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Spurs Knicks
, 5 Giugno 2026

Spurs-Knicks 95-105, Considerazioni Sparse


Il vantaggio dilapidato, i pochi minuti di Harper nel 4° quarto, la carenza di assist: cosa hanno sbagliato gli Spurs in Gara 1 delle Finals?

Un vantaggio di ben 14 lunghezze a metà terzo quarto, un 65-51 costruito con l’esplosività di Harper, le bombe da tre punti di un ispiratissimo Champagnie e gli sprazzi di Castle. Lì, i San Antonio Spurs si sono inceppati e si sono sciolti come neve al sole al cospetto dei New York Knicks di un Brunson che, seppur non in versione deluxe, è riuscito a emergere quando più contava, e al cospetto di un clamorosamente sempre più maturo Towns.

Nel baccano del Frost Bank Center, che dopo 12 anni è tornato ad assaporare nuovamente i profumi e gli odori delle NBA Finals, i Knicks di Mike Brown si sono rivelati corsari. Hanno assorbito i pugni dei giovani e belli Spurs, hanno barcollato, ma non sono mai caduti. E, alla fine, ne hanno esposto i difetti assecondando allo stesso tempo i propri pregi con grande carisma e abilità.

È mancato Wembanyama, imperfetto nel suo debutto alle Finals. L’alieno francese, ormai già volto della lega e nell’élite del basket mondiale dopo nemmeno tre anni nella NBA, è apparso poco brillante e spesso desideroso di strafare. Wemby ha sbattuto contro la difesa dei Knicks, incappando in una bruttissima serata al tiro (22% da tre e 29% dal campo) e che con 6 palle perse non è riuscito nemmeno a creare in modo positivo per i compagni.

È fisiologico, sia chiaro. Questo non vuole essere in nessun modo un attacco al centro francese: è sempre giusto ricordare che sta giocando la sua primissima run playoff in carriera al terzo anno nella lega e ha già portato i propri Spurs alle Finals eliminando in sette gare i campioni in carica, quegli Oklahoma City Thunder che tanto sembravano imbattibili. Nonostante la serata storta, però, la presenza di Wembanyama in campo era comunque essenziale per San Antonio, tanto che parte del parziale di 25-11 dei Knicks è arrivato con Luke Kornet in campo, che ha chiuso Gara 1 delle Finals con 0 punti in 10 minuti e un plus/minus di -7.

A essere mancato è stato anche l’apporto di De’Aaron Fox, autore di playoff non propriamente eccelsi. In passato avevamo lodato la sua trade, ma in questi PO sembra non essersi ancora calato a pieno in questi Spurs. L’ex Sacramento Kings ha chiuso la partita con soli 7 punti in 38', 0 triple messe a segno su 4 tentate e un pessimo 23% dal campo. Negli ultimi minuti, inoltre, Fox ha condannato gli Spurs con un bruttissimo tiro sbagliato nel paint e un fallo commesso su Mikal Bridges nel ribaltamento di fronte. E proprio legandoci a Fox arriviamo su uno degli ultimi temi di questa analisi: coach Mitch Johnson.

Il giovane allenatore degli Spurs non è certamente stato impeccabile nelle rotazioni, specie in due situazioni: quando ha preferito Barnes a Keldon Johnson e quando ha lasciato per ben undici minuti in campo nel quarto periodo un opaco Fox rispetto a Harper. Il rookie classe 2006 aveva cominciato la serata nel migliore dei modi siglando ben 10 punti nel primo quarto senza fare nemmeno un errore. Gli Spurs avevano bisogno della sua elettricità e della sua imprevedibilità, ma nell’ultimo periodo ha visto il parquet solo per poco più di tre minuti di gioco, aspetto che Johnson dovrà sicuramente rivedere in ottica Gara 2.

Ad aver condannato gli Spurs, infine, è stata anche una prestazione difensiva precaria del pitturato, sia in termini di punti concessi (ben 50) che come rimbalzi offensivi concessi ai Knicks (10) che hanno portato a 23 punti subiti da situazioni di seconde opportunità. Nella conferenza stampa post-gara coach Johnson ha posto l’accento anche sulle carenze offensive, che hanno portato la squadra a totalizzare solamente 16 assist. Un dato davvero basso, considerato che in questi playoff gli Spurs viaggiano a una media di 24.6 assist a partita.

Chiudere con appena 16 assist non è la nostra pallacanestro, e non è nemmeno vicino a quella che siamo soliti esprimere”, la giusta osservazione di Mitch Johnson a fine partita, ora chiamato a fare aggiustamenti in vista di Gara 2. Gli Spurs hanno perso il fattore campo, ma la serie è appena cominciata.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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