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Mondiale Colombia
, 9 Luglio 2026

Il Mondiale visto da Cali: Colombia-Svizzera


La Colombia gioca meglio della Svizzera ma perde ai rigori: termina qui il Mondiale alla tienda di Pitufo.

Sono le tre del pomeriggio e il sole a Cali è alto nel cielo. Ad ogni passo gli occhi si seccano, respirare e sudare sono due gesti involontari che si susseguono ritmicamente. Qualcuno dice che non si può vedere la partita alla tienda di Pitufo, alla Loma de la Cruz. Moriremo di caldo, non c’è possibilità di proteggersi dal sole. La luce sarà troppo forte e non riusciremo a vedere lo schermo. Qualcuno propone di cambiare posto.

Fate come vi pare”, risponde scontroso il tifoso dell’Once Caldas. “Io vado da Pitufo, la cabala è la cabala”. Nessuno apre bocca. Qualche ora dopo siamo di nuovo tutti da Pitufo. Questa volta siamo in pochi, i fedelissimi. Pitufo è più carico del solito. Inizia a strimpellare la vuvuzela ancora prima che inizi la partita e ha già indosso gli occhiali di plastica con la scritta “Colombia”. In qualche effervescenza di entusiasmo gli si devono essere rotti. La stanghetta sinistra è aggiustata con dello scotch trasparente.

Ci guardiamo negli occhi. Siamo fiaccati dal calore. Pitufo se ne accorge. Srotola una tenda gialla per provare a ripararci dal sole. La tenda è troppo piccola, il sole la vince. L'asfalto davanti alla tienda è in discesa, accumuliamo le sedie gialle e le casse di birra di plastica dura nella poca ombra che ci resta. Le gambe delle sedie si piegano per la pendenza. Siamo tutti ammassati, vicini e in equilibrio precario.

Qualcuno propone di legare la grande bandiera della Colombia tra il televisore e la tenda in modo da garantire che lo schermo si veda e proteggerci meglio dal sole. Tutti collaborano. Pitufo si guarda intorno e indica un ragazzo, uno che gli sembra più alto della media, gli dice di aiutarlo. Il ragazzo sale sulla sedia di plastica e fissa la bandiera più in alto che può, a uno dei pali della struttura che regge la tenda. L’ambiente è più intimo del solito. C’è molta meno gente: la maggior parte delle persone, alle tre del pomeriggio di un martedì, lavora.

La partita inizia. Come nei quattro incontri precedenti, la manovra della Colombia è fluida ed elegante. La Svizzera, però, è altrettanto compatta e precisa. Nei primi venti minuti entrambe le squadre provano a pungere, anche se in maniera timida: Jhon Arias cerca Lucho Díaz con un filtrante, ma il guajiro viene anticipato; Jefferson Lerma svetta di testa su una punizione di James Rodríguez, ma non trova la porta. Dan Ndoye ci prova per la Svizzera con un destro da dentro l’area, ma da posizione defilata, che non impensierisce Camilo Vargas. 

La prima chiara occasione da gol della partita arriva al 20’. Johan Mojica serve forte James al centro della trequarti avversaria. Il controllo del capitano, a discapito della sua ottima tecnica individuale, non è dei migliori, ma non si perde d’animo e si lancia in un caparbio recupero in scivolata. Lerma si avventa sul pallone, dialoga con Luis Suarez e libera Lucho che apre immediatamente per Gustavo Puerta. È un’azione velocissima nello stretto, tutta a uno o due tocchi.

Puerta si sposta il pallone con l’esterno destro e lo fa scorrere proprio sulla linea bianca dell’area di rigore, poi fa partire un tiro a giro diretto all’incrocio dei pali. Il portiere svizzero Gregor Kobel vola e devia la palla in angolo. Puerta si copre il volto con le mani, si piega verso l’erba per la rabbia e quando si ritira su, urla un “Hijueputa!”

Comprate, comprate, comprate!”, grida Pitufo. “A questo serve l’Hydratation Break! A bere birra gelata”. Nel frattempo arriva Alexa. Non la si saluta neanche. “Se si perde è colpa tua che sei arrivata tardi”, accusa il tifoso dell’Once Caldas. “Scusate se lavoro e sono riuscita a liberarmi solo ora”, ribatte Alexa. Qualcuno si accende un Piel Roja, mentre qualcun altro sviene dal caldo solo al pensare di accendersene uno.

Quando il gioco riprende arriva la seconda grande occasione da gol della partita. Questa volta per la Svizzera. Fabian Rieder – chiamato a sostituire Johan Manzambi, vent’anni, tre gol e due assist in questo Mondiale, infortunatosi prima della partita – approfitta di un errore di Daniel Muñoz. Entra in area fa partire un bel mancino incrociato. Vargas risponde presente e ribatte il tiro. La Svizzera, grazie anche a una bella prestazione di Ndoye, riesce a sfondare a più riprese sulla sinistra. Pochi minuti dopo un altro tiro dell’esterno svizzero viene bloccato dal portiere colombiano. 

La Colombia non demorde. Muñoz crossa, Lucho pensa a una rovesciata, si butta, ma poi non lascia andare la gamba, per paura di colpire la faccia del difensore invece che la palla. Al limite dell’area arriva di gran carriera Puerta che prova un difficile tiro di controbalzo, ma svirgola completamente. Finisce il primo tempo. La regia inquadra il Presidente della FIFA Gianni Infantino. Pitufo si alza dalla sedia, sfiata nella vuvuzela e tira fuori il cartellino rosso. Lo mostra allo schermo e grida: “L’amico di Trump! L’amico di Trump!”. Poi entra nella tienda e inizia a servire birre e snocciolare sigarette senza filtro. 

La Svizzera inizia forte il secondo tempo. Ndoye mette una palla da sinistra in area ma l’accorrente Djibril Sow spreca. Reader calcia una punizione dal limite dell’area che si spegne di poco a lato. Poi la Colombia si sveglia. Lucho inventa per Arias ma un difensore svizzero ribatte; Lucho recupera, caparbio, palleggia e si libera come un giocoliere. Il tiro però è debole e Kobel lo blocca. Indemoniato, l'attaccante aizza il pubblico saltando e portando le mani al cielo. Pochi minuti dopo Luis Suarez, solo, al limite dell’area, da posizione centrale, manda la palla in tribuna. Occasione persa. Luis Suárez guarda perplesso la zolla di terra da cui ha calciato, cerca la ragione dell’errore, ma non trova niente di serio.

Alla tienda in molti chiedono l’uscita di James. Come sempre tutti sussurrano il nome di Juan Fernando Quintero, il nostro Juanfer. Nestor Lorenzo li ascolta; tardi per i nostri gusti, ma li ascolta. Dentro Juanfer per James e Jaminton Campaz per Arias, un po’ a sorpresa visto che è stato autore di uno splendido Mondiale per dedizione e concretezza.

Juanfer conferma di essere il mago che tutti desiderano e al minuto 74 dà il via a uno degli scambi più spettacolari della partita. Passa la palla in verticale a Muñoz, che si trova in area di rigore. Quest'ultimo smarca con un tacco filtrante Campaz, che deve solo appoggiarla in mezzo all’area per l’accorrente Luis Suarez. Ma Campaz sbaglia l’assist, che finisce tra le mani di Kobel. Altri due cambi per la Colombia: il Cucho Hernandez per Luis Suarez e Richard Rios per Lerma. Nel finale, ancora Ndoye fa venire un brivido ai tifosi colombiani con un bel taglio in area, ma il suo tiro non va a buon fine. Si concludono così i novanta minuti regolamentari. 

La Colombia domina entrambi i tempi supplementari. C’è solo una squadra in campo. Minuto 92: sugli sviluppi di una punizione calciata da Juanfer, Davidson Sanchez prova un tiro al volo da buona posizione, finisce alto sopra la traversa. Minuto 99: Juanfer trova da calcio d’angolo l’inserimento di Jhon Lucumí che anticipa tutti con un imperioso colpo di testa. La palla colpisce la traversa. La tienda è in subbuglio, tutti si alzano in piedi e si mettono le mani nei capelli. C’è preoccupazione.

È tutto il Mondiale che la palla non entra. Questa Colombia crea, crea tanto, ma non la mette dentro. Minuto 100: dribbling di Campaz e botta dalla lunga distanza. Kobel si salva in angolo con un bagger pallavolistico, brutto ma efficace. Minuto 103: miracolo di Vargas su Zeki Amdouni, ma l’attaccante svizzero era in fuorigioco. Minuto 105: numero di Ríos che penetra centralmente in area, la allarga per Lucho che spara addosso a un difensore. Non è il suo Mondiale, almeno dal punto di vista realizzativo. Minuto 112: tiro alto di Juanfer. Minuto 113: tiro alto di Granit Xhaka. È lotta vera a Vancouver.

Minuto 115. La migliore occasione della partita. Muñoz con la sua forza, con la sua perseveranza, con la sua garra induce all’errore Xhaka, insolitamente in posizione difensiva. Campaz ha tempo e spazio di calciare. Solo, in area, con davanti a lui soltanto Kobel, spara alto. Disperazione alla tienda. Questo doveva essere gol. Non c’è più tempo per provare a segnare, si va ai rigori. “Chi deve andare in bagno, vada ora!”, Pitufo avvisa autoritario ma con il sorriso.

Lotteria. Fortuna. Destino. Juanfer gol. Xhaka gol, Vargas la tocca ma la palla entra. Davidson Sanchez spacca la traversa, la palla rimbalza sulla riga ed esce, la traversa continua a vibrare. Amdouni gol. Campaz gol, con brivido, sotto le braccia di Kobel. Akanji la sparacchia alta. Colombia e Svizzera sono di nuovo in parità. Ma il Cucho Hernandez sbaglia ancora. Svizzera in vantaggio. Itten gol. Lucho Diaz gol. Se la Svizzera segna passa il turno. Ruben Vargas contro Camilo Vargas. Ha la meglio l’elvetico. Svizzera ai quarti contro l’Argentina. Muñoz prega durante i rigori. Muñoz prega dopo i rigori. “Non è stata sfortuna”, dirà a fine partita, “è stata la volontà di Dio”.

È la prima partita del Mondiale in cui la Colombia non riesce a prevalere nel possesso palla. Ha tirato in porta quindici volte, di cui tre nello specchio della porta e ha creato tre grandi occasioni da gol. Per la Svizzera sette tiri totali, meno della metà dei colombiani, due tiri in porta, zero grandi occasioni create. Le palle gol di Lucumí e Campaz sono state clamorose. Lucho Díaz e Luis Suarez hanno avuto le occasioni per pungere ma non le hanno sfruttate.

La Colombia ha creato più della Svizzera. Avrebbe meritato di vincere, ma non sempre vince chi gioca meglio, questa Colombia lo ha dimostrato durante tutto il Mondiale. Ha giocato meglio di tutte le squadre che ha affrontato ma ha anche sofferto contro tutte. Solo contro l’Uzbekistan, all’esordio, è riuscita a essere in vantaggio per più di un gol, ma solo al minuto 99. 1-0 contro Congo e Ghana, dominando. 0-0 contro il Portogallo, dominando. Cinque gol annullati, di cui tre a Lucho Díaz. Non è mancata la squadra, non è mancato il gioco, è mancato segnare

Davidson Sanchez e Gustavo Puerta hanno giocato tutti i minuti di tutte le partite del Mondiale e sono stati magistrali. Puerta è sicuramente la sorpresa più importante per il futuro di questa Colombia. Lucumí avrebbe giocato tutti i minuti se non si fosse infortunato al minuto 118 della partita contro la Svizzera. Una grande fase difensiva ha permesso alla Colombia di subire solo un gol, all’esordio contro l’Uzbekistan, per una distrazione del portiere Camilo Vargas. Nei 90’ la Colombia non ha perso neanche una partita, come Capo Verde, Iran e Olanda ma anche come Francia, Argentina e Inghilterra. Non c’è giocatore che si possa dire abbia giocato male. Muñoz ha disputato un ottimo mondiale, così come Lerma, Arias e Cordoba.

È mancato il gol e ora i tifosi sono tristi. Ricordano il quarto di finale del 2014, dicono che almeno bisognava arrivare ai quarti, criticano la squadra. Dimenticano l’eliminazione agli ottavi nel 2018, ai rigori contro l’Inghilterra, e la non qualificazione al Mondiale 2022. E ora, dopo questa sconfitta, non riescono a essere orgogliosi del cammino di questa nazionale. La finale di Copa América 2024, sfumata solo ai tempi supplementari contro l’Argentina. Queste cinque partite del Mondiale, in cui si è giocato, su un palcoscenico internazionale, il miglior calcio colombiano degli ultimi anni

Pitufo strimpella la vuvuzela, lo ha fatto per tutta la partita, come un bambino che non riesce a stare fermo. Lo sta facendo anche ora che la Colombia è uscita dal Mondiale. L’amico dell’Once Caldas si allontana, ha bisogno di stare da solo, Alexa guarda il televisore incredula. “Cosa sono quelle facce tristi?”, grida Pitufo, “La vita continua! Andate a divertirvi!”. È finito il Mondiale di Pitufo e del suo pubblico

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