
Tutte le pennellate di Dimarco sullo Scudetto dell'Inter
Recordman di assist della Serie A in una singola stagione, Dimarco ha disegnato calcio in infiniti modi.
Qualcuno, all'inizio della stagione 2025/26, aveva provato a mettere in discussione l'importanza di Federico Dimarco in seno all'Inter. Il cambio di allenatore - e, si diceva, di modulo -, un finale di stagione 24/25 costellato da infortuni, un rendimento in nazionale sotto le attese; come se qualcuno, con la maglia azzurra, negli ultimi anni fosse mai riuscito a rendere al meglio.
Va inoltre ricordato, anche se non dovrebbe essercene bisogno, che quello di Dimarco nella stagione corrente è tutt'altro che un exploit: nella non esaltante stagione 2024/25 l'esterno aveva collezionato 4 reti e 11 assist, in quella precedente aveva chiuso con 6 gol e 8 passaggi vincenti, nel 22/23 ancora 6 gol, accompagnati da 10 assist. Sono cifre assolutamente fuori dall'ordinario per un quinto di centrocampo, che da sole dovrebbero valere a Dimarco fiducia incondizionata.
Il clima di sfiducia, quello che in Italia accompagnerà sempre e per sempre un calciatore di un metro e 70, non ha peraltro condizionato il numero 32 dell'Inter, abituato da sempre a lottare contro tutto e tutti per affermarsi. Stavolta, però, Dimarco ha deciso davvero di esagerare, mettendo in piedi la miglior stagione sportiva della sua carriera: con 3 partite ancora da giocare, in tutte le competizioni Federico ha segnato 7 reti (una in Champions League) e fornito 18 assist.
Si è parlato tanto del record di assist di Dimarco in una singola stagione di Serie A, e il calciatore stesso ha attribuito i meriti all'abilità realizzativa dei compagni. Dal punto di vista statistico, però, l'overperformance non è così netta: i 18 assist provengono da 13,21 Expected Assist (xA), ai quali andrebbero aggiunti i dati raccolti in Coppa Italia e Supercoppa Italiana, competizioni in cui l'esterno ha offerto complessivamente 4 passaggi chiave, senza che i principali provider di dati ne forniscano un corrispettivo in xA.
Serve però un altro numero per dare un quadro completo della stagione di Dimarco: in 25 occasioni, il mancino dell'Inter è rimasto in campo per tutti i 90 minuti. Una cifra importante, per un calciatore che veniva accusato di non reggere più di un'ora in campo e che veniva sistematicamente sostituito: nella scorsa stagione Dimarco aveva disputato una partita intera solamente in 10 occasioni, in quella precedente addirittura 2 volte su 40 gare disputate, nel 22/23 le partite giocate dal 1' al 90' sono state 4 su 50.
Cristian Chivu, al contrario di Simone Inzaghi, si è fidato fin da subito non solo delle doti tecniche indiscutibili di Dimarco, ma anche e soprattutto della sua tenuta fisica. L'esterno ha ringraziato, e ha risposto con una stagione monstre, nei numeri, nelle prestazioni e nella leadership. Federico Dimarco è oggi simbolo e condottiero della sua squadra del cuore: il minimo che possiamo fare è ripercorrere, uno dopo l'altro, tutti i momenti in cui è stato decisivo per la vittoria dello Scudetto.
Juventus - Inter 4-3, 1° assist
Dimarco apre il conto, nella rocambolesca sconfitta contro la Juve di Tudor, con uno dei suoi cavalli di battaglia, l'assist da corner. Il suo pallone viaggia teso verso il cuore dell'area di rigore, dove un Thuram fin troppo solo non ha problemi nello staccare e incornarlo alle spalle di Di Gregorio.
Inter - Sassuolo 2-1, 1° gol
Passa una settimana e arriva anche il primo gol stagionale: per un giocatore della qualità di Dimarco, l'interno sul primo palo che batte un non perfetto Murić è gioco fin troppo semplice. Ma restate con noi, il bello deve ancora arrivare.
Cagliari - Inter 0-2, 2° assist
L'azione che manda Dimarco solo sul fondo è degna di nota, ma altrettanto pregevole è il cutback del terzino, solo all'apparenza una palla semplice. Il numero 32, praticamente dalla linea di fondo, deve imprimere forza e precisione per far arrivare la palla indisturbata, lì dove l'aspetta Francesco Pio Esposito, pronto per realizzare il suo primo gol in Serie A.
Inter - Cremonese 4-1, 2° gol + 3° assist
La catena di sinistra dell'Inter viaggia ormai col pilota automatico; non si spiega, altrimenti, la facilità con cui Dimarco riesce a prendere sistematicamente il fondo per crossare. Stavolta il suo cutback è arcuato, perfetto per pescare il bel tuffo d'Ange(lo) di Bonny.
Quando tocca a lui prendere la porta, invece, Dimash posa il pennello e imbraccia la sciabola: il fendente che s'infila a incrociare nell'angolino basso è un piccolo gioiello di coordinazione e precisione, con la palla che sembra fluttuare giusto un dito sopra l'erba.
Inter - Lazio 2-0, 4° assist
Ancora una rete sull'asse Dimash-Bonny, ancora un pallone che sembra semplice solo all'apparenza. Il rasoterra di Dimarco, per trasformarsi in assist, deve soddisfare tre condizioni, ovvero essere abbastanza tagliato da impedire l'intervento dei difensori, sufficientemente forte da prevenire l'uscita di Provedel e preciso quanto basta per finire sul piede del compagno di squadra. Condizioni soddisfatte, gol del 2-0 e Inter che si issa in vetta.
Inter - Como 4-0, 5°-6° assist
Offrendo una delle prestazioni più autoritarie della stagione, l'Inter annichilisce il pur ottimo Como di Fabregas a San Siro. Tra i protagonisti non può che esserci il quinto di sinistra dei nerazzurri, anche se il primo assist - un corner bucato dall'intera difesa dai lariani che finisce sui piedi di Thuram - è fin troppo facile per uno come lui.
Decisamente più complesso il secondo: Çalhanoğlu sventaglia per Dimarco che s'invola sulla fascia (e questa non è mai una grande notizia degli avversari), il 32 in corsa arma il sinistro e spedisce la palla verso l'area con forza. Tutti si aspettano che la sfera arrivi a Sučić appostato a ridosso dell'area piccola, ma il croato si abbassa perché sul secondo palo arriva Carlos Augusto, che tutto solo cala il poker di controbalzo.
Inter - Bologna 3-1, 7° assist
La premiata ditta Dimarco-Lautaro confeziona il terzo gol del girone d'andata, ancora una volta con un calcio d'angolo battuto a rientrare. Stavolta Dimash si avvale di un complice - più o meno involontario - che risponde al nome di Manuel Akanji: saltando sul primo palo, lo svizzero manda fuori giri la retroguardia felsinea, così la palla finisce dritta sul petto di Thuram, che quasi senza accorgersene sigla la rete che chiude il match.
Parma - Inter 0-2, 3° gol
Un bug di sistema, nella serie infinita di parabole perfette disegnate col piede sinistro. Nella nebbia del Tardini, capita infatti che Dimarco vada a segno col piede destro, sorprendendo Corvi sotto le gambe da posizione molto defilata. Inizialmente l'arbitro annulla, forse per fuorigioco o più probabilmente perché non può credere che l'interista abbia davvero segnato col piede meno nobile; il VAR ci mette una pezza, e l'Inter può festeggiare la rete del vantaggio.
Inter - Napoli 2-2, 4° gol
Dimarco vuole risolvere il mal di big match dell'Inter, e lo dimostra chiaramente dopo appena 9 minuti: stavolta Thuram gli rende il favore, temporeggiando e servendolo mentre arriva di gran carriera sull'out di competenza. Il suo interno sinistro è forte, insidioso e preciso, ma il fatto che Milinković-Savić non provi nemmeno ad allargare il piede per deviarlo non ci toglie dalla testa che il portiere azzurro avrebbe forte potuto fare qualcosa di più.
Inter - Pisa 6-2, 5°gol + 8°-9° assist
Sembrava una formalità o poco più, invece l'Inter a Pisa è sotto di due reti, affossata da Moreo e dagli errori di Sommer. Tra i fautori della rimonta nerazzurra c'è, neanche a dirlo, il numero 32, che subentra al 34' per un frastornato Luis Henrique e regala non una, non due, ma ben 3 pennellate nella stessa gara (e attenzione, non sarà un unicum). Il cross dalla trequarti che diventa un cioccolatino per Lautaro sembra una giocata di Cuadrado vista allo specchio: teso, arcuato, precisissimo per la testa dell'accorrente compagno di squadra.
Più rocambolesco ma comunque efficace è il tiro che porta al 4-2 interista: la conclusione al volo di Dimarco sul cambio gioco di Thuram è forse un po' troppo strozzata, ma quando il Dio del calcio dice che è il tuo momento, allora è davvero il tuo momento. Un bacio al palo, uno all'altro, e sfera che finisce docile docile in porta.
Il secondo assist di giornata è forse il "meno assist" del lotto: intendiamoci, il filtrante di Dimarco che trova Bonny è pregevole, ma è poi l'ex Parma a inventarsi il gol, penetrando in area e battendo Scuffet. La Lega lo ha assegnato, noi obbediamo.
Cremonese - Inter 0-2, 10° assist
Cambiano le dinamiche (corner a uscire e non più a rientrare), cambia il destinatario, ma non l'esito finale. Lautaro non è un colosso, ma è bravo a sgusciare tra le maglie della Cremo e la palla di Dimash è precisa a sufficienza da permettere al suo capitano di staccare e colpire imparabilmente di testa.
Sassuolo - Inter 0-5, 11°-12°-13° assist
Tra i calciatori capaci di servire 3 assist in una sola gara in Serie A ci sono Luis Alberto, Berardi, Bonny nell'anno a Parma e un improbabile Jović ai tempi della Fiorentina. Dimarco si iscrive prepotentemente al club, aiutato da quella che ormai è la specialità della casa, i calci d'angolo: i suoi corner pescano prima Bisseck e poi Akanji, possenti staccatori impossibili da marcare per la fragile difesa del Sassuolo.
Nel mezzo, Federico ha il tempo per servire anche un assist "normale": cavalcata classica sulla linea laterale sinistra, palla forte e precisa nei pressi del primo palo per il compagno di merende Thuram, ormai un habitué nel raccogliere i suoi traversoni al bacio.
Inter - Juventus 3-2, 14° assist
Nella rocambolesca partita del rosso a Kalulu, della simulazione di Bastoni e delle infinite polemiche dei giorni successivi, è facile dimenticarsi i fatti di campo. Il provvisorio 2-1 dell'Inter nasce da una potente incornata di Pio Esposito, ma anche da un bel traversone dalla trequarti di Dimarco, simile nelle dinamiche al primo assist servito contro il Pisa, anche se Esposito deve fare ben più di Lautaro per trasformare in oro il pur ottimo cross del compagno.
Lecce - Inter 0-2, 15° assist
L'Inter deve faticare più del previsto per passare al Via del Mare; l'eroe di giornata è Mkhitaryan, ma Dimash ci tiene a lasciare ancora il segno, col solito corner che pesca lo stacco imperioso di Akanji per il definitivo 0-2. I numeri, da soli, non dicono tutto, ma se si parla di 8 assist (più un gol) in 5 giornate, ecco che forse qualcosa iniziano a comunicarci.
Inter - Genoa 2-0, 6° gol
L'ultimo gol (ad oggi) di Dimarco in campionato è, senza ombra di dubbio, il più bello. Il lob di Mkhitaryan che scavalca la linea del Genoa è notevole, certo, ma poi il gol è tutto da costruire. C'è da percepire la direzione da cui arriva il pallone, regolare la corsa, coordinarsi su una palla che compare da dietro, impattare nel modo giusto e angolare la conclusione. Il 32 fa tutto ciò con la naturalezza di chi raccoglie un fiore, come a volerci impedire di stupirci per ciò che a lui sembra non costare alcuno sforzo.
Inter - Cagliari 3-0, 16° assist
Siamo alle battute finali, l'Inter ha bisogno degli ultimi punti per trasformare il sogno in realtà, e chi meglio del suo fantasista mascherato per sbloccare il punteggio contro il Cagliari? L'inserimento di Dimarco nel mezzo spazio di sinistra è prorompente, la sua cavalcata sicura, il suo pallone sul secondo palo inesorabile. Indovinate un po'? Ci arriva proprio Thuram.
Torino - Inter 2-2, 17°-18° assist
La serata del record, quella che ritarda (di poco) la festa Scudetto dell'Inter, permette a Dimarco di entrare nella storia: 18 assist, mai nessuno ne aveva serviti tanti in una singola stagione da quando viene raccolta questo tipo di statistica. Tra i destinatari non poteva che esserci Thuram, alla quinta rete siglata grazie ai palloni offerti dall'esterno mancino: Dimash sceglie il colpo di classe, un sinistro liftato che sorprende tutta la retroguardia del Toro e trova il francese sul secondo palo.
L'ultimo assist di questa collezione è un banale corner, battuto forte a uscire, dritto dritto dalle parti di Bisseck, che salta sul posto e sigla la seconda rete nerazzurra. Se l'Inter in Serie A è la squadra che segna di più da calcio piazzato, una fetta importante del merito va assegnata alle traiettorie disegnate dal piede sinistro di quell'artista che risponde al nome di Federico Dimarco.
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