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Ronaldinho Netflix
, 4 Maggio 2026

Com'è la serie Netflix su Ronaldinho?


La serie su Ronaldinho non racconta nulla di nuovo, ma quello che già sappiamo sul brasiliano è sufficiente per realizzare un prodotto accettabile.

Ronaldinho: l’inimitabile” é una serie sospesa tra l’eccezionale che diventa normalità e la stessa normalità che viene sempre vista in modo eccezionale.

Le tre puntate della docu-serie su Ronaldinho, visibile su Netflix, sono costruite con il classico canovaccio di questo tipi di prodotti, ossia ripercorrere la storia, sportiva e non solo, del protagonista attraverso il suo racconto e materiale d’archivio. A tutto questo - che rappresenta comunque tanta carne al fuoco, quando si tratta di personaggi così grandi - si aggiungono le voci e i racconti di persone vicine a lui, colleghi altrettanto celebri e giornalisti.

In questo racconto - la cui spontaneità e sincerità va sempre presa con la giusta distanza - Ronaldinho spiega e mostra come, fin da giovane, le cose che faceva in campo fossero per lui una cosa naturale e realizzare giocate creative e inaspettate fosse semplicemente l’espressione del suo modo di vivere lo sport. Più va avanti la sua carriera e più l'aspettativa di pubblico e addetti ai lavori è quella che le magie di Ronaldinho siano sempre ripetibili e replicabili. Insomma: l’eccezionale che diventa normalità in campo.

D’altro canto, quando il Ronaldinho di oggi ripercorre la sua carriera e la sua vita attuale, l'attenzione si concentra sempre su quanto quest'ultima sia “pazzesca”. Non lo dice con un tono di ostentazione, ma con uno stupore e una meraviglia che sembrano sinceri. Non a caso, “non avrei mai immaginato di avere una carriera tanto grande” è una delle prima frasi che dice.

Cosa che, peraltro, va parzialmente in conflitto con l’opinione diffusa di una parte di pubblico, che vede nei giocatori finiti sulle cronache anche per vicende extra-calcistiche come una sorta di spreco. Soprattutto, se si tratta di persone spesso sorridenti o a cui piace scherzare, che provengono da culture diverse rispetto a quella europea. Comunque Ronaldinho sembra sinceramente felice, realizzato e stupito di tutto quello che é riuscito a raggiungere e di quanto le persone lo apprezzino.

Alcuni temi ricorrenti

Per quasi tutta la serie Ronaldinho cerca di smorzare ogni momento di solennità o emozione. Ad esempio: all’inizio, quando mostra i propri successi nella sala dei trofei, fa una battuta con riferimento alla celebre foto in piscina con delle ragazze di schiena, facendo un parallelismo tra i loro fondoschiena e i premi. Oppure, quando parla dell’applauso del Bernabeu dopo la sua stellare prestazione nel Clásico, dice di non essersene accorto.

Una cosa molto rilevante nel racconto che viene proposto è il rapporto tra Ronaldinho e Roberto, suo fratello maggiore nonché agente. Inizialmente Dinho dice come proprio Roberto fosse il suo idolo quando lui, da un bambino, iniziava a giocare (ed eccellere) mentre suo fratello era un giovane calciatore del Gremio. Poi, quando il padre viene a mancare a poco più di quarant’anni, Roberto diventa “l’uomo di casa” e una figura anche quasi paterna per lui. Il loro rapporto, oltre che affettivo, diventerà anche lavorativo: quest'evoluzione viene raccontata come la scelta più logica, con l'obiettivo di affidarsi a persone a cui si è molto legati a prescindere.

In generale, però, tutti i rapporti sono raccontati in modo da non approfondire eventuali conflittualità. Anche quello con un giovane Messi - che poi prenderà in eredità la sua rilevanza al Barcellona - è molto edulcorato, alla luce di quanto sappiamo anche da altre fonti (si consiglia, in tal senso, il libro di Fabrizio Gabrielli intitolato proprio "MESSI").

L’unica ombra che si può leggere tra le righe, in merito al loro rapporto, è quando l’argentino parla della vittoria in Champions nel 2006, affermando come il Barcellona “era una squadra molto completa e meritava di vincere la Champions” - si ricorda che, in quel torneo, Messi aveva giocato solamente fino agli ottavi per infortunio; dal modo con cui ne parla, il trionfo in finale pare essere una storia a lui totalmente estranea.

Cosa manca a Ronaldinho: l'inimitabile?

Una parte del terzo episodio, non troppo approfondita, è dedicata all’arresto in Paraguay, descritto da Ronaldinho lo definisce come “il momento peggiore” - una terminologia analoga a quella utilizzata per raccontare altri accadimenti, come la morte del padre o la sua assenza per la nascita del figlio.

In merito, viene raccontato come l’arresto in Paraguay avvenga mentre Dinho stava giocando alla Playstation in hotel: un particolare piccolo, ma in linea con la narrazione che lui fa di sé stesso per tutta la serie. Il motivo dell'arresto va cercato nel fatto che lui e Roberto erano entrati nel paese con documenti falsi: carta d’identità, passaporto e patenti erano paraguaiani. Sulla sua breve permanenza in carcere dice che “mi feci degli amici”, e si parla anche della vittoria per 11-3 in una partita a cinque tra detenuti e poliziotti. Il fratello, in seguito, dirà che la responsabilità è tutta sua e della sua negligenza.

In tutto questo racconto trova poco spazio il rapporto con il figlio: il campione brasiliano racconta dell’enorme rimpianto di non esserci stato il giorno in cui è nato per via di una partita e lo stesso Joao afferma che la cosa più dura del rapporto con il padre è stata la distanza, ma la questione rimane appena accennata.

Altre cose laterali, invece, vengono più volte ripetute: Ronaldinho ama la musica e stare nel suo ranch a Porto Alegre, dove ha anche un campo da beach soccer, oltre che grigliare con gli amici di sempre e ballare. Insomma: alcune tematiche piuttosto intuibili vengono ribadite a più riprese; altre, più interessanti, rimangono solamente in superficie.

Tirando le somme: se siete appassionati di calcio, vale la pena dedicargli quel paio di ore, anche solo per i video d’archivio e le giocate. Tuttavia, fare l'abbonamento a Netflix unicamente per Ronaldinho: l'inimitabile non ne vale la pena. Se invece di vedere qualcosa su Ronaldinho, volete leggere qualcosa su Ronaldinho: un consiglio disinteressato.

  • Nato e cresciuto in provincia di Genova. Faccio i video. Mi piace guardare le partite di calcio, ma di più quello che succede sugli spalti.

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