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Lazio Inter
, 14 Maggio 2026

Lazio-Inter 0-2, Considerazioni Sparse


L'Inter batte la Lazio in finale di Coppa Italia: un risultato scontato, in una partita piatta ma densa di significati.

Le prospettive con cui le due squadre sono arrivate a questo finale di stagione della Coppa nazionale erano completamente differenti, posto che l'Inter era fresca di vittoria del campionato con qualche giornata d'anticipo, mentre la Lazio si giocava una partita del tutto inattesa a inizio stagione viste le tempeste che Sarri & Co. hanno dovuto attraversare in questa stagione. Le forze in campo erano completamente diverse e, sulla carta, la compagine meneghina era decisamente favorita ma, come è noto, l'underdog in queste situazioni può sovvertire spesso il destino. Come è noto a chiunque, ciò non è avvenuto, anzi il copione è stato pienamente rispettato e l'Inter festeggia il doublete incorniciando una stagione assolutamente positiva.

L'underdog, si diceva. Il discorso di Sarri al Quirinale, durante l'incontro dinanzi al Presidente della Repubblica, ha avuto tutti i connotati della totale presa di coscienza di ciò che è stato e di ciò che è. L'istantanea che ha restituito era netta e nitida: la Lazio è arrivata a questo appuntamento facendo un miracolo sportivo conquistato sconfiggendo Milan, Bologna e Atalanta nel doppio drammatico confronto.

Il mancato mercato estivo, lo scompaginamento e la successiva ricostruzione a gennaio, le contestazioni e l'estremo atto d'amore del sabotaggio delle partite casalinghe da parte del tifo laziale sono state la cornice che ha contraddistinto e affaticato il tempo biancoceleste. Ciascun tifoso sognava di poter strappare una soddisfazione portandosi a casa la coccarda e la qualificazione alla prossima Europa League. Invece ci si trova dinanzi a una nuova stagione che già si preannuncia piena di insidie e perplessità la cui unica causa è il presidente Claudio Lotito.

Chivu ha sorpreso tutti, anche i più ottimisti che a inizio stagione vedevano in lui non solo la poca esperienza ad alti livelli ma anche una stagione di passaggio e di necessario assestamento dopo il regno di Simone Inzaghi. Invece il tecnico rumeno ha sorpreso e stupito portando il ventunesimo scudetto avendo la meglio su squadre che parevano anche meglio attrezzate come Napoli e Milan e nonostante un'assenza di Martinez troppo prolungata.

Scudetto e decima Coppa Italia sono una discreta pietra miliare nella storia del club milanese che vanno anche a coprire un'uscita dalla Champions non attesa così presto e che ha destato qualche preoccupazione nel momento in cui è avvenuta. Però, come diceva lo Special One in una delle sue famose interviste, "Inter due tituli, tutte le altre zeru", e ciò vale più di mille polemiche e/o dubbi sulla qualità dell'allenatore e del suo staff.

Nonostante il divario di cui si è accennato la partita pareva essersi incanalata su di un canovaccio quasi scontato: Inter col pallino del gioco e Lazio in attesa di poter colpire e approfittare di amnesie ed errori dell'avversario. Peccato che gli esterni difensivi laziali hanno deciso di lasciare il proprio marchio nella prima mezz'ora commettendo due errori grossolani. Se, infatti, Marusic devia in maniera goffa un colpo di testa di Thuram sugli sviluppi di corner, Nuno Tavares ha voluto riproporre la sua più classica amnesia in fase di uscita bassa perdendo palla e venendo divorato di Dumfries.

Quest'ultimo, film già visto? Certo, nel derby d'andata. Questo uno-due ha inevitabilmente ribaltato il piano partita della Lazio che ha cercato con tutte le sue possibilità di riaprire uno spiraglio, non riuscendoci. Il secondo tempo scorre quasi impalpabile se non per alcuni lampi da una parte all'altra e per un intervento di Pedro su Dimarco che avrebbe potuto quantomeno dare un spolverata di frizzantezza sul prato e invece nulla di fatto.

Da qui il futuro per entrambe le squadre. L'Inter dovrà indubbiamente ringiovanire la rosa e costruire una squadra che possa rimanere competitiva abbassando l'età media e mantenendo la qualità al medesimo livello attuale se non aumentandolo. Compito non di certo semplice per Marotta e soci a cui si prospetta un'estate lavorativa di un certo spessore tenendo conto delle oscillazioni che il mercato subirà durante e post-Mondiale.

Lato Lazio essere predittivi, nonostante la sventurata e criticabile sponsorship con la piattaforma speculativa Polymarket, diventa un esercizio veramente complesso degno forse di una consultazione auruspica. Quali meravigliose sorprese riseverà Claudio Lotito? Nuovo blocco dell'indice di liquidità? Mancato accordo con Sarri e assunzione di un allenatore di fascia bassa? Acquisti pessimi e vendita dei migliori per via della mancata qualificazione alle prossime coppe? Sicuramente un mix di queste più qualche altra butade delle sue che renderà l'estate laziale avvilente e avvelenata.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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