire una Juventus 2026/27 di livello sembra si sia scelto il principio di Pantaleo Corvino: Nella vita puoi sbagliare moglie, non il portiere e l’attaccante”.

E quindi, dopo la caccia all’attaccante, nell’ultimo periodo sta entrando nel vivo anche per la corsa al futuro numero 1, come confermato da Spalletti a seguito dell’amichevole col Basilea (“Vogliamo avere competizione in tutti i ruoli; è vero che stiamo cercando un portiere). Per diversi motivi, tecnici e di personalità, Di Gregorio e Perin non si sono dimostrati all’altezza di ricoprire questo ruolo; la dirigenza, che ha scelto di non puntare su Giovanni Daffara, si trova costretta a muoversi sul mercato.

I portieri più chiacchierati sono il Dibu Martínez, sospeso tra permanenza e addio all’Aston Villa, e Guglielmo Vicario, reduce da annate non troppo esaltanti in quel di Londra, sponda Tottenham. I nomi indicano alcuni parametri cercati nel futuro difensore della porta bianconera; giocatori affidabili e dalla spiccata personalità, meglio se con esperienza internazionale, che possano guidare una difesa che, negli ultimi anni, ha dimostrato evidente carenza di leadership, fatta la rarissima eccezione di Bremer nelle prime partite con Thiago Motta, dove la Juve sembrava impenetrabile.

La questione economica è un qualcosa da non sottovalutare nella valutazione del profilo idoneo, data l’assenza di introiti Champions League (e il relativo appeal, anche se quello la Juve l’ha perso anni addietro), ma è altrettanto complicato pensare di alzare il livello senza un investimento reale. La traduzione è una sola ed è la più diretta; la Juventus deve acquistare qualcuno che sposti, a livello tecnico (un portiere che possa garantire almeno una decina di punti a fine anno) e umano (un leader, un giocatore che possa guidare la difesa).

È lecito chiedersi, quindi, quali altri portieri con queste caratteristiche e più adeguati di quelli sopraelencati possa offrire il mercato, e per questo stilare un listino (bloccato, senza preferenze, dati i recenti avvenimenti nel Paese) che possa far fronte e rispondere alle esigenze della Juventus.

Jan Oblak - L'ultimo ballo

Il classe 1993 non ha alcun bisogno di presentazioni: è stato uno dei portieri più forti del panorama mondiale dell’ultimo decennio, leader di una delle difese più impenetrabili d’Europa (120 clean sheet nelle prime 200 apparizioni con l'Atletico Madrid), valore aggiunto di livello assoluto per ogni squadra.

È reduce da una stagione di livello (71% di conclusioni parate, leggermente in calo rispetto al 74% del 2024/25) anche se, per la prima volta da quando è a Madrid, è stato in vera competizione con il suo secondo Juan Musso, dimostratosi un giocatore affidabile quando chiamato in causa, specialmente durante il periodo di infortunio muscolare dello sloveno.

Ha ancora due anni di contratto ma diversi media lo danno in uscita; sicuramente, come valore assoluto, è probabilmente il meglio che il mercato possa offrire - bisognerebbe mettere in conto che Oblak risolverebbe il problema solo nel breve-medio termine e richiederebbe uno sforzo economico significativo.

Anatolij Trubin - Est-sperienza

Nonostante sia “solo” un classe 2001, Trubin è uno dei profili più interessanti presenti sul mercato internazionale; quasi 300 partite in carriera, di cui ben 63 tra Champions ed Europa League, portiere titolare della Nazionale ucraina e da 3 anni stabilmente nel Benfica. Nell’ultima stagione con le Aquile, la percentuale di parate è del 75% (2.7 interventi per partita) e brilla per gol evitati, ben 3.48.

Sono 13 i clean sheets nel 2025/26, anche se stonano i 3 errori che hanno poi portato al gol avversario. È un profilo completo, costoso, esperto ma futuribile; è un investimento, da fare crescere e sviluppare nei prossimi anni con la consapevolezza che possa comunque già essere determinante oggi. Trubin è sicuramente, a livello tecnico e personale, pronto al grande salto; bisogna vedere se la Juve è pronta a scommettere e credere su di lui.

Lucas Chevalier - Redemption arc

Solo 12 mesi fa, Lucas Chevalier era uno dei portieri più ricercati nel panorama calcistico mondiale; vincitore del premio miglior portiere della stagione 2024-25 in Ligue 1 (battendo, tra gli altri, Donnarumma) a seguito di un’annata da top assoluto anche nei numeri (34 partite, 73% di parate, 8.42 gol evitati) che valgono il prestigioso investimento del PSG. Luis Enrique, alla ricerca di un portiere abile con i piedi oltre che tra i pali, accompagna alla porta Donnarumma, fresco protagonista del Triplete, spingendo il board parigino a investire €40 milioni per Chevalier.

Se le premesse sembrano quelle del grande salto e dell’arrivo nell’Olimpo del calcio europeo, il campo dice altro; Chevalier parte titolare, rendendosi protagonista nel bene e nel male nella vittoria ai rigori in Supercoppa Europea, ma, solo un mese dopo, contro il Marsiglia, si macchia di un errore che porta al gol degli avversari. Gradualmente, Luis Enrique, lo sponsor principale del ragazzo, gli preferisce Safonov, che si prende il posto da titolare. Chevalier gioca l’ultima partita stagionale, complice anche un infortunio, a gennaio.

In più, anche in Nazionale, nonostante l’esordio che sembrava incoronarlo come numero 1 del futuro, non riesce a impensierire Maignan e, data la recente stagione, rimane fuori dai convocati per il Mondiale. Nonostante ciò, Chevalier resta un portiere estremamente talentuoso e ancora giovane (classe 2001) sul quale varrebbe davvero la pena aprire i discorsi col PSG (invece di concentrarsi solo su Kolo Muani) e puntando sulla voglia di rilancio del giocatore stesso.

Inoltre, data la qualità nel gioco con i piedi, permetterebbe di risolvere parzialmente i problemi di costruzione dal basso che affliggono la Vecchia Signora da troppi anni, data l’assenza di un regista dal piede educato e di difensori che possano impostare. Forse il profilo più adatto e completo tra i portieri presenti in lista, anche in un’ottica di risoluzione del problema della porta nel lungo periodo.

Unai Simón - Underdog

Sottotraccia. Dietro le quinte. Si può riassumere così la carriera di Unai Simón; da diversi anni titolare indiscusso dell’Athletic Bilbao, il che gli ha impedito di prendersi la scena del calcio internazionale (i baschi hanno partecipato alle competizioni europee, da quando Simón è in rosa, solo nelle ultime due stagioni, con risultati tutt’altro che memorabili).

Da quando Luis Enrique ha preso la guida della Roja, Unai si è preso con forza il posto di numero 1 della Spagna, scavalcando rapidamente un mostro sacro come de Gea nelle gerarchie e, negli ultimi 5 anni, mantenendo il ruolo di titolare nonostante la folta e illustre concorrenza di Kepa, Raya e Joan Garcia.

Non è sicuramente il portiere da prima pagina a cui si è abituati quando si parla di top nel proprio ruolo, ma ha dimostrato un’incredibile affidabilità e solidità tra i pali negli ultimi anni, condita da un ottimo senso delle uscite (l’ultima, al Mondiale contro la Francia a 45 metri dalla sua porta) e la capacità di essere protagonista in fase di costruzione.

In più, a pari merito con mostri sacri quali Buffon, Donnarumma e Diogo Costa, il neocampione del mondo è tra i portieri con più rigori parati in un singolo Europeo. Insomma, un biglietto da visita mica male. Ha appena compiuto 29 anni e il treno per poter fare la differenza in un grande club potrebbe essere, se non l’ultimo, uno degli ultimi: non valutare un giocatore del genere sarebbe follia.

Alisson Becker/Giorgi Mamardashvili - Cadere in piedi

Classe 2000 il georgiano, classe 1992 il brasiliano ex Roma: due di questo livello potrebbero risultare un lusso anche per una big di Premier come il Liverpool.

Il nome di Alisson non è nuovo in casa Juventus: leggenda narra che i bianconeri l’abbiano trattato per parecchio tempo negli ultimi mesi salvo poi non riuscire a concludere. Invece di lasciare, però, sarebbe interessante raddoppiare: tornare a bussare alla porta del Liverpool, forti del fatto che Iraola dovrà scegliere un nuovo portiere titolare e fiondarsi su chi, tra Alisson e Mamardashvili, verrà relegato al ruolo di secondo.

Entrambi hanno le caratteristiche ricercate dai bianconeri e sarebbero un tassello prezioso per l’opera di ricostruzione, anche se parliamo di portieri diversi: Alisson molto più impattante nell’immediato ma poco futuribile, Mamardashvili da far crescere e aiutare a esplodere definitivamente, per mettere a posto la porta per 15 anni.

Ovviamente, entrambe le trattative sarebbero enormemente complicate, data la pochezza tecnica e di ambizioni che può offrire oggi la Vecchia Signora, forse difficile da preferire anche al ruolo di secondo ad Anfield; eppure, tentar non nuoce…

  • Studente universitario, grande appassionato di sport, in particolare calcio, basket e Formula 1.

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