
Com'è finita la Ligue 1?
Tiriamo le somme del campionato francese, la Ligue 1, tra un ineluttabile PSG e l'incubo sfiorato dal Nizza.
Con gli ultimi impegni tra coppe e sfide play-out, cala il sipario sul 2025/26 di calcio francese, che si conferma divertente e imprevedibile. Non si può che cominciare parlando dei freschissimi campioni di Francia e di Europa (per il secondo anno di fila) del PSG, che hanno voluto dimostrare ancora una volta di non avere rivali.
Riuscendo a penetrare (non senza difficoltà) il muro dei giocatori di Arteta, il PSG ha potuto spuntare la vittoria della Champions dalla propria to-do-list, che però non sono sicuro contenesse altre voci. La sensazione, infatti, è che i ragazzi di Luis Enrique si siano dovuti impegnare un minimo solo in coppa, mentre la vittoria del campionato è arrivata in ciabatte.
È vero, guardando alla classifica della Ligue 1 si potrebbe pensare che sia stata un'annata combattuta: 76 punti per il PSG e 70 per il Lens, continui vicendevoli sorpassi, e qualche passo falso di troppo per i parigini. La verità, però, va cercata in altre statistiche. Il Ballon d'Or Dembélé ha giocato 22 partite con una media di 48', Désiré Doué è partito 16 volte titolare, capitan Marquinhos solo 11, e così via. Quella del PSG in Ligue 1 è stata un'annata di turnover.
Così si spiega sia come ci faccia ad essere un solo parigino tra i migliori 10 marcatori del campionato (Bradley Barcola, 9° con 11 reti), sia il motivo delle 10 gare non vinte da inizio anno. Inoltre, in questo modo, nel PSG hanno avuto enorme spazio un gran numero di giovanissimi. Uno su tutti Mayulu, che ha giocato più del 75% delle partite, e poi i vari Ndjantou, Mbaye, Dro Fernàndez. In ogni caso, anche in una stagione apparentemente "sottotono", il migliore attacco e la migliore difesa della Ligue 1 rimangono quelli del PSG, a conferma di quanto detto sopra.
Unico vero passo falso del Paris Saint-Germain è stata la stracittadina in coppa nazionale contro il Paris FC. Grande sfangata dei cugini minori che, alla prima apparizione in prima divisione dopo tanto tempo, hanno concluso un'annata di tutto rispetto, facendo vedere sprazzi di calcio grazie al trequartista Kebbal, e hanno soprattutto chiuso in positivo il bilancio degli scontri contro il PSG (due vittorie e una sconfitta). Bottino piuttosto magro per Ciro Immobile (2 gol e 2 assist da gennaio), che però resta per forza di cose un'arma da tenere d'occhio per il prossimo anno.

Passiamo allora ai vincitori della Coppa di Francia. Stagione oltre qualsiasi aspettativa per il Lens, che si merita un bel 10- in pagella. La perfezione sarebbe stata raggiunta senza i punti lasciati qua e là in campionato, che hanno "condannato" i lensois al secondo posto. La to-do-list di Pierre Sage era molto chiara: vittoria della coppa e lotta per il primato in campionato. E allora chapeau. Peccato solo per la mancata convocazione di Thauvin per il Mondiale, al quale andrà invece il portiere Risser.
Discorso diametralmente opposto per gli altri finalisti della Coppa di Francia. Stagione da incubo per il Nizza, che ha voluto emulare il Reims dell'anno scorso senza riuscirci. Terzultimo posto in campionato assicurato con la sconfitta alla penultima di campionato in casa dell'Auxerre e il pareggio contro il fanalino di coda Metz. Caduta libera frenata solamente dal paracadute rappresentato dai play-out: partita di andata contro il Saint-Etienne senza reti, ritorno stravinto per rimandare l'appuntamento con la seconda serie.
In Francia c'è un'evidente sbilanciamento che porta a proteggere, forse troppo, le squadre di Ligue 1. Se già ci si può lamentare del fatto che una squadra della massima divisione, arrivata in zona retrocessione dopo un'annata oggettivamente negativa e immeritevole, abbia una seconda possibilità di sopravvivenza grazie alla partecipazione ai play-out, a ciò bisogna aggiungere che la gara decisiva, ovvero il ritorno, si gioca proprio in casa del club di Ligue 1. Basterebbe guardare ai vicini della Bundesliga per copiare un formato più equo - in Germania, l'andata si gioca in casa della terzultima di Bundes e il ritorno tra le mura amiche della terza di Zweite.
Tornando alla stagione di quest'anno, la doppietta delle retrocesse è rappresentata da Nantes e Metz. Poco da dire su entrambe, che hanno dimostrato di avere davvero poche armi nel proprio arsenale. Ben ventidue partite di fila senza punti per il Metz, che torna in serie cadetta meritatamente. Bene invece l'Auxerre, che stringendo i denti è riuscito a salvarsi con uno sprint finale degno di nota. Il "premio noia" va al Le Havre, che arriva 14° con 14 pareggi e il 3° peggior attacco.
Stagione estremamente positiva per il Lorient, che da neopromossa è riuscita ad arrivare nella prima metà della classifica mostrando grande solidità. I complimenti vanno sicuramente fatti anche al Rennes, che ha chiuso l'annata centrando la qualificazione in Europa League a pari punti con l'OM, giocando un calcio bello da vedere ma spesso troppo sbilanciato in avanti. Il giro degli elogi finisce con il terzo posto del LOSC, che sotto la guida di Bruno Génésio ha saputo sfruttare al massimo la propria solidità difensiva, sopperendo alla penuria di reti segnate.
Le grandi delusioni di questo campionato, compreso il Nizza, sono tutte sulla costa meridionale: il Monaco era partito con ben altre aspettative rispetto alla qualificazione in Conference, e soprattutto arrivava da stagioni da primi tre posti in classifica, mentre quello del Marsiglia si è confermato un ambiente ingestibile. Se infatti il problema dei monegaschi è chiaramente rintracciabile nella disastrosa fase di non possesso (quarta peggior difesa del campionato), ciò che ha afflitto i tifosi dell'Olympique fin da agosto sono stati i continui problemi di gestione del gruppo.
A inizio anno si era partiti con la vicenda-Rabiot, che aveva visto l'OM perdere forse la propria pedina migliore, poi ci si era stancati delle dichiarazioni di De Zerbi unite a risultati effettivamente non dei migliori, e allora si era scelto Beye come nuova guida. Con l'ex difensore, tuttavia, i risultati sono peggiorati, la godibilità delle partite è drasticamente crollata, e Aubameyang (con 36 anni alle spalle) ha deciso di spruzzare dei membri dello staff tecnico con un estintore durante un ritiro. Tifare Marsiglia è uno psicodramma perpetuo.
Resta da parlare della stagione altalenante dell'altro Olympique: quello di Lione. A dicembre sembrava addirittura difficile puntare ad un posto in Conference, mentre alla fine è arrivato un quarto posto da non buttar via. Una squadra che non sa cosa sia la costanza, capace di vincere al Parco dei Principi e perdere poi a Tolosa, precludendosi l'accesso diretto in Champions. Bene Tolisso, nonostante la mancata convocazione per i campionati del Mondo, così come Endrick, che invece è riuscito a strappare una chiamata per il Nord America.

Nel complesso, un anno di calcio davvero divertente e con pressoché nessuna certezza fino all'ultima giornata, a parte la chiara superiorità del PSG. Un peccato non aver potuto vedere il Lens campione di Francia, anche se nella cittadina mineraria hanno comunque potuto festeggiare un trofeo stagionale, e altrettanto un peccato non aver potuto assistere alla seconda parte di stagione di Panichelli col suo Strasburgo.
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