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Canada Bosnia
, 13 Giugno 2026

Canada-Bosnia 1-1, Considerazioni Sparse


Un buon Canada riacciuffa nel finale la Bosnia e conquista il primo punto della sua storia ai Mondiali.

Chi scrive ha passato buona parte del venerdì a pensare se seguire o meno questa partita, che sulla carta si candidava ad essere una delle meno entusiasmanti di un Mondiale dove – a causa del nuovo format a 48 squadre – non sarà raro incrociare spettacoli abbastanza mediocri durante la fase a gironi, quantomeno dal punto di vista tecnico. I motivi del mio interesse erano principalmente due: veder giocare il Canada, alla seconda partecipazione mondiale consecutiva, che stavolta arrivava con meno hype rispetto al Mondiale in Qatar in cui invece i reds collezionarono tre sconfitte su tre in un girone, va detto, molto difficile. Per la Bosnia, invece, la mia curiosità si limitava a Karim Alajbegovic, esterno classe 2005 del Bayer Leverkusen accostato a numerosi club italiani. Per il resto, riguardo la nazionale balcanica, il playoff contro l’Italia aveva già restituito l’impressione di una squadra volenterosa ma con grossi limiti – forse la meno attrezzata delle sedici qualificate europee – che, probabilmente, si trova al Mondiale soprattutto perché ha incontrato sul suo cammino una nazionale paralizzata dalla paura, e incapace di fare qualcosa di diverso dal buttarla sulla grinta e sui fortini difensivi.

Il primo tempo ha abbastanza confermato i timori sul livello della partita, ma ad uscire vittoriosa dalla prima frazione è stata la Bosnia grazie ad un colpo di testa di Lukic – centravanti di 27 anni militante in Romania, all'Universitatea Cluj – sugli sviluppi di un corner battuto da Bašić. Pochi minuti prima era stato il Canada ad avere una buonissima occasione con Jonathan David, altra conoscenza del nostro campionato, che però neanche nel suo contesto preferito (41 gol in nazionale) è riuscito a scrollarsi di dosso le scorie di una stagione estremamente negativa. Nel complesso, la prima frazione della partita che ha inaugurato il Mondiale in Canada è scivolata in modo simile alla partita che ha inaugurato il Mondiale in Messico ed in generale: poco calcio e tanti calci.

Più bello ed intenso, invece, è stato il secondo tempo, che si è aperto con una clamorosa occasione per il Canada, il cui tentativo di Eustaquio al termine una bellissima azione di prima, si è infranto sulla parte inferiore della traversa dopo due deviazioni, in una di quelle classiche situazione in cui il pallone proprio sembra non voler entrare in porta. Pochi minuti dopo e Demirovic ha fallito l’occasione dello 0-2 solo davanti al portiere canadese Crepeau. Nella Bosnia entra finalmente Alajbegovic ma sono i canadesi a continuare a fare la partita e la strenua – ma troppo rinunciataria – difesa bosniaca cede al 78esimo con un gran gol di Cyle Larin, entrato in campo appena due minuti prima. Classe 1995, il secondo miglior marcatore della storia del Canada, gioca al Southampton dopo un’onestissima carriera europea che l’ha visto transitare anche in Turchia, Spagna, Belgio e Olanda.

Nel quarto d’ora successivo succede poco o nulla, tranne un’occasione in mischia all’ultimo sempre per Larin – e probabilmente non è un caso. Il nuovo format a 48 squadre (non mi entusiasma, se ancora non si fosse capito) consente il passaggio del turno anche alle migliori 8 terze su 12, e secondo i dati di Football Meets Data, le squadre che arriveranno terze con 4 punti hanno il 99% di possibilità di qualificarsi. Con 1 punto a testa, Canada e Bosnia sono in un’ottima posizione dovendo ancora affrontare il Qatar, squadra con il valore di mercato complessivo fra i più bassi di tutta la competizione. I padroni di casa ci giocheranno il 19 a Vancouver, mentre la Bosnia sfiderà la potenziale selezione cuscinetto all’ultima giornata del girone, il 24 a Seattle.

Al netto di questi calcoli, l’impressione è che la Bosnia sia una squadra modesta. Vuoi per mancanza di talento complessivo, vuoi per un atteggiamento incomprensibilmente molto rinunciatario visto che i giocatori di più forti giocano tutti davanti, ma la prestazione della nazionale di Edin Dzeko (tra l’altro indisponibile causa infortunio) non fa che aumentare i rimpianti dell’Italia. Gli azzurri perdendo contro un avversario quantomeno alla portata hanno gettato al vento non solo la qualificazione ma anche la possibilità di ritrovarsi in un girone davvero abbordabile in ottica sedicesimi. Il Canada, dal canto suo, è sembrato più organizzato e, nonostante una fase difensiva che sembra traballante, anche più vivo, interpretando il match in modo più aggressivo, soprattutto nella ripresa. L’impressione è che il punto raccolto stasera dalla squadra dell’allenatore statunitense Marsch – il primo nella storia dei canadesi ai Mondiali – potrebbe non essere l’ultimo.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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