
Argentina-Svizzera 3-1, Considerazioni Sparse
La sottovalutazione dell'avversario rischia di giocare un brutto scherzo all'Argentina, salvata da una perla di Alvarez.
Nell'ennesima partita brutta, che si complica più per demeriti della Seleccion che per meriti dell'avversario, Scaloni trova la via d'uscita nei suoi due numeri nove. Il gol con cui Alvarez mette avanti l'Argentina è il manifesto di questa nazionale, bellissimo e di un talento abbacinante ma arrivato dopo minuti di sofferenza e una costruzione paziente di ogni occasione da gol. Fin qui lui e Lautaro, schierati pochissimo insieme e alternati in una sorta di staffetta, avevano dato un contributo marginale al Mondiale sopratutto in fase realizzativa; ma la partita di stanotte ha forse riscritto le gerarchie di Scaloni. Insieme Lautaro e Julian hanno potuto dare molta profondità all'attacco argentino soprattutto con il pressing forte sull'uscita del pallone, fondamentale che fanno come nessuno. Inoltre, Julian ha impreziosito la serata con un gol necessario anche per dimostrare che l'Argentina è altro oltre a Messi e ai gol da calcio piazzato dei centrali. L'Araña ha ricordato all'Albiceleste che per vincere si può - e forse si deve - essere anche belli e agire in punta di fioretto.
Negli scorsi giorni sui media argentini Dibu Martinez aveva dichiarato di sentirsi alla fine del suo ciclo in nazionale e di non essersi percepito come un giocatore utile, finora, in questo Mondiale. Anche grazie al continuo stress a cui è stato sottoposto dall'attacco svizzero il Dibu è stato smentito, giocando una partita di autorità e controllo, necessaria per dare sicurezza a tutto il reparto. Non è stato spettacolare bensì silenzioso, attento e preciso su un paio di parate che non erano difficili in sé e per sé ma servivano a riaffermare che il Dibu può essere ancora decisivo in nazionale e che l'ultimo tango si può rimandare, almeno per qualche altra partita.
La zona di campo più critica per Scaloni è stata finora il centrocampo, e ieri è stato tradito proprio dai quattro in mezzo al campo, nonostante il gol di Mac Allister. Il centrocampo dell'Argentina è stato piatto e impreciso nel fondamentale lavoro di filtro che gli veniva chiesto, con l'uscita di De Paul sugli esterni lenta e svogliata, ne è esempio il gol elvetico, e un Enzo che difensivamente si è limitato a una pressione blanda, cercando di agire sulle linee di passaggio. Seppur sottotono Paredes è stato, ancora, l'equilibratore di questa squadra e la giocata con cui fa ammonire Embolo, per poi farlo espellere, è una genialità degna della trappola con cui il Cholo Simeone ingannò Beckham a Francia '98. Il cambio di Almada è stato l'unico modo che ha avuto Scaloni per ristrutturare il centrocampo e il neo acquisto del River, finalmente, ha risposto presente essendo molto attivo ed energico.
Un Messi abbastanza nervoso è stato protagonista di una partita che sembrava non volerlo far entrare, relegandolo ad un ruolo di spettatore. Il fantasista argentino ha provato a trovarsi la posizione in campo, prima a destra, poi in mezzo ma anche più basso per prendere il pallone, provando ad associarsi con i compagni ma trovando quasi sempre il muro svizzero a rimbalzare i loro colpi. Ha giocato la partita necessaria e che si chiede ad un leader, provando a farsi scudo per i compagni ma venendo innalzato da un gruppo che si chiude a testuggine per preservare il suo capitano e capisce perfettamente quando è in difficoltà, sopperendovi. Messi voleva segnare, si vedeva dal linguaggio del corpo, dalla rabbia con cui ha calciato in porta al novantunesimo, ma il contributo che ha dato, pur non segnando, è stato comunque quello di un giocatore che sa di poter - e dover - incidere in questo tipo di partite.
La prossima partita è di quelle che fanno tremare le gambe e stringere i polmoni e in Argentina verrà vissuta con un gusto speciale, per le Malvinas, per la Mano de Dios, per Francia '98 e per sfatare quel senso di superiorità con cui gli inglesi guardano il mondo. Questo tipo di Argentina è la squadra perfetta per questo genere di partite, dove i fattori personali diventano ingombranti e decisivi e il pallone, ad ogni passaggio, pesa un poco di più. Inoltre, Messi ha vinto tutto con la Seleccion e infranto qualsiasi tipo di record, gli manca solo di giocare una partita contro l'Inghilterra. L'ennesima chiamata con la storia.
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