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, 12 Maggio 2026

Super guida a playoff e playout di Serie B


Cosa aspettarsi dagli spareggi di Serie B? L’analisi degli incroci e delle possibili partite di playout e playoff.

La 38° giornata andata in scena venerdì ha chiuso la regular season, ma il campionato di Serie B non è ancora finito. Per decretare gli ultimi verdetti in chiave promozione e salvezza ci sono ancora gli spareggi: Monza e Palermo attendono le vincitrici del turno preliminare per giocarsi l’accesso in Serie A tramite i playoff; Bari e Sudtirol hanno a disposizione 180’ minuti di speranza per evitare la Serie C tramite i playout.

Una post season che promette spettacolo sia per quanto visto durante l'anno, sia per il modo in cui le squadre coinvolte arrivano all’appuntamento più importante della stagione. Tra grandi deluse e piacevoli sorprese, negli scontri a eliminazione diretta il livello morale e umorale della squadra è uno dei fattori più determinanti. Proviamo ad esaminare il cammino delle squadre durante la stagione e gli incroci in campionato per avanzare un’analisi e una chiave di lettura.

Playout: Il cammino di Bari e Sudtirol

Un ultimo incrocio per difendere la categoria e salvare una stagione intera: Bari e Sudtirol si presentano ai playout con stati e pensieri completamente diversi. I galletti hanno vissuto una stagione complessa, sia sul campo che fuori, con le contestazioni alla società che hanno caratterizzato tutta l’annata, portando anche a disertare il San Nicola in certe occasioni. Il campo ha mostrato una squadra in grande difficoltà, fragile e discontinua, tenuta in piedi dai nervi e dalle reazioni d’istinto, più che dall’organizzazione.

Si spiegano così i tre cambi in panchina e il cambio di DS in corso d’opera. Ad agosto si siede sulla panchina del Bari Fabio Caserta, che porta con sé quanto di buono fatto vedere a Catanzaro. Il sodalizio però non ha funzionato e, dopo tredici partite in cui era stato raccolto poco, viene chiamato Vincenzo Vivarini, un ritorno dopo il sogno promozione sfumato nella stagione 19-20 con i galletti in Serie C.

L’ingresso di Vivarini è traumatico: la prima contro l’Empoli al Castellani è una débâcle che vede i padroni di casa imporsi per 5-0. La situazione stenta a migliorare ed è fatale la sconfitta interna contro la Juve Stabia per un altro esonero: via Vivarini e dentro Longo. Ma cambia anche il direttore sportivo: fuori Magalini e spazio a Di Cesare per fare un mercato su misura del nuovo mister.

Longo ha il merito di compattare l’ambiente e riuscire sempre a trovare la forza per rimanere aggrappato al campionato e piazzare vittorie pesanti anche in momenti di difficoltà. Sotto la sua gestione arrivano ben sette vittorie (erano state solamente tre nella prima parte di campionato) tra cui le ultime due consecutive che hanno permesso al Bari di qualificarsi ai playout.

Dall’altro lato, il Sudtirol ha sempre dato fiducia a Castori, credendo nelle capacità del tecnico marchigiano di guidare la squadra. Il campionato dei bolzanini è stato vertiginoso, senza mezze misure, nel bene e nel male. Una prima parte assolutamente incolore, fatta sì di organizzazione ma anche di poca qualità e poco coraggio: fino a dicembre sono solo dodici i gol segnati e una vittoria.

Nell’anno nuovo, la svolta: il Sudtirol aggredisce il 2026 e nei primi due mesi vola, inanellando sei vittorie e concedendosi il lusso di fermare anche le prime della classe. Dopo la roboante vittoria di Reggio Emilia che li aveva portati alla soglia dei playoff, però, qualcosa si ferma per i ragazzi di Castori: le ultime dieci partite raccontano di sei sconfitte e quattro pareggi, con il divario dalla zona rossa che si è via via assottigliato fino a scomparire.

Classe 1954, Fabrizio Castori, tecnico del Sudtirol, allena da oltre 45 anni.

Nell’ultima giornata, poi, arriva la beffa: il gol dell’Empoli nei minuti di recupero della sfida contro il Monza significa playout dopo non essere riusciti a superare in casa una Juve Stabia già orientata ai playoff. Una delusione cocente che potrebbe pesare non poco.

I precedenti

Ma come sono finite le due sfide di campionato tra le due squadre? La partita di andata è stata uno dei pochi punti guadagnati durante la gestione Vivarini, frutto di un pareggio 0-0 al Druso che in realtà ha messo maggiormente in luce la compattezza degli uomini di Castori. I padroni di casa, infatti, si sono trovati a giocare per oltre un’ora con l’uomo in meno a causa dell’espulsione di Tronchin.

La gara di ritorno è arrivata nel momento di massima spinta del Sudtirol, quel mese di febbraio che sembrava poter svoltare la stagione della squadra. Al San Nicola gli ospiti si impongono per 2-1, inguaiando il lavoro di Longo che però iniziava ad assaporare le magie di Emanuele Rao.

Entrambe le sfide sono state caratterizzate da tanta intensità spesso a discapito della pulizia tecnica, anche se non sono mancate giocate di livello e colpi pregevoli. Entrambe le squadre possono contare su giocatori di talento, capaci di inventarsi la giocata per cambiare il ritmo della partita.

Cosa aspettarsi

Inutile dire che l’attenzione difensiva sia stata la chiave del Sudtirol di Castori così come la speranza del Bari di Longo. Sarebbe strano pensare che i due allenatori snaturino le proprie squadre per cercare qualcosa di diverso nello spareggio decisivo. Per quanto spesso le partite secche abbiano regalato spettacolo e grandi occasioni, il rischio per questi playout è di una sfida molto bloccata e compassata, con le squadre soprattutto impegnate a non lasciare spazi più che ad attaccare.

Longo si aggrappa ai lampi di Rao e ai guantoni di Cerofolini, sperando di trovare in Moncini il terminale in grado di convertire le rare occasioni che la difesa del Sudtirol lascerà a disposizione; dall’altro lato Castori può contare sull’esperienza di Merkaj e i colpi del duo Pecorino - Casiraghi, andati troppo a intermittenza durante la stagione.

Il Bari dovrà fare di tutto per portare a casa la partita del San Nicola (si giocherà venerdì 15 maggio alle 20:00), perché per posizione in classifica al Sudtirol bastano due pareggi. Se gli uomini di Castori dovessero uscire indenni dalla trasferta, potrebbero concentrarsi sul difendere il risultato al Druso una settimana dopo e mantenere così la categoria. Giocare per il pareggio non è mai una buona idea ma per una squadra che ha fatto della compattezza e dell’organizzazione difensiva il proprio marchio di fabbrica si potrebbe rivelare la strategia più utile.

Playoff: i protagonisti

Venezia e Frosinone attendono di sapere chi le accompagnerà l’anno prossimo in Serie A. Neanche il tipo di finire la stagione che martedì si torna già in campo con il turno preliminare di playoff, dove si sfideranno Modena - Juve Stabia e Catanzaro - Avellino, con i padroni di casa che hanno la possibilità di difendere il fattore campo e far valere la migliore posizione in classifica. Ad attendere le vincenti Monza e Palermo per le semifinali che andranno in scena il 19 e il 20 maggio. La doppia finale invece vedrà l’andata domenica 24 maggio e il ritorno venerdì 29: da questa doppia sfida uscirà la terza squadra che l’anno prossimo giocherà in Serie A.

Come arrivano le varie squadre al momento decisivo?

Monza

Il Monza si affacciava a questo campionato con molte incognite ma anche una rosa veramente forte. I dubbi dopo il passaggio di proprietà, la cocente retrocessione e il fantasma di tornare una realtà di secondo piano del calcio italiano: mister Bianco si è trovato davanti un ambiente sospeso tra due estremi. Ai nastri di partenza il Monza si presentava con sulla carta una squadra fatta di giocatori superiori per la categoria, specialmente dal centrocampo in su.

La Serie B, però, è un campionato dove nessuno ti regala niente e i brianzoli hanno dovuto presto fare i conti con la realtà: nelle prime sei partite di campionato sono arrivate solamente due vittorie, condite da un gioco latitante e una strana difficoltà a trovare la via della rete. Piano piano le qualità sono venute fuori, con i singoli che a turno hanno alzato il livello per spingere la squadra: tra ottobre e novembre sono arrivate sette vittorie consecutive in un filotto di dieci risultati utili consecutivi e una striscia simile è stata raggiunta anche all’inizio dell’anno nuovo.

La schiacciante vittoria di marzo con il Palermo sembrava l’ultimo passo prima di andare a prendersi la vetta e invece sono seguiti tre pareggi consecutivi che alla fine costeranno carissimo. La caporetto è stata Mantova, una partita folle dove non solo la rimonta è fallita ma è anche arrivata la dolorosissima beffa della sconfitta finale. Ora il compito di Bianco sarà quello di ridare entusiasmo ad ambiente, squadra e piazza, per affrontare con lo spirito giusto dei playoff da non sbagliare con tutti i crismi della squadra favorita.

A Monza per la semifinale arriverà la vincente tra Modena e Juve Stabia. Contro entrambe le squadre i brianzoli hanno uno score positivo durante questo campionato. I canarini sono stati sconfitti sia all’andata che al ritorno, mentre contro le Vespe è arrivato un pareggio nella sfida del Menti mentre Hernani e Petagna hanno ribaltato il match del ritorno portandosi a casa l’intera posta in palio.

Non vedere il Monza in finale sarebbe molto strano e i brianzoli partono sicuramente favoriti, indipendentemente dall’avversaria, ma in caso di passaggio del turno dovranno fare molta attenzione soprattutto alla Juve Stabia. Gli uomini di Abate sono stati capaci di spaventare Pessina e compagni, limitandone le qualità e riuscendo a pungere nelle sortite offensive.

Un’eventuale finale con il Palermo, che parrebbe l’opzione più probabile, porterebbe con sé i ricordi del doppio 3-0 con cui il Monza ha liquidato la squadra di Inzaghi nelle due sfide di campionato. Paradossalmente il Monza ha incontrato maggiori difficoltà contro Catanzaro e Avellino.

Contro i calabresi lo score è di una vittoria in rimonta e un pareggio arrivato su rigore al 96’ dopo una partita sofferta: la squadra di Aquilani ha saputo evidenziare le difficoltà dei brianzoli e la sua squadra ha le qualità per mettere a disagio la difesa del Monza. Contro l’Avellino era arrivata la prima sconfitta di campionato alla terza giornata e nel ritorno era servito sempre un rigore nel finale per completare la rimonta e portarsi a casa tre punti.

Al netto delle difficoltà in stagione regolare, però, nelle partite secche la qualità dei singoli e la capacità di trovare l’episodio vincente fanno la differenza e da questo punto di vista il Monza non è secondo a nessuno. Giocatori come Cutrone, Petagna, Hernani, Pessina, Dany Mota, Colpani, Keita Balde, sono un lusso per la categoria e un punto di forza da far valere nello scontro diretto.

Palermo

Capocannoniere del campionato, terza miglior difesa (arrivata dopo i due gol subiti all’ultima giornata, fino a quel momento era la migliore del campionato), un tecnico esperto in promozioni e un mercato da Serie A: il progetto Palermo per la promozione era chiaro. Eppure non sono bastati i gol di Pohjanpalo, la regia di Palumbo, le parate di Joronen, l’arrivo a gennaio di Johnsen e la guida di Inzaghi per raggiungere l’obiettivo. Merito di concorrenti che sono andati ancora più veloci (72 punti in stagione sono un bottino invidiabile che in altri anni avrebbe significato la promozione diretta) ma anche demerito di una squadra con troppi passaggi a vuoto, soprattutto nella prima parte di campionato.

L’inizio promette bene ma il mese di ottobre è quasi scioccante: una sola vittoria in sei partite e la clamorosa caduta in casa contro il Monza che fa suonare il primo campanello d’allarme. Inzaghi ci mette un po’ a trovare la quadra ma poi prende il via: quattordici risultati utili consecutivi in cui arrivano nove vittorie. Poi di nuovo la caduta contro il Monza e, nel tentativo di rimonta, il pareggio a Frosinone e soprattutto a Reggio Emilia, quello che mette fine alla speranza della promozione diretta. La classifica finale ha detto quarto posto e playoff da giocare da seconda testa di serie con la consapevolezza di poter valere anche qualcosa in più.

Mercoledì 20 la squadra di Inzaghi attende al Barbera la vincente tra Catanzaro e Avellino per giocarsi l’accesso in finale. Il problema della squadra di Inzaghi sono stati proprio gli scontri diretti. Contro le prime sette della classifica, sono arrivate solamente due vittorie, al ritorno contro l’Avellino e alla penultima giornata contro il Catanzaro in una partita che ormai non aveva più niente da dire per nessuna delle due. Contro Venezia, Frosinone e Monza lo score è stato impietoso: solo tre pareggi, le due col Frosinone e al Barbera contro il Venezia, otto gol subiti e solo tre fatti.

Sulla carta, però, i rosanero partono assolutamente favoriti per la semifinale: l’Avellino è una favola a cui Ballardini ha dato concretezza e consapevolezza ma sembra essere ancora acerbo per fare il colpaccio; il Catanzaro da anni si colloca ai playoff ma non riesce a piazzare la zampata decisiva. Più complicata un’eventuale finale contro il Monza che in campionato ha sempre travolto i rosanero e proprio per questo Inzaghi farebbe carte false per un’ipotetica finale contro Juve Stabia e Modena, contro cui ha sempre pareggiato, ma può contare su una maggiore qualità nonché sul migliore piazzamento.

Dire che la chiave del Palermo sono i gol del suo bomber è tanto scontato quanto vero: Pohjanpalo è stato il terminale offensivo perfetto per la squadra di Inzaghi, partecipando a ben 31 marcature per la sua squadra tra gol e assist. Il Palermo ne ha segnati 61 in tutta la stagione e questo vuol dire che il 50% delle reti passa dal bomber finlandese.

Palumbo e Ranocchia hanno saputo dare il loro contributo mentre è mancato l’apporto delle altre punte e nemmeno l’arrivo di Johnesn a gennaio ha migliorato la situazione. Per questo, la squadra si è dovuta spesso affidare ai guantoni di Joronen per difendere il risultato. Ai playoff Inzaghi spera che le cose possano continuare a risolversi in questo modo, provando poi a cambiare il finale per una conclusione trionfale.

Catanzaro

Chi si ricorda il Catanzaro di inizio stagione? Una squadra impacciata, disattenta dietro e poco propositiva davanti: sei pareggi nelle prime sei gare di campionato, prima di due sconfitte consecutive e una pioggia di critiche su Aquilani. La partita contro il Palermo è la svolta: vittoria per 1-0 e boost di fiducia che porta anche a prendersi lo scalpo del Venezia.

Al Ceravolo durante la stagione hanno vinto solo il Padova, in quell’inizio a dir poco difficile di campionato, e il Bari all’ultima giornata, in una sfida che per i calabresi non aveva nulla da dire e che per i galletti invece significava garantirsi i playout. Basterebbe questo a dimostrare il grande campionato fatto dai giallorossi, guidati dall’eterno Pietro Iemmello che quest’anno è stato ben coadiuvato dai suoi compagni: Pittarello ha segnato ben 12 reti, a inizio anno ha brillato il talento di Alphadjo Cissè che prima di infortunarsi aveva messo a referto 6 gol e 1 assist, in una stagione che ha visto accendersi a intermittenza anche le qualità di Liberali.

Proprio gli infortuni, però, rischiano di compromettere la corsa delle Aquile: Cissé ha finito la stagione a febbraio e Iemmello è a serio rischio per la sfida con l’Avellino. Un problema non da poco per mister Aquilani, chiamato a trovare alternative per superare l’esame contro Ballardini. In campionato era finita in parità (all’andata il Catanzaro si era imposto proprio con gol di Cissé ma sulla panchina dei Lupi sedeva ancora Biancolino) con il clamoroso gol nel recupero di Iannarilli che aveva regalato un punto agli irpini.

Potendo contare anche sul fattore campo i calabresi partono favoriti ma dovranno fare attenzione alla voglia di stupire dell’Avellino. Aquilani conta di raggiungere almeno la semifinale con il Palermo: sarebbe la terza consecutiva per i giallorossi che in questa edizione vorrebbero anche provare il colpo grosso. In campionato, come detto, sono già riusciti a battere gli uomini di Inzaghi e la sconfitta nella partita di ritorno è stata quasi casuale e soprattutto al termine di una partita in cui la posta in palio era davvero minima. Insomma, in caso di semifinale Aquilani sa di potersi giocare le sue carte e dovrà puntare sul Ceravolo per mettere pressione ai rosanero.

L’approdo in finale sarebbe un sogno e, nonostante sulla carta i calabresi siano sfavoriti contro il Monza, non è detto che non riesca a concretizzarsi. Contro il favoritissimo Monza in campionato sono arrivate una sconfitta e un pareggio, con la partita di ritorno che ha messo in evidenza come il Catanzaro non abbia paura di nessun avversario e non rinunci mai a giocare. Qualora si dovesse giocare la finale contro una tra Modena e Juve Stabia, lo score in campionato è in perfetta parità ma a quel punto scatterebbe il vantaggio della classifica e la possibilità di giocare con due risultati su tre a disposizione.

Insomma, infortuni permettendo, il Catanzaro rischia di essere la vera trappola per chiunque in questi spareggi: paradossalmente lo scoglio più complicato potrebbe essere proprio la partita di martedì contro l’Avellino, perché arriva in un momento fisicamente difficile e contro un avversario carico di entusiasmo. Dall’eventuale superamento di quel primo esame di maturità potrebbe partire una cavalcata a cui la squadra di Aquilani ci han già abituato.

Modena

Un inizio promettente e travolgente, poi l’assestamento dopo un periodo di crisi: la stagione del Modena ha vissuto di fiammate. La squadra di Sottil ha sorpreso tutti con un avvio di campionato con il piede sull’acceleratore: sette vittorie nelle prime undici partite, con la prima sconfitta che arriva solamente alla decima giornata e primo posto in classifica. Gli ultimi due mesi del 2025, però, coincidono con una pesante flessione che porta anche ad alcune riflessioni sulla gestione tecnica. Poi la squadra trova una nuova regolarità, fatta di vittorie brillanti ma anche di sconfitte inaspettate.

Tirando le somme, il sesto posto finale è il piazzamento giusto per una squadra che non è riuscita a tenere il passo delle grandi ma si è dimostrata di un livello sempre alto. Il finale di campionato giocato già pensando alla post season dimostra la volontà di giocare gli spareggi da protagonisti.

Martedì al Braglia arriva la Juve Stabia contro la quale, in campionato, sono arrivate due vittorie. I canarini sono stati una delle poche squadre capaci di passare al Menti e nella sfida casalinga era arrivato un perentorio 3-0. La squadra di Sottil parte quindi favorita ma la capacità delle Vespe di ribaltare i pronostici non va sottovalutata.

In caso di passaggio del turno ci sarebbe la semifinale contro il Monza: i brianzoli hanno vinto entrambe le sfide di campionato, ma le partite a eliminazione diretta raccontano spesso una storia diversa. Sicuramente per tentare l’impresa sarà necessaria una partita gagliarda all’andata per costringere il Monza a dover fare risultato nella gara di ritorno: compito difficile, ma non impossibile per i gialloblu.

Sognare non costa nulla e Sottil spera di portare la squadra a giocarsi una promozione in A che manca da troppo tempo. Sulla strada della massima serie si potrebbe incontrare quel Palermo che in campionato è stato fermato in entrambi gli incroci. A ben guardare, nel confronto tra le possibili finaliste, il Modena ha perso solamente due sfide, con l’Avellino all’ultima giornata e col Catanzaro durante quel novembre veramente complicato. Una dimostrazione della solidità della squadra a prescindere dell’avversario, a cui però si aggiunge anche la difficoltà di fare risultato negli scontri diretti.

Sottil potrà contare sul talento di Massolin e sulla concretezza di De Luca, affidandosi all’esperienza di Zampano e Defrel per i momenti decisivi. Il passaggio del turno preliminare deve essere l’obiettivo principale per non smettere di sognare: la squadra ha tutte le carte in regola per avanzare alle semifinali e mettere in difficoltà i suoi avversari. Occhio però all’infermeria: durante la sfida con il Sudtirol si è infortunato Chichizola e per il portiere la stagione dovrebbe essere già finita. Dalle sue parate erano passate tante vittorie della squadra, che ora avrà bisogno di una nuova guida per la difesa.

Juve Stabia

Alla voce solidità per il campionato di Serie B si trova sicuramente la Juve Stabia. Le Vespe hanno disputato l’ennesimo torneo di grande sostanza, nonostante una situazione societaria opaca e le conseguenti difficoltà ambientali. Il lavoro per mister Abate non è stato semplice ma il tecnico scuola Milan è stato assolutamente all’altezza. Neanche la cessione del bomber ha minato gli equilibri della squadra: via Adorante, dentro Gabrielloni e maggiore fiducia a Candellone, con risultati più che accettabili anche se nessun giocatore è riuscito ad arrivare in doppia cifra.

Abate spera di trovare i gol dei suoi bomber nelle sfide decisive, a partire già dallo spareggio contro il Modena. Le Vespe sono obbligate a vincere al Braglia e per questo il tecnico avrà bisogno di tutto il talento a disposizione, magari ritrovando il talento di Cacciamani e puntando sugli inserimenti di Mosti.

Alla prima esperienza in Serie B, Abate è uno dei tecnici rivelazione di questo campionato.

Il passaggio del turno in semifinale sarebbe già un risultato strepitoso per una squadra accompagnata tutto l’anno da voci e questioni poco chiare a livello societario. La bravura di Abate è stata quella di far rimanere la squadra concentrata sul campo. Sicuramente questo è l’atteggiamento che serve per affrontare una eventuale semifinale contro il Monza: una sfida che vedrebbe i brianzoli favoriti ma le Vespe hanno saputo mettere in grande difficoltà la squadra di Bianco: 2-2 nella sfida di andata al Menti e 2-1 in rimonta il ritorno all’U-Power Stadium, con il Monza aggrappato alla maggiore qualità tecnica dei suoi interpreti.

A livello di organizzazione, tenacia e applicazione, la Juve Stabia non è stata seconda a nessuno ed ecco perché anche i possibili incroci di una eventuale finale non sarebbero insuperabili. Certo, per andare in Serie A contano altri fattori oltre alla tecnica e alle capacità sul campo, ma a Castellammare non vogliono smettere di sognare. I nuovi sviluppi societari puntano a rendere la squadra più solida e a risolvere gli aspetti più opachi della gestione precedente: durante questi playoff i ragazzi di Abate sono chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere fino ad ora per regalarsi un finale di stagione da eroi.

Avellino

Il 15 febbraio l’Avellino cade clamorosamente in casa contro il Pescara fanalino di coda e la squadra si ritrova a soli tre punti dai playout, in una crisi di gioco e risultati che ha fatto piombare l’ambiente in un’atmosfera negativa. La società decide di cambiare: via Biancolino, autore della storica promozione dell’anno precedente, e dentro Ballardini, traghettatore salvezza per eccellenza.

L’ingresso del tecnico ravennate non è privo di difficoltà: due pareggi non esaltanti contro Reggiana e Juve Stabia e la sonora sconfitta al Penzo raccontano di una squadra impaurita, fragile dietro e poco efficace davanti. Ballardini, però, aveva solo bisogno di tempo e a marzo per l’Avellino inizia un altro campionato, fatto di vittorie negli scontri diretti e classifica che inizia a prospettare un nuovo sogno.

Complice il calo vertiginoso del Cesena e la frenata bruschissima del Sudtirol, per gli irpini si aprono le speranze di un piazzamento playoff che viene agguantato all’ultima giornata grazie alla vittoria sul Modena. Dai playout ai playoff in 13 giornate, il percorso dei Lupi è stato esaltante e ora la squadra sente di non avere più nulla da perdere.

I gol di Biasci hanno trascinato l’Avellino e Ballardini si affida al suo bomber per continuare la cavalcata. A difendere i pali il ballottaggio tra la sorpresa Daffara, classe 2005 scuola Juve che ha impressionato per reattività e personalità, e la certezza Iannarilli, portiere della promozione e quest’anno addirittura goleador. A guidare la difesa è tornato Izzo e la sua esperienza è stata determinante per trovare la quadra di una fase difensiva fino a quel momento claudicante: con Izzo in campo la media gol presi si è abbassata drasticamente e la sensazione generale è quella di una squadra più solida e compatta.

Saranno queste le chiavi dello spareggio di martedì al Ceravolo, dove all’Avellino serve per forza una vittoria per accedere alla semifinale. Il solo gol segnato in campionato alla squadra di Aquilani è stato proprio quello clamoroso di Iannarilli al 95’: la produzione offensiva dovrà inevitabilmente avere un valore diverso per provare a superare il turno.

Arrivare in semifinale contro il Monza sarebbe davvero il coronamento di una stagione da ricordare e a quel punto sì che l’entusiasmo potrebbe giocare un ruolo decisivo, con l’Avellino nelle vesti di Cenerentola pronta a ribaltare tutti i pronostici. In ogni caso, azzardare una vittoria dei Lupi contro il Monza risulta piuttosto difficile ma è già successo nell’andata di campionato e anche nella sfida di ritorno la squadra di Bianco si è trovata in difficoltà, chiamata a ribaltare il risultato e risolvendo la partita solo con un rigore nel finale.

La squadra di Ballardini ha dimostrato di non soffrire di vertigini e sicuramente anche in caso di finale l’atteggiamento sarebbe lo stesso. L’accoppiamento ideale sarebbe con il Modena, col quale in campionato sono arrivati una vittoria e un pareggio, ma l’Avellino non partirebbe sconfitto nemmeno contro il più quotato Palermo (una sconfitta e un pareggio in stagione regolare). Un passo alla volta è stato il mantra di Ballardini da quando è subentrato in panchina e questo sarà il leitmotiv anche per i playoff dove la squadra vuole essere qualcosa in più di semplice comparsa.

  • Nato (e tornato) a Rimini, filosofo per vocazione e marketer per esigenze materialistiche. Amante delle storie, che siano su un campo da gioco, su uno schermo o in cuffia. Vive la vita un podcast di Barbero alla volta.

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