
I 10 acquisti peggiori dell'ultimo anno di Premier League
Costosi, infortunati, imprecisi: i 10 colpi meno soddisfacenti tra le aggiunte della Premier 2025/26.
Anche nel 2025/26 la Premier League si è confermata il campionato che ha generato i flussi di denaro più alti, in Europa, per la compravendita dei giocatori. Considerando le ultime due sessioni di calciomercato, quella dell’estate 2025 e del gennaio 2026, i club inglesi hanno speso €4.045.472.275 per acquistare nuovi giocatori, a fronte di un incasso di “soli” €2.410.725.000 per le uscite. Il saldo totale è stato ampiamente negativo: il disavanzo, impressionante, si aggira intorno agli €1,6 miliardi.
Un’analisi di Deloitte del settembre 2025, riferita alla finestra estiva, ha evidenziato come la spesa netta dei club di Premier League per quella sola sessione (€1,4 miliardi) sia stata la più alta di sempre in Inghilterra - superiore del 13% al precedente record (estate 2022, €1,25 miliardi), il 114% in più dell'estate 2024 (€655 milioni).
Il dato è ancora più significativo se rapportato agli altri 4 top campionati europei. Nell'estate 2025 la Serie A ha fatto registrare una perdita netta di €90 milioni di euro, la Liga di circa €40 mln. Bundesliga e Ligue 1 hanno invece addirittura chiuso in attivo: in Germania l’incasso netto è stato di €180 milioni, in Francia addirittura di €305 mln. Il trend è lo stesso ormai da parecchi anni: i talenti crescono da altre parti, poi, a suon di milioni, finiscono a giocare in Premier League.
Non è questo il momento per raccontare come il sistema Premier League rimanga comunque ancora sostenibile. Marketing all’avanguardia, branding globale e infrastrutture sono, tra gli altri, gli ingredienti che contribuiscono a spiegare come in Inghilterra quello che ruota intorno alla Premier League generi valanghe di denaro per tutti. Per non parlare dei diritti TV, largamente superiori alla media, distribuiti largamente meglio rispetto alla media, che negli anni hanno permesso anche a club di basso livello di poter competere nel mercato globale con i top team degli altri campionati.
Prendiamo il Sunderland come esempio. Nelle ultime due sessioni di mercato, da neopromosso, il club ha speso €213 milioni per acquistare nuovi giocatori, facendo registrare un saldo netto complessivo di -156 milioni. L’Inter, che a fine anno ha messo in bacheca Scudetto e Coppa Italia, nello stesso periodo ne ha spesi €90 mln, per un saldo complessivo di -45 milioni.

Gli unici 4 club inglesi che hanno chiuso entrambe le sessioni di mercato a saldo positivo sono stati Brentford (+50 mln), Brighton (+63 mln), Wolverhampton (+81 mln) e Bournemouth (+129 mln). Se escludiamo gli Wolves, protagonisti di una stagione tragicomica, gli altri si sono dimostrati esempi virtuosi anche sul campo, grazie a un ottimo lavoro di scouting e progetti tecnici efficaci. Club capaci di assorbire in modo sorprendente cessioni apparentemente traumatiche e mettere insieme stagioni ben al di sopra delle aspettative.
Il Bournemouth, nell'estate 2025, ha lasciato partire tre quarti della sua difesa titolare a fronte di offerte irrinunciabili. Kerkez è volato ad Anfield per diventare il terzino sinistro del Liverpool, Huijsen e Zabarnyi hanno trovato casa al Real Madrid e al PSG. Le tre cessioni hanno fruttato complessivamente €170 milioni. A gennaio 2026, i €72 milioni messi sul piatto dal Manchester City per Semenyo sono stati sufficienti a convincere il club a privarsi del suo miglior giocatore e capocannoniere.
Nonostante tutte queste partenze, le Cherries hanno concluso il campionato al 6° posto, miglior piazzamento in Premier League della storia: nel 2026/27 prossimo voleranno in giro per il continente per giocare l’Europa League.

Non ci sono solo esempi virtuosi. Ci sono società che hanno speso tantissimo e male. Tra l'estate 2025 e lo scorso gennaio il Liverpool ha fatto registrare un saldo totale complessivo di -€260 milioni. I Reds hanno chiuso il campionato al 5° posto, totalizzando ben 24 punti in meno rispetto all'anno passato.
La scorsa estate anche il Tottenham ha deciso di intervenire sul mercato con decisione. L'obiettivo era chiaro: migliorare il roster che l'anno precedente aveva portato il club a chiudere il campionato al 17° posto. Nonostante però i circa €265 milioni spesi, gli Spurs sono riusciti ad evitare la retrocessione solo all’ultima giornata, classificandosi nuovamente al 17° posto.
A questi grandi club però la liquidità non mancherà mai, in particolare a quelli abituati a frequentare le competizioni europee. La Premier League si sta pian piano avvicinando finanziarimente al modello NBA: i soldi ci sono praticamente per tutti, il sistema alla fine premia chi riesce a spenderli meglio.
Granit Xhaka è arrivato al Sunderland per €15 milioni, e ne ha cambiato radicalmente il volto, diventando immediatamente il leader tecnico ed emotivo del gruppo di Le Bris. Anche Jack Grealish, altro veterano, in prestito all'Everton dal Manchester City, è riuscito a dare ai Toffees una dimensione quasi europea. Ma si potrebbero fare tanti altri nomi.
Ma quali invece sono stati i trasferimenti più dannosi? Quali giocatori non sono riusciti a portare valore aggiunto alla loro nuova squadra e anzi, sono risultati alla fine un problema? Quali sono stati i peggiori acquisti della stagione? Abbiamo provato a mettere in classifica i 10 più eclatanti, ma c'era l'imbarazzo della scelta.
Pablo (€23 mln, da Gil Vicente al West Ham, gen 2026)
Tra inizio dicembre e l’epifania il West Ham ha messo insieme 3 punti in 9 partite. Se è vero che, a tutti livelli, la Premier League si decide sotto le feste, questo dato spiega in buona parte i motivi per cui gli Irons l’anno prossimo giocheranno in Championship. Appena aperta la sessione invernale del mercato, il West Ham è intervenuto per provare a sistemare in qualche modo i buchi della sua rosa, in primis nel reparto offensivo.
Fino a quel momento il centravanti titolare era stato spesso Jarrod Bowen, con Summerville e Paquetà a supporto. Come sappiamo però, e come dicono le sue statistiche, il capitano inglese predilige agire da esterno, partendo possibilmente dal lato destro. Gli Irons sono quindi corsi ai ripari ingaggiando Taty Castellanos e Pablo, attaccante brasiliano del 2004 prelevato dal Gil Vicente per circa €23 milioni.
I due hanno avuto comunque un impatto positivo. Con la possibilità di schierare un centravanti vero, Bowen e Summerville sono tornati nei loro ruoli naturali e il West Ham ha iniziato addirittura a vincere delle partite. Poi le cose si sono di nuovo complicate: Summerville si è infortunato e i gol non li faceva più nessuno. Di certo non i nuovi attaccanti arrivati a gennaio.
I numeri di Pablo a fine campionato appaiono impietosi: 14 presenze, 0 gol, 1 assist. Il brasiliano resterà comunque per sempre nella storia di questo campionato. È lui infatti il famoso "number 19" della chiamata più celebre - e decisiva - della storia del VAR inglese. Qualcuno nel nord di Londra se l’è addirittura tatuata, la frase che pronunciò Darren England: “After review, West Ham number 19 commits a foul on the goalkeeper. Final decision is direct free kick”.
Ci ricorderemo di Pablo quindi solo per il fallo su Raya che ha fatto annullare il gol di Wilson, consegnando il titolo all’Arsenal? Noi crediamo di no. Un gran fisico e un’età relativamente giovane giocano ancora dalla sua parte. Un anno nella tonnara della serie cadetta inglese potrebbe forgiargli il carattere e affinarne la tecnica.

Liam Delap (€35 mln, dall'Ipswich Town al Chelsea, estate 2025)
Negli ultimi anni il Chelsea si è distinto per la spregiudicata politica di reclutamento di nuovi giocatori. In mezzo all’ennesima insensata sessione di mercato, i Blues però sembravano finalmente aver messo sotto contratto un giocatore giusto, a un prezzo logico, bruciando la concorrenza del Manchester United per portare Liam Delap a Stamford Bridge. Per soli €35 milioni: il Chelsea sembrava essere diventato un club normale, quasi lungimirante, alla faccia dei miliardi buttati via negli anni precedenti, tra ingaggi esorbitanti e acquisti al triplo del valore reale.
Dicevamo di un acquisto intelligente. Una cifra sostenibile, per un attaccante giovane ma in ascesa, che con la maglia dell’Ipswich aveva appena disputato una Premier League da 37 partite e 12 gol. Sembrava tutto perfetto, scritto nel destino.
Delap è nato a Winchester, antica capitale d’Inghilterra prima che Guglielmo il Conquistatore la spostasse definitivamente a Londra. Secondo lo scrittore quattrocentesco Thomas Malory, Winchester corrisponderebbe alla leggendaria fortezza di Camelot, collegata al mito di Re Artù.
Delap pareva poter diventare il nuovo re dei blues e della nazionale. Prima diventando l’attaccante titolare del Chelsea e poi, sotto l’ala di Harry Kane, avrebbe iniziato il suo percorso per diventare il centravanti del futuro dei Three Lions.
10 mesi dopo il suo arrivo, nulla è poi andato così, almeno finora. L'inglese ha finito il 2025/26 mettendo a referto 2 gol e 4 assist in 41 partite. Il suo percorso è stato anche condizionato dagli infortuni: il più grave, una lesione al tendine rotuleo alla sua seconda da titolare in Premier, lo ha tenuto fuori da settembre fino a fine 2025. Poi il recupero, l'esplosione di Joao Pedro, ancora qualche acciacco, e una forma - e una fiducia - mai più tornata.
Di certo non lo ha aiutato nemmeno la disastrosa stagione della sua squadra. Da settembre a maggio sulla panchina di Stamford Bridge si sono succeduti tre allenatori: dopo l'allontanamento di Maresca a inizio 2026, il Chelsea è sprofondato in una spirale negativa che ha portato il club a non qualificarsi nemmeno per la prossima Conference League. Proviamo però a cogliere almeno qualche lato positivo.
Il Chelsea nel caos del suo finale di stagione è riuscito già a programmare il suo futuro, almeno quello più prossimo. Xabi Alonso è già arrivato a Londra, con l'obiettivo di riportare il club dove merita. Lo spagnolo avrà una stagione senza coppe e gran parte della rosa a disposizione già dal primo giorno di ritiro. Palmer, Joao Pedro, Colwill: nessuno andrà al Mondiale. E ovviamente non ci andrà nemmeno Delap. L'inglesone dovrà lavorare duramente per ritrovare gambe e testa, per provare a riprendere quel percorso che solo 10 mesi fa sembrava scritto nel suo destino.
Alexander Isak (€145, dal Newcastle al Liverpool, estate 2025)
Il trasferimento di Isak è stato il più costoso di sempre in Premier League, forse anche uno dei più tossici: il teatrino messo in piedi dallo stesso giocatore e dai club coinvolti non è stato uno spettacolo edificante. Isak aveva da tempo espresso il desiderio di lasciare Newcastle: lo aveva detto più volte, anche sui social, e lo aveva fatto capire, con comportamenti inappropriati, da bambino viziato.
Il Liverpool ha provato tutta l'estate a portarlo ad Anfield, senza riuscirci. Poi, magicamente, l'ultima sera di agosto i €145 milioni messi sul piatto dai Reds hanno fatto breccia nel cuore dei principi sauditi, mettendo fine alla tragicommedia.
La stagione dello svedese è iniziata tardi. Esoneratosi volontariamente in estate dalla preparazione con il vecchio club, Isak è arrivato a Liverpool in evidente ritardo di forma. Dopo un problema agli adduttori che ne ha limitato il rendimento nei primi mesi, poco prima di Natale poi è arrivata la mazzata definitiva. Nel match contro il Tottenham, quando finalmente sembrava recuperato, nell'azione che aveva portato al suo secondo gol stagionale, il suo perone ha fatto crack. Dei 57 match giocati dai Reds in stagione, lo svedese è riuscito a disputarne 22, segnando la miseria di 4 gol e 1 assist. Troppo poco per un giocatore normale, figuriamoci per l'all-time-leader dei trasferimenti britannici.
Isak quest'estate giocherà il Mondiale con la Svezia. Negli ultimi giorni sui social sta circolando il video del suo gol nell'amichevole con la Norvegia, un suo gol "vecchia maniera": partenza palla al piede, falcata ampia e leggera da ballerino, dribbling e tiro imparabile all'angolino alto opposto. I tifosi del Liverpool hanno tirato un sospiro di sollievo. Se l'anno prossimo Isak rimarrà sano, il suo talento sembra non essere svanito.
A goderne non ci sarà di certo Arne Slot, messo alla porta dopo l'ultima deludente stagione, ma Andoni Iraola. La storia dovrà però concedere al tecnico neerlandese un'enorme attenuante: come sarebbe andata con l'Isak che avevamo ammirato fino a un paio di anni fa?

Oscar Bobb (€31 mln, dal Manchester City al Fulham, gennaio 2026)
Sembrava dovesse essere la stagione di Oscar Bobb, quella della definitiva consacrazione. Titolare nelle prime tre partite di Premier con la maglia del City, con Guardiola che pareva non poterne fare a meno, e protagonista in Nazionale - scintillante il suo cameo da subentrato a San Siro, nel match che ha regalato alla Norvegia la certezza di partecipare al prossimo Mondiale. Oscar e il suo magico piede sinistro erano pronti per prendere il volo.
Bobb resta un grande talento, siamo sicuri che lo dimostrerà negli anni a venire. Anche perché questo era il suo primo anno dal rientro, dopo il terribile infortunio - la frattura della gamba sinistra - che lo aveva tenuto fuori tutto il 2024/25. A deludere non sono stati tanto i suoi primi 6 mesi al City, quanto gli ultimi col Fulham. Ci aspettavamo il botto: è finita in sordina, col norvegese partito solo 4 volte titolare, 2 delle quali quando la stagione del Fulham era già terminata.
Il Fulham lo ha acquistato pensando al futuro. Già al momento del suo arrivo, ai primi di gennaio, era apparso chiaro come di minuti a disposizione non ce ne fossero molti. Wilson era stato protagonista di un girone d'andata da Best XI, proprio nel ruolo teoricamente pensato per Bobb. Le prestazioni del gallese sono leggermente calate nel ritorno, ma mai così tanto da far pensare a Marco Silva di poterne fare a meno.
Wilson sembra però arrivato a fine corsa a Craven Cottage. Il contratto scadrà il 30 giugno, e il gallese si è meritato la chance di poter fare bene in un club più grande. Per lui nelle ultime ore si parla di Everton e soprattutto Aston Villa. I Cottagers il sostituto lo avrebbero già in casa, pronto a prendersi la scena. Più che con chiunque altro in questa classifica, con Oscar Bobb l'appuntamento è tra un anno, pronti a scriverne in maniera solo positiva.
Taty Castellanos (€29 mln, dalla Lazio al West Ham, gennaio 2026)
Olivia Dean è grande tifosa del West Ham, oltre ad essere il volto nuovo del soul-pop britannico. A differenza della sua squadra del cuore, il 2026 è stato il suo anno. Con "Man I need", Dean è riuscita a dare la svolta alla sua carriera, aprendosi la strada verso un successo planetario che oggi la sta portando in giro per il mondo.
Anche il West Ham a gennaio aveva bisogno di un uomo, in particolare di uno che sapesse fare gol. Gli Irons ne hanno presi addirittura due, ma di gol comunque ne sono arrivati pochini.
Le 6 reti totali di Valentin Castellanos detto Taty possono sembrare un bottino tutto sommato dignitoso. Due - quello ad Anfield nel 5-2 Reds e quello a St James' Park nella sconfitta 3-1 contro i Magpies - sono risultati completamente inutili, siglati quando i buoi erano già abbondantemente scappati. Un altro, al Leeds all'ultima giornata, è arrivato con il West Ham già retrocesso; gli altri 3, Castellanos li ha segnati alle ultime della classifica, Burnley e Wolverhampton.
A peggiorare il giudizio sulla sua esperienza nell'East London, l'impressione di un gap tecnico imperdonabile, per di più in un campionato del genere, e un feeling mai nato con le stelle offensive della squadra, Bowen e Summerville.
I quasi €30 milioni per strapparlo alla Lazio erano sembrati troppi fin da subito. Il suo inizio di stagione in A era stato dimenticabile, con in più un infortunio che lo aveva tenuto fuori parecchie partite. Che gli Irons avessero bisogno di un centravanti era cosa chiara da tempo.
Nel calcio come nella vita, ognuno è artefice delle proprie scelte. Chi ha scelto Castellanos pensandolo come soluzione ai problemi realizzativi è giusto che ora paghi con questo esito a dir poco drammatico. Siamo sicuri che anche Olivia Dean avesse in mente un attaccante più adatto.
Randal Kolo Muani (prestito, dal PSG al Tottenham, estate 2025)
Nonostante un 2025/26 disastroso, i tifosi Spurs non sono mai riusciti a odiare Kolo Muani. Il francese non ha mai fatto mancare il suo impegno, con le sue corse e soprattutto rincorse, con la volontà di essere in qualche modo utile alla squadra. Questo dettaglio però non fa che peggiorare la situazione, rendendo il giudizio ancora più crudele.
Kolo Muani è sembrato solamente un giocatore non adatto al livello. Un tentativo non andato a buon fine, un errore da non ripetere più. 30 partite in Premier League - comunque tante -, 1 gol e 1 assist. Alzi la mano chi pensava potesse andare così male.
Kolo Muani è arrivato nel nord di Londra in prestito, l'ultima sera del mercato estivo, dopo che sembrava destinato a tornare alla Juventus. I bianconeri al suo posto hanno scelto Openda (sic). L'esperienza di Kolo Muani nella capitale rimarrà nella memoria per pochi e inutili momenti. Qualche bella sgroppata palla al piede, un perfetto assist - poi sprecato - a Richarlison, nel match contro il Leeds, poco altro. Per il resto, prestazioni poco incisive.
Il suo acquisto sembrava la ciliegina sulla torta di un reparto offensivo di primo livello, pronto ad affrontare le quattro competizioni che riempivano il calendario Spurs. Poi come detto sono arrivati gli infortuni. Kudus prima, poi Odobert e Simons, Kulusevski che non rientrava mai. Kolo Muani invece restava sano e in qualche modo i minuti per lui c'erano sempre.
Prima Frank, poi Tudor, infine De Zerbi hanno chiesto al francese di lasciare il segno, e di sopperire alle numerose assenze che via via si accumulavano. La risposta è stata sempre ben al di sotto delle aspettative. Il Tottenham non considererà l'idea di acquistarlo in via definitiva. Per Kolo Muani sarà un'altra sessione di mercato con la valigia pronta.

Yoane Wissa (€58 mln, dal Brentford al Newcastle, estate 2025)
Yoane Wissa è arrivato a Newcastle l’ultimo giorno del mercato estivo. Si dice che il suo nome fosse in fondo, nella lista degli attaccanti scelti per rimpiazzare la partenza di Isak. Il club aveva nel mirino altri profili: Joao Pedro, Hugo Elitike, Jorgen Strand Larsen. Non si sa come né perché, ma alla fine è arrivato l’ex Brentford, che dopo tanti anni passati a sgobbare nelle serie minori inglesi ha firmato il contratto della vita nel Nord Est d’Inghilterra.
Cosa abbia portato il Newcastle a spendere €58 milioni per un profilo del genere resta tuttora un mistero. The Athletic ha riportato che il club sarebbe pronto a sorbirsi una cospicua minusvalenza pur di privarsi del congolese già a partire dalla prossima sessione di mercato. L’operazione è stata disastrosa sotto ogni punto di vista. Wissa ha firmato un accordo che gli garantirà €160.000 a settimana fino al 2029, e nella sua prima stagione a St James’ Park ha messo insieme 3 gol in 28 partite.
Le cose sono andate male fin da subito. Pochi giorni dopo l’accordo, Wissa si è infortunato gravemente in nazionale. Rientrato a metà dicembre, ha poi faticato nel ritrovare la forma, finendo inesorabilmente molto indietro nelle gerarchie di Howe, che spesso gli ha preferito Woltemade o addirittura l’adattato Anthony Gordon nel ruolo di centravanti. Nelle ultime 17 partite della stagione Wissa non è mai partito titolare, restando seduto per tutti i 180' anche nel doppio confronto con il Barcellona negli ottavi di finale di Champions League.
Lasciarsi quest’estate sarebbe una soluzione dolorosa ma comprensibile. Entrambe le parti avrebbero ragioni più che valide. Il problema sarà trovare un club disposto ad arruolare un giocatore di 30 anni che potenzialmente potrebbe risentire negativamente di una stagione estremamente deludente. A cifre ragionevoli, Wissa resta comunque un giocatore capace di rendersi molto utile in Premier League, come ha già ampiamente dimostrato a Brentford. Nelle due stagioni precedenti al trasferimento, il congolese aveva messo insieme 32 gol e 10 assist in maglia biancorossa. La coppia formata con Mbeumo era sicuramente una delle più efficaci e divertenti del campionato. Wissa non può aver dimenticato tutto d'un tratto come si fa.
Alejandro Garnacho (€47 mln, dal Man United al Chelsea, estate 2025)
Alejandro Garnacho e Yoane Wissa hanno parecchie cose in comune. Entrambi protagonisti di uno “strano” trasferimento, una stagione deludente, la sensazione che nel 2026 si debba già cambiare aria. Perché trasferimento strano? Agli occhi più puri i €47 milioni spesi dal Chelsea per un ragazzo di 20 anni con già quasi 150 presenze con la maglia del Manchester United potevano sembrare addirittura pochini. Sulla carta poi il Chelsea ne sarebbe uscito rafforzato: avrebbe indebolito una rivale diretta di Premier League nella corsa all’Europa.
Ma di polvere sotto il tappeto ce ne era parecchia. Garnacho negli ultimi mesi aveva faticato a trovare minuti. Nonostante la partenza di Rashford a gennaio, l’argentino dimostrava di non essere ancora abbastanza consistente per poter essere il titolare nel ruolo. A fine maggio, nella partita più importante della stagione, Amorim scelse Mason Mount per giocare dall’inizio la finale di Europa League persa poi contro il Tottenham. Allo stesso tempo, cominciavano ad emergere anche alcuni limiti caratteriali preoccupanti. Cattiva attitudine, atteggiamenti non sempre professionali, cose che avevano fatto stancare parecchi colleghi a Old Trafford.
Si dice che Sir Jim Radcliff non sia riuscito a contenere un enorme sorriso quando il Chelsea si presentò con la volontà di acquistare il giocatore. Sulla base di quello che abbiamo visto nel 2025/26, forse la storia alla fine gli ha dato ragione, così come lo ha fatto anche con Rubén Amorim. Era stato infatti il tecnico portoghese a mandare i primi segnali di insofferenza verso Garnacho - durante il 2024/25, privandosene spesso e senza rimorsi, e in estate, quando aveva fatto capire di avere in mente una squadra dove l’argentino non avrebbe trovato spazio.
Garnacho, buon per lui, non resterà nella storia come il peggior acquisto recente del Chelsea. I Blues negli ultimi anni hanno inanellato una serie di disastri difficili da spiegare - Mudryk, Sterling, Nkunku, solo per citarne alcuni arrivati per ricoprire lo stesso ruolo di Garnacho -. Cambiare aria dopo solo un anno potrebbe però non essere una buona idea per la sua carriera. L’argentino non andrà al Mondiale, come ampiamente previsto, e questo potrebbe avere un risvolto positivo.
Rimanendo a Stamford Bridge Garnacho inizierebbe la preparazione già dal primo giorno di ritiro, con un nuovo allenatore - Xabi Alonso - che potrebbe regalargli nuovi stimoli. In questo senso, occhio al Chelsea per la prossima stagione: i Blues potrebbero sfruttare il vantaggio di partire prima degli altri, con tanti giocatori importanti che avranno più settimane di lavoro nelle gambe rispetto a tanti altri colleghi. Il Chelsea è pronto a ripartire. Saprà farlo anche Garnacho?

Florian Wirtz (€125 mln, dal Bayer 04 al Liverpool estate 2025)
Al 2° posto nella classifica all-time dei trasferimenti più costosi in Premier League ci sono i €125 milioni spesi dal Liverpool nel giugno 2025 per strappare Florian Wirtz al Bayer Leverkusen. Lo scenario era parecchio intrigante: dopo aver dominato il campionato precedente, il Liverpool aveva deciso di rinforzare il suo roster aggiungendo lui e Isak, due dei talenti più puri d’Europa. I tifosi Reds trattenevano a stento l’eccitazione.
A differenza di Isak, Wirtz è rimasto sano praticamente per tutta la stagione, se si esclude un problema alla schiena che lo ha tenuto fuori un paio di settimane a febbraio. Il tedesco ha chiuso la stagione mettendo a referto 7 gol e 10 assist in 49 partite. Non malissimo, ma ci si aspettava molto di più. Negli ultimi due campionati in Germania i il suo bottino complessivo era stato di 21 gol e 23 assist. Tra gli under 23 europei, solo Cole Palmer era riuscito a fare meglio nello stesso periodo di tempo.
Premiato come miglior giocatore della Bundesliga nel 2023 e nel 2024, il tedesco era comprensibilmente considerato come uno dei giovani più forti e intriganti del panorama mondiale. L’inizio è stato complicatissimo. La Premier League ti obbliga a pensare con almeno un tempo di gioco in meno rispetto agli altri campionati europei. Wirtz ci ha messo qualche settimana di troppo ad abituarsi, e il suo rendimento è spesso stato sotto gli standard.
Wirtz è stato anche al centro di un grande equivoco tattico: Slot non ha mai davvero deciso dove e come farlo giocare. Un po’ a sinistra, come in nazionale. Vicino alla punta, come nelle due partite degli ottavi di Champions contro il PSG. A volte anche un po più indietro, quasi da mezzala. Wirtz ha girovagato tutta la stagione in posizioni del campo sempre differenti, e questo non ha di certo aiutato il suo inserimento. Se il Liverpool ha finito la stagione senza nemmeno sfiorare un titolo, una parte importante di colpa è anche dei nuovi arrivati.
Wirtz non ha saputo elevare il livello della squadra, e anzi, nei momenti di difficoltà è sembrato quasi nascondersi, mostrando lacune caratteriali fisiologiche ma preoccupanti. Nei due anni scintillanti in Bundesliga, Wirtz aveva fatto registrare 161 dribbling e creato ben 124 occasioni da rete. In maglia Reds questa intraprendenza e efficacia non si sono quasi mai viste. Nel 2026/27, senza Salah e con Iraola in panchina, il Liverpool potrebbe cambiare drasticamente e il tedesco potrebbe finalmente trovare la posizione più adatta alle sue caratteristiche. Ma servirà un cambio di passo.
Anthony Elanga (€62 mln, dal Nottingham Forest al Newcastle, estate 2025)
La campagna acquisti del Newcastle potrebbe passare alla storia come una delle peggiori mai messe insieme in tanti anni di Premier League da un singolo club. Per circa €280 milioni totali, la scorsa estate a St James’ Park sono arrivati Nick Woltemade (75mln), Anthony Elanga (62mln), Yoane Wissa (58mln), Jacob Ramsey (45mln) e Malick Thiaw (35mln). Se escludiamo quest’ultimo, protagonista di una stagione tutto sommato sufficiente, soprattutto nella sua prima parte, le altre operazioni si sono dimostrate dei piccoli grandi disastri.
Il Newcastle ha finito la stagione al 12° posto, totalizzando 17 punti in meno rispetto al campionato precedente. In Champions League, dopo una buona prima fase, i Magpies sono stati eliminati agli ottavi dal Barcellona, dopo aver perso 2-7 il ritorno in Catalogna. Il simbolo del fallimento, più di tutti gli altri, ha il volto, la fascetta, le treccine di Anthony Elanga.
Lo svedese ha chiuso la prima Premier League in bianconero con 0 gol in 32 presenze. Già a gennaio i tifosi cominciavano a chiedersi se Elanga fosse il peggior acquisto nella storia del club. Poi un gol al Man City in Coppa di Lega, due al Barcellona in quella tragica trasferta di Champions, e le cose che sembravano rimettersi in moto.
Elanga ha invece chiuso la stagione giocando sempre meno. Per finire in modo almeno dignitoso, Eddie Howe ha scelto di affidarsi all’usato sicuro, rinnegando le scelte di mercato dell'estate precedente. Chi avrebbe mai detto la scorsa estate che il Newcastle avrebbe chiuso la Premier League con Barnes-Osula-Murphy come trio d’attacco?
Elanga si è dimostrato quello che tutti temevano, e sotto sotto forse pensavano: un giocatore normale. Come per tutti gli altri di questa classifica, la colpa della folle valutazione del cartellino non è di certo sua. Sta di fatto che l’operazione resterà scolpita negli annali proprio con quella cifra, €62 milioni.
62 milioni per un giocatore che aveva fatto benino un paio d’anni al Nottingham Forest e nulla più. 62 milioni per un giocatore che aveva già dimostrato al Manchester United di non valere il livello di un grande club. 62 milioni per un attaccante esterno che nella sua prima Premier League nel Tyne and Wear non è riuscito a segnare nemmeno un goal. 62 milioni per il vincitore di questa classifica: Anthony Elanga, you come out on top!
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