
Bundesliga 2025-2026, Considerazioni Sparse
Il campionato tedesco si è concluso con il 35° titolo vinto dal Bayern Monaco, ma non solo. Dal "primato" del Borussia Dortmund fino alla delusione del St. Pauli: la Bundesliga ha offerto anche quest'anno numerosi spunti.
Che il Bayern Monaco allenato da Vincent Kompany abbia vinto l’ennesima Bundesliga – la 35° in totale e la 13° negli ultimi 14 anni – è notizia di ormai un mese fa, ma la conclusione del massimo campionato tedesco avvenuta sabato 16 maggio ci permette qualche considerazione in più sia sui numeri dei bavaresi sia sugli altri verdetti di un campionato che, al netto di un’assegnazione del titolo molto scontata, ha visto sia la lotta per l’Europa che quella per la retrocessione concludersi solo all’ultima giornata.
L’unico momento in cui il Bayern è sembrato un po’ in difficoltà è stato a metà febbraio quando il Borussia Dortmund di Nico Kovac – ex allenatore proprio dei bavaresi – si era portato a -6 dalla vetta, ma la vittoria esterna nel Klassiker di fine febbraio, arrivata con una splendida voleé di Kimmich nei minuti finali, ha di fatto consegnato il titolo alla squadra di Kompany già con due mesi e mezzo in anticipo. Il Bayern Monaco ha concluso il campionato con ben 89 punti in classifica, solo 2 in meno rispetto al record stabilito sotto la gestione Guardiola.
Lo strapotere dei bavaresi è testimoniato anche dai numeri, soprattutto quelli della fase offensiva: le 28 vittorie stagionali su 34 partite sono arrivate grazie a ben 122 gol segnati, record assoluto nella storia della Bundesliga. Non sorprende quindi che nei primi 6 posti della classifica cannonieri figurino ben 3 giocatori del Bayern Monaco: Harry Kane - capocannoniere per la terza volta di fila - con 36 gol in 32 partite ed Olise e Luis Diaz appaiati a quota 15. Questi ultimi due, inoltre, sono andati in doppia cifra anche di assist: 14 per il colombiano e 19 per il francese, premiato come MVP del campionato.
Grazie a questo tridente straordinario il Bayern non ha mai sofferto il rendimento a mezzo servizio di Musiala – ancora alle prese col gravissimo infortunio rimediato nel Mondiale per Club – ed anzi alla giostra dei gol dei bavaresi hanno partecipato praticamente tutti i giocatori, compresi il centravanti di riserva Nicolas Jackson e soprattutto il giovane Lennart Karl, ala destra classe 2008 che è stata sicuramente una delle rivelazioni del campionato conquistando già la prima chiamata in nazionale maggiore da parte del CT Nagelsmann.
Ai clamorosi numeri offensivi del Bayern, poi, fa da contro altare il Borussia Dortmund che con 34 gol subiti ha mantenuto la miglior difesa del torneo, oltre ad essere stata l’unica squadra in grado di impensierire, seppur da lontano, proprio il Bayern. I gialloneri hanno potuto fare ancora una volta affidamento su Guirassy (17 gol stagionali) ed in generale hanno raggiunto l’obiettivo di essere “i migliori degli umani” in un campionato dove già dopo poche giornate si era capito che si sarebbe corso dal secondo posto in giù.
Deludente, invece, è stato il rendimento nelle coppe della squadra di Kovac, soprattutto in Champions League dove dopo un’ottima partita di andata si sono fatti rimontare in trasferta dall’Atalanta. Tuttavia, i tifosi gialloneri possono consolarsi con il solito rendimento in crescita dei propri giovani migliori, fra i quali quest’anno spiccano due italiani. Nella seconda parte di stagione, infatti, nelle file del Borussia Dortmund hanno trovato spazio due 2008 cresciuti calcisticamente in Italia: il difensore centrale Luca Reggiani – prelevato dal Sassuolo ed autore di 9 partite da titolare – e soprattutto il trequartista Samuele Inacio, figlio di Inacio Pià ex Napoli ed Atalanta, considerato il miglior talento italiano under 19 ed autore di sette presenze condite anche da un gol.
Dietro a Bayern Monaco e Borussia Dortmund, poi, hanno centrato la qualificazione in Champions League anche il Red Bull (pardon, RasenBall) Lipsia e lo Stoccarda. Se per i primi la qualificazione è arrivata con qualche turno di anticipo grazie ad un girone di ritorno ottimo, per i secondi invece sono state fondamentali le ultime giornate. I biancorossi, infatti, alla terzultima hanno riacciuffato il derby con l’Hoffenheim con un gol al 95°, poi hanno battuto 3-1 il Bayer Leverkusen nello scontro diretto alla penultima, potendosi poi permettere di pareggiare l’ultima partita contro l’Eintracht di Francoforte vista la contemporanea debacle proprio dell’Hoffenheim sul campo del Borussia Monchengladbach, che invece è stato autore di una stagione davvero anonima.
Lipsia e Stoccarda sono state trascinate soprattutto dai gol rispettivamente di Baumgartner (13) e di Deniz Undav (19), con quest’ultimo che si candida a guidare l’attacco della Mannschaft ai Mondiali americani. Insieme a lui, poi, Nagelsmann proverà a fare affidamento in quel ruolo – in cui la Germania fatica a produrre centravanti di livello assoluto – anche su Jonathan Burkardt, classe 2000 dell’Eintracht Francoforte alla seconda stagione in doppia cifra consecutiva. In generale, oltre ad Undav, lo Stoccarda potrebbe costituire insieme al Bayern l’ossatura della nazionale tedesca questa estate viste anche le ottime annate di Angelo Stiller, Mittelstädt, Leweling e Führich.
Le due grandi deluse della stagione, poi, sono proprio Hoffenheim e Bayer Leverkusen. I primi, dopo un ottimo inizio di stagione, hanno mancato una storica qualificazione in Champions League per un solo punto per via delle troppe sconfitte negli scontri diretti. Alla squadra allenata da Christian Ilzer non sono bastati i 14 gol dell’eterno Andrej Kramaric, giunto alla nona stagione in doppia cifra col club biancoblù, e neanche la stagione rivelazione del centrocampista ivoriano classe 2006 Bazoumana Toure.
Arrivato a gennaio 2025 dal campionato svedese, dopo i primi mesi di ambientamento questo corazziere del centrocampo ha concluso la sua prima stagione intera in Bundesliga con ben 5 gol, 9 assist e un paragone – scontato ma non folle – con un suo connazionale ed omonimo e molto più famoso.
Le aspirine, invece, concludono al sesto posto una stagione abbastanza anonima in cui non sono bastati i soliti 16 gol di Patrick Schick e la ritrovata vena offensiva di Alex Grimaldo. Dopo aver esonerato Ten Hag alla seconda giornata (scelta abbastanza inspiegabile, al di là del giudizio sull’allenatore olandese), il Bayer non è mai riuscito ad inserirsi nella lotta al vertice, pagando oltremodo la prima stagione senza Xabi Alonso e Jeremie Frimpong.
Alle squadre qualificate in Champions League, si potrebbe poi aggiungere il Friburgo, che tra pochi giorni sfiderà l’Aston Villa nella finale di Europa League. Gli uomini di Schuster, dopo una prima metà di campionato ottima, hanno sensibilmente abbassato il ritmo per via del doppio impegno (in realtà triplo, visto che sono usciti dalla Coppa nazionale solo in semifinale contro lo Stoccarda) ma si ritrovano a giocarsi una finale storica con la possibilità di conquistare per la prima volta sia un trofeo europeo che la qualificazione alla massima competizione continentale.
Nella squadra dell’estremo sud della Germania si sono messi in mostra sia la giovane punta croata Igor Matanovic – autore di 15 gol stagionali – che il portiere Noah Atubolu, classe 2002 che dovrebbe anche essere convocato per i Mondiali dalla Germania. Accanto a loro, poi, la giusta dose di esperienza è stata offerta da Matthias Ginter e Christian Gunter in difesa, da Maximilian Eggestein a centrocampo e soprattutto da Vincenzo Grifo. L’esterno italiano 33enne – quasi mai preso in considerazione per la nostra nazionale che d’altronde brulica di uomini offensivi talentuosi – si appresta a concludere la stagione con 14 gol e 9 assist in tutte le competizioni in attesa della finale di Istanbul.

Dietro le prime sette, in attesa di capire come verranno distribuiti definitivamente i posti in Europa, troviamo poi da un lato una serie di squadre che hanno avuto annate sotto le aspettative – su tutte, le già citate Eintracht di Francoforte e Borussia Mönchengladbach – e dall’altro squadre come il piccolo Augsburg ed il neopromosso Colonia che hanno centrato tranquillamente la salvezza. In quest’ultima squadra è poi doveroso sottolineare ancora una volta la grande stagione di Said El Mala, esterno tedesco di origini libanesi, che alla prima stagione tra i grandi (l’anno scorso giocava in terza divisione) ha messo a referto ben 13 reti e potrebbe far parte dei 26 che si giocheranno il Mondiale.
Salvezza tranquilla anche per l’altra neopromossa, l’Amburgo, tornato in Bundesliga dopo ben sette anni di assenza. La squadra della città anseatica è riuscita a mantenersi sempre a distanza di sicurezza dalla zona calda della classifica, concludendo la stagione al 13° posto grazie soprattutto al contributo del centrale difensivo classe 2007 Luka Vuskovic in prestito dal Tottenham.
Il difensore croato non solo ha fatto registrare prestazioni solidissime in tutte le sue 28 presenze, ma ha anche messo a referto 6 gol che ne fanno il capocannoniere della squadra. E proprio Vuskovic, insieme a Karl ed El Mala, si candida al premio di miglior giovane del campionato appena concluso - neanche a dirlo, il Bayern Monaco ha già messo gli occhi su di lui.
In coda, invece, sono retrocesse il St. Pauli e l’Heidenheim. La squadra di Frank Schmidt – allenatore più longevo sulle panchine dei top 5 campionati europei – torna in Zweite Bundesliga dopo 3 anni nella massima divisione in cui è riuscita anche a qualificarsi per le competizioni europee. Il St. Pauli, invece, storico club del quartiere più di sinistra (e “rosso” non solo in quel senso) di Amburgo, retrocede al termine di un girone di ritorno disastroso – l’ultima vittoria risale al 28 febbraio – e a causa della sconfitta interna all’ultima giornata contro il Wolfsburg.
La squadra della Volkswagen – così come la casa madre – ha risentito moltissimo della crisi produttiva tedesca che ha colpito lo storico marchio automobilistico, e da anni naviga in cattive acque. Quest’anno solo un guizzo finale con 8 punti raccolti nelle ultime 5 ha evitato a Christian Eriksen e compagni la retrocessione diretta, con la terzultima posizione che le vale lo spareggio contro il Paderborn arrivato terzo in Zweite Bundesliga dopo l'ennesimo suicidio calcistico dell'Hannover 96 all'ultima giornata.
Un’altra squadra che tutto sommato è riuscita ad evitare guai è l’Union Berlino. Con l’Hertha ormai disperso in seconda divisione, l’unico club della capitale presente nella massima serie si era ritrovato a metà aprile in una pessima scia di risultati che ha portato all’esonero del tecnico Baumgart, sostituito da una donna, Marie-Luise Eta. La 34enne – prima donna ad allenare in uno dei top 5 campionati – ha raccolto 7 punti nelle ultime cinque contribuendo alla salvezza dell’Union e facendo esordire anche Linus Güther, primo 2010 del campionato.
Insomma, alle spalle del Bayern Monaco – che dopo un paio di anni non brillanti fra il 2023 ed il 2024 ha ricominciato a vincere campionati con serenità – c’è un campionato vivo, in cui tante squadre si sono ritrovate in lotta fino all’ultimo su più fronti e che ha anche portato club con minori tradizioni a giocarsi le fasi finali delle coppe europee. Inoltre, la massima divisione tedesca si conferma fucina di talenti e campionato specializzato nello sviluppare i giocatori: secondo Transfermakt, tutte e 18 le rose del campionato hanno a fine stagione un valore complessivo superiore rispetto al costo di acquisto.
Oltre ai giovanissimi già citati nel corso dell’articolo, poi, impossibile non menzionare anche Yan Diomande – attaccante ivoriano classe 2006 del Lipsia ed autore di ben 13 gol e 9 assist in stagione –, Wael Mohya – centrocampista classe 2008 del Borussia Mönchengladbach con 15 presenze e 2 gol stagionali – e la coppia del Werder Brema composta da Karim Coulibaly – difensore centrale del 2007 che ha giocato tutta la stagione da titolare – e dal giovane trequartista croato Patrice Covic, della stessa annata.
Un campionato quindi molto divertente in cui non si ha paura di far esordire i giovani. Ed un’altra cosa che in Bundesliga non spaventa è il gioco offensivo. In Serie A solo una squadra su 20 (l’Inter) ha segnato più di due gol in media a partita, mentre in Germania sono 4 su 18 ad averlo fatto (oltre al Bayern, anche Borussia Dortmund, Stoccarda e Bayer Leverkusen). Se in Italia, poi, ben 6 squadre su 20 per ora hanno segnato meno di un gol in media a partita, in Bundesliga il dato scende ad una sola squadra su 18, il St. Pauli arrivato ultimo in classifica.
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