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Aston Villa Friburgo
, 20 Maggio 2026

Friburgo-Aston Villa 0-3, Considerazioni Sparse


L’Aston Villa di Unai Emery cala il tris al Friburgo e festeggia la sua prima Europa League sotto il cielo di Istanbul.

Istanbul sorride all’Aston Villa, che torna a sollevare un trofeo trent'anni dopo l'ultimo trionfo, avvenuto nella Coppa di Lega del 1996. Nella finalissima di Europa League, i Villans travolgono il Friburgo con un netto 3-0, firmato dalle reti di Tielemans, Buendia e Rogers. Un successo straordinario che mette la ciliegina sulla torta a una stagione già memorabile, nella quale avevano già raggiunto la Champions League tramite il campionato e ora giocheranno la massima competizione europea con la patch sulla manica che ricorderà agli avversari il trofeo vinto quest’anno.

È il capolavoro di uno straordinario Unai Emery, che conquista così la sua quinta Europa League in carriera su sei finali disputate (l’unico k.o. resta quello del 2019 alla guida dell’Arsenal contro il Chelsea, a Baku). Dal suo arrivo nel 2022, il tecnico spagnolo ha rigenerato un club preso al quindicesimo posto in classifica: prima la qualificazione in Conference League, poi lo storico pass per la Champions (impreziosito da un percorso europeo in cui i britannici hanno ceduto solo ai quarti contro il Paris Saint-Germain futuro campione) e infine la consacrazione di Istanbul. Quattro anni incredibili che lo confermano, una volta di più, come uno degli allenatori più decisivi e forse ancora sottovalutati del panorama calcistico mondiale.

Dall'altra parte, il Friburgo vede sfumare sul più bello il sogno del primo, storico titolo della sua storia. Nonostante la delusione della finalissima, il lavoro del giovanissimo tecnico Julian Schuster resta sotto gli occhi di tutti. Subentrato a Christian Streich (autentica istituzione del club con i suoi quattordici anni e mezzo in panchina) Schuster ha ereditato un testimone pesantissimo dopo sei stagioni da vice. Al debutto ha centrato il quinto posto in Bundesliga, vincendo il premio come miglior allenatore del campionato tedesco, e ha guidato la squadra a una storica finale continentale. Un percorso d’élite che, dal prossimo anno in Conference League, vedrà il Friburgo nuovamente pronto a dare l'assalto a un trofeo.

La finale di Istanbul è stata decisa da una mossa tattica cruciale di Emery, abile a sfruttare la solidità del proprio blocco e le amnesie della retroguardia tedesca. L'allenatore dell'Aston Villa ha schierato Lindelof in mediana accanto a Tielemans; una scelta che in fase di non possesso ha permesso ai Villans di ridisegnarsi con un 5-3-2 impermeabile, capace di disinnescare sul nascere il 3-2-4-1 del Friburgo. Le transizioni rapide hanno poi fatto il resto, come il contropiede magistrale finalizzato da Buendia che ha virtualmente mandato i titoli di coda sul match.

Con questo trionfo, l’Europa League parla inglese per la seconda volta consecutiva, confermando un lungo duopolio con la Spagna che dura ormai da sedici anni. In questo arco temporale, solo in tre occasioni il trofeo è sfuggito all'asse Premier-Liga (il Porto nel 2011, l’Eintracht Francoforte nel 2022 e l’Atalanta nel 2024). Più che un semplice strapotere economico, che sicuramente grazie al folle salary cap di Tebas è un fattore che si può addurre maggiormente all’Inghilterra che alla Spagna, il divario sembra risiedere anche nella qualità e nella preparazione strategica degli staff tecnici: due movimenti calcistici che, nella gestione delle sfide da dentro o fuori, continuano a impartire vere e proprie lezioni di calcio al resto d'Europa. E, tra una settimana, queste due nazioni si contenderanno anche la Conference League, con la finalissima tra Rayo Vallecano e Crystal Palace.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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