
Antoine Griezmann: il Piccolo Principe dell'Atletico Madrid
Al termine della partita con il Girona, Griezmann ha salutato definitivamente l'Atletico Madrid.
Antoine Griezmann, in uno dei giorni più belli e tristi allo stesso tempo, chiede scusa. Il Metropolitano è ai suoi piedi, i tifosi piangono e intonano il suo nome con quell’ultimo filo di voce che rimane ancora in corpo. È uno di quei momenti che vorresti possa non arrivare mai, uno di quegli attimi in cui vorresti avere un po’ di quel fantasioso elisir dell’eterna giovinezza.
Per darlo al francese, per chiedergli di non andarsene mai. Per fargli avere ancora l’occasione di incantare con il pallone, ma con la maglia dell’Atlético Madrid indosso. Perché alla fine, il meraviglioso attaccante francese, ha rappresentato i Colchoneros negli ultimi anni. Non sono due anni a cancellare quello che Griezmann ha rappresentato per la parte rojiblanca della capitale spagnola.
Una Supercoppa di Spagna, un’Europa League e una Supercoppa Europea. Ma Antoine, però, non si misura da quello che ha vinto all’Atlético Madrid. L’eredità di Griezmann in maglia biancorossa non si ferma ai trofei, anzi. Vola lontanissimo da quel triste materialismo che avvolge purtroppo la vita di tutti i giorni. Forse contare quello che un giocatore vince, alle volte, bisogna farlo. Oggi, però, prendiamo questa spiacevole necessità e la accantoniamo il più lontano possibile.
Perché non è obbligatorio farlo, bensì è molto triste. Perché se un bimbo dovesse chiedere al proprio papà: “Chi è stato Antoine Griezmann?”, nemmeno il più grande trofeo esistente sulla faccia della terra potrebbe mai produrre una risposta tanto onorevole e tanto piena di amore.
Griezmann ha accompagnato una nuova generazione di tifosi dell’Atlético Madrid. Li ha presi per mano da appena adolescenti e li ha visti crescere, sbagliare e diventare adulti. Tra le gioie e i dolori tipiche dei Colchoneros. Perché l’eredità che Griezmann lascia all’ombra del Tridente di Nettuno si misura in tutte le lacrime che si vedono scendere sui giovani volti dei tifosi presenti allo stadio.
Si coglie nelle parole del francese quando, dopo il derby vinto agli ottavi di finale di Copa del Rey nel 2024 ai supplementari, afferma che: “Domani ogni ragazzo tifoso dell’Atlético Madrid può andare a scuola indossando la maglietta”. Griezmann è un giocatore che ha dato l’anima per i Colchoneros, che per anni li ha guidati e ha permesso loro di guardare in faccia le giganti di Spagna e di tutta Europa, senza alcuna paura o remora.
Il suo soprannome più celebre, probabilmente, è Le Petit Diable, ma è molto più romantico l’altro modo in cui è stato anche apostrofato negli anni. Le Petit Prince, quel piccolo principe nato in Borgogna nel 1991, che è stato rifiutato da molte giovanili di squadre francesi a causa della sua piccola statura, ma è diventato Re all’Atlético Madrid.
Lui che sul braccio sinistro ha deciso di imprimere una delle meravigliose frasi del capolavoro di Antoine de Saint-Exupery: “Fai della tua vita un sogno, e di un sogno una realtà”. Nella sua vita, Griezmann indubbiamente ha vissuto un sogno. E come ogni tifoso Colchonero che si rispetti, allo stesso tempo ha vissuto di sogni e speranze. Spesso poi si sono scontrati con la più triste e dura realtà, ma l’aver sognato è al tempo stesso una parte di questo incredibile viaggio.
Il Piccolo Principe è un bambino biondo proveniente da un asteroide, sul quale sono presenti tre vulcani e la sua amatissima rosa, che racconta i suoi viaggi e le sue scoperte a un aviatore. L’incontro più bello e significativo è probabilmente quello con la volpe, la quale gli insegna il vero significato dell’amicizia e dell’amore.
”Non si vede bene che col cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi”, gli insegna la volpe. E dunque quando vediamo il francese in lacrime al centro del campo ringraziare i tifosi dell’Atlético Madrid per tutto l’affetto dato, sostenendo che nessun trofeo sarebbe mai potuto essere più importante di tutto quell’amore, non possiamo non pensare al Piccolo Principe e alla volpe.
Anche Griezmann, dopotutto, in rojiblanco ha scoperto il significato dell’amore e dell’affetto. Quello di un popolo che non l’ha mai abbandonato, ma che l’ha perdonato, amato e sostenuto. Perché per il rancore, di fronte al vero amore vale zero, non c’è partita. E come la volpe spiega al Piccolo Principe che è il tempo che lui ha perduto per la sua rosa ad averla resa così importante, non sono stati i trofei e le vittorie, ma l’anima e gli anni che Griezmann ha donato all’Atlético Madrid, ad averlo reso così importante.
Al termine dell'ultima partita agli ordini di Simeone, Griezmann ha dichiarato: ”Es verdad que no podido traer una Liga o una Champions, pero me vale mucho más, mucho más esta noche y vuestro cariño. Es increible para mí y me lo llevaré para toda la vida” - "È vero che non sono riuscito a portare a casa un titolo di campionato o una Champions League, ma questa sera e il vostro affetto significano molto di più per me. È incredibile e lo custodirò per il resto della mia vita."
Il Piccolo Principe ha lasciato un segno indelebile. E come nel libro dice all’aviatore che ogni qual volta che avrebbe osservato le stelle si sarebbe ricordato di lui perché una di quelle sarebbe stata il suo pianeta, ogni volta che un tifoso dei Colchoneros vedrà lo stemma del suo cuore, la sua maglietta o il Metropolitano, non potrà non sorridere pensando a Griezmann. Perché l’Atlético Madrid, dopotutto, è stato il suo pianeta.
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