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Sinner Madrid
, 6 Maggio 2026

Jannik Sinner ha vinto anche Madrid


Battendo Zverev in neanche un’ora, Sinner ha vinto il suo quinto Master 1000 consecutivo: è il primo tennista a riuscirci.

Tre settimane fa scrivevamo della vittoria di Sinner a Montecarlo al termine della prima sfida contro Alcaraz del 2026. E proprio la sfida contro lo spagnolo aveva messo un po’ di pepe sulla settimana, altrimenti sfilata via in modo liscio, di Sinner nel Principato. A Madrid, invece, complice anche l’infortunio dello spagnolo, non c’è stato davvero nessuno in grado di mettere in discussione la supremazia dell’altoatesino, e questo nonostante in alcuni frangenti fosse sembrato un po’ in difficoltà a livello fisico.

Eppure, al di là della stanchezza sottolineata dello stesso team dell'italiano (da Indian Wells ha giocato 23 partite in poco più di un mese e mezzo), Sinner ha portato a casa il suo quinto Master 1000 consecutivo – il primo a riuscirci nella storia del tennis – senza doversi neanche spremere al massimo, soprattutto oggi in una finale contro Zverev che è stata a senso unico già dai primissimi game.

Ci sono stati dei piccoli momenti di difficoltà nel corso dei dieci giorni del torneo madrileno, a partire dal set perso contro Bonzi all’esordio, ma ogni volta a Sinner è bastato davvero pochissimo per rimettersi in carreggiata. Appena il tennista italiano alza un po' i giri del motore – senza neanche spingerli al massimo – sembra diventare semplicemente ingiocabile per tutti i suoi avversari.

Prendiamo proprio la prima partita del torneo contro Bonzi: nonostante ottime percentuali al servizio, Jannik ha perso il primo set al tiebreak dopo aver sprecato 5 palle break. Da lì in poi gli è bastata un po’ di attenzione in più nei punti importanti per chiudere i due set successivi in neanche un’ora e mezza, la stessa durata delle partite con cui nei turni seguenti si è sbarazzato di Moeller e Norrie.

La partita dei quarti di finale contro lo spagnolo Jodar è stata la più interessante e probabilmente anche la più complicata. Era una partita che in molti avevano segnato sul calendario appena aveva iniziato a delinearsi l’accoppiamento. I bookmaker quotavano Sinner a 1.18 – il che è una notizia di questi tempi – e la vittoria dello spagnolo nel derby della classe 2006 contro Joao Fonseca aveva contribuito ad apparecchiare questa partita, così come il fatto che Sinner fosse andato a vedere le partite precedenti di Jodar e ne avesse parlato molto bene pubblicamente.

Tuttavia, come spesso accade in questi casi – accadeva allo stesso Sinner all’età di Jodar –, il tennista più inesperto a quei livelli ha sentito un po’ di tensione il che ha permesso all’italiano di vincere rapidamente il primo set per 6-2. Il secondo set è stato molto più combattuto, ed è stato probabilmente il più bello del torneo. Entrambi hanno messo a referto moltissimi vincenti, entrambi sono stati molto precisi nell’annullare tutte le occasioni dell’avversario. Ma nel momento decisivo del tiebreak Sinner ha fatto il Sinner vincendolo per 7 punti a 0.

Nonostante sembrasse accusare un po’ di fatica, nel momento decisivo della partita l’italiano ha elevato ancora di più il livello del suo gioco, non ha sbagliato nulla e ha fatto capire all’avversario che il punto sarebbe potuto durare anche cinque minuti ma che alla fine l’avrebbe portato a casa lui. Lo stesso copione della semifinale contro Artur Fils.

Anche quella contro il francese era una partita che poteva presentare insidie per Sinner, vuoi per l’esuberanza fisica del tennista classe 2004 vuoi – semplicemente – per l’accumulo di partite. Però, ancora una volta, a sentire la tensione iniziale è stato il suo avversario, e Sinner ne ha approfittato per chiudere il primo set 6-2.

Nel secondo, Fils è stato bravo ad annullare delle palle break all’inizio, poi ha alzato molto il livello del suo gioco, il dritto ha iniziato a funzionare e l’italiano ha sbagliato qualcosina sulla diagonale di sinistra. Tutto questo per dire che sul 4-4 Sinner ha piazzato comunque l’allungo decisivo e ha vinto in neanche un’ora e mezza, concedendo appena 10 punti in risposta.

La finale, poi, ha visto contrapposto a Sinner il pennellone Zverev. Ѐ il quinto Masters di fila in cui i due si affrontano e l’altoatesino veniva da otto vittorie consecutive in generale contro il tedesco. Tre settimane fa a Montecarlo c’era stata partita almeno nel secondo set; oggi, invece, Sinner ha vinto in neanche un’ora di gioco, facendo registrare un performance index di 9.79, il più alto da quando esiste questa rilevazione.

Da un lato Zverev ha sbagliato tutto quello che si può sbagliare - come ha candidamente ammesso anche lui a fine partita -, dall’altro lato Sinner per questa finale si è presentato nella solita versione impeccabile in cui semplicemente non sbaglia un colpo e fa capire all’avversario che non è aria. Dando ancora una volta l'impressione di riuscire a farlo senza particolari patemi.

Sembrano commenti abbastanza ripetitivi e banali ma sono le sensazioni che l’italiano trasmette in questi ultimi mesi, e che hanno un effetto devastante, soprattutto contro un tennista mentalmente fragile come Zverev.

Il fatto principale è che ancora una volta al numero uno del mondo basta una versione a mezzo servizio per battere senza appello il numero tre. Se guardiamo, poi, a ciò che si muove intorno a Jannik Sinner – ricordando che il suo rivale Alcaraz salterà anche Roma e soprattutto il Roland Garros – gli unici segnali leggermente incoraggianti arrivano dai giovani che iniziano ad affacciarsi ora nel circuito.

Artur Fils è sicuramente uno dei giocatori più on fire del circuito in questo 2026. Ѐ momentaneamente numero 4 della Race to Turin, ha fatto semifinale sia a Madrid che a Miami e sembra potersi destreggiare bene su tutte le superfici. Considerando che ha saltato tutta la seconda metà del 2025 a causa di un infortunio, il francese è tornato alla grande e in questo momento in cui i vari Ruud, Fritz e Medvedev sembrano in grande calo si candida sicuramente ad un Roland Garros da protagonista.

Rafael Jodar è arrivato nel circuito come un ciclone in queste ultime settimane. Il diciannovenne spagnolo era numero 168 del mondo a fine 2025 ma, dopo un inizio di stagione senza particolari acuti, si è rivelato a Miami raggiungendo il terzo turno partendo dalle qualificazioni. Da buon spagnolo, poi, ha svoltato sulla terra vincendo a Marrakech, arrivando in semifinale a Barcellona e ai quarti a Madrid dove si è tolto la soddisfazione di mettere in difficoltà Sinner per un set.

Giocatore molto rapido, colpisce molto bene da fondo campo sia col dritto che col rovescio ed in generale sembra davvero quel prototipo di giocatore adatto al tennis moderno. Probabilmente dei giovani citati è quello col potenziale più alto, ed è vero che Sinner ed Alcaraz sono lontanissimi ma per scalare la altre posizioni del ranking al momento non serve chissà che cosa, e potrebbe essere testa di serie già da Parigi.

A Madrid ha deluso Fonseca – sconfitto al terzo turno proprio da Jodar – che è sembrato essere un po’ indietro fisicamente e molto nervoso. Chi, invece, dopo Montecarlo ha fatto un altro bellissimo torneo è il belga Aleksander Blockx. Classe 2005, ad inizio stagione si era fatto notare grazie a delle ottime prestazioni a livello challenger – vittoria a Camberra, finale a Lille e semifinale a Santo Domingo – ma si è presentato al tennis dei grandi nel Principato battendo Cobolli in una partita in cui risposto a tutti i colpi del tennista romano con una potenza raddoppiata.

In quella partita aveva dato delle vibes – a titolo puramente esemplificativo – alcaraziane, riuscendo ad attaccare da ogni angolo del campo anche quando era spalle al muro e riuscendo poi a risalire il campo fino a venire a chiudere i punti a rete.

Questa settimana Blockx, con un tabellone non da testa di serie, ha eliminato avversari tosti come Garin, Aliassime, Francisco Cerundolo e Ruud. Tutte vittorie non scontate per un giocatore quasi esordiente nel tour e che sembra anche lui avere le caratteristiche necessarie per fare bene nel tennis moderno, non solo sul rosso.

Tutte queste presentazioni per provare a spezzare la dittatura che Sinner ha imposto nel circuito in assenza di Alcaraz, anche se gli avversari citati – come abbiamo visto questa settimana – sono ancora molto lontani, anche per una questione anagrafica, dal poter impensierire il tennista italiano, soprattutto ora che arriveranno le sfide tre su cinque.

Dal canto suo Jannik Sinner ha vinto il quinto Master 1000 consecutivo, diventando il primo tennista nella storia a realizzare questa impresa nonché il primo a vincere i primi quattro Masters dell’anno solare. La striscia iniziata a Parigi Bercy a fine 2025 recita ora 28 vittorie consecutive nei Masters, meglio di lui hanno fatto solo Federer (29) e Djokovic (31). Anche questa settimana ha perso un solo set – nella partita inaugurale contro Bonzi – e ha perso il servizio solo due volte, in entrambi i casi in situazioni di grande vantaggio nelle prime partite.

Ogni torneo è buono per Sinner per aggiornare le sue incredibili statistiche al servizio – anche nella finale contro Zverev perfettamente funzionante per precisione e variazioni – e per aggiornare i record della sua giovane ma già molto vittoriosa carriera - in settimana ha anche raggiunto le 350 vittorie da professionista.

L’avvicinamento al Roland Garros probabilmente prevedeva di disputare uno solo fra Montecarlo e Madrid, ma alla fine le contingenze del momento ed il fatto che Sinner si sentisse molto bene dopo Indian Wells e Miami lo hanno portato a disputare entrambi i tornei con risultati eccellenti. Il nono Master 1000 vinto in carriera gli permette anche di ritoccare ancora di più verso l’alto la sua classifica (attualmente è quota 14350 punti; solo i big three hanno fatto meglio), aumentando il margine nei confronti del numero due Carlos Alcaraz.

Fra pochi giorni iniziano gli Internazionali di Roma: Sinner è sicuramente stanco ed in ottica Roland Garros l’obiettivo primario sarà sicuramente quello di evitare infortuni, ma anche nel torneo di casa il tennista italiano insegue ulteriori record. Se dovesse riuscire a vincere anche nella capitale, diventerebbe il secondo tennista nella storia dopo Novak Djokivic a vincere tutti i Masters 1000, riuscendo nell'impresa a neanche 25 anni laddove il serbo c’è riuscito a 31.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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