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Mondiale Colombia
, 8 Luglio 2026

Il Mondiale visto da Cali: Colombia-Ghana


La Colombia batte il Ghana per 1-0 grazie alla rete di Arias e si qualifica agli ottavi di finale di questo Mondiale.

Siamo sempre qui, alla tienda di Pitufo. È venerdì sera e c’è molta più gente del solito. Sarà il richiamo dei sedicesimi del Mondiale o quello del venerdì sera, bagnato da aguardiente e salsa? Sta di fatto che sedie gialle e le casse di birra di plastica dura si moltiplicano. La strada è ormai invasa e le auto fanno fatica a passare. Il barrio della Loma de la Cruz viene quasi pedonalizzato alla forza da un’onda di magliette gialle.

L’amico superstizioso, laterale sinistro della gloriosa Dinamo Martes Locos e tifoso dell’Once Caldas – ricordate sempre che l’Once ha vinto una Libertadores – è molto più tranquillo. Alexa, questa volta, è venuta. Non ci ha traditi per un matrimonio, come contro il Portogallo. Per colpa sua, sostiene lui, quella è stata l’unica partita che abbiamo pareggiato, perché ha rotto il rituale. Le altre, si sono vinte tutte. 

L’atmosfera è alla tienda è gioiosa ma si teme il Ghana. Soprattutto l’esterno del Manchester City Antoine Semenyo. Qualcuno però, commenta tranquillo: “Su quella fascia a difendere c’è Daniel Muñoz. Non avrà la classe di Semenyo, ma Semenyo non ha la sua garra”. Muñoz, fin qui, è stato uno dei protagonisti del Mondiale della Colombia. All’esordio contro l’Uzbekistan ha segnato un gol splendido; poi, contro il Congo, ha disputato un’altra grande partita: si è mangiato un gol, gliene hanno annullato un altro e alla fine ha firmato la rete della vittoria.

Contro il Portogallo, con la qualificazione già in tasca, Néstor Lorenzo gli ha concesso un respiro ma l’ha comunque fatto entrare all’86’. E lui, l’ex barra brava dell’Atletico Nacional de Medellin, ha creato scompiglio nella difesa portoghese: prima con una percussione e una palla in area, poi con un gol immaginato, rubatogli dal fuorigioco e dalla testa di Davidson Sanchéz. Anche contro il Ghana gioca un’altra gara di altissimo livello, a differenza di Semenyo.

Oggi Pitufo è particolarmente ispirato. Prima del calcio d’inizio distribuisce cartellini gialli e cartellini rossi al suo pubblico. Grida di bere birra prima, durante e dopo l’Hydration Break e controlla che il segnale televisivo non faccia scherzi. Ma ormai anche questo è diventato parte del rituale. Tutti sanno che, prima o poi, durante la partita lo schermo si oscurerà e perderemo qualche minuto di gioco. Urleremo contro Pitufo, minacceremo di andarcene, per poi ridere e aspettare pazientemente che il segnale ritorni. Perché è qui che abbiamo vinto due partite e ne abbiamo pareggiata una. Ed è qui che vedremo tutto il Mondiale.

Per Ghana-Colombia nel gruppo abbiamo una novità. È venuto anche la giovane promessa della Dinamo, Martes Locos, l’unico giovane, venticinque anni, tifoso dell’America. Non sapevamo fosse anche particolarmente ansioso. La Dinamo Martes Locos è una gloriosa squadra di quarantenni, con un venticinquenne che sfida infortuni, botte e rivali sui campi di Cali ogni martedì. Il giovane indossa la maglia rossa della Colombia di Italia ‘90, la più bella, quella con cui ricordo Valderrama e Rincón.

È l’unico giocatore dei Martes Locos che corre davvero, a volte un po’ a casaccio, ma ha troppe energie per camminare. Non pensavamo potesse soffrire così tanto, prima di una partita di un sedicesimo del Mondiale contro il Ghana. E invece sì. Non sta nella pelle. Si contorce prima del fischio d’inizio. Mi dice che ha smesso di fumare ma che per fortuna ha iniziato a sgranocchiare chiodi di garofano per tenere a bada ansia e aggressività. Mi chiede se faranno bene. Gli dico di sì, per rassicurarlo, ma non ne ho idea. 

Si mette in bocca un chiodo di garofano e l’arbitro fischia l’inizio della partita. Neanche il tempo di passarlo tra la lingua e i denti che quasi sviene, sputa il chiodo di garofano e si dispera. Sono bastati 56 secondi al mediano del Ghana Thomas Partney per scaricare un tiro dalla distanza che finisce di poco a lato del palo difeso da Camila Vargas. La giovane stella della Dinamo Martes Locos vorrebbe andare a casa, ma resiste. Cerco di rassicurarlo: “Contro il Congo è successa la stessa identica cosa, ma poi li abbiamo dominati”. Mi guarda senza convinzione e si mette in bocca un altro chiodo di garofano. 

Passano cinque minuti e Jhon Cordoba, la punta della Colombia, si fa male all’adduttore. Nel momento dell’infortunio si aggrappa alla maglia del difensore ghanese Jerome Opoku, e questa si strappa come fosse carta velina. Qualcuno urla contro lo schermo: “Dove l’ha comprata quella maglia? Nel centro di Cali?” Tutti ridono. Intanto Cordoba ha una smorfia di dolore e chiede il cambio. Luis Suarez è pronto a subentrare. Al 12’ è costretto a uscire dal campo anche il difensore ghanese Marvin Senaya. “Il karma!”, grida un’altro. “Uno a uno!”. Il laterale sinistro della Dinamo Martes Locos non ha dubbi: “Dovevano scaldarsi di più questi muchachos. Non hanno fatto abbastanza stiramento prima della partita!"

Al 14', al termine di una splendida azione corale, arriva il vantaggio della Colombia. Davinson Sánchez serve James Rodríguez, che apre immediatamente sulla destra per Muñoz. Il laterale mette il pallone al centro verso Luis Suárez che, dopo il movimento in diagonale di Gustavo Puerta, accelera fino al limite dell’area sulla fascia destra. Il primo cross viene respinto ma Suárez recupera il pallone, insiste e ne mette un secondo, più preciso.

Lucho Díaz manca l’impatto di testa, ma alle sue spalle sbuca Jhon Arias, completamente dimenticato dalla difesa ghanese, che segna con un preciso piatto destro al volo. Sorrisi, linguacce, corse. La squadra si divide nell’esultanza, ma si ritrova nella festa collettiva: c’è chi corre ad abbracciare Luis Suárez e chi si precipita da Arias.

Tre minuti più tardi un’altra azione corale della Colombia culmina in un cross mal calibrato di Johan Mojica, il laterale sinistro. Ha dunque inizio il bullying contro il laterale sinistro della Dinamo Martes Locos. “Succede la stessa cosa il martedì”, grida l’ansioso, “la tocchiamo tutti di prima poi arriva la palla a te e la mandi alla luna”. Il tifoso dell’Once fa finta di non sentire. Qualche azione dopo Mojica sbaglia un altro cross. Nuova ondata di sfottò per il terzino sinistro della Dinamo Martes Locos, che si mantiene in silenzio, in controllo della situazione. Sta prendendo le medicine, non ha bevuto troppo neanche stasera.

Tra il 35' e il 45' la Colombia costruisce quattro azioni di grande qualità che producono altrettante occasioni da gol, una delle quali clamorosa. La prima nasce da un’iniziativa di Lucho che lotta sulla fascia sinistra e si conclude con un tiro dello stesso, che dal limite dell'area calcia centrale trovando la risposta del portiere.

La seconda arriva dopo una lunga e raffinata trama di passaggi conclusa con un tocco delizioso di Puerta per Lucho che, da buona posizione, chiude troppo il destro e manda il pallone a lato. La terza è un colpo di testa di Luis Suárez su un preciso cross di Arias, ma anche questa occasione termina fuori.

Infine, allo scadere del primo tempo, la più clamorosa. Lerma verticalizza per Lucho, che controlla, protegge il pallone e lo apre sulla destra per Muñoz. Il suo cross attraversa l'area. Mojica arriva sul secondo palo. Il laterale  stacca di testa. Proprio come fa il laterale della Dinamo Martes Locos ogni martedì. Sembra già gol. Il portiere del Ghana, invece, compie un autentico miracolo e salva sulla linea. Non è gol, proprio come ogni martedì.

La Colombia domina il primo tempo e, ancora una volta, come nelle partite precedenti del Mondiale raccoglie meno di quello che semina. Avrebbe meritato almeno un altro gol. Crea tanto ma concretizza poco. Intanto Gabo, un altro splendido cervello della Dinamo Martes Locos, si alza dalla cassa di birre di plastica dura. Solo in quel momento mi accorgo della sua maglia. Accanto alle maglie gialle di James e Lucho appare la sua con scritto dietro la schiena “Petrosky”.

È un omaggio all’attuale Presidente della Repubblica Gustavo Petro, che ha guidato il primo governo di centro-sinistra della storia del Paese distanziandosi dal futuro Presidente della Repubblica, Abelardo de la Espriella, candidato di estrema destra che promette guerra e neo-liberalismo senza freni. E che durante la campagna elettorale ha cercato di strumentalizzare a suo favore l’utilizzo della maglia della nazionale. 

Il secondo tempo ricomincia da dove era finito: con la Colombia all’attacco. Richard Ríos, appena entrato al posto di James, lascia partire un tiro che sfiora il palo. La sostituzione sorprende un po’ tutti. Mormorii tra il pubblico alla tienda di Pitufo. Tutti, ma proprio tutti, vogliono vedere giocare Juan Fernando Quintero, Juanfer, il sostituto naturale di James.

Nestor Lorenzo, però, è sempre molto cauto e lo fa entrare solo alla fine delle partite per dare freschezza alla squadra e provare l’affondo finale grazie ai suoi ipnotici passaggi filtranti. Juanfer entrerà solo all’86’ siglando un dato impressionante. Nei 24 minuti giocati sarà il giocatore di tutti i sedicesimi del Mondiali ad aver creato più occasioni da gol. In soli 24 minuti, più di tutti i giocatori che di minuti ne hanno giocati 90’ o 120’. Ma questa è un’altra storia. La gente si lamenta, ma Nestor Lorenzo sa il fatto suo. Rios entra alla grande e non fa rimpiangere James.

Al 53' arriva il secondo e ultimo vero lampo del Ghana, dopo il tiro di Partey nei primi sessanta secondi. Semenyo sfonda sulla fascia, arriva sul fondo e mette un pallone insidioso in mezzo all’area. Ma nessuno accompagna l’azione. Il Ghana finirà la partita con zero tiri in porta e otto tiri totali. La Colombia con venti tiri, di cui otto nello specchio della porta. Due minuti più tardi è di nuovo la Colombia a sfiorare il gol.

Luis Suárez recupera un pallone prezioso nella trequarti ghanese, la palla carambola sui piedi di Puerta, che avanza e serve in profondità l’accorrente Arias. Quest'ultimola mette in mezzo e Lucho, arrembante, la butta dentro in scivolata. Esultanza liberatoria per il meritatissimo 2-0. Sugli spalti anche Carles Puyol, René Higuita e Mario Yepes festeggiano. Ma la gioia dura pochi secondi. Fuorigioco.

È il quinto gol annullato alla Colombia in questo Mondiale. Sicuramente un record. Uno a Muñoz contro il Congo, uno a Davinson Sánchez contro il Portogallo e ben tre a Lucho: due contro il Congo – uno per fuorigioco e uno per un fallo dubbio – e quello di oggi contro il Ghana. Esiste un altro giocatore nella storia dei Mondiali a cui siano stati annullati tre gol nella stessa edizione? 

Un minuto più tardi Puerta, la rivelazione colombiana di questo Mondiale, si accende e lancia Luis Suarez in area. Solo corner. Sugli sviluppi dell’angolo la palla ritorna a Puerta che con un tiro a giro da fuori area impegna seriamente il portiere Lawrence Ati-Zigi. Anche lui per l’ambizione e la determinazione che sta mettendo in campo in questo Mondiale, al debutto assoluto su un palcoscenico internazionale, si meriterebbe un gol

Al 57’ la giovane promessa della Dinamo Martes Locos non mastica più i chiodi di garofano. Li divora. Quando Lucho calcia addosso al portiere, il ragazzo si piega sulle ginocchia come se il tiro lo avesse sbagliato lui. Questa volta Lucho non era in fuorigioco. Qualcuno alla tienda mormora: “Questo qua fa gol solo quando è in fuorigioco”. È una grande occasione sprecata.

Lucho sembra emotivamente stravolto, la via del gol in questo Mondiale è stata terribilmente in salita per lui. Quando lo trova glielo annullano. Quando ha chiare occasioni le sbaglia. Nel prosieguo della partita Lucho è elettrico come sempre ma di ansia, la spasmodica ricerca del gol lo porta all’errore, al precipitarsi. “Calma! Calma!”, urla allo schermo Pitufo, “la prossima è tua!”. 

All’80’ un corner battuto da Juanfer imbecca Davidson Sanchez, che si libera con un movimento astuto e colpisce di testa, ma Ati-Zigi ancora una volta è reattivo e salva sulla linea. Quattro minuti più tardi, dopo diversi scambi a uno e due tocchi, Juanfer sfiora il gol dalla distanza. Negli ultimi minuti del match sembra avere un sinistro telecomandato: all’86’ lancia per Lucho che stoppa e se la porta avanti con il tacco verso l’area di rigore, prova ancora il tiro, ma niente da fare, anche oggi per il guajiro non è giornata. Al momento della sostituzione all’89’ la sua faccia è scura, arrabbiata, non soddisfatta.

Al 91’ ancora una palla al bacio di Juanfer per Rios che di testa, da pochi passi, ostacolato da un difensore, mette a lato del palo. La partita finisce. Qualcuno passa vicino a Gabo, guarda la scritta “Petrosky” dietro la sua maglia della Colombia e gli sorride. 

Concepisco il calcio in maniera associata, collettiva. Bisogna creare piccole associazioni in distinti settori del campo”, ha dichiarato Nestor Lorenzo dopo la partita. “È il funzionamento collettivo che deve far brillare le individualità, non sono le individualità a dover far brillare il collettivo”.

Lucho ha giocato quattro partite generose, ha fatto un gol e gliene hanno annullati tre. Ora c’è la Svizzera agli ottavi. La difesa ha subito solo un gol contro l’Uzbekistan. Davidson Sanchéz e Lucumí hanno dimostrato di essere una coppia di centrali difensivi affidabili. Cinque gol fatti in quattro partite non sono tanti se comparati ai quattordici della Francia, ma se l’attacco riesce a sbloccarsi e Lucho finalmente a incidere, non solo con la sua intensità e con lo sviluppo del gioco, ma con i suoi gol, allora forse si può sognare.

Finora non si è parlato tanto della Colombia, nessuno crede che possa davvero arrivare in semifinale. Se supera la Svizzera agli ottavi probabilmente dovrà affrontare l’Argentina ai quarti, in una ripetizione della finale di Copa América 2024, persa solo ai supplementari. È incredibile pensare che il gioco così entusiasmante della Colombia sia anche il più lento di tutto il Mondiale in termini di velocità media percorsa dalla squadra. 5.62 chilometri orari di media a partita. È come se camminassero veloce, ma il segreto sta nel palleggio, nella posizione, nel pensare come collettivo. Corre di più la palla che le gambe ma la Colombia non sembra una squadra lenta. Sul podio delle più lente, insieme al Qatar, c’è anche l’Argentina. 

La Colombia ha dominato, avrebbe potuto vincere tre o quattro a zero e invece, come contro il Congo, ha vinto uno a zero. Pitufo grida di continuare a bere. Qualcuno accende un piel roja, senza filtro. La giovane promessa della Dinamo Martes Locos ha finito i chiodi di garofano. Il tifoso dell’Once, eccitato, grida: “Martedì tutti qui, da Pitufo!”, poi guarda Alexa torvo: “Anche tu, non fare scherzi!”. Aiutiamo a riportare le casse di birra vuote dentro la tienda. Salutiamo Pitufo: ormai, dopo quattro partite qua, siamo diventati amici, vicini, compagni di calcio.

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