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Serie A Women
, 2 Giugno 2026

Cos'è successo nella Serie A Women 2025/2026?


Il campionato di Serie A Women ha confermato come anche il movimento del calcio femminile, in Italia, stenti a decollare.

"È giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè" e chiude anche il sipario sulla stagione di calcio femminile italiano 2025/2026. Anche quest’anno, come avvenuto per i precedenti quattro, a spartirsi i trofei principali e a rappresentare l’Italia in Champions sono state Juventus, vincitrice della neonata Serie A Women’s Cup e della Supercoppa, e Roma, vincitrice di campionato e Coppa Italia. Successi di fatto scontati per due squadre che ormai si contendono ogni trofeo nazionale dal 2021/2022, con giusto l’eccezione di una Fiorentina che ha provato a contendere una Coppa Italia e una Supercoppa, seppur senza successo.

Una stagione che continua a vedere un movimento che invece di andare avanti sembra regredire. Il livello si alza di più rispetto al passato, ma più per il fatto che le piccole stanno trovando un minimo di continuità progettuale a fronte di una regressione nella profondità della rosa delle cosiddette big del campionato. La Serie A Women 2025/2026 è stata sicuramente più interessante rispetto alle ultime due stagioni combinate, ma questo non toglie le gravi difficoltà che ogni squadra sta trovandosi ad affrontare, su tutte le esigue entrate a fronte di spese di gestione sempre più crescenti.

L’emblema dell’anno è la stagione che ha fatto il Napoli: annata strepitosa in cui il club si è trovato a lungo in lotta per un posto in Champions e in cui ha svolto un mercato molto intelligente e adatto all’idea di gioco del proprio allenatore, con la definitiva esplosione di una Cecilie Fløe Nielsen, già vincitrice di due scudetti in Danimarca (più una classifica cannoniere) con l’HB Køge, con il quale ha registrato anche sei presenze da titolare in Champions League, prima di passare nella USL statunitense con cui aveva conquistato i playoff con il Tampa Bay Sun FC.

Quindi campionato strepitoso, ma alla fine dei conti ha chiuso al settimo posto. Forse non rende la giusta dimensione del gioco mostrato, ma la classifica questa è.

L'attaccante danese ha concluso la stagione con 11 gol e 3 assist in Serie A.

Per la Roma del nuovo tecnico Luca Rossettini una stagione chiusa in crescendo, con la sola Fiorentina in Italia ad esserne uscita imbattuta e un anno generalmente dominato in Italia.

L’allenatore arrivato dalla Primavera del Padova è stato protagonista di un anno alla Canzi, nel quale ha riassemblato il gruppo attorno alle proprie leader tecniche (Manuela Giugliano su tutte visti anche i tanti infortuni affrontati da Emilie Haavi e che hanno piagato il resto della rosa) e riportato la fame di vittorie alla squadra, con due finali perse, e due trofei vinti, a fronte di una campagna europea che definire povera sarebbe un complimento, non tanto per le sconfitte pesanti contro le big – prevedibili – quanto più per non aver approfittato di formazioni alla portata come Vålerenga e Leuven.

Dietro di loro, due delusioni. L’Inter ambiva allo scudetto senza aver mutato né migliorato la rosa dello scorso anno, e senza considerare quanto potesse incidere una competizione in più nelle gambe. La loro stagione conferma il secondo posto di un anno fa, e come tutti i secondi posti sottolinea chi arriva dietro: semifinale di Women’s Cup e Coppa Italia, sempre sconfitta negli scontri diretti in campionato, ed estromessa dall’Europa Cup – dall’Häcken poi campione – in due partite nelle quali, in 180 minuti, non solo non ha segnato, ma ha fatto anche fatica a costruire delle opportunità realmente pericolose.

Segue una Juventus che, se almeno del suo percorso europeo si possa parlare con una certa serenità mista ad ammirazione, ciò non si può dire lo stesso per una stagione in cui si è vinto due titoli (Serie A Women’s Cup e Supercoppa) ma nella quale si son persi tanti, troppi punti contro le piccole, per un cammino che, se ti chiami Juve, è quasi più un fallimento che un’annata dal quale trarre reali soddisfazioni. D’accordo che “non sempre si può vincere, bisogna saper perdere”, però…

E il fatto che, nonostante la Juventus abbia buttato una sequenza di punti impressionante per tutto il girone di ritorno, nessuna tra Fiorentina, Lazio, Milan, Napoli e Como Women sia riuscita ad approfittarne, la dice più di qualsiasi altro commento aggiuntivo. Come anticipato, la Serie A Women pare sempre di più un campionato nel quale la qualità si alza perché a calare sono le prime della classe, più che per un’effettiva crescita del movimento.

Ne è un emblema la lotta salvezza: la tanto richiesta Serie A a 12 squadre ha contemporaneamente privato la Serie B di quei pochi elementi in grado di fornire una competizione credibile per la promozione e, d'altro canto, non ha aumentato il livello del massimo campionato italiano, considerando che tutte e tre le neopromosse hanno chiuso nelle zone basse di classifica, con un Parma tanto creativo quanto inconcludente, un Genoa incapace di produrre un gioco coerente, e una Ternana che forse è l’unico elemento sul quale si possano spendere elogi, visto un torneo giocato con il cuore e il carattere.

Tra di loro si piazza un Sassuolo mai realmente in lotta per non retrocedere, e mai realmente in lotta per le posizioni più alte.

Infine, altro emblema del campionato, la giornata numero 17 (gli amanti della cabala facciano le dovute riflessioni, in caso), che ha registrato il record assoluto di 5 pareggi in 6 partite - primato per i campionati a 12 squadre - che non si vedevano, nel medesimo turno, addirittura dalla 25° giornata del campionato 1999-2000, quando di squadre, in Serie A, ce n’erano ben 16.

Un equilibrio che evidenzia la poca concretezza di un movimento che, se nelle dichiarazioni di rito è in crescita e alza sempre di più il suo livello, nei fatti resta un cantiere in costruzione, con tanto materiale a disposizione ma pochissime idee e strategie per essere assemblato a dovere. Il futuro, pertanto, sembra più fumoso di quanto non lo siano state determinate squadre nell'intero corso della stagione.

  • Piacentino DOC, nel tempo libero studia Civilità e Lingue Straniere Moderne a Parma, ma principalmente scrive di calcio femminile per diverse testate. Appassionato inoltre di ciclismo, ma quando può segue qualsiasi sport.

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