Logo sportellate
italiano besiktas
, 10 Giugno 2026

Cosa ci fa Vincenzo Italiano al Beşiktaş?


Italiano arriva a Istanbul col compito di ridurre il gap con Galatasaray e Fenerbahçe.

Da un Vincenzo a un altro. Dopo il CT Montella, Vincenzo Italiano si appresta a testare di sua mano il rinvigorito campionato turco, partendo nientemeno che dalla seconda squadra più titolata di tutta la Turchia, il Beşiktaş. L'ex centrocampista non troverà di certo una situazione rosea. Le Aquile mancano la vittoria di un trofeo da due stagioni: nel 2023/24 arrivarono Türkiye Kupası e Süper Kupa, con uno storico 5-0 rifilato al Galatasaray, con doppietta di Ciro Immobile.

A livello finanziario il Beşiktaş, che darà sì 6 milioni (detassati del 20% circa) a Vincenzo Italiano, non ha comunque la possibilità del Galatasaray di spendere moltissimo per i cartellini dei calciatori: il Beşiktaş non è uscito dall’accordo con le banche stipulato circa 10 anni fa per salvare le squadre turche dal fallimento. Il Cimbom, il Fenerbahçe e il Trabzonspor sono usciti in maniera virtuosa da questo accordo, mentre il Beşiktaş sta cercando di vendere terreni per circa €300 milioni per poter iniziare a guardare al futuro con maggiore serenità.

Nonostante alcune ristrettezze, il Beşiktaş potrebbe essere il club perfetto per Vincenzo Italiano: a partire dal lato puramente sportivo, ci sono asset decisamente importanti. Il faro tecnico del Beşiktaş, il capitano e tifoso Orkun Kökçü, è titolare nella nazionale di Montella; è un calciatore con passato e caratura internazionale, che ha chiuso lo scorso campionato a quota 8 gol e 8 assist.

Per Sofascore, Kökçü è stato l'MVP dell'ultima Süper Lig turca, con una valutazione media pari a 7,55.

Non è detto che il Beşiktaş riesca a trattenere Kökçü, che fino a oggi poteva contare in mediana sul supporto dell'ex Leicester Ndidi. Un altro dato interessante proviene invece dagli esterni: Černý (ex Rangers), il giovane Olaitan, Rashica e il giovane Devrim Şahin garantiscono il ricambio che Italiano ha sempre richiesto, tra l’altro tutti profili molto adatti a un calcio offensivo e pressante.

Anche l’attacco è di sicuro avvenire: Mustafa Hekimoğlu, il ritorno di Semih Kılıçsoy, il centravanti della nazionale sudcoreana Hyeon-gyu Oh. 6 gol in campionato nel girone di ritorno, l'ex Genk è arrivato per sostituire Tammy Abraham: il coreano è un attaccante al quale piace molto dialogare con i compagni e che può far molto comodo al tecnico ex Bologna.

Prima della parentesi a Cagliari, Kılıçsoy aveva già accumulato - a dispetto dei 20 anni d'età - 85 presenze e 16 reti con la maglia del Beşiktaş (foto: Getty Images).

Al centro, la difesa vede in Agbadou e Topçu due pilastri difficilmente sostituibili - sia a 3 che a 4, con Tiago Djaló primo cambio. Sui terzini, Rıdvan Yılmaz e il nazionale panamense Murillo sono attualmente i titolari di questa squadra. L’unico interrogativo rimane la porta: Destanoğlu ha deciso di andare in scadenza di contratto e lasciare il Beşiktaş dopo 7 stagioni.

L'aspetto probabilmente più interessante della scelta del Beşiktaş, tenendo conto delle limitazioni economiche, della necessità di rinunciare a qualche prezioso asset tecnico e di una rosa in fase di riorganizzazione, sta proprio nell'individuazione di un allenatore del profilo di Italiano. L'investimento sull'ex Bologna e Fiorentina esemplifica come, secondo i dirigenti turchi, il suo nome può diventare un fattore di crescita, sia sotto l'aspetto della valorizzazione dei profili individuali sia per i risultati sportivi di breve e medio termine.

Una valutazione decisamente in controtendenza rispetto al sentimento comune nel belpaese verso Italiano (che, nonostante la vittoria della Coppa Italia a Bologna, si porta dietro lo stigma delle finali perse a Firenze e la nomea di integralista alla Iraniano), nonché alla tendenza generale dei nostri club di (presunta) prima fascia, oggi sempre più conservatori nelle scelte per le proprie panchine. Lo stesso trasferimento di Italiano a Istanbul è stato, almeno indirettamente, provocato da questo approccio: il sorprendente ballottaggio tra lui e Allegri per la guida del Napoli ha visto vincere l'ex Milan, nonostante il disastroso finale di stagione dei rossoneri.

L'esser rimasto improvvisamente a spasso, vista la risoluzione col Bologna, ha spinto Italiano ad accettare subito l'offerta turca, convinto probabilmente non solo dai lauti stipendi ma anche dalle possibilità di carriera in un contesto, sotto molti aspetti, più fresco (seppur meno blasonato) di quello nostrano. Un percorso estero che oggi sembra sempre più un filo comune per tanti italici di generazione più recente: oltre a Farioli, che proprio in Turchia aveva iniziato a muovere i primi passi come capo-allenatore, è utile ricordare Alessio Lisci e Davide Ancelotti.

Al di là delle possibili incognite tattiche e dei probabili ostacoli linguistici (non irrilevanti per un allenatore meticoloso e viscerale nell'approccio coi giocatori, alle volte in bilico tra l'ottenimento dell'assoluta fiducia da parte del gruppo e il burnout dello stesso), la sfida per Italiano sarà riuscire a convincere il Beşiktaş dei suoi dettami tecnico-tattici, e soprattutto riuscire a mantenere i giusti livelli di tensione e fiducia per tutto l'arco della stagione. La competitività della Süper Lig turca e la dichiarata volontà del Beşiktaş di contendersi le prime piazze non permetterà momenti di sbandamento, tantopiù con anche una competizione europea (marchio di fabbrica dei percorsi di Italiano) in ballo.

Non va sottovalutata, per l'appunto, l'importanza del cammino europeo, che si è rivelato il peccato originale sul quale poi è stata edificata la deludente stagione 2025/26 del Beşiktaş. Qualificatisi al secondo turno preliminare di Europa League, i bianconeri sono stati immediatamente eliminati dallo Shakhtar Donetsk, con un aggregate di 6-2. Scivolati al terzo turno dei preliminari di Conference, i turchi hanno avuto la meglio sugli irlandesi del St Patrick's, ma sono caduti a sorpresa nello spareggio finale contro il Losanna.

Compito di Italiano sarà dunque, al di fuori della lotta per il titolo domestico, migliorare il rendimento europeo della squadra, che si è nuovamente qualificata al preliminari di Europa League e ha tutte le carte in regola quantomeno per entrare nelle fasi finali. Un'opportunità di riscatto per il Beşiktaş, ma anche per il tecnico stesso, desideroso di scrollarsi definitivamente di dosso il peso delle due Conference League perse in viola all'ultimo atto contro West Ham e Olympiacos.

  • Roma, 1997. Conoscitore del calcio, specialmente il calcio delle periferie d'Europa. È fondatore della pagina Instagram Kulup Turkiye.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

pencilcrossmenu