
Norvegia-Francia 1-4, Considerazioni Sparse
Dembélé travolge le riserve della Norvegia: la Francia si regala il primo posto del girone I.
A pensarci bene, Erling Braut Haaland ci aveva già avvisato nel postpartita della vittoria col Senegal: «Non mi importa molto della partita contro la Francia; probabilmente ci batteranno, e vinceranno anche il Mondiale». A quel punto il CT Solbakken, forse per non far passare per bugiardo il proprio centravanti, ha assecondato le parole di Haaland nel miglior modo possibile: lasciandolo in panchina e schierando dieci sostituti sugli undici titolari tipo. Solo Aursnes è stato confermato tra i titolari, oltretutto messo fuori ruolo, da terzino destro.
Insomma, le intenzioni della Norvegia sembrano abbastanza chiare: risparmiare energie contro i francesi per prepararsi in vista dei sedicesimi di finale, più abbordabili per il livello dell'avversario (la Costa d'Avorio), ma anche ben più delicati per importanza. Chi intende approfittare della situazione è ovviamente Mbappé, che dopo venti secondi, lanciato in profondità da Dembélé sul primo erroraccio della partita di Ostigard, fa tuonare il proprio destro, che Selvik fa impennare il pallone sulla traversa.
Non esattamente l'approccio più tranquillo possibile per la Norvegia, che nei primi minuti viene messa ininterrottamente con la testa sott'acqua dai vicecampioni del mondo in carica. Il portiere scandinavo è infatti costretto a sporcarsi nuovamente i guantoni su un bel destro di Manu Koné, schierato titolare come doble pivote di gamba al fianco di Tchouaméni. Al fianco dei due molossi di centrocampo, soprattutto nel primo tempo, si abbassa spesso e volentieri Olise, confermato trequartista con Dembélé largo a destra.
Il 4-1-4-1 senza palla ideato da Solbakken incontra diverse difficoltà nell'accoppiarsi ai francesi, soffrendo una dinamica già vista nelle partite precedenti: quando la Norvegia si alza in pressing, infatti, i suoi difensori non accompagnano adeguatamente in avanti, portando la squadra ad allungarsi e a creare corridoi in cui i felini del la Sélection possono esaltarsi. Ai francesi basta infatti conquistare un pallone perso in modo superficiale dai Vichinghi intorno alla metà campo per punirli: Mbappé, rapido di testa ancor più che di piede (e conoscendolo non è facile), lancia in profondità Dembélé, che una volta isolatosi in ampiezza fa letteralmente quello che gli pare e piace, sterzando, controsterzando, infine incrociando alla perfezione il destro.
Al netto di un paio di errori di sufficienza in fase di impostazione, quella vista in avvio di gara è una Francia aggressiva che prova a recuperare il pallone il più in alto possibile: ci riesce Tchouaméni al limite dell'area avversaria su un Aasgard inizialmente timido (il tempo e il modo di sbloccarsi lo avrebbe poi trovato eccome), e serve l'intervento alla disperata di Ostigard per bloccare il mancino destinato al 2-0 di Olise.
Uno dei pochi ambiti in cui anche questa Norvegia B può giocarsela sono le palle inattive: dopo aver vinto un rimpallo in area con Upamecano, Larsen non prende bene la mira, sciupando la prima occasione del pareggio. Come dicevamo, però, a palla persa Berg e compagni fanno un'enorme fatica nel riaggredire, e correndo all'indietro finiscono per inciampare rovinosamente: altra transizione e altro gol da incorniciare del Pallone d'Oro in carica, stavolta col suo classico e imprendibile mancino a giro.
Se il talento balistico di Dembélé toglie quasi il fiato, è però altrettanto sconcertante l'istantanea risposta di Aasgard, vedendo la rapidità con cui la Francia spegne l'interruttore cerebrale – troppo passivi Koundé e Upamecano, in questo caso.
La Norvegia, oltre al gol, inizia a creare un po' di scompiglio sul proprio lato sinistro, dove oltre al sopracitato centrocampista dei Rangers agisce anche Schjelderup, uno degli elementi dalla maggior cifra tecnica di questa formazione così depauperata di risorse. Quelle dei francesi, invece, non sembrano finire davvero mai: il gol del 3-1 è del solito Dembouz, che incastra nuovamente il pallone nell'angolino lontano dopo una bella azione di accerchiamento, è la dimostrazione che non c'è proprio gara, sia sul piano collettivo che su quello individuale.
Da sottolineare oltretutto la fatica immane dei centrali norvegesi nell'impostare l'azione; chi vorrebbe approfittare di queste lacune tecniche è Doué, che fiondandosi su un retropassaggio orrendo di Falchener viene anticipato tempestivamente da Selvik. Quest'ultimo, a fine primo tempo, si mette in mostra per un'altra uscita coraggiosa sui piedi di Koné, andato praticamente in porta dopo un triangolo con re Kylian.
Se errare è umano e perseverare è ovviamente diabolico, il rientro in campo della Francia sembra quasi un rituale satanico; così come dopo il 2-0, infatti, i Bleus sembrano quasi sbadigliare nel concedere la penetrazione in area da Bobb, steso platealmente da Theo Hernández, giocatore non nuovo a errori difensivi. L'ex terzino del Milan, però, viene graziato dal moscissimo rigore battuto da Larsen, facilmente parato da Maignan.
In ogni caso, a imporre il ritmo adesso è la Norvegia, che per qualche minuto pressa con rabbia ed efficacia, e sfiora un'altra volta il gol con Ostigard su calcio d'angolo. La Francia, dal canto suo, tira i remi in barca, si abbassa in blocco, e quando ha il pallone non sembra intenzionata a farlo viaggiare con troppa rapidità, in attesa del triplice fischio di Michael Oliver.
Non rimane poi molto da segnalare, se non un mezzo capolavoro sfiorato da Mbappé (azione nata da un gran recupero di Koné in mezzo al campo), e un'altra parata da non sottovalutare di Maignan su Bobb, che non riesce a punire la sbavatura del duo Koundé-Tchouaméni. In pieno recupero, la Francia segna il 4-1 finale giocando quasi in punta di piedi: cross al bacio di Barcola per Doué (fin qui l'attaccante francese meno brillante della fase a gironi), che di testa, indisturbato, trova il suo primo gol al Mondiale.
I fenomeni transalpini si godono dunque la vittoria a punteggio pieno del girone I, dedicando il primato a Didier Deschamps, tornato momentaneamente in Francia per la morte della madre. La Norvegia, d'altro canto, pensa già alla prossima storica tappa del suo viaggio negli Stati Uniti. Per assistere a un duello serio tra Mbappé ed Haaland, evidentemente, dovremo aspettare un'altra occasione...
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