
Anthony Edwards-LaMelo Ball: la coppia più elettrizzante della lega
Anthony Edwards, prima scelta del Draft 2020, viene raggiunto a Minnesota dalla terza di quell'annata, ossia LaMelo Ball.
Belli, spettacolari, imprevedibili. Probabilmente non esiste un modo migliore per descrivere il nuovo backcourt che i Minnesota Timberwolves hanno deciso di costruire.
Il Draft NBA del 2020 è stato un unicum nella storia della lega. In piena pandemia, con i prospetti collegati dalle proprie abitazioni, quella notte cambiò il destino di diverse franchigie. Minnesota chiamò Anthony Edwards con la prima scelta assoluta, Golden State rispose con James Wiseman (oggi fuori dalla lega) alla numero due e gli Charlotte Hornets affidarono il proprio futuro a LaMelo Ball con la terza.
Sei anni dopo, i Timberwolves hanno deciso di riunire le prime due stelle di quel Draft. Anthony Edwards e LaMelo Ball giocheranno insieme.
Schiacciate, assist impossibili, triple dal palleggio e giocate destinate a diventare virali nel giro di pochi minuti. Ancora prima di vederli condividere il parquet, la coppia Ant-Melo si candida a essere una delle più elettrizzanti e divisive della NBA.
Prima di analizzare il loro fit tecnico, però, vale la pena ricostruire una trade che cambia in maniera profonda il presente e il futuro di entrambe le franchigie. I Minnesota Timberwolves, per accaparrarsi LaMelo Ball e Josh Green, hanno infatti ceduto diversi asset: gli Hornets, dal canto loro, ricevono Naz Reid, una first-round pick 2033, tre diritti di swap al primo giro (2028, 2029 e 2030) e tre seconde scelte (2029, 2032 e 2033).
Con questa operazione Minnesota supera il primo apron, una particolare soglia salariale che introduce diverse limitazioni nella costruzione del roster, e dovrà lavorare nelle prossime settimane per evitare di oltrepassare anche il secondo apron. Sarebbe uno scenario decisamente più penalizzante: niente possibilità di aggregare salari nelle trade e mercato praticamente limitato ai contratti al minimo.
È una mossa che racconta chiaramente le intenzioni della franchigia: i Timberwolves hanno deciso di andare all-in.
Dopo l'addio di Julius Randle, anche Naz Reid lascia Minneapolis, impoverendo sensibilmente la profondità del frontcourt. In cambio arriva un talento offensivo di primissimo livello, ma il prezzo pagato è enorme: fino al 2034 Minnesota non controllerà praticamente nessuna delle proprie prime scelte al Draft.
Anche dal punto di vista salariale i margini saranno ridottissimi. Restano circa 10-15 milioni di dollari per completare quattro posti del roster, mentre gli asset a disposizione, sia in termini di contratti sia di scelte future, sono ormai quasi esauriti. È un investimento totale sul presente.

Charlotte, invece, sceglie una strada completamente diversa. Gli Hornets rinunciano a costruire attorno a LaMelo Ball e, soprattutto, evitano di impegnarsi con un contratto al massimo salariale. La conseguenza immediata è un'enorme flessibilità economica: oltre 75 milioni di dollari di spazio salariale che consentiranno alla franchigia di ripartire quasi da zero.
Resta però la sensazione che il valore di Ball potesse essere monetizzato meglio. Naz Reid rappresenta certamente un giocatore importante, ma il resto del pacchetto lascia qualche dubbio. La first-round pick del 2033 è probabilmente l'unico asset con un potenziale valore significativo, anche se fare previsioni a così lunga distanza è sempre un esercizio complicato.
Le pick swap, invece, sembrano offrire prospettive decisamente meno interessanti. Quella del 2028 rischia di non avere alcun valore se Minnesota continuerà a essere una delle squadre di vertice della Western Conference.
Lo swap del 2029 è ancora meno appetibile, essendo già condiviso tra Jazz, Cavaliers e Timberwolves: Charlotte potrà beneficiarne soltanto in circostanze molto specifiche e, comunque, non avrà diritto alla scelta migliore a causa delle condizioni già presenti nell'accordo con Utah. Anche lo swap del 2030 presenta limiti evidenti, visto che permetterà agli Hornets di ottenere la meno favorevole tra la scelta di Minnesota e quella dei San Antonio Spurs.
E sul parquet?
È qui che la trade diventa davvero intrigante.
Minnesota ha deciso di sacrificare centimetri e profondità nel reparto lunghi per aumentare sensibilmente il talento offensivo del proprio backcourt. Più tiro da tre punti, più creazione dal palleggio e molti più tiri in movimento.
Anthony Edwards, nella passata stagione, è stato il terzo giocatore della NBA per triple tentate dal palleggio, con circa sei conclusioni a partita convertite con il 35%. LaMelo Ball è appena dietro: 5,6 tentativi di media con il 37%.
Anche considerando il volume complessivo da oltre l'arco, i due si completano perfettamente. Edwards è stato l'undicesimo giocatore della lega per triple tentate, Ball addirittura il terzo. Tra i quindici giocatori con almeno otto triple tentate a partita hanno chiuso rispettivamente con il 40% e il 37%.
La presenza di Ball potrebbe anche alleggerire il carico creativo di Edwards. L'ex prima scelta assoluta potrà ricevere più palloni già costruiti, aumentando il numero di conclusioni in catch-and-shoot e in uscita dai blocchi, situazioni nelle quali ha sempre prodotto percentuali eccellenti: superiori al 41% per tutta la carriera e addirittura vicine al 50% nell'ultima stagione.
Anche Rudy Gobert potrebbe beneficiare enormemente dell'arrivo del nuovo playmaker. Ball è infatti uno dei migliori creatori di conclusioni al ferro per i compagni: nella scorsa stagione ha prodotto 5,9 assist al ferro ogni 100 possessi, il dato migliore della sua carriera. Edwards, nello stesso fondamentale, si ferma invece intorno ai 2,3. Per il francese significa poter tornare a essere una minaccia costante come rollante e come destinatario degli alley-oop.
Minnesota perde qualcosa sotto canestro, ma guadagna uno dei playmaker più creativi della lega e costruisce un backcourt capace di mettere sotto pressione qualsiasi difesa. Il rischio è evidente, così come il prezzo pagato. Ma se l'obiettivo era aumentare il talento offensivo e provare a fare un ultimo, grande salto verso il titolo, difficilmente i Timberwolves avrebbero potuto scegliere una strada più ambiziosa.
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