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Fiorentina Roma gol
, 4 Maggio 2026

Roma-Fiorentina 4-0, Considerazioni Sparse


All'Olimpico la Roma calpesta una disinteressata Fiorentina.

Il risultato finale di Roma-Fiorentina, al di là dell'esatto punteggio, era fin troppo facile da prevedere. Banale intuirlo per l'osservatore neutrale, scontato per il disilluso tifoso gigliato, in fondo abbastanza ovvio anche per il più nevrotico sostenitore giallorosso, sì in preda ai propri psicodrammi domestici ma alla fine consapevole sia del diverso valore delle due compagini in quest'annata, sia del diverso peso delle motivazioni nei ventidue in campo. Nella serata in cui la Roma femminile, fresca campione d'Italia, sfila all'Olimpico prendendosi i suoi appalusi, i colleghi maschi fanno altrettanto con una prestazione sonora, che, nonostante tutto, vale il portarsi a -1 dalla zona Champions e a -3 dal terzo posto. Dopo gli stracci volati, la squadra di Gasperini torna così appieno una papabile per il piazzamento europeo più prestigioso, grazie anche all'apatia delle ultime uscite della Juventus e all'imbarazzante collasso del Milan post-derby (7 punti in 7 partite, contro i 13 di una Roma pur sconfitta a Como e sbattuta fuori dall'Europa League dal Bologna in questo periodo), e lo fa con una prestazione vincente e convincente.

Di contro, la Fiorentina ha una comprensibile - ma non accettabile - aria da remi in barca: l'eliminazione contro il Crystal Palace dalla Conference ha chiuso di fatto la stagione viola, mentre le due gare a cavallo del ko contro gli inglesi, ovvero la vittoria con la Lazio e il (forse perfino immeritato) pari di Lecce le hanno nella sostanza sciolto le riserve sulla permanenza in Serie A, oggi ancora non matematicamente ottenuta (manca un punto), ma vincolata all'obbligo della Cremonese di vincerle tutte per costringere i gigliati a un play-out. I primi 45 minuti passati in balìa delle onde ben rendono l'idea di questo clima balneare che aleggia sulla squadra di Vanoli, peraltro un po' a sorpresa ritornato in alto nelle quotazioni per la conferma sulla panchina per bocca del ds Paratici nel prepartita (chissà se lo è ancora dopo questo risultato): una squadra distratta, superficiale, che trasmette nelle posture e negli sguardi una quasi universale mancanza di spirito. Giocare questa partite, giocare queste ultime partite stagionali, pare essere per i giocatori della Fiorentina un fardello, prima ancora che un fastidio.

La Roma infatti poco dopo la mezz'ora è già 3-0 (a segno in successione: Mancini, Wesley ed Hermoso), senza strafare ma con una predominanza chiara e indiscutibile; la Fiorentina subisce passivamente, con aria di superficialità, facendosi vedere per la prima volta in avanti al 44' (con un tentativo un po' forzato di Fagioli, deviato da un difensore in angolo). L'unico vero guizzo degli ospiti arriva a inizio ripresa, subito dopo i tre cambi spesi da Vanoli. Richiamati Gudmundsson (quanto mai a disagio nel fare la prima punta), Harrison e una delle versioni più irritanti di Pongracic rispettivamente per Braschi, Parisi e Comuzzo, è proprio il primavera viola al pronti-via a colpire un legno che per un attimo scuote i gigliati. Tanto aveva fatto parlare il suo mancato utilizzo nella gara con il Sassuolo vista la morìa di attaccanti fra i viola, tanto farà parlare il suo utilizzo dall'intervallo in questa gara; ma al di là del blitz di inizio ripresa come si poteva temere anche la sua partita si è rapidamente immalinconita, visto il contesto completamente sbilanciato in favore della Roma. Un po' viene da chiedersi se, tra tante parole e tanti proclami, qualcuno abbia fatto davvero qualcosa di tutelante verso il ragazzo nelle ultime due settimane.

Il lampo di Braschi resta quello che è, ovvero un isolato fulmine a ciel sereno in quel dell'Olimpico. La Roma non solo non rischia mai (fa eccezione solo un cross pericolosamente deviato da Ndicka in angolo), non solo arrotonda ulteriormente con Pisilli su assistenza di un Malen oggi a sorpresa non a segno ma comunque protagonista, ma dà la sensazione di divertirsi e rilassarsi. Sul piano tecnico e dell'organizzazione di gioco, è difficile prendere a esempio questa partita per dire che la squadra di Gasperini ha ritrovato (o trovato appieno) la sua dimensione ed è lanciata nella corsa Champions; ma una tale dimostrazione di forza e uno scioglimento delle tensioni possono essere un boost di fiducia importante per la lotta europea. D'altronde, il campo ha mostrato una squadra dominante in ogni zona del campo: in mezzo, grazie anche al rientro di un eccellente Koné, e in avanti, con Malen risultato ingestibile per i centrali viola e con le catene laterali di ben altro ritmo e consistenza rispetto a quelle della Fiorentina. Dietro invece, se Svilar è stato spettatore non pagante, ha un che di ironico il fatto che siano andati a segno sia Mancini (su angolo) che Hermoso (su azione), quasi come a rappresentare sul tabellino i pochi impegni difensivi avuti dal terzetto giallorosso. Come a dire: "Qui non c'è niente da fare, andiamo a segnare".

Poco altro da dire riguardo alla Fiorentina: per la classifica, questa sconfitta è pressoché irrilevante; per gli umori invece peserà e non poco. Oltre a rinviare - ancora - l'aspetto matematico della salvezza, è evidente come un ko simile, per punteggio e per come è arrivato, sia l'ennesimo fattore di turbe umorali in un contesto (di squadra e di piazza) mentalmente sfibrato da questa stagione. Il retrogusto d'ansia che permarrà visto al raggiungimento formale della salvezza è solo un altro ingrediente da aggiungere al calderone dei problemi presenti e futuri viola, alle prese con una futura stagione da organizzare e per ora con praticamente nessun punto certo, tecnico umano o economico, su cui appoggiarsi per ripartire.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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