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Argentina
, 8 Luglio 2026

Argentina-Egitto 3-2, Considerazioni Sparse


Una partita che si consuma tutta nel dramma degli ultimi venti minuti, che cambia completamente le gerarchie di Scaloni e la percezione che l'Argentina ha di sé stessa.

Nei primi settanta minuti la partita ha seguito, purtroppo, un canovaccio molto simile a quello di Capo Verde: l'Argentina che prova a creare e gli avversari che trovano le contromisure per tappare la bulimia offensiva dell'Albiceleste. Dopo il primo gol dell'Egitto, questa sensazione è stata palese: la Seleccion non ha più attaccato per fare male all'avversario, ma in quanto mossa da una disperazione per nulla giustificata dalla quantità di tempo che rimaneva sul cronometro, e dalla disparità – oggettiva – di forze in campo.

Per la prima volta nella gestione Scaloni l'Argentina si è trovata sotto in una partita mondiale: lo shock iniziale ha lasciato il posto però ad una reazione che è stata feroce, guidata dai due giocatori che compongono l'asse centrale di questa squadra: Messi e Paredes.

Aver inserito il cinque del Boca ha dato a Scaloni un doppio vantaggio, guadagnando in equilibro senza perdere in dinamicità. Paredes ha giocato forse la sua miglior partita con la maglia dell'Argentina, irrorando la partita con le mille sfumature del suo gioco. Era sempre lì, in mezzo, pronto a ricevere dai compagni per poi pulire il pallone e farlo uscire, cercando molto spesso una connessione centrale nell'asse con Messi.

Difensivamente, la chiusura sul 2-2 al novantesimo vale quanto un gol e la grinta che ha messo in tutti e i novanta minuti è stata cruciale per non fare staccare l'Argentina dalla partita. Ormai è ovvio che il cinque titolare sarà lui, anche in virtù del fatto che, grazie a questo cambio, Scaloni ha potuto provare un centrocampo più aggressivo ed entrante, senza sacrificare nessuno dei tre titolari.

Enzo era stato tanto criticato nella partita con Capo Verde e la miglior risposta è stata il colpo di testa che ha messo avanti 3-2 l'Argentina. Intendiamoci, siamo ancora ben lontano dal vedere il giocatore dominante del 2022 ma la nuova versione di Enzo, meno spettacolare e più pragmatica, è molto più coerente per il sistema di Scaloni.

Enzo ieri ha giocato da falsa mezzala, partendo da sinistra ma stabilendosi quasi sempre al limite dell'area, forte di un Paredes in più alle spalle, da dove ha potuto essere pericoloso in due occasioni chiave, ovvero il passaggio per Tagliafico che ha portato al rigore e proprio il gol del 3-2. La svolta, arrivata con questa nuova posizione in campo, sta nel fatto che così Enzo può giocare guardando la porta e avendo una porzione di campo considerevole dove poter incidere, ritrovandosi quasi sempre decentrato con tutta l'area e una fascia a disposizione per mandare dentro i compagni.

Il pallone che ha impattato sulla traversa per poi cadere al di là della linea di porta è stato il ventunesimo gol di Messi nella storia dei Mondiali e, seppure non il più importante, è sicuramente quello che Leo ha festeggiato di più. Oltre alla bellezza tecnica del gesto, è difficilissimo calciare – in controbalzo – con un difensore che arriva a contrasto per chiuderti lo specchio. Quel gol ha saputo di liberazione, di una dichiarazione d'intenti, quasi a voler urlare al mondo tutta la rabbia e la rivincita del più grande calciatore nella storia dei Mondiali.

Messi non ha giocato una partita encomiabile, ingabbiato da una triplice marcatura egiziana, ma mai come ieri ha dato la sensazione di essere il catalizzatore del gruppo, una forza che sublima gli altri, esaltandoli e innalzandoli. Partendo dalla fascia destra ha messo dentro il pallone per l'1-2 del Cuti e sempre da quella porzione di campo ha gestato l'azione del pareggio. Con rabbia, con caparbietà e con un pizzico di disperazione ha mostrato ai suoi compagni che essere campioni del mondo è un titolo che va onorato, ancor prima che difeso, e che non ha intenzione di chiudere la sua esperienza mondiale facendo figuracce.

Il prossimo avversario della Seleccion è la Svizzera, che a discapito dei luoghi comuni, gioca un calcio convincente e molto improntato a far male all'avversario, strutturandosi in un 4-3-3 serio e compatto. Probabilmente la chiave tattica della partita sarà la gabbia che gli svizzeri – Xhaka, Freuler – costruiranno attorno a Messi e i missmatch sulle fasce.

Infatti, se c'è un ruolo dove gli elvetici sono carenti è proprio quello dei terzini, con Zakaria e Rodriguez che vanno molto in difficoltà quando vengono attaccati alle spalle: ecco perché, in tal senso, Nico Gonzalez titolare potrebbe fare davvero male. L'Argentina non è bella da vedere ma il mondiale si vince anche così, con un quarto d'ora di follia e aggrappandosi al talento dei fuoriclasse. Finora, ciò è bastato.

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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