
Germania-Costa d'Avorio 2-1, Considerazioni Sparse
Dopo un’ora di una grande Costa D’Avorio, la doppietta di Deniz Undav regala alla Germania vittoria e qualificazione ai sedicesimi di finale.
La prima buona notizia per la Germania è che stavolta non finirà come negli ultimi due Mondiali: la vittoria contro la Costa D’Avorio per la squadra di Julian Nagelsmann significa soprattutto la qualificazione aritmetica ai sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 con un turno di anticipo. Per i tedeschi, è il primo risultato positivo dopo che nelle ultime edizioni dei Mondiali erano sempre stati eliminati nel girone.
La seconda buona notizia è che la Germania può contare su una vera e propria riserva di lusso, un centravanti come Deniz Undav, autore di una doppietta decisiva contro la Costa d'Avorio che porta all'attaccante dello Stoccarda già a quota tre gol in questa edizione dei Mondiali, il nono in assoluto con la maglia della Nationalmannschaft in sole undici presenze. E dire che fino a mezz’ora dalla fine, con Undav in panchina, l’ostacolo Costa D’Avorio si stava dimostrando estremamente ostico per una Germania, che nonostante tutto arrivava con facilità sulla trequarti avversaria, ma che a quel punto sembrava priva di idee concrete per fare male alla porta difesa da Fofana.
Se il 7-1 rifilato al Curaçao era stato un festival del gol, riguardo lo stato di salute tattico della Germania le indicazioni utili erano state davvero poche. Se volessimo tracciare una linea di continuità, potremmo notare che Nagelsmann ha confermato l’undici titolare di domenica scorsa, rinnovando perfino la fiducia anche a un Leroy Sané ormai lontano parente del campione che fu, nonché oggetto di molte critiche in patria. Negli ivoriani, invece, mister Fae opta per Koussonou titolare, spostando Singo nel ruolo di terzino destro a scapito di Douè, con Bonny come unico riferimento al centro dell’attacco.
Pronti via e, tanto per cambiare, a rendersi pericoloso è una conoscenza del calcio tedesco: quel Yan Diomande che in questo Mondiale sembra voler confermare tutto ciò che di buono si dice su di lui, come a invogliare Liverpool e PSG a duellare ben oltre la soglia – ormai solo psicologica per questi giganti del calcio europeo – dei 100 milioni di euro stabiliti dal RB Lipsia per strapparlo dalla Bundesliga.
La Germania, dal canto suo, risponde sul campo con il solito Havertz, il cui tentativo di testa è ben respinto da Fofana. Tuttavia, alla mezz’ora di gioco sono gli ivoriani a passare il vantaggio con un tap-in di Kessiè, la cui prestazione complessiva nella prima ora di gioco ci ha ribadito perché per un lustro è stato uno dei migliori centrocampisti del nostro campionato – e perché, probabilmente, sarà al centro delle attenzione delle squadre di Serie A in questa sessione estiva di calciomercato.
Subito il gol, la Germania fatica a macinare gioco e soprattutto fatica a rendersi concretamente pericolosa. Ad inizio ripresa, la Costa d'Avorio si concede perfino il lusso di sprecare un paio di chance per il raddoppio, generalmente calciando in modo impreciso da posizioni molto favorevoli.
Proprio nel momento in cui la partita sembrava per la Germania potersi incanalare in un sentiero molto pericoloso, i cambi di Nagelsmann riescono a ribaltare la partita praticamente dal nulla. Pochi secondi prima dell’odiosa pausa pubblicitaria – per piacere, non chiamiamola hydration break: a Toronto alle quattro erano in maniche lunghe – Amiri e Undav, entrati rispettivamente al posto di Pavlovic e Musiala, confezionano il pareggio: l’ex Genoa mette in mezzo un cross insidioso che la difesa ivoriana legge male, in modo tale che il centravanti dello Stoccarda possa spingere a rete da pochi metri. Grosso sospiro di sollievo dunque per i tedeschi, grosse recriminazioni e rimpianti per la Costa D’Avorio che fino a quel momento aveva difeso attentamente.
Il pareggio non può che sprigionare nuova energia alla Germania, pronta a gettarsi in avanti alla ricerca del gol che le permetterebbe di chiudere il discorso qualificazione con una giornata di anticipo e di godersi l'ultima partita del girone E con l'Ecuador senza patemi. Eppure, al minuto 83 è ancora la Costa D’Avorio ad avere una grande occasione per passare in vantaggio: Adingra, ancora una volta da posizione favorevole, incredibilmente non calcia di prima e finisce per farsi rimontare dai difensori tedeschi.
Nei più classici dei «goal sbagliato gol subito», che spesso premiano la squadra più esperta, trenta secondi dopo capita la palla del 2-1 sui piedi di Nathaniel Brown – verosimilmente il migliore della Germania dopo Undav – ma Fofana è ancora attento a deviare in angolo. La prestazione del portiere ivoriano si esalta nuovamente dopo pochi minuti dopo, questa volta sulla conclusione centrale di Amiri.
Se questa settimana di Mondiali è iniziata avendoci fatto scoprire Vozinha per la sua prestazione maiuscola contro la Spagna, eravamo pronti a chiuderla ricordandoci della prestazione di questa Costa d'Avorio e in particolare del suo portiere Fofana. Quando la partita sembra essersi decisa sull'1-1, la prestazione enorme della Costa d'Avorio si rende vana quando, al 94esimo, Undav si gira sul suo mancino eludendo la marcatura non ferrea – per usare un eufemismo – della difesa ivoriana e sigla la doppietta personale, scrivendo la parola fine su una delle migliori partite di questo torneo e consentendo alla Germania di passare il primo turno. Non accadeva dal 2014, quando i tedeschi vinsero poi la loro quarta Coppa del Mondo.
Non può che esserci amarezza per la Costa D’Avorio che, al netto delle cinque parate di Fofana contro l’unica di Neuer, ha disputato ancora una volta una grande partita di coraggio e ambizione. La rosa a disposizione del CT Fae è di tutto rispetto, con la possibilità di fare anche ampie rotazioni come dimostrato dagli ingressi nel secondo tempo. Se con l’Ecuador un pizzico di fortuna era valsa i tre punti alla prima giornata, oggi un pizzico di sfortuna e soprattutto inesperienza lasciano gli ivoriani a mani vuote: si deciderà del loro destino nell'ultima partita contro Curaçao.
Chi invece esce da Toronto col bottino pieno è dunque la Germania, alla quale potrebbe anche non servire fare almeno un punto contro l’Ecuador per passare da prima nel girone. Una cosa che, tra l’altro, potrebbe svantaggiarla visto il possibile ottavo contro la Francia qualora entrambe arrivassero prime. Intanto, però, potrà tirare il fiato nella prossima partita, fattore da non sottovalutare in un Mondiale così denso di partite.
In ogni caso, per vedere la miglior versione tedesca, Nagelsmann dovrà riuscire ad alzare il livello ed il ritmo del proprio gioco, specialmente quando si tratta di giocare dalla trequarti avversaria in poi. Probabilmente, è da rivedere anche alcune scelte negli uomini offensivi. Se, infatti, da dietro la spinta dei terzini è costante ed efficace, il centrocampo schierato da Nagelsmann in queste due partite sembra in difficoltà nel riuscire a supportare contemporaneamente le due fasi; in attacco, spesso chi entra è sembrato molto più in palla dei vari Sané e Wirtz.
Rosa lunga e passaggio del turno, in ogni caso, permetteranno al tecnico ex di Bayern Monaco e Lipsia di fare le sue valutazioni con calma, avendo intanto superato il primo scoglio contro cui si erano clamorosamente infrante le ambizioni mondiali dei suoi predecessori.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.













