
Belgio-Egitto 1-1, Considerazioni Sparse
Il Belgio non va oltre il pareggio per 1-1 all’esordio contro l’Egitto, decisivo l’ingresso di Lukaku.
Il gruppo G del Mondiale si apre con una sfida con tante aspettative e attese. Il Belgio, eterna incompiuta che arriva dalla delusione del mondiale in Qatar, dove la Golden Generation è uscita ai gironi; contro, Momo Salah, che nel giorno del suo compleanno guida un Egitto alla sua 4° partecipazione al Mondiale, torneo dove la nazionale nordafricana non è ancora mai riuscita a vincere una partita.
La sfida è anche tra due allenatori in cerca di riscatto: Rudi Garcia, dopo la non brillante esperienza alla guida del Napoli scudettato post Spalletti, è stato chiamato dal Belgio per rimpiazzare la deludente gestione Tedesco, con l’obiettivo di massimizzare gli ultimi anni delle sue stelle e lanciare i nuovi talenti della scuola fiamminga; sulla panchina dei Faraoni Hossam Hassan che da attaccante aveva giocato i mondiali di Italia 90, nei quali l'Egitto era tornato a disputare il massimo torneo intercontinentale dopo 56 anni.
Allora, nonostante l’eliminazione ai gironi e le zero vittorie a referto, l'Egitto fu la Cenerentola del torneo ritrovatasi a giocarsi fino all'ultimo all'accesso alla fase successiva; oggi il CT invece si trova a guidare una squadra di eccellenti doti atletiche e con potenzialità tecniche, ma che finora non ha raccolto grandi risultati.
Le due squadre si schierano in maniera quasi speculare, con un 4-2-3-1 che mira ad avvolgere la difesa avversaria per poi sfruttare l’uno contro uno degli esterni offensivi. A cambiare dovrebbe essere la qualità degli interpreti, ma nei primi 45' non si vede. Nonostante i 30° di Seattle la partita è intensa, come dimostrano i due cartellini gialli estratti dal brasiliano Abatti nel primo quarto d’ora.
La partita si sblocca al 20’: Salah trova Ashour poco fuori il limite dell’area di rigore, l’esterno dell’Al Ahly con il controllo si prepara alla conclusione di destro che trafigge un incolpevole Courtois. La reazione del Belgio è sterile, con Doku costantemente raddoppiato, De Ketelaere a disagio nell'attaccare la profondità e De Bruyne che fatica a trovare i giusti spazi. Il protagonista è Courtois che alla mezz’ora è costretto a mettere i guantoni sul diagonale di Zico.
La miglior occasione del Belgio arriva nei minuti di recupero prima dell’intervallo: sponda di De Ketelaere per Doku che da buona posizione spara alto. Gli ultimi brividi sono sempre per la difesa dei Diavoli Rossi che chiude in affanno e tira un sospiro di sollievo al duplice fischio dell’arbitro. Dopo 45 minuti il tabellino dice Egitto avanti di un gol, con merito per quanto visto in campo: difesa compatta e attenta, ripartenze veloci e spesso pericolose, capaci di imbucare un Belgio che dopo lo svantaggio è sembrato disunirsi e appoggiarsi solo al talento individuale.
Il Belgio prova a scuotersi a inizio ripresa, con De Ketelaere spostato largo a destra e Doku avanzato nel ruolo di punta centrale. La mossa sembra funzionare: l’esterno del City si conquista una punizione da posizione pericolosa sulla quale De Bruyne colpisce il palo esterno. Il Belgio è però troppo sfilacciato e l’Egitto è rapidissimo nel ribaltare il campo, con Courtois che deve nuovamente mettere le mani sul colpo di testa di Salah. Cinque minuti più tardi il copione è simile, con De Bruyne fermato sul più bello e Marmoush che nel ribaltamento di fronte spara alto dopo una corsa di quaranta metri.
La pressione del Belgio però sale e dopo il brivido per il tiro deviato di Marmoush, la squadra di Garcia trova il pareggio proprio grazie a una mossa del tecnico. Fuori De Ketelaere e dentro Lukaku, che sull’asse napoletano del passaggio di De Bruyne non ha neanche bisogno di toccare il pallone per procurare l’autorete di Hany e riportare la situazione in parità.
Arrivano i cambi ma la partita non cambia. Il Belgio prova a chiudere l’Egitto nella propria metà campo ma la squadra di Hassan è brava a trovare sempre gli spazi per ripartire e spaventare la retroguardia dei Diavoli. La squadra di Garcia va un paio di volte vicina al gol del sorpasso ma in altrettante occasioni si fa trovare scoperta rischiando di dover tornare a inseguire. L'1-1 è il giusto risultato tra due squadre che hanno messo in mostra pregi e difetti delle proprie rose, con il punto che fa molto contenti gli egiziani in vista del prosieguo del girone.
Cosa lascia questo esordio mondiale alle due? Hassan può ripartire dall’orgoglio, dalla compattezza e dall’applicazione tattica dei suoi. L’Egitto ha giocato una partita a viso aperto contro una squadra sulla carta superiore per qualità ed esperienza. Il punto conquistato, risultato assolutamente positivo, è la giusta ricompensa per una partita di livello che, con un pizzico in più di concretezza e qualità, avrebbe anche potuto portare al clamoroso bottino pieno.
Rudi Garcia, dall’altro lato, deve ripartire dal talento e da Romelu Lukaku. L’attaccante del Napoli, pur non al meglio della forma, ha cambiato il volto della squadra, dando un appoggio sicuro alla manovra offensiva dei compagni. L’impressione è che questa squadra abbia bisogno di un terminale offensivo fisico, capace di dominare l’area di rigore ma anche di fare a sportellate per fare salire la squadra. L’assetto tattico leggero può essere riproposto ma con squadre meno fisiche e compatte, altrimenti il rischio è quello di rimanere impantanati in una manovra che non trova mai lo sfogo decisivo.
Nonostante il pareggio il Belgio rimane assolutamente la squadra favorita per il primato del girone: due vittorie in partite senza dubbio alla portata potrebbero far dimenticare un esordio tra luci e ombre. Questo a patto ovviamente di sbloccarsi soprattutto da un punto di vista mentale, riproponendo quanto visto dopo il pareggio magari aggiustando la fase difensiva. Di certo il pareggio contro i favoriti può costituire un boost di morale ed energia all'Egitto, in una competizione che fa degli episodi e dell’umore le sue chiavi decisive.
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