
Alla fine anche il Vicenza è tornato in Serie B
I biancorossi hanno dominato il girone A di Serie C: rivediamo insieme il loro percorso.
Dopo quattro anni il Vicenza torna in Serie B. Non un periodo lunghissimo, sebbene l'ambiente lo abbia sofferto molto in quanto frustrato dai tentativi di risalita, sempre mancati per poco. La Serie C è un campionato complicato: se non sei in grado di dominare il tuo girone, puoi solo tentare la dura strada del playoff, una sorta di terno al lotto con 28 squadre in cui il vantaggio dato dal tuo piazzamento si rivela spesso relativo.
Così il Vicenza è riuscito a percorrere la strada del dominio del proprio girone, vincendolo con sei giornate di anticipo. A risultare decisiva è stata la vittoria per 2-1 contro l’Inter U23, che ha consegnato aritmeticamente ai veneti il primo posto nel Girone A al termine di un campionato in testa fin dall’inizio, con la prima sconfitta che è arrivata solo alla 27° giornata contro l’Alcione.
C’è tanto di Fabio Gallo in questo risultato, che l’anno precedente aveva vinto il Girone B con la Virtus Entella: per rispettare una promessa fatta, Gallo e il suo staff sono andati a fare un’escursione alle Tre Cime di Lavaredo (certificata da video di loro che cantano e se ne va, la capolista se ne va).
Tra i meriti di Gallo durante la stagione c’è sicuramente quello di aver costruito un Vicenza solido: sia mentalmente, sia nel modo di stare in campo, con un classico 3-5-2 molto aggressivo in fase difensiva. Grande importanza hanno avuto gli esterni, così come l’allenatore aveva impostato il suo gioco lo scorso anno con l’Entella.
Oltre a far rendere al meglio i giocatori migliori, è riuscito a coinvolgere anche il resto della rosa, dando tanto spazio a quasi tutti gli effettivi. La difesa è stata il punto di forza, una delle migliori non solo del Girone A di Serie C. Considerando solo le partite prima della promozione matematica, i biancorossi hanno vinto 1-0 per 8 volte, in 12 partite solo di un gol di scarto. In attacco non c’è stato un vero e proprio protagonista, ma le reti sono state divise tra Stuckler (13), Rauti (10), Morra (8) e Caferri (7).

La società ha scelto la continuità dopo l’anno precedente, in cui era andata vicina alla promozione, così come l'anno prima ancora: nel 2024, la finale playoff è stata persa contro la Carrarese; nel 2025, la vetta del girone è sfumata nelle ultime giornate in favore del Padova. La rosa è dunque formata da giocatori esperti di categoria e giovani con un buon potenziale.
La partenza in campionato é abbastanza buona, ma la prima fuga arriva dalla settima giornata. Dopo la decima il Vicenza era a +7 dalla seconda, mentre a metà campionato a +12. Un passo insostenibile per le altre, con la consapevolezza dei biancorossi che cresceva giornata dopo giornata.
Il 16 marzo 2026
Torniamo adesso al momento decisivo, la vittoria contro l'Inter U23. Prima nello stadio e poi in città esplode una grande festa come non accadeva da 26 anni, dato che un'occasione del genere si è verificata in un periodo di restrizioni dovute al Covid, con il campionato sospeso e poi assegnato a mesi di distanza. Il centro città è addobbato di biancorosso, così come i principali monumenti.
Ventimila persone hanno partecipato alla festa promozione in città, organizzata domenica 29 marzo. «Essere riusciti a dare una gioia a voi era il nostro obiettivo – ha detto sul palco della festa il presidente Stefano Rosso – quando siamo arrivati qua non c’era niente, una società che aveva scritto la storia del calcio ridotta a nulla».
«Questi ragazzi si meritano tanto perché dal primo giorno hanno messo uno spirito assurdo in ogni allenamento – parole del capitano Filippo Costa, uno dei veterani della rosa – Questa vittoria è di chi purtroppo ha giocato meno, di chi ha lavorato dietro le quinte, ma soprattutto è di tutti voi».
Tra passato e futuro
Per il futuro il presidente Stefano Rosso spera di riuscire a intervenire sullo stadio e non esclude un possibile subentro di investitori stranieri in società, per avere a disposizione più risorse economiche. «Una volta creata la compagine societaria possiamo muoverci e fare qualcosa di bello – ha dichiarato alla trasmissione di Radio24 TuttiConvocati – fare uno stadio che vive sette giorni alla settimana, fare qualcosa che merita poi per la grandezza della città e senza strafare, perché basta fare uno stadio da 30 mila persone, ci puoi fare la Champions League o qualsiasi altra cosa».
Il Vicenza ha passato pochi anni della sua storia in Serie A, solo cinque stagioni nel passato recente e trenta in tutto, dalle quali sono arrivate però molte soddisfazioni, tra cui la vittoria della Coppa Italia nel 1997 e la semifinale di Coppa delle Coppe nella stagione successiva (persa contro il Chelsea).
Stefano Rosso, proprietario del Vicenza, è molto ambizioso e sicuro di sé, al limite della presunzione, ma i risultati gli danno ragione. Quest'ultimo rimarca spesso come il suo sia un impegno nato da una vocazione sociale, volta a creare qualcosa per i ragazzi e per la gente di Vicenza, ma anche come la società sia strutturata come una vera e propria azienda.
Suo padre, Renzo Rosso, prese la squadra dopo il fallimento nel 2018, ripartendo l’anno successivo dalla Serie C. Pagò il Vicenza circa un milione di euro e riuscì a ripartire dalla terza serie grazie alla fusione con il Bassano Virtus, di cui Rosso era già proprietario. Già al secondo anno ottiene la promozione in B, nella stagione 2019/20 (quella interrotta per via della pandemia), con Di Carlo in panchina. Dopo due stagioni non semplicissime, però, torna in C, perdendo il playout contro il Cosenza.
La Serie B non è un campionato semplice, ma ci sono diversi esempi - anche recenti - di società non ricchissime ma con progetti strutturati che sono riuscite a fare stagioni di media classifica senza troppi rischi. Carrarese e Juve Stabia per farne due recentissimi, ma anche il Catanzaro e il Sudtirol. Non è ancora chiaro in quanti rimarranno della squadra attuale, compreso l'allenatore -pubblicamente Gallo si è detto intenzionato a rimanere e che "se ne parlerà con la società". L'anno scorso, proprio per distanza di vedute con il suo precedente club, lasciò la Virtus Entella che aveva portato in B per tornare a giocarsi un campionato di vertice in C.
Il Vicenza è anche una squadra con un bacino rilevante di tifosi: quest'anno la media spettatori al Romeo Menti è stata superiore ai 10 mila a partita, il dato nettamente più alto del Girone A. In generale, anche negli anni più difficili il sostegno non è mancato perché l'affetto per la Lanerossi è molto radicato tra i vicentini. Il giorno della partita decisiva contro l'Inter U23 la curva ha fatto una coreografia con i tifosi che esponevano maglie biancorosse e uno striscione che celebrava il compleanno della società "9 marzo 1902 - Una fede che attraversa il tempo".
Nulla di più vero, con i sostenitori che ci sono stati sempre e gruppi presenti per seguire la squadre anche in trasferta. Questo, senza retorica, penso sia la cosa che permette di essere ottimisti guardando al futuro: che sia lottare per una salvezza in B o per ambire alla Serie A, come spera la proprietà del Vicenza, i vicentini ci saranno sempre.
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