
Formula 1, GP Austria, Considerazioni Sparse
Nell'8a gara del mondiale di Formula 1, Russell torna alla vittoria grazie alla pole con giallo del sabato. 2° Verstappen, 3° Antonelli. Male le Ferrari.
Doveva essere il dominatore assoluto di questa stagione di Formula 1 - per la superiorità di Mercedes e la maggior esperienza rispetto ad Antonelli - invece la seconda vittoria stagionale di George Russell è arrivata solo oggi all'ottava gara di questo 2026. Una gara che ci restituisce sia la Mercedes al top che il britannico sul gradino più alto del podio. La vittoria Russell l'ha costruita con la pole di ieri, in cui è stato intelligentissimo nell'alzare il piede nel T3 qual tanto che bastava per non incorrere in penalità e piazzarla comunque davanti a tutti.
C'è un grosso però. E' vero, Russell ha assolto alla lettera il regolamento ed è stato molto scaltro nel farlo, ma se andiamo a vedere la ratio del regolamento, allora quello che ha fatto Russell ieri era nettamente da sanzionare. Appena Verstappen si è girato si è capito che sarebbe finito a muro, quindi il primo errore della Federazione è stato non mettere subito una bandiera rossa (o una doppia gialla), ed il secondo è stato quello di non penalizzare Russell. Perché la regola risponde ad una ragione di sicurezza e quello che ha fatto ieri Russell è stato estremamente pericoloso, tant'è che se la FIA fosse coerente ora si creerebbe un precedente molto grave, ma sono sicuro che già dalla prossima gara lo stesso episodio sarà gestito ed interpretato in modo differente.
Perché Russell ha costruito la vittoria al sabato? Perché il secondo e mezzo con cui oggi ha concluso davanti a Verstappen e i due secondi con cui ha battuto Antonelli sono frutto proprio del vantaggio di track position alla partenza di oggi. L'inglese, infatti, era solo il terzo più veloce in gara, ma il vantaggio accumulato nelle fasi iniziali grazie alla partenza al palo è stato sufficiente per concludere davanti a Verstappen e Antonelli.
Partito primo Russell e quarto Antonelli, infatti, la vita per il britannico è stata molto più facile. Non dobbiamo dimenticare, però, che Russell - sicuramente aiutato dall'aria pulita - ha sfruttato benissimo la prima fase di gara, fase in cui Antonelli ha commesso alcuni piccoli errori, primo fra tutti l'uscita di pista ad inizio del secondo giro nel tentativo di sopravanzare Leclerc che gli è costata la posizione su Verstappen, rivelatasi poi decisiva a fine corsa.
Nel secondo e nel terzo stint entrambi gli inseguitori sono stati più veloci di Russell ma il ritardo accumulato all'inizio - unito ad un problema ai freni per l'italiano e un ritardo nel secondo pit stop per l'olandese - gli hanno impedito di raggiungere il britannico sul finire di una corsa comunque molto tirata.
L'errore di Verstappen, dal canto suo, è stato il testacoda di ieri, senza il quale sarebbe partito almeno terzo anziché quinto. Dopodiché oggi ha fatto il massimo guidando da campionissimo ma il tempo perso dietro Hamilton nel primo stint è risultato decisivo. La sua rincorsa a Russell si è comunque fermata ad un secondo e mezzo, un risultato ottimo se consideriamo dov'era la Red Bull negli scorsi weekend. In Austria i tecnici padroni di casa hanno portato quasi una versione B della macchina che, unita ad un'ottima power unit, ha ridotto all'osso il distacco da Mercedes. La bontà della Red Bull si è vista poi anche nell'ottima gara di Hadjar, arrivato sesto al traguardo davanti a Norris e Leclerc, anche questo impensabile fino a qualche settimana fa.
E la Ferrari? La Rossa è sicuramente la grande assente dalla lotta per i piani alti della classifica. Leclerc ed Hamilton sono partiti rispettivamente secondo e terzo grazie all'incidente di Verstappen di ieri, altrimenti sarebbero partiti quarto e quinto. E dopo i troppi sorpassi subiti nella prima fase di gara (impressionante quello di Antonelli su Leclerc in curva 9 con 30km/h di differenza di velocità in un tratto della pista dove il sorpasso neanche lo si pensa) pensavo che quello potesse essere il risultato finale. Invece Hamilton ha concluso quinto, dietro a Oscar Piastri che è stato sempre irraggiungibile per l'inglese, e Leclerc addirittura ottavo, sverniciato da chiunque a causa della cronica mancanza di cavalli. Per la Rossa è il peggior risultato stagionale dopo Miami.
La Ferrari oggi ha funzionato solo con la gomma rossa (e già questo normalmente è indicativo di un pessimo passo gara) e per pochi giri, forse anche per un assetto troppo sbilanciato in favore del sabato, giornata in cui comunque il risultato della Ferrari è "drogato" dall'incidente di Verstappen. Infatti, la gara di oggi è stata più simile alle prove di venerdì in cui la Rossa era sembrata indietro non solo rispetto alla Mercedes ma anche rispetto alla Red Bull. Emblematico è quanto successo con Hamilton ad inizio secondo stint con la gomma dura: dai box gli hanno chiesto di girare in 11.9, lui non è mai andato sotto il 12.6.
La Ferrari è l'unica ad aver fatto tre soste ma nonostante questo non è mai stata la macchina più veloce in pista, e dopo lo splendido duello fra Hamilton e Verstappen - vinto da quest'ultimo al secondo tentativo - il podio era già andato. La sbornia di Barcellona probabilmente aveva illuso troppo - soprattutto pensando che il circuito austriaco è completamente diverso - ma oggi sono venuti fuori tutti i limiti di Ferrari in termini di potenza di motore. Vediamo se nella restante parte di stagione un aiuto verrà dall'ADUO, ma vedere i piloti passati così su ogni rettilineo è mortificante. E la Haas oggi ha preso quasi un minuto dalla Racing Bulls - unico team del midfield a fare punti - a dimostrazione ulteriore dei problemi di motore.
Fra una settimana si tornerà subito in pista all'università di Silverstone, un circuito in cui il motore conta moltissimo ma che presenta anche molti curvoni veloci che dovrebbero dare slancio alla Ferrari. La Rossa ci arriva con Leclerc superato nel Mondiale dai due McLaren e Hamilton superato da Russell, con quest'ultimo che si riporta a -40 da Antonelli. Alla faccia di chi parlava di Mondiale già chiuso dopo gli zeri di Russell a Montreal e Montecarlo, sono bastati due weekend in cui la fortuna ha voltato le spalle all'italiano per rendere il discorso campionato più aperto che mai.
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